Il kiwi contro il raffreddore

postato da Nicoletta Carbone il 24.01.2012
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In questo periodo dell’anno il raffreddore è quasi inevitabile. Uno studio recente mostra come l’assunzione quotidiana di kiwi per 4 settimane riduca significativamente i sintomi del raffreddore inclusa la congestione nasale. In effetti i kiwi sono in grado di aumentare i livelli ematici di vitamina C, vitamina E, luteina e zeaxantina che oltre ad essere degli ottimi antiossidanti possono avere un effetto di potenziamento del sistema immunitario. Il consumo regolare di kiwi può dunque essere utile a proteggerci dal raffreddamento e dalle infezioni delle vie respiratorie che ci colpiscono tipicamente nei mesi invernali.

A cura del Dott. Filippo Ongaro, Vice-Presidente AMIA

Bevande vegetali

postato da Nicoletta Carbone il 23.01.2012
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Sono un vero jolly in cucina: leggere, versatili, sfiziose. Il settore del biologico offre un’ampia scelta: avena, riso, farro, kamut, miglio, amaranto, soia, mandorla, ecc…
Possono essere utilizzate nelle preparazioni dolci e salate, in alternativa (o saggiamente miscelate) al latte vaccino o di capra. Dal punto di vista nutrizionale non hanno nulla in comune con il latte dei mammiferi, eccetto l’acqua, che rappresenta l’ingrediente principale. Essendo di origine vegetale sono prive di colesterolo, hanno un basso apporto proteico, vitaminico e minerale. Contengono grassi poli e monoinsaturi, con lievi differenze nei diversi tipi di latte (leggete le etichette e date la preferenza ai prodotti che contengono olio di semi di girasole).
Alcune bevande vegetali sono addizionate con calcio (di solito è di origine naturale) o acidi grassi omega-3 (derivati dai semi di lino) che ne arricchiscono il valore nutrizionale.
Se non le avete mai utilizzate e non siete abituati al gusto, vi consiglio di non iniziare con la bevanda di soia perché ha un sapore molto intenso e, derivando da un legume, può provocare qualche disturbo intestinale, come ad esempio il meteorismo.
Provate, invece, le bevande di cereali, come quelle di riso o avena. Possono essere miscelate con il latte vaccino nella preparazione di besciamelle, salse, budini, creme o frullati; si sposano molto bene con la crescenza, la ricotta e il grana padano. Sono ideali per creare nuove ricette di omelette, crespelle e pancakes. Usatele nelle marinate per ammorbidire seppie, polipi, totani, carni bianche o rosse, avrete così piatti più leggeri e saporiti. Infine ve le consiglio per preparare una densa, fumante e fondente…. cioccolata calda: una vera delizia senza sensi di colpa!

A cura della Dott.ssa Paola Reverso, medico nutrizionista.

Psicologia per la felicità contro la depressione

postato da Nicoletta Carbone il 20.01.2012
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Può sembrare fuori luogo parlare di felicità in un periodo di così grande crisi economica, politica e per certi aspetti anche morale, eppure è proprio in questi periodi “bui” che si pongono le premesse per occuparsi contemporaneamente sia di sé stessi che delle variabili sociali. Da molti anni alcuni psicologi e psicoterapeuti, specie cognitivisti, si occupano di studiare questi aspetti. Intanto, secondo le ricerche passate tempo fa in rassegna dallo psicologo inglese Michael Argyle, la felicità sembra composta da tre aree principali:

1) Appagamento (che può svilupparsi in differenti settori dell’esistenza);
2) Gioia (che si può considerare come episodica, oppure come costantemente sottostante ai cambiamenti quotidiani di umore;
3) Assenza di angoscia (considerata come composta da ansia e depressione).

