Ricordi d’amore e di disamore

postato da web il 07.06.2017
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Provate a ricordare una brutta litigata con il vostro partner, uno scontro nel quale non c’era un colpevole o un innocente, ma nel quale ve le siete cantate di santa ragione, reciprocamente. E immaginate di porre questo ricordo in una cartellina nera. Ora provate a rievocare un momento magico positivo della vostra relazione romantica: poesia, intesa, accordo, armonia, l’essere tutt’uno. E immaginate di inserire questo ricordo in una cartellina rossa.
Adesso, andiamo indietro nel tempo, e ponete mente a ricordare altri momenti dolorosi di disamore e di incomprensione, andando a ritroso da ora alla vostra infanzia: disamore, rabbia e odio con qualche partner precedente, con degli amici, con dei colleghi sorprendentemente deludenti, con i familiari, con i fratelli e sorelle, con i compagni di scuola, con i professori, con papà e con mamma. E poniamoli di nuovo nella cartellina nera immaginaria. Subito dopo, ricordiamo invece episodi belli, lirici, romantici, affettuosi, commoventi in positivo, con le stesse persone: partner presente o passati, amici, colleghi, familiari, fratelli, sorelle, compagni di scuola, professori, papà e mamma. E inseriamoli nella cartellina rossa mentale.
Se ci riflettete sopra un attimo, probabilmente vedrete che una parte dei litigi e dei momenti di disamore erano collegati a malintesi, a semplici difficoltà di comunicazione, a fraintendimenti, a quelle situazioni relazionali che nel mio libro Psicoterapia dell’amore e del sesso ho chiamato “frainsentimenti”, ovvero fraintendimenti sentimentali. Questi frainsentimenti in molti casi sono stati chiariti, e si è ripreso un legame amoroso nutriente e solido, piacevole e duraturo.
Negli altri casi, invece, ripensandoci potreste trovare la base di una rottura, temporanea o più spesso definitiva, perché in quel litigio vi siete accorti che l’altro e l’altra erano troppo diversi da voi, si muovevano su differenti valori, erano sostanzialmente incompatibili con voi e insopportabili per voi, e anche se potevano avere qualche ragione (ognuno ha sempre qualche buona ragione), queste non potevano giustificare oltremodo la permanenza di una relazione con loro, andavano esclusi, probabilmente per sempre. E così avrete fatto in realtà, almeno nel vostro cuore.
Meditare brevemente sui ricordi d’amore e di disamore ci potrebbe aiutare a non ripetere gli stessi errori e a temperare i ricordi degli episodi contrastanti con il nostro stato d’animo del momento: fare memoria del fatto che esiste l’amore, specie nei momenti in cui siamo pieni di odio; ricordare che esiste la possibilità di una frattura relazionale anche quando siamo in pieno amore; ridimensionare l’importanza del disamore nel nostro cuore, perché alla fine ci danneggia; e infine coltivare con attenzione le relazioni amorose, che sono la cosa più importante della nostra vita e che ci rendono presenti nella mente degli altri che amiamo.

A cura del Dott. Francesco Aquilar, psicologo e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale a Napoli, docente di psicoterapia cognitiva a Roma. L’ultimo suo libro è “Condividere i ricordi. Psicoterapia cognitiva e funzioni della memoria” (con Maria Pia Pugliese), Edizioni FrancoAngeli.

Condividere i ricordi d’amore

postato da web il 22.05.2017
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La costruzione di una relazione romantica passa anche attraverso alcuni momenti topici, che sottolineano l’unicità del rapporto e che fermano nella memoria di entrambi i membri della coppia la straordinarietà positiva del loro incontro e della scelta di vita che ne è conseguita. Quando la relazione prosegue per molto tempo, spesso i due innamorati tornano con la memoria a quei ricordi, ne riparlano e soprattutto condividono la sicurezza della scelta fatta, sorridendosi a vicenda e riconfermandola. Quando, invece, il rapporto è in crisi, o si rompe, ciascuno rievoca nella sua memoria altri episodi, in particolare quelli nei quali si è avuta la sensazione netta che la relazione fosse irrimediabilmente finita: un litigio percepito come definitivo, un’incomprensione grave che fa percepire una distanza e una diversità ormai incolmabili, una menzogna imperdonabile, uno scontro che ha fatto sì che i due ormai ex partner percepissero l’impossibilità di riparare qualcosa che era irrimediabilmente perduta per sempre.

