Curarsi con la Consapevolezza

postato da Nicoletta Carbone il 29.06.2015
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Si fa sempre più strada un nuovo paradigma che non ci chiede più di curare la malattia, ma di ristabilire l’equilibrio nell’essere umano, in questo modo aiuteremo a curare e prevenire molte malattie che si nutrono del nostro modo sbagliato di vivere. Oggi sappiamo che molti atteggiamenti e abitudini non corrette della nostra vita influenzano direttamente il nostro corpo con squilibri fisici, energetici e psicologici. La consapevolezza aiuta a riportare armonia tra i nostri sistemi fisici, energetici e psicologici e con l’ambiente che viviamo, aiutandoci a ristabilire un mondo in salute e benessere.

TRE SCOPI PRINCIPALI DELLA CONSAPEVOLEZZA
1. SVILUPPO DELLA CHIAREZZA DEL NOSTRO VIVERE
2. SVILUPPO DELLA NOSTRA RESPONS-ABILITY (ABILITÀ DI RISPONDERE)
3. MODIFICA DEL NOSTRO ATTEGGIAMENTO E  COMPORTAMENTO
1) SVILUPPO DELLA CONSAPEVOLEZZA DEL VIVERE  è primo scopo che si prefigge qualsiasi pratica di consapevolezza, aiutarti a vedere il mondo nella sua realtà e non solo attraverso i tuoi occhi, filtrato dai tuoi pensieri e condizionamenti. Una volta vista e percepita la realtà posso rispondere sulle base delle mie emozioni e pensieri.
2) SVILUPPO DELLA RESPONS-ABILITY (ABILITÀ DI RISPONDERE).  Un secondo scopo della consapevolezza è quello di aiutarti  a sviluppare la tua “capacità di risposta”, la tua respons-ability affinché tu possa attraverso di essa modificare il tuo atteggiamento di fronte ai vecchi problemi e  trovare finalmente nuove risposte ad essi.
3) MODIFICA DELL’ATTEGGIAMENTO E DEL COMPORTAMENTO. In accordo con la suddetta premessa, più che tendere all’eliminazione dei problemi che sono solo il sintomo di un vivere disarmonico. Un sintomo, come il mal di pancia, è il sintomo di una cattiva alimentazione e la cura è la consapevolezza di alimentarsi correttamente. La Consapevolezza offre la possibilità di sostegno per una modifica dell’atteggiamento nei confronti della nostra vita e delle persone che la abitano. E un invito a farsi carico del cambiamento più radicale, un diverso atteggiamento di pensiero ed azione che di conseguenza aiuteranno ad eliminare anche il sintomo ovvero i problemi che quotidianamente ci assillano. La consapevolezza è la nostra medicina, se sviluppiamo uno stile di vita consapevole aiutiamo a prevenire ogni malattia.
Per approfondire la Via della Consapevolezza scarica Gratis:  Zen 2.0 La via della felicità ed.Cairo

Il punto focale è l’individuo, non il problema, non è il sintomo ma la causa. Lo scopo non è quello di risolvere un problema particolare, ma di aiutare l’individuo a crescere affinché possa affrontare  il  suo problema attuale e quelli successivi in maniera più integrata.

