Ricordi d’amore e di disamore

postato da web il 07.06.2017
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Provate a ricordare una brutta litigata con il vostro partner, uno scontro nel quale non c’era un colpevole o un innocente, ma nel quale ve le siete cantate di santa ragione, reciprocamente. E immaginate di porre questo ricordo in una cartellina nera. Ora provate a rievocare un momento magico positivo della vostra relazione romantica: poesia, intesa, accordo, armonia, l’essere tutt’uno. E immaginate di inserire questo ricordo in una cartellina rossa.
Adesso, andiamo indietro nel tempo, e ponete mente a ricordare altri momenti dolorosi di disamore e di incomprensione, andando a ritroso da ora alla vostra infanzia: disamore, rabbia e odio con qualche partner precedente, con degli amici, con dei colleghi sorprendentemente deludenti, con i familiari, con i fratelli e sorelle, con i compagni di scuola, con i professori, con papà e con mamma. E poniamoli di nuovo nella cartellina nera immaginaria. Subito dopo, ricordiamo invece episodi belli, lirici, romantici, affettuosi, commoventi in positivo, con le stesse persone: partner presente o passati, amici, colleghi, familiari, fratelli, sorelle, compagni di scuola, professori, papà e mamma. E inseriamoli nella cartellina rossa mentale.
Se ci riflettete sopra un attimo, probabilmente vedrete che una parte dei litigi e dei momenti di disamore erano collegati a malintesi, a semplici difficoltà di comunicazione, a fraintendimenti, a quelle situazioni relazionali che nel mio libro Psicoterapia dell’amore e del sesso ho chiamato “frainsentimenti”, ovvero fraintendimenti sentimentali. Questi frainsentimenti in molti casi sono stati chiariti, e si è ripreso un legame amoroso nutriente e solido, piacevole e duraturo.
Negli altri casi, invece, ripensandoci potreste trovare la base di una rottura, temporanea o più spesso definitiva, perché in quel litigio vi siete accorti che l’altro e l’altra erano troppo diversi da voi, si muovevano su differenti valori, erano sostanzialmente incompatibili con voi e insopportabili per voi, e anche se potevano avere qualche ragione (ognuno ha sempre qualche buona ragione), queste non potevano giustificare oltremodo la permanenza di una relazione con loro, andavano esclusi, probabilmente per sempre. E così avrete fatto in realtà, almeno nel vostro cuore.
Meditare brevemente sui ricordi d’amore e di disamore ci potrebbe aiutare a non ripetere gli stessi errori e a temperare i ricordi degli episodi contrastanti con il nostro stato d’animo del momento: fare memoria del fatto che esiste l’amore, specie nei momenti in cui siamo pieni di odio; ricordare che esiste la possibilità di una frattura relazionale anche quando siamo in pieno amore; ridimensionare l’importanza del disamore nel nostro cuore, perché alla fine ci danneggia; e infine coltivare con attenzione le relazioni amorose, che sono la cosa più importante della nostra vita e che ci rendono presenti nella mente degli altri che amiamo.

A cura del Dott. Francesco Aquilar, psicologo e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale a Napoli, docente di psicoterapia cognitiva a Roma. L’ultimo suo libro è “Condividere i ricordi. Psicoterapia cognitiva e funzioni della memoria” (con Maria Pia Pugliese), Edizioni FrancoAngeli.

Condividere i ricordi d’amore

postato da web il 22.05.2017
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La costruzione di una relazione romantica passa anche attraverso alcuni momenti topici, che sottolineano l’unicità del rapporto e che fermano nella memoria di entrambi i membri della coppia la straordinarietà positiva del loro incontro e della scelta di vita che ne è conseguita. Quando la relazione prosegue per molto tempo, spesso i due innamorati tornano con la memoria a quei ricordi, ne riparlano e soprattutto condividono la sicurezza della scelta fatta, sorridendosi a vicenda e riconfermandola. Quando, invece, il rapporto è in crisi, o si rompe, ciascuno rievoca nella sua memoria altri episodi, in particolare quelli nei quali si è avuta la sensazione netta che la relazione fosse irrimediabilmente finita: un litigio percepito come definitivo, un’incomprensione grave che fa percepire una distanza e una diversità ormai incolmabili, una menzogna imperdonabile, uno scontro che ha fatto sì che i due ormai ex partner percepissero l’impossibilità di riparare qualcosa che era irrimediabilmente perduta per sempre.

