Il corpo può modellare la mente?

postato da Nicoletta Carbone il 25.01.2013
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La risposta è affermativa, stando agli ultimi studi di Casasanto pubblicati sull’autorevole rivista “Psychological Science”. Il corpo che interagisce con l’ambiente circostante influenza le rappresentazioni che la mente forma.
Destrimani e mancini, com’è noto, utilizzano aree differenti del cervello per agire ma anche per immaginare azioni ed attribuire significati. Ciò comporta la tendenza a dare significati diversi alle parole, così come immagini mentali diverse e perfino giudizi opposti.
Dalle ricerche si è infatti visto come il modo in cui vengono usate le mani influenzi addirittura le rappresentazioni mentali astratte come l’onestà, la bontà, la cattiveria etc.:  un mancino, che interagisce più agevolmente con l’ambiente a sinistra, è abituato ad associare valenza positiva a ciò che trova alla sua sinistra, mentre per i destrimani vale l’esatto contrario.  In conclusione, sembra proprio che modelli specifici di esperienza motoria formino il nostro modo di pensare, di sentire, di comunicare e  anche di prendere decisioni.
Quale può essere un modo per allenare entrambi gli emisferi e ampliare il nostro modo di pensare? Utilizzare entrambi gli arti, destri e sinistri per svolgere le normali attività quotidiane. All’inizio ci si potrà sentire un po’ impacciati, ma col passare del tempo diventiamo abili ad utilizzare indistintamente la mano o il piede contro-dominante. Si può iniziare con l’uso del mouse, con la crema sul viso e col digitare i numeri sul telefonino, passando man mano a compiti di  difficoltà crescente. A tutto vantaggio della salute del cervello e dell’efficienza delle abilità cognitive.

A cura di Giuseppe Alfredo Iannoccari, Presidente Assomensana

Che bella cosa potersi concentrare a volontà

postato da Nicoletta Carbone il 27.09.2012
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La difficoltà a concentrarci è tipica ormai del momento storico  che stiamo vivendo  e non risparmia quasi nessuno.

Come mai, ci chiediamo?

La risposta  ci viene dagli psicologi, dai sociologi, dai filosofi ma, anche in un lontano passato questo problema era stato oggetto di studio da parte di coloro che si occupavano della struttura della mente, della sua relazione con  l’origine del pensiero, delle emozioni e della volontà.

Lo Yoga, già migliaia di anni fa, aveva messo a punto la relazione tra l’attività dei nostri organi di senso (vista, udito,tatto, gusto e olfatto)  e la capacità della mente di assorbirne completamente gli effetti,

nel bene e nel male,in maniera permanente.

Come se, la mente/cervello fosse una sorta di tessuto permeabile atto a contenere ogni cosa sperimentata o immaginata o riferita da terzi ecc.

Una sorta di “vaso di Pandora” .Pensiamo solo a quanto la mente, ogni momento, viene intasata dal rumore del mondo esterno (persone, giornali, televisione, rumori di guerra o di finta pace).

Già, ma proprio perché un vaso ha una capacità limitata di contenimento (una vaso di casa nostra  potrà contenere un mazzo di fiori non 15000 rose…)allo stesso modo, la mente sovraccarica, va in tilt.

Perchè, come mai?

Allora iniziamo da ciò che sostenevano i Tantra :”Prima di intraprendere qualunque attività, cerca di liberarti da ciò che non ti serve”.

In breve,e per passare subito all’aspetto pratico della nostra questione, se desidero realizzare un progetto che mi sta molto a cuore ma la mia mente è ricettacolo di pensieri , magari ostili, ricordi di violenze subite o perpetrate,desideri irrealizzabili,autolesionismo ecc. il mio impegno primario sarà quello di rigettarli per quello che sono, appunto cose inutili.

Arriviamo al dunque, poiché sull’argomento è già stato detto molto e ancora tanto ci sarebbe da ribadire.

Impariamo a “guardare i nostri pensieri”, oggettivandoli sul nostro schermo personale-la fronte.

Osserviamo con grande attenzione i nostri pensieri.

Come sono? Disordinati, ripetitivi, ossessivi oppure rivolti ordinatamente alla messa a punto della nostra realizzazione personale ?

IN questo secondo caso:complimenti, avete già in mano le chiavi della vostra stabilità mentale, spirituale !

Nel primo caso, invece,osservando attentamente “i vostri nemici”, il vostro disordine,seguite questo semplice esercizio che vi propongo e fatelo vostro, per sempre:

seduti in posizione di meditazione oppure su una sedia , con la schiena ben diritta, le mani in grembo, una dentro l’altra, la fronte morbida e rilassata, gli occhi chiusi, rivolgete lo sguardo verso il punto tra le sopracciglia…..se lo state facendo bene, ve ne accorgete subito da soli perché il semplice “gesto” di trattenere lo sguardo in quel punto preciso vi toglie il contatto principale con il mondo esterno (come se abbassaste una saracinesca) o magari, forse subito, oppure un po’ più avanti,potrete sperimentare la consapevolezza del vostro Universo interiore.