A questi tre elementi, ovviamente, si associa la buona salute o comunque l’assenza di malattie realmente invalidanti. I rapporti sociali forniscono numerosi elementi di felicità, se sono positivi, perché tendono a ridurre lo stress, ad aumentare l’autostima, a ridurre l’intensità e la frequenza delle emozioni negative e a consentire alle persone di ricevere aiuto nella risoluzione dei problemi. Ciò vale non solo nel tempo libero, ma anche nei rapporti di lavoro. Per quanto sembra che circa il 50% della felicità percepita sia dovuta a cause genetiche e il 10% alle circostanze di vita, resta un 40% che in qualche modo dipende da noi. Monitorare il proprio livello di felicità e agire per aumentarlo, fra l’altro, aiuta a prevenire e a gestire le fasi di depressione. Per far questo, possiamo prendere in considerazione i settori nei quali la felicità può essere aumentata:

1) Relazioni sociali e relazioni intime;
2) Lavoro o studio (inteso come aumento di competenze personali);
3) Svago (che sia realmente gradevole rispetto alle preferenze di ciascuno e non “obbligatorio”);
4) Significato (ovvero selezionare e portare avanti attività che soddisfino gli scopi morali di ciascuno).

Possiamo quindi decidere di occuparci ogni giorno, oltre che delle incombenze necessarie, anche di nutrire la nostra legittima felicità, anche smettendo di compararci continuamente agli altri, rendendo il nostro lavoro significativo (oppure dedicandoci in aggiunta al lavoro ad una attività di studio che aumenti le nostre competenze), sviluppando le relazioni personali e intime, e soprattutto ricordandoci frequentemente della gratitudine che proviamo verso le persone che ci danno una mano (che sono spesso molte di più di quel che crediamo).
Per saperne di più: Francesco Aquilar & Maria Pia Pugliese, “Psicoterapia cognitiva della depressione“, Edizioni Franco Angeli, 2011. 

A cura del Dott. Francesco Aquilar, psicologo e psicoterapeuta cognitivista e comportamentale, presidente dell’Associazione Italiana di Psicoterapia Cognitiva e Sociale (AIPCOS),  Napoli.

Pensa a cosa vuoi, ai tuoi obiettivi

postato da Nicoletta Carbone il 19.01.2012
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Siamo ciò che pensiamo
Buddha

La tua abilità di pensare è la risorsa più preziosa che hai a tua disposizione. La tua capacità di decidere cosa fare e quando farlo determina i risultati delle tue azioni (o non azioni) e quindi del tuo destino. L’unica cosa che puoi controllare che nessun altro può decidere per te e cosa pensare e come.
Il successo non dipende né dalle possibilità economiche, né dai titoli accademici, né dalla regione di provenienza né tanto meno dalle abilità fisiche.
In uno studio sui grandi leaders (Winston Churchill, Ghandi, Martin Luther King, Madre Teresa, per fare qualche esempio), si è scoperto che il 75% di loro era fisicamente disabile, proveniente da famiglie povere o addirittura è stato vittima di abusi o violenze.
Ciò che conta non è il punto di partenza, ma la meta, l’obiettivo.
Questa legge ci dice che per ogni risultato c’è una causa. Per ogni vincitore della lotteria c’è un concorrente che ha comprato il biglietto.  Il successo (participio passato di succedere cioè far accadere) lascia tracce. Non nasce dal caso. Tutto ciò che hai o non hai è il risultato delle tue azioni e della tua capacità di stabilire i tuoi obiettivi.
La cosa più bella di tutto questo è che tu puoi cambiare. Se c’è qualcosa che non va o qualcosa che manca puoi fare qualcosa a riguardo. Anzi devi, perché nessun altro lo farà per te.
Non importa se sei bianco o nero. Bello o brutto. Del nord o del sud. Uomo o donna. Laureato o no. Se vuoi ottenere qualcosa dipende solo da cosa decidi oggi e farai ogni girono da adesso.

La prova che qualcosa sia possibile è data dal fatto che c’è già qualcuno che l’ha fatto!
Bertrand Russel
 
Se qualcuno ha avuto successo in qualcosa prova che altri lo possono fare
Abraham Lincoln

Quando incominci a fare qualcosa fallo con passione. Scopri il meglio, impara dai migliori che hai a disposizione. Pensa continuamente a quello che vuoi ottenere. Noi siamo il prodotto dei nostri pensieri. Ciò a cui pensi continuamente diventerà realtà. Se ti aspetti il peggio, se sei pessimista creerai un futuro negativo.
L’Università della Pennsylvania fece una ricerca su 350.000 persone. La ricerca aveva lo scopo di capire quelli erano le caratteristiche delle persone che sanno creare risultati nella loro vita. Quello che i ricercatori scoprirono è che queste persone erano ottimiste. Ancor prima di produrre il risultato si aspettavano il meglio. Erano positivi verso il futuro e verso le loro capacità. Il tuo livello di ottimismo è il miglior indicatore di possibilità di soddisfazione e felicità. Più sei ottimista e più sei creativo, più motivato. Non solo ti godrai il cammino verso la meta e sarai felice ancor prima di arrivare.