Tuttavia, alcune persone non hanno avuto la possibilità di essere ascoltate adeguatamente nel racconto dei loro episodi fondanti, nel sistema di relazioni di cui dispongono. Possono aver ricevuto un ascolto distratto, o inadeguato o addirittura sminuente o deridente. Oppure hanno evitato di raccontare i ricordi più drammatici, e anche quelli più lirici, per paura di essere fraintese, di essere considerate noiose o semplicemente per la vergogna di un possibile giudizio, o per la paura che l’interlocutore tradisse la loro fiducia raccontando a destra e a manca, e magari travisando, le loro emozioni e le loro storie più segrete. Ed ecco che i ricordi si “incistano”, possono diventare un fardello pesantissimo, e – se sono ricordi traumatici – possono trasformarsi in sintomi dissociativi e dare luogo, in certe condizioni, a disturbi psicopatologici.

In psicoterapia, questi e altri ricordi vengono condivisi con lo psicoterapeuta, all’interno di un contesto di sicurezza e ne vengono esplorati insieme tra paziente e terapeuta numerosi aspetti, alla ricerca dei significati delle esperienze passate (o anche recenti, ma comunque già accadute) e allo scopo di fare tesoro di quelle vicissitudini per un presente e per un futuro migliori, più consapevoli e caratterizzati da scelte più adeguate. I ricordi rappresentano il bagaglio della nostra conoscenza, il condensato delle nostre emozioni e la struttura delle nostre identità: personale, familiare, di coppia, professionale, filosofica ed esistenziale. Per questo vanno considerati sacri e trattati con il rispetto che meritano. In tal senso, il contesto adeguato di una psicoterapia diventa in alcuni casi necessario, per elaborare adeguatamente i ricordi, per il sollievo di condividerli, elaborandone i significati con un’altra persona che sa come fare ad alleviarne il peso. Ma anche per condividere alcune gioie private, che spesso appare inopportuno proporre alla conoscenza di qualcuno di cui non siamo sicuri di poterci fidare.

A cura del Dott. Francesco Aquilar, psicologo e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale a Napoli, docente di psicoterapia cognitiva a Roma

Consolidare il legame romantico

postato da web il 08.05.2017
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La vita di coppia può essere molto bella e significativa, ma è difficile svilupparla adeguatamente. Il consolidamento della relazione romantica è una missione possibile e molto piacevole, che richiede tuttavia molta attenzione, molta delicatezza e la rinuncia all’astuzia e all’egocentrismo. Per evitare che la vita di coppia diventi una tortura o una routine noiosa e ripetitiva, e per rinnovarla positivamente nel tempo con enormi vantaggi per entrambi. Dopo i primi 6-12 mesi di innamoramento, di cui abbiamo parlato nell’articolo precedente, durante i quali il rapporto romantico è stato messo alla prova, se non c’è stata disillusione o rifiuto o rottura della relazione stessa, è il momento di consolidare il legame amoroso. Intanto, affinché la relazione abbia buone possibilità di sviluppo positivo, occorre che le due persone si assomiglino, e anche molto. Tra “chi si somiglia si piglia” e “gli opposti si attraggono”, la ricerca ha dimostrato più vero il primo proverbio, rispetto all’evoluzione dei sentimenti romantici. Gli opposti sicuramente si attraggono, perché l’Altro o l’Altra dispongono di caratteristiche diverse e sicuramente interessantissime, che tuttavia difficilmente coincidono con una relazione soddisfacente di lunga durata (mentre possono talvolta dar luogo a qualche esperienza sessuale sul momento molto interessante, ma episodica, senza sviluppi ulteriori e spesso fonte di notevoli sofferenze successive). Anche la vicinanza tra i valori dei partner, per ottenere uno sviluppo positivo della relazione, deve essere notevole. Come nella distanza tra i due occhi di una persona: per guardare il mondo con profondità, integrazione e coordinazione, devono vedere il mondo da due punti di vista leggermente diversi, non troppo differenti. In queste condizioni, ai partner che desiderano consolidare il proprio legame romantico, spettano una serie di compiti e una serie di decisioni da armonizzare, fra i quali:

1. Diventare indipendenti dai genitori e/o dalla relazione romantica precedente;
2. Stabilire se cercare di avere figli, e a quali condizioni, consapevoli dell’impegno prioritario che ne deriva;
3. Stabilire le “tradizioni” e le modalità delle relazioni sociali e amichevoli della nuova coppia;
4. Bilanciare l’impegno tra sviluppo personale, vita sentimentale, famiglie di origine, vita sociale e vita professionale;
5. Coordinare e concordare i tempi e gli spazi della casa, del lavoro, del tempo libero, della giornata, della settimana, del mese e dell’anno;
6. Valutare quanto sia soddisfacente il mix di impegni verso la relazione romantica, la carriera, gli eventuali figli, lo sviluppo personale e la comunità in senso ampio;
7. Fronteggiare gli ostacoli allo sviluppo romantico, quali: lutti, malattie, eventuali “cotte” passeggere, disturbi psicologici, difficoltà economiche, modificazioni del significato;
8. Riprogrammare ciclicamente i tempi, gli spazi e le attività della coppia per aggiornarle rispetto alle diverse situazioni e allo sviluppo personale di ciascuno.
Continueremo a trattare di questi argomenti nei prossimi articoli. Per ora, per saperne di più:
-Aquilar F., a cura di, Parlare per capirsi. Strumenti di psicoterapia cognitiva per una comunicazione funzionale, Franco Angeli.
-Aquilar F., a cura di, Parlare d’amore. Psicologia e psicoterapia cognitiva delle relazioni intime, Franco Angeli.

A cura del Dott. Francesco Aquilar, psicologo e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale a Napoli, docente di psicoterapia cognitiva a Roma.

Psicologia per la coppia, specie a dicembre

postato da Nicoletta Carbone il 04.12.2014
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Per alcune coppie, dicembre rappresenta un motivo di conflitto in più. Lo stress dei regali (“Se tuo fratello mi regala la dodicesima sciarpa, lo strozzo con la sua sciarpa!”), la crisi economica (“Come faccio a fare bella figura, se tra le varie spese mi resta solo un tredicesimo della tredicesima?”), le riunioni familiari (“A casa dei tuoi o a casa dei miei?”, “E perché?”, “Non sarebbe meglio il contrario?”), gli incontri con gli amici per i giochi di Natale (“A me piacciono molto!”, “Io invece li detesto, non potremmo inventare una frottola e non andarci?”), le preoccupazioni di ingrassare (“Mi sono messa a dieta da settembre per prepararmi al Natale”, “Tu? Io sto digiunando da Ferragosto!”), la micidiale notte di Capodanno (“Io quest’anno ho pensato che vorrei dormire, perché sono stanco”, “Sei sempre un pesantone, ma nemmeno una volta all’anno puoi darti una mossa? Ti tradirò a San Silvestro, lo giuro!”), rappresentano ulteriori motivi di stress individuale e di coppia. E nel frattempo, le pubblicità natalizie ripresentano sistematicamente un quadro idilliaco, di famiglie affettuose e di coppie che si scambiano regali con il batticuore emozionato (“Ma dove esistono queste situazioni? Vorrei che i pubblicitari venissero un po’ a casa mia!”). Come fare allora? Ecco alcune possibilità, derivanti dalla psicologia e psicoterapia cognitiva:

1) Legittimare e ridimensionare, anche in questo caso, può rappresentare una buona strategia. Cioè dire a se stessi che intanto è vero che a Natale si rischia di ingrassare, che le famiglie perfette non esistono, che le differenze di preferenze sono naturali; ma che comunque non è necessario lasciarsi sopraffare da queste difficoltà, che possiamo mentalmente rimpicciolire, con due bricioli di umorismo e di auto-ironia;
2) Negoziare senza perdenti, può essere un obiettivo interessante. Cercare cioè di contemperare le proprie preferenze con il partner e gli altri familiari, ricordandosi di dividere le torte (sia del piacere che del dispiacere socialmente funzionale) in parti uguali, senza dimenticarsi della propria fetta (sia di piacere, che di fatica relazionale per rendere possibile anche il piacere degli altri familiari significativi); in altre parole, salvare la faccia a tutti, noi stessi compresi, almeno strategicamente per salvaguardare il “nostro” dicembre;
3) Lasciar perdere le questioni di principio, limitandosi alla gestione operativamente efficace di questo periodo particolare dell’anno, nel quale si possono riaprire comunque alcune ferite passate della vita familiare. Se ne può approfittare per riconoscere a se stessi e all’altro che talvolta si scatenano emozioni forti, nelle quali è possibile riesaminare il significato profondo delle relazioni, ma anche (aggiornando la narrazione della propria esperienza di vita con un po’ di umorismo e senza sarcasmo) godersi il piacere della compagnia di familiari e di amici, trascurando strategicamente i difetti apparentemente insopportabili di alcuni, per goderci il piacere di certi legami;
4) Ritagliarsi piccoli spazi di intimità positiva: ad esempio andiamo in coppia a fare colazione seduti al bar e raccontiamoci quanto siamo bravi a gestire le mille incombenze dicembrine, ridendo insieme senza drammatizzare, e sottolineiamo più i valori che in coppia ci uniscono, rispetto a quelli che, inevitabilmente, ci differenziano. Rimandiamo quindi gli eventuali litigi a dopo l’Epifania!
Un libro per saperne di più: a cura di Francesco Aquilar, Parlare per capirsi, Edizioni Franco Angeli, Milano.

A cura del Dott. Francesco Aquilar, psicologo e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale a Napoli, Presidente AIPCOS

Parlare per capirsi nella coppia, specie d’estate, sui temi scottanti: decisioni, sessualità, soldi, tempo, amici

postato da Nicoletta Carbone il 16.07.2014
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Durante l’anno le incombenze quotidiane proteggono in parte da alcuni conflitti. Ma d’estate spesso si rischia di cadere in trappole psicologiche e comunicative che possono diventare molto problematiche. Su che cosa si litiga nella coppia? Sostanzialmente su cinque categorie (più due, che sono i figli e le famiglie di origine, ma questi due temi meritano un discorso a parte): per ciascuna proviamo a dare qualche suggerimento che possa aiutare, in generale e soprattutto d’estate.