L’Universo interiore è tutto da scoprire, ma in maniera del tutto privata e personale:osservate il vostro silenzio interiore,immaginate quanti miliardi di operazioni sta, compiendo il vostro”intelligentissimo corpo” cercate di ascoltare il vostro battito cardiaco….

Non è una meraviglia?
Insistete a mantenere lo sguardo tra le sopracciglia ed eventualmente respirate lì dentro come se, proprio lì, splendesse il sole.

I pensieri superflui si sono squagliati come neve al sole….Appunto!

E la concentrazione è già in atto.

A cura di Lisetta Landoni

Pensieri e sentimenti nella depressione

postato da Nicoletta Carbone il 27.06.2011
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La depressione rappresenta un serio problema personale e sociale che, specie in questo periodo storico e nelle sue varie e diverse forme, sembra riguardare moltissime persone, direttamente e indirettamente. Inoltre, alcune informazioni sulla depressione potrebbero essere utili sia a chi, pur non soffrendo di depressione vera e propria, si trovi a condividerne anche solo alcune strutture mentali, sia a chi abbia una persona cara presumibilmente affetta da una forma di disturbo dell’umore. Innanzi tutto, uno dei nuclei centrali della depressione è costituito da una sensazione quasi permanente di impegno troppo gravoso e di sforzo sostanzialmente inutile. La depressione è tra l’altro caratterizzata dalla presenza di numerosi schemi mentali specifici, fra i quali: un’eccessiva necessità di approvazione; un’attenzione eccessiva ai temi di valore personale; un senso di ridotta auto-efficacia con emozioni frequenti di sentirsi in trappola; una specifica necessità di ricevere affetto, ma solo se espresso in un modo obbligato (che sta nella mente del soggetto depresso), respingendo l’affetto altrui se manifestato in altre forme. Si associa a questi elementi un atteggiamento verso sé stessi ostile e ipercritico, con giudizi negativi ricorrenti su di sé (sono fiacco, sono cattivo, sono incompetente, sono stupido, ecc..): ma questo atteggiamento tende a rimanere nascosto nelle relazioni sociali. Il dialogo interno, nella mente dei depressi, tende ad essere costituito da un accusatore interno incalzante che critica continuamente un’altra parte di sé sottomessa e impaurita. Da questo dialogo tacito, il soggetto resta sfiancato e abbattuto. In più, si riscontra sovente una caratteristica tendenza all’auto-sufficienza obbligata, per cui le persone sono riluttanti a chiedere aiuto per questi problemi, nella convinzione erronea di dover fare da soli. Stiamo attenti a queste caratteristiche, e tolleriamo la vergogna di parlare di questi eventuali stati d’animo, non solo con amici e familiari che potrebbero aiutarci emotivamente, ma anche e soprattutto con un esperto del campo: facendolo, potremmo cambiare nettamente in meglio la nostra vita.

Nota sulla depressione: trattandosi di un disturbo che può assumere caratteristiche anche gravi, chiunque ritenga di esserne affetto deve parlarne con uno psicoterapeuta, con uno psichiatra o con uno psicologo, o almeno con il medico di famiglia, poiché attualmente è possibile curare efficacemente la depressione attraverso terapie psicologiche e/o farmacologiche.

A cura del Dott. Francesco Aquilar, Psicologo e Psicoterapeuta Cognitivista e Comportamentale.

  • Un esperto per amico




    Attilio Speciani


    Specialista in Allergologia e immunologia clinica

     

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    Prof. Alberto Luini


    Direttore della divisione di senologia dello IEO






    Tetsugen Serra


    Maestro Zen - Fondatore della Mindfulzen: la Via di Consapevolezza

     

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    Prof. Antonino Di Pietro


    Direttore del Servizio di Dermatologia dell'Ospedale di Inzago (MI)

     

    www.antoninodipietro.it





    Dott. Francesco Aquilar


    Psicologo e Psicoterapeuta Cognitivista e Comportamentale

     

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    Claudio Belotti


    Coach

     

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    Luigi Sutera


    Consulente d'immagine






    Giuseppe Alfredo Iannoccari, Ph.D.


    Presidente Assomensana

     

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    Dott. Luca Avoledo


    Naturopata ed esperto di ecologia del corpo, nutrizione e salute naturale.

     

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    Specialista in dermatologia e venerologia, Presidente della Fondazione IHRF in Milano.

     

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    Responsabile del Centro di Gnato-posturologia e dolore cranio-faciale, Osp. S. Gerardo, Clinica Universitaria della Milano-Bicocca. Past president della Società Italiana di Odontostomatologia dello Sport.

     

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    Medico Chirurgo. Specialista in Igiene e Medicina Preventiva.

     

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    Direttore ricerche cliniche Istituto Derming

     

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    Artigiano - Artista

     

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