Affamati di informazioni

postato da Nicoletta Carbone il 19.06.2015
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Più ne abbiamo e più ne vogliamo. Più ne vogliamo e più ci sentiamo stressati. Più siamo stressati e meno ne vogliamo. Ma non riusciamo a volerne di meno e continuiamo a cercarne sempre di più.
No, non è un gioco di parole ma quello succede a causa dello stile di vita “digitale” che ci espone ad una mole di informazioni impressionante rispetto al passato.
Smartphone e tablet ci consentono di connetterci col mondo intero e di ricevere informazioni incessantemente in tempo reale. Così, la mente viene continuamente stimolata e, paradossalmente, la fame di novità piace al nostro cervello, che ne richiede sempre di più.
E così siamo sempre alla ricerca di nuove informazioni, incastrati in un loop compulsivo dal quale è difficile prendere le distanze. Ma il prezzo che si paga per tanta informazione è l’indebolimento della capacità di concentrazione. Già nel 1978 il premio Nobel per l’economia Herbert Simon affermava: “L’informazione consuma l’attenzione. La ricchezza di informazione crea povertà di attenzione”.
Come si legge su The Indipendent, la nostra capacità di rimanere concentrati è passata dai 12 secondi del 2000 agli appena 8 secondi di oggi. Sembrerebbe che persino i pesci rossi, con i loro 9 secondi, siano più concentrati di noi!
Altri studi del National Center for Biotechnology e della National Library of Medicine degli Stati Uniti indicano che il 79% degli intervistati fa più cose contemporaneamente, come guardare il telefonino mentre guardano la tv. E il 50% dei soggetti controlla il cellulare almeno ogni 30 minuti. Inoltre, 3 soggetti su quattro guarda il telefonino prima di addormentarsi, contro il 18% di chi ha più di 65 anni (per inciso, la luce degli schermi digitali inibisce il rilascio di melatonina, compromettendo la qualità del sonno).
Questo calo di concentrazione nuoce gravemente alla salute, soprattutto a quella della memoria. Infatti, l’attenzione e la concentrazione sono le gambe dei processi di apprendimento. Se queste funzioni difettano, anche la memoria ne viene inevitabilmente compromessa.
Cosa fare allora?
Una soluzione c’è. Si tratta fissare dei teach break, ossia degli intervalli di tempo prestabiliti in cui consultiamo smartphone, tablet e computer.
Ogni quanto? L’ideale è farlo 2 volte al mattino, 3 volte al pomeriggio e 1 volta alla sera.
Non sarà facile, ma almeno possiamo dire di aver tenuto “testa” ai pesci rossi!

A cura di Giuseppe Alfredo  Iannoccari, Assomensana

Come sconfiggere la fame nervosa

postato da Nicoletta Carbone il 25.05.2015
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Quello tra emozioni e cibo è un legame strettissimo. E sono innumerevoli gli stati d’animo che possono far scattare l’impulso a mangiare anche senza che ci sia la reale necessità di alimentarsi: il dispiacere per una lite in famiglia, il velo di insoddisfazione dovuto a un’incomprensione con il partner, il nervosismo per una critica immeritata del capoufficio. Vincere la fame nervosa è però possibile, a patto di conoscere e mettere in atto la strategia giusta.

Mangiare meglio per mangiare meno. In realtà, la prima causa della fame bollata come “nervosa” è spesso un modo sbagliato di alimentarsi. Se si introducono abitualmente alimenti poveri quanto a capitale nutritivo (come molti di quelli che affollano gli scaffali del supermercato), il cervello attiva il segnale dell’appetito per spingerci a ricercare le sostanze che mancano. Per salvarsi dalla voglia incontrollata di cibo è inoltre importante mantenere stabile il livello degli zuccheri nel sangue, in modo da evitare ricadute sulla produzione di certi neurotrasmettitori legati alle emozioni, quali serotonina ed endorfine. Limitare i dolci, consumare una colazione abbondante, abbinare proteine e carboidrati a ogni pasto e mangiare almeno cinque porzioni di frutta e verdura al giorno sono le prime cose da fare per andare nella giusta direzione.

L’integratore calmante: il magnesio. Agisce sull’ipotalamo, l’area del cervello che governa le funzioni involontarie, inclusa la percezione dello stimolo dell’appetito. Le proprietà antistress di questo minerale aiutano anche a placare quella tensione che fa da substrato agli attacchi di fame compulsiva. Il consiglio è scegliere formulazioni organiche di magnesio, che l’organismo riesce ad assorbire con più facilità (come il magnesio glicerofosfato, bisglicinato, oxiprolinato, gluconato) e assumere da 50 a 250 milligrammi al giorno di questo minerale.

L’erba benefica: la griffonia (Griffonia simplicifolia). Questo fitoterapico è una fonte naturale di 5 HTP (5-idrossitriptofano), una sostanza che nel corpo si trasforma in serotonina. Bassi livelli di questo neurotrasmettitore non solo nuocciono all’umore, ma disturbano anche la regolazione del senso di sazietà. Il pericolo allora è duplice: da un lato ci si avventa facilmente su dolci e prodotti da forno, nell’illusione che il potere consolatorio di certi cibi fornisca un antidoto alla malinconia, dall’altro si tende a mangiare di più. Chi rischia di svaligiare la dispensa ogni volta che si sente giù di corda può procurarsi le capsule di estratto secco di semi di Griffonia e prenderne un paio al dì.