1) Decisioni. Alcune coppie litigano sulle decisioni da prendere, anche se alcune persone hanno difficoltà comunque a decidere, di qualsiasi cosa si tratti. Se abbiamo una personale difficoltà a decidere, in qualsiasi campo, proviamo a dichiarare il nostro limite e anche ad auto-forzarci in maniera morbida e gentile verso noi stessi e verso il partner. Cerchiamo inoltre di negoziare con l’altro con un approccio “senza perdenti”, che miri a contemperare le esigenze e i desideri di ciascuno, a legittimarle e a trovare un compromesso accettabile in cui ognuno rinunci a qualcosa per un vantaggio di coppia.
2) Sessualità. Le modalità, l’intensità, la frequenza, la durata e la qualità dei rapporti sessuali possono essere molto diverse nelle preferenze di ciascuno; e il caldo, il maggior tempo a disposizione e l’esposizione corporea sulle spiagge (sia dei propri corpi che di quelli degli altri) possono acutizzare le preferenze. Anche in questo caso possiamo legittimare le differenze e quando c’è una difficoltà specifica possiamo dichiararla. Attenzione ad esprimere i propri desideri in maniera consapevole del fatto che l’altro è diverso da noi. Attenzione anche al fatto che è difficile per alcuni raccontare le proprie emozioni sessuali. Diamo ascolto sereno all’altro e chiediamolo per noi stessi.
3) Soldi. A volte è difficile discutere in maniera tranquilla delle scelte economiche, perché per qualcuno il solo pensare al denaro già è fonte di allarme e di ansia. Mentre per qualcun altro qualsiasi idea di spesa va esclusa a priori. Possiamo provare a diventare consapevoli del nostro rapporto con il denaro, e di quello del nostro partner con il denaro, descrivendo in una sola pagina per iscritto i nostri sentimenti, e chiedendo all’altro di fare lo stesso. Confrontando le due modalità scritte, forse sarà più facile arrivare ad una negoziazione di successo. Inoltre anche le spese specifiche estive vanno commisurate alla situazione generale: possiamo divertirci anche spendendo di meno se siamo in armonia; possiamo spendere anche qualcosa in più se ci accorgiamo di essere più avari di quanto pensassimo.
4) Tempo. Anche in questo settore le differenze individuali sono notevoli, ma spesso non se ne è consapevoli perché si dà per scontato che l’altro sia come noi, e che le nostre preferenze siano giuste per tutti, cosa non vera. Dichiarare esplicitamente le proprie preferenze, in ordine di importanza soggettiva, e invitare l’altro a fare sinceramente lo stesso, potrebbe consentire di accordarsi su un’attività che magari non è al primo posto tra le preferenze, ma che fa anche parte delle preferenze dell’altro. A maggior ragione questo vale per il tempo di vacanza, in cui si sommano tutti i temi problematici: decisioni, sessualità, soldi, figli e famiglie.
5) Amici. Anche i rapporti sociali, per intensità, frequenza e durata degli incontri, e per la qualità delle persone scelte, rappresentano una difficile area problematica per la coppia: alcune gelosie, più o meno nascoste; una diversa sociabilità nelle due persone; una serie di antipatie sistematiche e talvolta l’iper-socialità di alcuni e la fobia sociale di altri rendono complessa questa area. Gli amici servono, ma la loro qualità e quantità è da concordare sistematicamente, e da revisionare nel tempo.
Un libro per saperne di più: a cura di Francesco Aquilar, Parlare per capirsi, Edizioni Franco Angeli.
A cura del Dott. Francesco Aquilar, psicologo e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale a Napoli

Coppia d’estate e corpi al sole: evviva l’umorismo

postato da Nicoletta Carbone il 23.07.2012
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Un famoso giallo di Agatha Christie, il cui protagonista è l’arguto e buffo-ma-geniale investigatore Hercule Poirot, si intitola “Corpi al sole”: il suo mirabile intreccio è articolato sul fatto che d’estate, al mare, in costume da bagno e magari con un copricapo, tutti i corpi sembrano uguali, e che sia facile confonderli tra loro. Invece per molte persone la permanenza pubblica seminudi crea enormi problemi e difficoltà, sia individuali che di coppia. Già l’estate mette a dura prova la vita di coppia: non c’è la copertura del lavoro e del poco tempo a disposizione (e quindi le differenze tra i membri della coppia si vedono di più); si devono prendere decisioni su come trascorrere il tempo (finalmente o purtroppo) libero, e le fonti di litigio sono più numerose.

Inoltre, la tentazione sessuale si moltiplica, sia per gli uomini che per le donne, con l’esposizione disponibile di corpi che sembrano (da lontano) particolarmente perfetti ed interessanti, e le fantasie di soddisfacimento immaginario della propria insoddisfazione, con la medicina naturale di un innamoramento supplementare o di un kamasutra volante, sono frequentemente in agguato. Non comandiamo la nostra mente e il nostro cuore come vorremmo, e molti pensieri automatici scattano in maniera inaspettata. Per di più, per alcuni il fatto stesso che venga in mente un pensiero automatico di fuga, di tradimento o di rimpiazzamento del partner con un modello più aggiornato, rappresenta nella psicologia ingenua il fallimento della relazione (cosa, ovviamente, non necessariamente vera). Quindi d’estate la coppia rischia di scoppiare più facilmente e più frequentemente.

I sostenitori dell’infedeltà propria (sottotipo: a condizione che l’altro/a non se ne accorga), amplificano i sensori dell’avventura possibile; mentre i preoccupati dell’infedeltà altrui si allarmano precocemente, sia a torto che talvolta a ragione. Gli amanti del corpo perfetto, si addolorano enormemente per le loro inevitabili imperfezioni, e cercano di attutirle, nasconderle, mimetizzarle con cura. I preoccupati del loro corpo imperfetto spesso in pubblico fanno finta di niente, per poi disperarsi nel segreto della loro cameretta d’albergo.
Possiamo provare a non farci travolgere da questi e altri simili pensieri ansiogeni, anche cercando di sviluppare auto-ironia e umorismo, e stando attenti a non trasformarli in sarcasmo (che invece farebbe del male sia a noi che ai nostri cari).