A cura di Tetsugen Serra, Maestro Zen

Un nuovo lavoro? Esercizi di consapevolezza

postato da Nicoletta Carbone il 26.11.2014
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Stiamo iniziando un nuovo lavoro? Alcuni consigli di consapevolezza.
Poche consapevoli regole per partire con il piede giusto e entrare in armonia con l’ambiente e le persone nuove.
Qualche strumento di consapevolezza e meditazione per essere sereni e tranquilli e sconfiggere l’ansia del Nuovo.
Voi sapete che vi hanno assunto a causa della vostra esperienza, ma non appena varcata la soglia della porta del nuovo ufficio, siete  una persona  sconosciuta, tutto di voi e da tutti poco o tanto venite messi sotto esame, dalla receptionist al CEO.
Ogni nuovo posto di lavoro ha la sua politica interna. Non importa quale sia la posizione che hai, appena sei stato assunto per quanto grande e progressista sia la società, ci sono persone che sono  entusiaste del fatto che tu sei è venuto a bordo e ci saranno   persone che non lo sono. Ci saranno  cose che ti fanno alzare le sopracciglia e solcare la fronte, e ci saranno  cose  di cui sarete  molto entusiasti di vivere essere in grado di scavare e davvero fare la differenza. Come navigare tutte queste cose, pur mantenendo la pace della mente e fare del tuo meglio per non pestare i piedi a nessuno a volte può essere difficile.
Anche i migliori lavori sono pieni di stress, le scadenze difficili, boss impazienti, colleghi gelosi, ma, come la scienza dimostra sempre più, la meditazione consapevole è l’antidoto.
Siate consapevoli di sviluppare una delle più grandi Virtù di una mente Mindfull: la pazienza con voi stessi e verso gli altri.
“Mi piacerebbe cambiare il mondo in questo momento e rendere tutto perfetto”  è un bel pensiero, ma è un pensiero impaziente che si scontra con la realtà e le tue capacità, e il non poterlo fare, genera sfiducia in te e verso gli altri.
Accettiamo tutto quello che accade nel nuovo posto di lavoro sorridendo, questo ci aprirà la consapevolezza di dove ci troviamo e di come al momento giusto troveremo l’occasione per portare cambiamenti o rispondere a tono al collega geloso.
Anche quando sei in cima a una organizzazione (forse ancora di più quando sei in cima a una organizzazione), ci vuole un buon tempo lungo per capire veramente tutte le  cose e per convincere le persone a sapere che possono  completamente fidarsi di te. Quindi, non siate sorpresi quando non avviene immediatamente. Anche se sei una persona molto aperta e fiduciosa    si deve capire che la maggior parte delle persone non si occupano di cambiare la vita e se siete nuovi per loro è un cambiamento che può destabilizzare le loro certezze e i loro automatismi, questo è positivo per loro, ma devono ancora scoprirlo. In un posto nuovo di lavoro, Tu sei il cambiamento, loro la paura di cambiare.Ricordiamo che possiamo  ”essere d’accordo di essere in disaccordo”
Quindi il consiglio è Pazienza con voi stessi e Compassionevole amore verso gli altri.

A cura di Tetsugen Serra

Progettare e monitorare la felicità

postato da Nicoletta Carbone il 02.02.2012
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Che cosa ci fa sentire felici? Sembra troppo semplice, ma sono soprattutto le interazioni sociali positive a fornire felicità. Spesso non siamo tanto bravi a prevedere quello che ci farà felici: anche una promozione, un aumento di stipendio, il partner dei nostri sogni o la macchina nuova, che credevamo ci avrebbero reso felici e per i quali ci siamo tanto impegnati, dopo un po’ possono non rappresentare più nulla di particolare, sembrano una banale normalità (e a volte magari si rivelano un inferno). Gli studiosi di felicità (che sono soprattutto psicologi sociali, sociologi e psicoterapeuti) distinguono alcuni settori nei quali possiamo cercare e progettare la felicità. Fra questi:
1)  Amore romantico. Come va la nostra relazione d’amore? Funziona bene o ci dà disturbo e preoccupazione? Vogliamo cambiare partner? Se non vogliamo, cosa possiamo fare per nutrire ogni giorno la nostra relazione d’amore?2)  Interazioni sociali. Come va con i nostri amici e i nostri colleghi? Possiamo organizzare un piccolo evento con le persone che ci piacciono davvero, e tentare di godercelo? Vale la pena di fare uno sforzetto, magari ne saremo contenti dopo.
3) Creatività. Stiamo dedicando un po’ di tempo alla creatività che ci piace? Fare un quadro, scrivere una poesia, suonare la chitarra, costruire un mobiletto o abbellire la casa: ci stiamo consentendo un po’ di tempo per la nostra creatività?
4) Salute e cure personali. Ci stiamo trattando bene o male? Saremmo contenti se un nostro amico trattasse se stesso come noi stiamo trattando noi stessi in questo periodo? Facciamoci una carezza e dedichiamo un po’ di tempo anche a noi e alla nostra salute.
5) Relazioni familiari. C’è qualcuno in famiglia che ci piace? Se abbiamo figli, abbiamo dedicato loro quell’attenzione necessaria per le persone importanti, o li teniamo parcheggiati da qualche parte? Divertiamoci un po’ con loro.
6) Auto-efficacia e lavoro. Ci sentiamo sufficientemente competenti in quel che facciamo, o abbiamo bisogno di un aggiornamento personale e/o professionale? Confermiamo tipo e modo del nostro lavoro, o abbiamo bisogno di un cambiamento possibile e ragionevole?
7) Significato. Come va con le scelte generali dell’esistenza? Confermiamo la strada che abbiamo percorso finora, o c’è bisogno di cambiamenti radicali? Oppure basta rimettere in gerarchia gli obiettivi e dedicare più spazio a quel che ci interessa davvero?
Possiamo cominciare un percorso di consapevolezza sulla nostra felicità, e occuparci dieci minuti al giorno di progettarne un pezzetto e di monitorare come siamo riusciti a realizzarla giorno per giorno. La felicità è più semplice di quanto si creda, ma richiede autoriflessività, comprensione della mente altrui e padronanza di sé. Cominciamo ad allenarci, non abboccando al senso di inutilità suggerito dalla depressione.