La bevanda utile: il tè verde. Due o tre di tazze al giorno di infuso di Camelia sinensis contribuiscono a contrastare la fame nervosa grazie al contenuto di teanina, amminoacido dalle proprietà anti-ansia. C’è di più: se si punta a ridurre i chili di troppo già accumulati, il tè verde è un buon alleato, perché stimola il metabolismo. E in estate, sorseggiato freddo, sempre senza zucchero e con l’aggiunta di qualche fogliolina di menta, diventa anche una gradevole bibita dissetante.

A cura di Luca Avoledo, Naturopata

Esercizio fisico e centri della fame

postato da Nicoletta Carbone il 07.05.2012
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Esercizio fisico e centri della fame.

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Lo zucchero e la sua dipendenza

postato da Nicoletta Carbone il 02.11.2011
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Lo zucchero e i dolcificanti sono tra le sostanze più usate, in modo consapevole o inconsapevole, nell’alimentazione umana. Nessuno penserebbe di usare cereali già zuccherati per la prima colazione, eppure l’industria usa spesso zucchero, dolcificanti o miele per  aumentare la palatabilità di un prodotto e indurne il successivo acquisto. Questa procedura che io ritengo scorretta e che dovrebbe essere bandita soprattutto quando è inattesa e nutrizionalmente inutile (come nel caso del pane o dei cereali per colazione) fa leva sulla attivazione di circuiti cerebrali che possono determinare dipendenza e stimolare quindi la ripetizione dell’acquisto in modo compulsivo. Sappiamo che fin dall’antichità il segnale dolce ha significato per gli esseri umani una improvvisa possibilità di ricchezza e ha generato come risposta una ricerca obbligata del dolce per cercare di farne scorta sotto forma di grasso. Per ottenere questo comportamento lo zucchero (come il segnale della dolcificazione) attiva direttamente dei nuclei cerebrali in tutto simili a quelli attivati dall’uso di droghe, e questo può quindi portare ad una dipendenza dal suo uso. Una ricerca pubblicata da pochi giorni su “Synapse” ha evidenziato che la somministrazione di zucchero negli animali, sia sazi che affamati, attiva una risposta che può portare alla sua ricerca indipendentemente dal senso di fame provato. Ricerche precedenti pubblicate su “Appetite Obesity and Metabolism” avevano dimostrato che anche piccolissime quantità di zucchero hanno questo tipo di effetto, anche se ridotto rispetto all’assunzione di grandi quantità. Non si deve però abolire il dolce. Per ridurre ed evitare la tendenza a generare dipendenza zuccherina, dobbiamo imparare ad evitare la dolcificazione, del tutto inutile, mantenendo invece viva la possibilità di usare dolci complessi, fatti in modo vero (non certo di sole farine raffinate e zucchero bianco) nel contesto delle nostre tradizioni, abituandoci a usare marmellate senza zuccheri aggiunti o miele a complemento di ricche prime colazioni e mai isolati nel corso della giornata.

A cura del Dott. Attilio Speciani, specialista in Allergologia e Immunologia clinica.

  • Un esperto per amico




    Attilio Speciani


    Specialista in Allergologia e immunologia clinica

     

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    Prof. Alberto Luini


    Direttore della divisione di senologia dello IEO






    Tetsugen Serra


    Maestro Zen - Fondatore della Mindfulzen: la Via di Consapevolezza

     

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    Direttore del Servizio di Dermatologia dell'Ospedale di Inzago (MI)

     

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    Dott. Francesco Aquilar


    Psicologo e Psicoterapeuta Cognitivista e Comportamentale

     

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    Claudio Belotti


    Coach

     

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    Luigi Sutera


    Consulente d'immagine






    Giuseppe Alfredo Iannoccari, Ph.D.


    Presidente Assomensana

     

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    Alessandra Rigoni


    Medico Chirurgo specialista in odontoiatria e ortodonzia a Milano






    Dott. Luca Avoledo


    Naturopata ed esperto di ecologia del corpo, nutrizione e salute naturale.

     

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    Dott. Fabio Rinaldi


    Specialista in dermatologia e venerologia, Presidente della Fondazione IHRF in Milano.

     

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    Prof. Alessandro Nanussi


    Responsabile del Centro di Gnato-posturologia e dolore cranio-faciale, Osp. S. Gerardo, Clinica Universitaria della Milano-Bicocca. Past president della Società Italiana di Odontostomatologia dello Sport.

     

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    Prof. Marco Temporin


    Medico Chirurgo. Specialista in Igiene e Medicina Preventiva.

     

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    Daniele Belloni


    Insegnante di yoga, scrittore e giornalista

     

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    Mauro Castiglioni


    Farmacista Cosmetologo esperto in preparazioni Galeniche. Consigliere all'Ordine dei Farmacisti di Milano. Consigliere Nazionale SI.F.A.P. (Società Italiana Farmacista Preparatori






    Andrea Fratter


    Ricercatore, Cosmetologo ed esperto di Nutraceutica
    Docente presso la Scuola Internazionale di Medicina Estetica, SIME di Roma e presso il Corso di Perfezionamento in Farmacia e Farmacologia Cliniche dell’Università di Padova






    Dott.ssa Adele Sparavigna


    Dermatologa a Milano e Monza
    Direttore ricerche cliniche Istituto Derming

     

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    Raffaella Cicogna


    Body&Mind Coach

     

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    Carlo Cazzaniga


    Artigiano - Artista

     

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    Ines Seletti


    Presidente Ass. Adas Fidas Parma - Consigliera Ass. Fidas Nazionale con delega alla comunicazione e alle nuove tecnologie - Consigliera Ass. Futura Parma

     

    www.fidas.it

     

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