Primo: non siamo perfetti, nessuno ci chiede di esserlo, e se qualcuno ce lo chiedesse ciò significherebbe solo che costui o costei è un idiota.
Secondo, proviamo a negoziare per il tempo libero estivo delle soluzioni che siano accettabili e piacevoli per entrambi i membri della coppia, ognuno rinunciando ad un pezzetto della sua vacanza ideale, per godersi insieme la gioia propria e anche quella dell’altro.
Terzo, divertiamoci a ridere e a sorridere, innanzi tutto di noi stessi, delle nostre fisime, delle nostre preoccupazioni ossessive, delle nostre fissazioni preferenziali, sapendo che è legittimo avere delle preferenze, ma ricordandoci anche di superare l’egocentrismo cognitivo di ciascuno, tenendo presente che le preferenze altrui hanno la stessa dignità e legittimità delle nostre.
Ridimensioniamo, infine, puntando ad una deliberata e intenzionalmente ottimistica allegria senza esagerazioni, l’effetto delle difficoltà contingenti (crisi economica, caldo, folla, traffico, bambini pestiferi, incivili da spiaggia iperattivi, ecc …), esercitandoci a riderne e a sorriderne, e in questo modo impedendo alle difficoltà di infliggerci il danno e anche le beffe di rovinarci la giornata. Infine, non dimentichiamo di sviluppare noi stessi anche in vacanza, prendendoci un po’ di tempo per fare qualcosa che ci piace davvero, che faccia crescere la nostra cultura, la nostra socievolezza e anche il nostro piacere legittimo, e che durante l’anno lavorativo non sempre possiamo permetterci.

Per saperne di più:
-Aquilar F., Psicoterapia dell’amore e del sesso, Edizioni Franco Angeli.
-Aquilar F., Le donne dalla A alla Z, Edizioni Franco Angeli.

A cura del Dott. Francesco Aquilar, psicologo e psicoterapeuta cognitivista e comportamentale, presidente dell’Associazione Italiana di Psicoterapia Cognitiva e Sociale (AIPCOS), Napoli.

Amore romantico

postato da Nicoletta Carbone il 10.06.2011
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L’amore romantico rappresenta una forma di attaccamento spirituale, emotivo, sessuale appassionato che riflette un’elevata considerazione per il valore dell’altro come persona. Comincia con l’innamoramento, che scatta sostanzialmente per tre motivi: 1) Per l’assenza di rapporti intimi soddisfacenti (associata ad un forte desiderio di ottenere rapporti intimi soddisfacenti), oppure per una marcata e lunga incompatibilità nel rapporto di coppia “corrente”; 2) Perché questa assenza o questa lunga incompatibilità hanno suscitato una serie di emozioni fortemente sgradevoli e divenute ormai permanenti, quali solitudine, tristezza, noia; 3) Da questa assenza o incompatibilità deriva una serie di fantasie romantiche e/o sessuali che tendono a fornire una gratificazione immaginata dei desideri e predispongono all’innamoramento come “soluzione” della situazione problematica precedente. Queste fantasie si concretizzano su una persona reale, suscitando una preoccupazione-attrazione intensa, una straordinaria allegria in rapporto alle risposte dell’altro/a e una paura specifica di un eventuale rifiuto. L’amore romantico svolge numerose funzioni, tra le quali quella di consentire a ciascuno un interlocutore privilegiato che offra un diverso punto di vista e un diverso punto di emozione sulla realtà, con cui potersi confrontare. Ma quali abilità occorrono per essere in grado di selezionare una persona adeguata di cui innamorarsi e con cui consolidare la relazione? Innanzi tutto occorre essere in grado di riconoscere le proprie emozioni, che sono come una bussola che ci indica dove andare (se la sappiamo leggere). Poi bisogna essere in grado di capire la mente dell’altro/a, senza essere troppo egocentrici. Ancora, è importante stare attenti ad evitare le oscillazioni tra idealizzazione dell’altro e delusioni: poiché noi non siamo perfetti, è inutile aspettarsi che l’altro/a lo sia. Diciamo quindi all’altra persona spesso frasi d’amore (ma non in maniera stucchevole), manifestiamo l’amore con la tenerezza e con la sessualità, dichiariamo esplicitamente apprezzamento e ammirazione per l’altro/a (sia in privato che in pubblico), accettiamo i limiti dell’altra persona e troviamo a qualsiasi costo del tempo per stare insieme da soli. Stabilizzeremo l’amore e godremo a lungo di un sostegno emotivo reciproco.

