Parlare per capirsi nella coppia, specie d’estate, sui temi scottanti: decisioni, sessualità, soldi, tempo, amici

postato da Nicoletta Carbone il 16.07.2014
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Durante l’anno le incombenze quotidiane proteggono in parte da alcuni conflitti. Ma d’estate spesso si rischia di cadere in trappole psicologiche e comunicative che possono diventare molto problematiche. Su che cosa si litiga nella coppia? Sostanzialmente su cinque categorie (più due, che sono i figli e le famiglie di origine, ma questi due temi meritano un discorso a parte): per ciascuna proviamo a dare qualche suggerimento che possa aiutare, in generale e soprattutto d’estate.

1) Decisioni. Alcune coppie litigano sulle decisioni da prendere, anche se alcune persone hanno difficoltà comunque a decidere, di qualsiasi cosa si tratti. Se abbiamo una personale difficoltà a decidere, in qualsiasi campo, proviamo a dichiarare il nostro limite e anche ad auto-forzarci in maniera morbida e gentile verso noi stessi e verso il partner. Cerchiamo inoltre di negoziare con l’altro con un approccio “senza perdenti”, che miri a contemperare le esigenze e i desideri di ciascuno, a legittimarle e a trovare un compromesso accettabile in cui ognuno rinunci a qualcosa per un vantaggio di coppia.
2) Sessualità. Le modalità, l’intensità, la frequenza, la durata e la qualità dei rapporti sessuali possono essere molto diverse nelle preferenze di ciascuno; e il caldo, il maggior tempo a disposizione e l’esposizione corporea sulle spiagge (sia dei propri corpi che di quelli degli altri) possono acutizzare le preferenze. Anche in questo caso possiamo legittimare le differenze e quando c’è una difficoltà specifica possiamo dichiararla. Attenzione ad esprimere i propri desideri in maniera consapevole del fatto che l’altro è diverso da noi. Attenzione anche al fatto che è difficile per alcuni raccontare le proprie emozioni sessuali. Diamo ascolto sereno all’altro e chiediamolo per noi stessi.
3) Soldi. A volte è difficile discutere in maniera tranquilla delle scelte economiche, perché per qualcuno il solo pensare al denaro già è fonte di allarme e di ansia. Mentre per qualcun altro qualsiasi idea di spesa va esclusa a priori. Possiamo provare a diventare consapevoli del nostro rapporto con il denaro, e di quello del nostro partner con il denaro, descrivendo in una sola pagina per iscritto i nostri sentimenti, e chiedendo all’altro di fare lo stesso. Confrontando le due modalità scritte, forse sarà più facile arrivare ad una negoziazione di successo. Inoltre anche le spese specifiche estive vanno commisurate alla situazione generale: possiamo divertirci anche spendendo di meno se siamo in armonia; possiamo spendere anche qualcosa in più se ci accorgiamo di essere più avari di quanto pensassimo.
4) Tempo. Anche in questo settore le differenze individuali sono notevoli, ma spesso non se ne è consapevoli perché si dà per scontato che l’altro sia come noi, e che le nostre preferenze siano giuste per tutti, cosa non vera. Dichiarare esplicitamente le proprie preferenze, in ordine di importanza soggettiva, e invitare l’altro a fare sinceramente lo stesso, potrebbe consentire di accordarsi su un’attività che magari non è al primo posto tra le preferenze, ma che fa anche parte delle preferenze dell’altro. A maggior ragione questo vale per il tempo di vacanza, in cui si sommano tutti i temi problematici: decisioni, sessualità, soldi, figli e famiglie.
5) Amici. Anche i rapporti sociali, per intensità, frequenza e durata degli incontri, e per la qualità delle persone scelte, rappresentano una difficile area problematica per la coppia: alcune gelosie, più o meno nascoste; una diversa sociabilità nelle due persone; una serie di antipatie sistematiche e talvolta l’iper-socialità di alcuni e la fobia sociale di altri rendono complessa questa area. Gli amici servono, ma la loro qualità e quantità è da concordare sistematicamente, e da revisionare nel tempo.
Un libro per saperne di più: a cura di Francesco Aquilar, Parlare per capirsi, Edizioni Franco Angeli.
A cura del Dott. Francesco Aquilar, psicologo e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale a Napoli

Parlare per capirsi, parlare per litigare o parlare a vanvera?