A cura del Dott. Francesco Aquilar, psicologo e psicoterapeuta cognitivista e comportamentale, presidente dell’Associazione Italiana di Psicoterapia Cognitiva e Sociale (AIPCOS), Napoli.

Emozioni d’autunno

postato da Nicoletta Carbone il 26.09.2011
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Fra le quattro stagioni, l’autunno è quella che ha meno appassionati. Mentre l’estate, la primavera e l’inverno godono di schiere formidabili di sostenitori, l’autunno suscita in molte persone emozioni tristi, sgradevoli, crepuscolari e talvolta addirittura disgustose. Fin dall’epoca della scuola elementare, con l’autunno che talvolta veniva caratterizzato soltanto dalle foglie che cadono e dalle giornate che drammaticamente si accorciano. Alcune forme di depressione, fra l’altro, presentano un andamento stagionale che vede un’esplosione negativa proprio in corrispondenza con l’autunno. Come possiamo fare per ridurre gli effetti sgradevoli di questa stagione, se per caso ne siamo colpiti, per quanto in misura più o meno forte? Cominciamo con le risonanze negative della “ripresa” dopo le vacanze (argomento già trattato nel post del 12 settembre scorso): come dicevamo, già torniamo al lavoro contrariati, e ci vuole tempo e pazienza per riorganizzarci nella normalità. Per cui, innanzi tutto, autorizziamoci ad essere tristi/arrabbiati perché non si può stare sempre in vacanza: la legittimazione (breve) delle proprie emozioni rappresenta quasi sempre il punto di inizio dell’auto-consapevolezza. Poi, non lasciamoci sommergere dalle emozioni negative, riflettendo sui vantaggi che la stagione delle giornate corte, della pioggia e della apparente monotonia potrebbe apportare alla nostra vita. Quindi procediamo con la modificazione intenzionale delle emozioni riorientando deliberatamente l’attenzione sulla piacevolezza di ogni variazione naturale: il fresco, gli splendidi colori della natura, il piacere di proteggersi dalla pioggia, la creatività che può incrementarsi grazie alla noia. Infatti la noia, come scrive Ron Arad, è la madre della creatività. Infine, proviamo ad aumentare le occasioni sociali sincere, nelle quali possiamo spendere volentieri tempo a chiacchierare con persone interessanti, proprio grazie al fatto che le giornate sono più brevi e piovose. In tutto, quindi, quattro passaggi per una modulazione funzionale di questo tipo di emozioni: 1) Legittimazione breve; 2) Ristrutturazione dei pensieri correlati, evitando una rimuginazione ripetitiva nel dialogo interno degli aspetti sgradevoli; 3) Incremento deliberato della creatività personale, relazionale e sociale; 4) Trasformazione intenzionale di alcuni fattori negativi, quando possibile, in occasioni di esplorazione di nuove possibilità.

A cura del Dott. Francesco Aquilar, psicologo e psicoterapeuta cognitivista e comportamentale.