Tuttavia, alcune persone non hanno avuto la possibilità di essere ascoltate adeguatamente nel racconto dei loro episodi fondanti, nel sistema di relazioni di cui dispongono. Possono aver ricevuto un ascolto distratto, o inadeguato o addirittura sminuente o deridente. Oppure hanno evitato di raccontare i ricordi più drammatici, e anche quelli più lirici, per paura di essere fraintese, di essere considerate noiose o semplicemente per la vergogna di un possibile giudizio, o per la paura che l’interlocutore tradisse la loro fiducia raccontando a destra e a manca, e magari travisando, le loro emozioni e le loro storie più segrete. Ed ecco che i ricordi si “incistano”, possono diventare un fardello pesantissimo, e – se sono ricordi traumatici – possono trasformarsi in sintomi dissociativi e dare luogo, in certe condizioni, a disturbi psicopatologici.

In psicoterapia, questi e altri ricordi vengono condivisi con lo psicoterapeuta, all’interno di un contesto di sicurezza e ne vengono esplorati insieme tra paziente e terapeuta numerosi aspetti, alla ricerca dei significati delle esperienze passate (o anche recenti, ma comunque già accadute) e allo scopo di fare tesoro di quelle vicissitudini per un presente e per un futuro migliori, più consapevoli e caratterizzati da scelte più adeguate. I ricordi rappresentano il bagaglio della nostra conoscenza, il condensato delle nostre emozioni e la struttura delle nostre identità: personale, familiare, di coppia, professionale, filosofica ed esistenziale. Per questo vanno considerati sacri e trattati con il rispetto che meritano. In tal senso, il contesto adeguato di una psicoterapia diventa in alcuni casi necessario, per elaborare adeguatamente i ricordi, per il sollievo di condividerli, elaborandone i significati con un’altra persona che sa come fare ad alleviarne il peso. Ma anche per condividere alcune gioie private, che spesso appare inopportuno proporre alla conoscenza di qualcuno di cui non siamo sicuri di poterci fidare.

A cura del Dott. Francesco Aquilar, psicologo e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale a Napoli, docente di psicoterapia cognitiva a Roma

La vita passa in fretta? Dormiamoci sopra

postato da Nicoletta Carbone il 18.11.2013
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Sentiamo una canzone di quando eravamo adolescenti e ci accorgiamo, facendo i conti, che sono passati più di 20 anni. Parliamo con gli amici di un evento accaduto un po’ di tempo fa, ma si riferisce a  dieci anni prima. Eppure lo ricordiamo  come se fossero passati solo pochi anni. E così gli anni passano e sembra che il  tempo voli via così in fretta che sembra quasi di non aver vissuto le nostre giornate.
Cosa fare? Considerato che non possiamo fermare il tempo, tanto vale riempirlo con ciò che ci capita durante il giorno per dargli spessore, proprio come avviene con gli strati geologici del terreno. Ogni giorno è diverso dal precedente, a ben vedere capitano piccoli nuovi episodi, incontriamo persone diverse, sviluppiamo progetti e prendiamo appuntamenti, facciamo attività nuove o semplicemente leggiamo qualche pagina in più del libro del momento. Tutto ciò però si confonde con la routine della vita quotidiana e si rischia di non dargli peso, così del tempo trascorso resta ben poco.
Il rimedio? Semplice. La sera, prima di addormentarsi, nella penombra della nostra camera da letto, dedichiamo 5 minuti a ripensare a ciò che abbiamo fatto durante la giornata, a partire dal momento della sveglia. Ricordiamo qual è l’orario che abbiamo visto per la prima volta sul dispay dell’orologio, cosa abbiamo mangiato per colazione, come ci siamo vestiti, dove siamo andati, con chi abbiamo parlato, se abbiamo conosciuto persone nuove e come si chiamano, com’erano vestite, in quali negozi siamo entrati, com’era la figura della commessa, a che ora abbiamo pranzato, cosa abbiamo fatto nel pomeriggio, cosa abbiamo visto in tv o cosa abbiamo letto e quali erano i nomi degli attori e dei personaggi.  E così via.
In questo modo, avremo il doppio vantaggio di mantenere allenata la nostra mente, riempiendo le nostre giornate:

- primo, rinforzeremo le memorie verbale, visiva, prospettica, semantica ecc. andando a recuperare tutti i dettagli della giornata appena trascorsa;
- secondo, scivoleremo lentamente e piacevolmente nel sonno senza stressarci a pensare cosa dovremo fare il giorno dopo. Questa attività ha il grande potere di conciliare il sonno. Infatti, le prime volte ci capiterà di addormentarci prima ancora di arrivare in fondo alla giornata;
- terzo, durante il giorno assumeremo un atteggiamento di maggiore vigilanza e saremo più attenti e concentrati, poiché sappiamo che la sera ci interrogheremo sui dettagli osservati durante la giornata;
- quarto, tutto ciò che abbiamo rievocato sarà rielaborato dal cervello. Durante il sonno, i neuroni rinforzeranno i contatti tra di loro conservando le tracce dei ricordi nella memoria a lungo termine.

Così, le giornate assumeranno maggiore spessore e la nostra memoria si arricchirà di tante informazioni che senza questo semplice esercizio rischiano di passare nell’oblio, insieme ai migliori anni della nostra vita.

A cura di Giuseppe Alfredo Iannoccari

  • Un esperto per amico




    Attilio Speciani


    Specialista in Allergologia e immunologia clinica

     

    www.eurosalus.com





    Prof. Alberto Luini


    Direttore della divisione di senologia dello IEO






    Tetsugen Serra


    Maestro Zen - Fondatore della Mindfulzen: la Via di Consapevolezza

     

    www.mindfulzen.it

     

    www.monasterozen.it





    Prof. Antonino Di Pietro


    Direttore del Servizio di Dermatologia dell'Ospedale di Inzago (MI)

     

    www.antoninodipietro.it





    Dott. Francesco Aquilar


    Psicologo e Psicoterapeuta Cognitivista e Comportamentale

     

    www.aipcos.org





    Claudio Belotti


    Coach

     

    www.claudiobelotti.it





    Luigi Sutera


    Consulente d'immagine






    Giuseppe Alfredo Iannoccari, Ph.D.


    Presidente Assomensana

     

    www.assomensana.it





    Alessandra Rigoni


    Medico Chirurgo specialista in odontoiatria e ortodonzia a Milano






    Dott. Luca Avoledo


    Naturopata ed esperto di ecologia del corpo, nutrizione e salute naturale.

     

    www.lucaavoledo.it

     

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    Dott. Fabio Rinaldi


    Specialista in dermatologia e venerologia, Presidente della Fondazione IHRF in Milano.

     

    www.studiorinaldi.com





    Prof. Alessandro Nanussi


    Responsabile del Centro di Gnato-posturologia e dolore cranio-faciale, Osp. S. Gerardo, Clinica Universitaria della Milano-Bicocca. Past president della Società Italiana di Odontostomatologia dello Sport.

     

    www.studiodentisticonanussicoraini.it





    Prof. Marco Temporin


    Medico Chirurgo. Specialista in Igiene e Medicina Preventiva.

     

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    Daniele Belloni


    Insegnante di yoga, scrittore e giornalista

     

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    Mauro Castiglioni


    Farmacista Cosmetologo esperto in preparazioni Galeniche. Consigliere all'Ordine dei Farmacisti di Milano. Consigliere Nazionale SI.F.A.P. (Società Italiana Farmacista Preparatori






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    Ricercatore, Cosmetologo ed esperto di Nutraceutica
    Docente presso la Scuola Internazionale di Medicina Estetica, SIME di Roma e presso il Corso di Perfezionamento in Farmacia e Farmacologia Cliniche dell’Università di Padova






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    Direttore ricerche cliniche Istituto Derming

     

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    Raffaella Cicogna


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    Carlo Cazzaniga


    Artigiano - Artista

     

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    Ines Seletti


    Presidente Ass. Adas Fidas Parma - Consigliera Ass. Fidas Nazionale con delega alla comunicazione e alle nuove tecnologie - Consigliera Ass. Futura Parma

     

    www.fidas.it

     

    www.adasfidasparma.it


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