A cura del Dott. Francesco Aquilar, Psicologo e Psicoterapeuta Cognitivista e Comportamentale.

  • Un esperto per amico




    Attilio Speciani


    Specialista in Allergologia e immunologia clinica

     

    www.eurosalus.com





    Prof. Alberto Luini


    Direttore della divisione di senologia dello IEO






    Tetsugen Serra


    Maestro Zen - Fondatore della Mindfulzen: la Via di Consapevolezza

     

    www.mindfulzen.it

     

    www.monasterozen.it





    Prof. Antonino Di Pietro


    Direttore del Servizio di Dermatologia dell'Ospedale di Inzago (MI)

     

    www.antoninodipietro.it





    Dott. Francesco Aquilar


    Psicologo e Psicoterapeuta Cognitivista e Comportamentale

     

    www.aipcos.org





    Claudio Belotti


    Coach

     

    www.claudiobelotti.it





    Luigi Sutera


    Consulente d'immagine






    Giuseppe Alfredo Iannoccari, Ph.D.


    Presidente Assomensana

     

    www.assomensana.it





    Alessandra Rigoni


    Medico Chirurgo specialista in odontoiatria e ortodonzia a Milano






    Dott. Luca Avoledo


    Naturopata ed esperto di ecologia del corpo, nutrizione e salute naturale.

     

    www.lucaavoledo.it

     

    www.studiodinaturopatia.it





    Dott. Fabio Rinaldi


    Specialista in dermatologia e venerologia, Presidente della Fondazione IHRF in Milano.

     

    www.studiorinaldi.com





    Prof. Alessandro Nanussi


    Responsabile del Centro di Gnato-posturologia e dolore cranio-faciale, Osp. S. Gerardo, Clinica Universitaria della Milano-Bicocca. Past president della Società Italiana di Odontostomatologia dello Sport.

     

    www.studiodentisticonanussicoraini.it





    Prof. Marco Temporin


    Medico Chirurgo. Specialista in Igiene e Medicina Preventiva.

     

    www.marcotemporin.it





    Daniele Belloni


    Insegnante di yoga, scrittore e giornalista

     

    www.spazioshanti.org





    Mauro Castiglioni


    Farmacista Cosmetologo esperto in preparazioni Galeniche. Consigliere all'Ordine dei Farmacisti di Milano. Consigliere Nazionale SI.F.A.P. (Società Italiana Farmacista Preparatori






    Andrea Fratter


    Ricercatore, Cosmetologo ed esperto di Nutraceutica
    Docente presso la Scuola Internazionale di Medicina Estetica, SIME di Roma e presso il Corso di Perfezionamento in Farmacia e Farmacologia Cliniche dell’Università di Padova






    Dott.ssa Adele Sparavigna


    Dermatologa a Milano e Monza
    Direttore ricerche cliniche Istituto Derming

     

    www.adelesparavigna.it





    Raffaella Cicogna


    Body&Mind Coach

     

    www.raffaellacicogna.com





    Carlo Cazzaniga


    Artigiano - Artista

     

    https://cutcarlocazzaniga.net/
    artigianeide.wordpress.com





    Ines Seletti


    Presidente Ass. Adas Fidas Parma - Consigliera Ass. Fidas Nazionale con delega alla comunicazione e alle nuove tecnologie - Consigliera Ass. Futura Parma

     

    www.fidas.it

     

    www.adasfidasparma.it


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