Esercizi di Consapevolezza: la Self-Compassion

postato da Nicoletta Carbone il 26.04.2011
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Contrariamente a quanto in genere si creda molte difficoltà psicologiche, incluse ansia e depressione, sono collegate alla mancanza di compassione verso di sé. Un eccesso di severità interna verso noi stessi. Un esercizio può aiutarci a ridurla. Mettetevi in posizione comoda su una poltrona, chiudete gli occhi e fate qualche respiro profondo. Poi provate a ricordare i seguenti quattro episodi della vostra vita: innanzi tutto un momento in cui vi siete sentiti ENERGICI, pieni di forza. Costruite come una diapositiva mentale di quel momento, che includa suoni, odori, persone presenti, e restate per qualche minuto su questa immagine mentale. Poi, ricordate un episodio in cui vi siete sentiti PIACEVOLMENTE EMOZIONATI, magari perché stava per succedere qualcosa di bello e interessante. Anche in questo caso provate a recuperare il ricordo polisensoriale di quel momento (vista, udito, tatto, olfatto, gusto). Ancora, ricordate un episodio in cui vi siete sentiti RILASSATI, ma di un rilassamento pieno, gradevole e memorabile. E restate per qualche minuto su questa immagine. Infine, provate a recuperare il ricordo, anche lontano, di un momento in cui vi siete sentiti SICURI NELLA RELAZIONE con una persona significativa: un amico, un familiare, una figura importante della vostra vita. Dopo qualche altro minuto, riaprite gli occhi e continuate la vostra giornata. Vi accorgerete che avete cominciato ad essere più compassionevoli verso voi stessi, e vi sentirete meglio (anche se con qualche momento di sana commozione): sicuri di poter riprovare quelle emozioni.

A cura del Dott. Francesco Aquilar, Psicologo e Psicoterapeuta Cognitivista e Comportamentale.

  • Un esperto per amico




    Attilio Speciani


    Specialista in Allergologia e immunologia clinica

     

    www.eurosalus.com





    Prof. Alberto Luini


    Direttore della divisione di senologia dello IEO






    Tetsugen Serra


    Maestro Zen - Fondatore della Mindfulzen: la Via di Consapevolezza

     

    www.mindfulzen.it

     

    www.monasterozen.it





    Prof. Antonino Di Pietro


    Direttore del Servizio di Dermatologia dell'Ospedale di Inzago (MI)

     

    www.antoninodipietro.it





    Dott. Francesco Aquilar


    Psicologo e Psicoterapeuta Cognitivista e Comportamentale

     

    www.aipcos.org





    Claudio Belotti


    Coach

     

    www.claudiobelotti.it





    Luigi Sutera


    Consulente d'immagine






    Giuseppe Alfredo Iannoccari, Ph.D.


    Presidente Assomensana

     

    www.assomensana.it





    Alessandra Rigoni


    Medico Chirurgo specialista in odontoiatria e ortodonzia a Milano






    Dott. Luca Avoledo


    Naturopata ed esperto di ecologia del corpo, nutrizione e salute naturale.

     

    www.lucaavoledo.it

     

    www.studiodinaturopatia.it





    Dott. Fabio Rinaldi


    Specialista in dermatologia e venerologia, Presidente della Fondazione IHRF in Milano.

     

    www.studiorinaldi.com





    Prof. Alessandro Nanussi


    Responsabile del Centro di Gnato-posturologia e dolore cranio-faciale, Osp. S. Gerardo, Clinica Universitaria della Milano-Bicocca. Past president della Società Italiana di Odontostomatologia dello Sport.

     

    www.studiodentisticonanussicoraini.it





    Prof. Marco Temporin


    Medico Chirurgo. Specialista in Igiene e Medicina Preventiva.

     

    www.marcotemporin.it





    Daniele Belloni


    Insegnante di yoga, scrittore e giornalista

     

    www.spazioshanti.org





    Mauro Castiglioni


    Farmacista Cosmetologo esperto in preparazioni Galeniche. Consigliere all'Ordine dei Farmacisti di Milano. Consigliere Nazionale SI.F.A.P. (Società Italiana Farmacista Preparatori






    Andrea Fratter


    Ricercatore, Cosmetologo ed esperto di Nutraceutica
    Docente presso la Scuola Internazionale di Medicina Estetica, SIME di Roma e presso il Corso di Perfezionamento in Farmacia e Farmacologia Cliniche dell’Università di Padova






    Dott.ssa Adele Sparavigna


    Dermatologa a Milano e Monza
    Direttore ricerche cliniche Istituto Derming

     

    www.adelesparavigna.it





    Raffaella Cicogna


    Body&Mind Coach

     

    www.raffaellacicogna.com





    Carlo Cazzaniga


    Artigiano - Artista

     

    https://cutcarlocazzaniga.net/
    artigianeide.wordpress.com





    Ines Seletti


    Presidente Ass. Adas Fidas Parma - Consigliera Ass. Fidas Nazionale con delega alla comunicazione e alle nuove tecnologie - Consigliera Ass. Futura Parma

     

    www.fidas.it

     

    www.adasfidasparma.it


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