Non c’è via verso la felicità, la felicità è la via
Aforisma Zen

A cura di Claudio Belotti, Coach

Zenzero e colon

postato da Nicoletta Carbone il 18.01.2012
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Lo zenzero possiede proprietà antinfiammatorie che possono incidere in modo significativo nel ridurre l’infiammazione del colon. Questo è quanto afferma una recente ricerca condotta dalla Michigan Medical School, negli Stati Uniti. Secondo i risultati, pubblicati sulla rivista Cancer Prevention Research, lo studio è stato condotto su 30 volontari, i quali, sono stati invitati a prendere un integratore di 2 grammi di estratto di radice di zenzero o un supplemento placebo, ogni giorno per 28 giorni. I livelli d’infiammazione dell’intestino sono stati misurati prima e dopo l’esperimento, mediante l’analisi di campioni, volta a rilevare i livelli di ecosanoidi: sostanze chimiche note per la capacità di aumentare l’infiammazione dell’intestino. Alla fine dello studio i risulati hanno così evidenziato una significativa riduzione dei livelli di ecosanoidi, suggerendo che lo zenzero abbia un ruolo potenziale in questa riduzione. Le persone che avevano consumato regolarmente supplementi di zenzero mostravano una riduzione del 28% dell’infiammazione del colon rispetto a coloro che avevano consumato dei supplementi placebo.

A cura del Dott. Marco Temporin, Medico Chirurgo

Ho due rughe ai lati della bocca che mi fanno sembrare un cocker triste. Le ho sempre avute, e negli ultimi due anni sono scese in picchiata libera! Mi hanno parlato di fillers, di acido ialuronico, ma sono terrorizzata all’idea di cambiare faccia ed espressione, di diventare diversa…

postato da Nicoletta Carbone il 17.01.2012
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Penso che il 70% delle mie pazienti abbia questi dubbi. Forse li avrei anch’io, se non conoscessi a fondo questo tipo di trattamenti, perché anche a me non piacerebbe per niente l’idea di modificare faccia ed espressione, diventando un anonimo volto gonfio come se ne vedono tanti. Senza rughe, ma francamente né più belle, né più affascinanti, anzi! Premesso quindi che i fillers servono ad ammorbidire e a migliorare il volto, e non si devono nemmeno vedere – si può provare a farsi iniettare dell’acido ialuronico, che è un filler temporaneo, che si riassorbe relativamente in fretta la prima volta che viene impiantato (mano a mano che lo si fa, dura di più).

Se il risultato piace e la convince, si andrà avanti. Altrimenti, l’acido ialuronico si riassorbirà totalmente e non occorrerà più sottoporsi alle “punturine”. Ma voglio sottolineare che in giro, purtroppo, saltano all’occhio e all’evidenza tutti i casi di acido ialuronico mal fatto (secondo me, mai come in questo caso, il troppo stroppia). Quando è ben fatto – da specialista competente, non improvvisato, da specialista con esperienza, non in svendita, non si vede proprio. La faccia, diventa solo più bella, più fresca, più attraente. Mai gonfia e ridicola, col marchio visibile del trattamento.

A cura della Dott.ssa Riccarda Serri, Specialista in Dermatologia

Cervello: sonno e cioccolato

postato da web il 16.01.2012
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Il sonno è un prezioso nutrimento per il cervello.