postato da Nicoletta Carbone il 06.12.2013
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Viviamo in una società della comunicazione senza ascolto. Tanti parlano, non solo nella vita reale ma anche continuamente su Internet. In risposta, pochi li ascoltano davvero. E anche quando li ascoltano, non sempre comprendono quello che il parlante voleva dire, perché spesso l’ascolto, se c’è, è distratto; oppure precede maldestramente il capire all’incontrario.  Come possiamo fare allora, non solo per difenderci da questa alluvione di comunicazione spesso inutile, ma anche per preservare e migliorare la comunicazione personale che invece ci interessa? Come possiamo evitare di parlare per litigare, e in che modo possiamo mettere i “litigatori professionisti” in condizione di non nuocere? Come possiamo evitare noi stessi di parlare a vanvera e come possiamo limitare i fastidi derivanti dai “parlatori a vanvera”? Proviamo a descrivere alcune possibilità:

1.      CONSAPEVOLEZZA DI SE’. Al primo posto, possiamo chiederci: “Com’è essere me in questo periodo della mia vita?”; e anche: “A chi vorrei raccontare, veramente, com’è essere me?”.

2.      CONSAPEVOLEZZA DELL’ALTRO SIGNIFICATIVO. Una volta che abbiamo stabilito con chi vorremmo comunicare veramente, possiamo chiederci e chiedergli: “Com’è essere te in questo momento della tua vita?”.

3.      TURNI CONVERSATIVI E ASCOLTO ATTIVO. A questo punto occorrerebbe raccontare all’Altro Significativo quel che vogliamo dirgli, in modo sintetico e chiaro, e poi ascoltare attivamente quello che l’Altro ci dice, con attenzione e curiosità, usando turni conversativi di non più di cinque minuti a testa.

4.      LIBERTA’ DI ESSERE. Lasciamo comunque liberi noi stessi e gli altri: la comunicazione significativa è libertà. Libertà di interagire, libertà di sentimenti, libertà di scelte. Osiamo quindi raccontare davvero com’è essere noi e accettiamo che l’Altro Significativo ci racconti davvero com’è essere lui o lei, senza giudicare, per quanto possibile, né noi stessi né l’altro mentre comunichiamo.

5.      LIBERTA’ DI SELEZIONARE. Possiamo limitarci a comunicare profondamente solo con le persone che condividono la gerarchia dei valori personali con noi, lasciando una semplice e cordiale comunicazione superficiale con coloro che sono troppo diversi da noi sul piano valoriale. La comunicazione personale è troppo importante per non riservarla solo a coloro con cui c’è una congruità nella gerarchia dei valori.

Ci accorgeremo se abbiamo comunicato bene dal fatto che, dopo ogni sequenza di buona comunicazione personale, saremo entrambi contenti allo stesso modo, sia noi stessi che l’Altro Significativo. Per saperne di più, un libro appena uscito in libreria, a cura di: Francesco Aquilar, Parlare per capirsi, Franco Angeli.

A cura del Dott. Francesco Aquilar

Comunicare in pubblico

postato da Nicoletta Carbone il 05.03.2012
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Comunicare in pubblico per essere straordinariamente efficaci è una delle caratteristiche delle persone di successo. Le ricerche ci dicono che comunicare davanti ad altri è la più grande paura, supera perfino quella della morte! Le cause sono molteplici, brutti ricordi dell’infanzia, della scuola o semplice mancanza di allenamento o tecnica. Una cosa è certa prima o poi ti troverai davanti un’audience, meglio essere pronto e sapere cosa fare. Io consiglio di frequentare un corso per imparare.
Nel frattempo ecco 10 consigli che ti possono aiutare ad essere un comunicatore migliore:

1. Presta attenzione alla logistica. Una sala riunioni inadeguata perché troppo calda/fredda/luminosa/scura, con sedie scomode o con strumenti audio visivi inadeguati possono rovinare il tuo intervento. Assicurati che tutto sia a posto.
2. Usa humor ma in modo appropriato. Tutti preferiscono un po’ di intrattenimento ma assicurati di non esagerare.
3. Gestisci i disturbatori. C’è sempre qualcuno che ne sa più di te e vuole dimostrarlo. Cerca di anticipare il suo intervento parlandoci prima se puoi. Se non è possibile assicurati di limitare i suoi interventi da subito.
4. Sii te stesso. Non cercare di fingere di essere qualcosa che non sei. Se è appropriato parla di te, fai esempi veri di cose che ti sono accadute, sarai più credibile.
5. Utilizza un linguaggio emotivo. Tutti i grandi comunicatori sanno emozionare. Quindi emozionati e trasmetti il sentimento con le parole.
6. Usa argomenti chiave. Cioè suddividi la tua presentazioni in punti. Sarà più facile per gli altri seguirti e per te riassumere
7. Fai pratica. I più bravi in tutte le cose sono tali perché hanno esperienza. Utilizza ogni occasione per far pratica.
8. Chiudi sempre con una “call to action”. Non ha senso parlare se poi nessuno farà nulla. Quando chiudi di a chi ascolta cosa dovrebbe fare, quali azioni dovrebbe mettere in atto
9. Sii interessato alle persone che ti ascoltano. Se mostri interesse verso di loro ti ripagheranno con la stessa cosa.
10. Offri idee. Non presentare solo il problema ma suggerisci una soluzione. Dai qualcosa di nuovo o di diverso.

A cura di Claudio Belotti, Coach

  • Un esperto per amico




    Attilio Speciani


    Specialista in Allergologia e immunologia clinica

     

    www.eurosalus.com





    Prof. Alberto Luini


    Direttore della divisione di senologia dello IEO






    Tetsugen Serra


    Maestro Zen - Fondatore della Mindfulzen: la Via di Consapevolezza

     

    www.mindfulzen.it

     

    www.monasterozen.it





    Prof. Antonino Di Pietro


    Direttore del Servizio di Dermatologia dell'Ospedale di Inzago (MI)

     

    www.antoninodipietro.it





    Dott. Francesco Aquilar


    Psicologo e Psicoterapeuta Cognitivista e Comportamentale

     

    www.aipcos.org





    Claudio Belotti


    Coach

     

    www.claudiobelotti.it





    Luigi Sutera


    Consulente d'immagine






    Giuseppe Alfredo Iannoccari, Ph.D.


    Presidente Assomensana

     

    www.assomensana.it





    Alessandra Rigoni


    Medico Chirurgo specialista in odontoiatria e ortodonzia a Milano






    Dott. Luca Avoledo


    Naturopata ed esperto di ecologia del corpo, nutrizione e salute naturale.

     

    www.lucaavoledo.it

     

    www.studiodinaturopatia.it





    Dott. Fabio Rinaldi


    Specialista in dermatologia e venerologia, Presidente della Fondazione IHRF in Milano.

     

    www.studiorinaldi.com





    Prof. Alessandro Nanussi


    Responsabile del Centro di Gnato-posturologia e dolore cranio-faciale, Osp. S. Gerardo, Clinica Universitaria della Milano-Bicocca. Past president della Società Italiana di Odontostomatologia dello Sport.

     

    www.studiodentisticonanussicoraini.it





    Prof. Marco Temporin


    Medico Chirurgo. Specialista in Igiene e Medicina Preventiva.

     

    www.marcotemporin.it





    Daniele Belloni


    Insegnante di yoga, scrittore e giornalista

     

    www.spazioshanti.org





    Mauro Castiglioni


    Farmacista Cosmetologo esperto in preparazioni Galeniche. Consigliere all'Ordine dei Farmacisti di Milano. Consigliere Nazionale SI.F.A.P. (Società Italiana Farmacista Preparatori






    Andrea Fratter


    Ricercatore, Cosmetologo ed esperto di Nutraceutica
    Docente presso la Scuola Internazionale di Medicina Estetica, SIME di Roma e presso il Corso di Perfezionamento in Farmacia e Farmacologia Cliniche dell’Università di Padova






    Dott.ssa Adele Sparavigna


    Dermatologa a Milano e Monza
    Direttore ricerche cliniche Istituto Derming

     

    www.adelesparavigna.it





    Raffaella Cicogna


    Body&Mind Coach

     

    www.raffaellacicogna.com





    Carlo Cazzaniga


    Artigiano - Artista

     

    https://cutcarlocazzaniga.net/
    artigianeide.wordpress.com





    Ines Seletti


    Presidente Ass. Adas Fidas Parma - Consigliera Ass. Fidas Nazionale con delega alla comunicazione e alle nuove tecnologie - Consigliera Ass. Futura Parma

     

    www.fidas.it

     

    www.adasfidasparma.it


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