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Il cioccolato  riduce il rischio di ictus cerebrale

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STRESS ANSIA: un aiuto in più con i probiotici

postato da Nicoletta Carbone il 16.01.2012
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Sembra che i batteri probiotici, i cosiddetti batteri ‘amici’ presenti nell’intestino, abbiano la capacità di  alterare la neurochimica cerebrale e trattare i disturbi d’ansia e depressione
.
È quanto afferma una nuova ricerca pubblicata su Proceedings National Academy of Sciences, condotta dai ricercatori dell’University College di Cork, in Irlanda, guidati dal professor John Cryan.
Dall’analisi dei risultati dello studio è emerso che : i topi alimentati con Lactobacillus rhamnosus (JB-1), mostravano un numero significativamente inferiore di comportamenti legati ad ansia, stress e depressione, rispetto ai  topi alimentati esclusivamente con brodo; il consumo dei probiotici inoltre riduceva in maniera significativa l’ormone dello stress, il corticosterone.
Fornendo ai topi un regolare apporto nutrizionale del ceppo Lactobacillus, i ricercatori hanno osservato che quest’ultimo causava cambiamenti nell’espressione dei recettori, in particolare del neurotrasmettitore GABA nel cervello , dimostrando per la prima volta, un potenziale effetto diretto dei probiotici sul cervello.
Questo studio ha  dunque identificato una via, attraverso la quale certi organismi intestinali possono alterare la neurochimica e dunque il comportamento dei topi.
Effetti neurochimici e comportamentali non sono stati osservati nei topi vagotomizzati, suggerendo così un ruolo importante del nervo vago, per la comunicazione tra il microbioma (batteri nell’intestino) ed il cervello.
Tali risultati  potrebbero aprire la strada a nuove terapie, l’aiuto di alcuni organismi probiotici potrebbe bersagliando l’intestino, avere come obiettivo finale, il benessere del sistema nervoso.
Comunque, avvertono i ricercatori, risulta  inutile correre al supermercato ad acquistare yogurt contro l’ansia, dato che non tutti i probiotici possiedono lo stesso effetto anti-depressivo.

A cura del Dott. Marco Temporin, Medico Chirurgo.

Lo conosco, ma come si chiama?

postato da Nicoletta Carbone il 13.01.2012
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Cammino per strada e incontro una persona che mi guarda. La riconosco, è un volto noto e conosciuto, ma come si chiama? Ecco allora che ci avviciniamo e ci salutiamo sorridendo. “Carissima, come stai?” Accidenti, ma come si chiama? E così passiamo il tempo conversando nella speranza che il nome sovvenga e ci salutiamo con una formula altrettanto anonima “Ciao Cara, a presto, stammi bene”. La sensazione che rimane è di frustrazione e rabbia per non aver avuto la prontezza di memoria. Le anomie, cioè non ricordare i nomi, capita quando siamo stanchi o stressati o anche quando la persona ci capita davanti all’improvviso e non abbiamo il tempo necessario per attivare i processi di memoria necessari a recuperare il nome. Passiamo il tempo a cercare un nome che, beffardo, più ci accaniamo più si fa negare.

Cosa fare?
Innanzitutto, dobbiamo scegliere se desideriamo o meno migliorare la relazione con questa persona: se non ci interessa, continuiamo pure la conversazione e lasciamoci con un cordiale saluto. Magari il nome salterà in mente più tardi. Nel caso invece la persona ci interessi, converrà chiederle di ricordarci il suo nome perché in quel momento abbiamo un vuoto di memoria. Potrebbe sembrare scortese, ma a pensarci bene il messaggio che mandiamo è chiaro e preciso: “sono interessato alla tua persona e ci tengo a ricordare come ti chiami”. La persona ne rimarrà colpita positivamente. Infatti, il nome proprio è una parte importante della nostra identità, che ci piaccia o no, e se qualcuno ce lo distorce, lo correggiamo subito.

A cura di Giuseppe Alfredo Iannoccari, Presidente Assomensana.

Quando i cereali da colazione sono come le caramelle

postato da Nicoletta Carbone il 12.01.2012
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Negli anni passati parlare di cereali significava pensare alla salute; oggi c’è qualche rischio: una ricerca del Enviromental Working Group ha mosso le acque sollevando un polverone: molti tipi di cereali da colazione industriali contengono infatti più zucchero di tante merendine famose in America. La consuetudine di guadagnarsi l’appetibilità con la dolcificazione si sta trasformando in un severo problema alimentare. Ecco allora il suggerimento dello stesso gruppo per una colazione che sia il più possibile semplice e sana in maniera profonda e non solo apparente. I consigli del EWG sono interessanti: tra gli esempi, un frullato con avena integrale, avena cotta con noci brasiliane, uova con contorno vegetariano. La colazione suggerita vuole veramente e finalmente essere nutriente e completa, non solo ricca delle calorie cosiddette “vuote” (prive di fibra, vitamine e sali minerali importanti) tipiche degli zuccheri semplici e raffinati. Ormai sappiamo che mangiare calorie vuote porta ad effetti debilitanti nell’immediato (ipoglicemia reattiva), con potenziali effetti importanti sull’organismo intero, anche nel lungo termine. La nostra prima colazione, lo diciamo spesso in trasmissione e su queste pagine, merita ricchezza e valore, perché ognuno di noi merita ricchezza e valore.

A cura del Dott. Attilio Speciani, specialista in Allergologia e Immunologia clinica

  • Un esperto per amico




    Attilio Speciani


    Specialista in Allergologia e immunologia clinica

     

    www.eurosalus.com





    Prof. Alberto Luini


    Direttore della divisione di senologia dello IEO






    Tetsugen Serra


    Maestro Zen - Fondatore della Mindfulzen: la Via di Consapevolezza

     

    www.mindfulzen.it

     

    www.monasterozen.it





    Prof. Antonino Di Pietro


    Direttore del Servizio di Dermatologia dell'Ospedale di Inzago (MI)

     

    www.antoninodipietro.it





    Dott. Francesco Aquilar


    Psicologo e Psicoterapeuta Cognitivista e Comportamentale

     

    www.aipcos.org





    Claudio Belotti


    Coach

     

    www.claudiobelotti.it





    Luigi Sutera


    Consulente d'immagine






    Giuseppe Alfredo Iannoccari, Ph.D.


    Presidente Assomensana

     

    www.assomensana.it





    Alessandra Rigoni


    Medico Chirurgo specialista in odontoiatria e ortodonzia a Milano






    Dott. Luca Avoledo


    Naturopata ed esperto di ecologia del corpo, nutrizione e salute naturale.

     

    www.lucaavoledo.it

     

    www.studiodinaturopatia.it





    Dott. Fabio Rinaldi


    Specialista in dermatologia e venerologia, Presidente della Fondazione IHRF in Milano.

     

    www.studiorinaldi.com





    Prof. Alessandro Nanussi


    Responsabile del Centro di Gnato-posturologia e dolore cranio-faciale, Osp. S. Gerardo, Clinica Universitaria della Milano-Bicocca. Past president della Società Italiana di Odontostomatologia dello Sport.

     

    www.studiodentisticonanussicoraini.it





    Prof. Marco Temporin


    Medico Chirurgo. Specialista in Igiene e Medicina Preventiva.

     

    www.marcotemporin.it





    Daniele Belloni


    Insegnante di yoga, scrittore e giornalista

     

    www.spazioshanti.org





    Mauro Castiglioni


    Farmacista Cosmetologo esperto in preparazioni Galeniche. Consigliere all'Ordine dei Farmacisti di Milano. Consigliere Nazionale SI.F.A.P. (Società Italiana Farmacista Preparatori






    Andrea Fratter


    Ricercatore, Cosmetologo ed esperto di Nutraceutica
    Docente presso la Scuola Internazionale di Medicina Estetica, SIME di Roma e presso il Corso di Perfezionamento in Farmacia e Farmacologia Cliniche dell’Università di Padova






    Dott.ssa Adele Sparavigna


    Dermatologa a Milano e Monza
    Direttore ricerche cliniche Istituto Derming

     

    www.adelesparavigna.it





    Raffaella Cicogna


    Body&Mind Coach

     

    www.raffaellacicogna.com





    Carlo Cazzaniga


    Artigiano - Artista

     

    https://cutcarlocazzaniga.net/
    artigianeide.wordpress.com





    Ines Seletti


    Presidente Ass. Adas Fidas Parma - Consigliera Ass. Fidas Nazionale con delega alla comunicazione e alle nuove tecnologie - Consigliera Ass. Futura Parma

     

    www.fidas.it

     

    www.adasfidasparma.it


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