GIALLO E NERO



IL CASO ILARIA ALPI

20 Marzo 1994. La capitale della Somalia, Mogadiscio é da mesi un luogo di guerra, un posto pericoloso dove si contendono opposte fazioni in conflitto tra loro, bande armate dai cosiddetti "signori della guerra". E' una giornata come altre per l'inviata del Tg3 Ilaria Alpi e per il cameraman Miran Hrovatin. Una giornata normale in una terra che normale non é. Per questo in Somalia l'Onu ha organizzato la missione militare e umanitaria Restore Hope. Migliaia di soldati, mezzi, tecnologie. Ma la guerra non finisce. I gruppi attaccano e poi svaniscono nell'ombra. Ilaria e Miran sono in Somalia da mesi, proprio come altri inviati giunti da ogni parte del mondo. Un commando li uccide che é mattina sulla loro jeep. E' un esecuzione, non un incidente. Chi li uccide preme il grilletto contro loro. Sono le idee, le intuizioni di Ilaria Alpi Ilaria Alpi stava indaga su un presunto traffico di armi e rifiuti tossici (soprattutto scorie nucleari) tra Italia e Somalia. Un traffico di interesse strategico per una nazione che ha bisogno di terreno per insabbiare rifiuti e l'altra (perennemente in guerra civile) che vuole essere pagata soprattutto con armi.
Giancarlo Marocchino, faccendiere italiano che opera a Mogadiscio, é il primo a giungere nel luogo del duplice omicidio. Marocchino viene sentito come testimone il 9 giugno 1999 nel processo che deve accertare esecutori e mandanti. Si trova davanti ai giudici e all'avvocato Guido Calvi. E' quello che dice di aver visto il 20 marzo 1994

E' un'inchiesta difficile, complicata, piena di buchi neri e di certezze, depistaggi, deviazioni delle indagini.


18 Gennaio 1999: comincia il processo contro Hassan. 9 Luglio: il PM chiede l'ergastolo per l'imputato,ma il Tribunale assolve Hassan. 24 novembre 2000. La corte d'Assise d'Appello di Roma LO condanna all'ergastolo . Il somalo viene riconosciuto come uno dei sette componenti del commando che ha ucciso Ilaria Alpi e Miran Hrovatin.10 ottobre 2001. La prima sezione penale della Cassazione annulla la sentenza impugnata ''limitatamente all'aggravante della premeditazione e al diniego delle circostanze attenuanti generiche''.10 maggio 2002. Al processo d'appello per gli omicidi Alpi e Hrovatin, la pena per Hashi Omar Hassan e' ridotta dall'ergastolo a 26 anni di carcere, nonostante il sostituto procuratore generale Salvatore Cantaro avesse chiesto la conferma dell'ergastolo per Hassan.


E i mandanti? Chi sta dietro all'omicidio di Ilaria e Miran? Le indagini vengono attivate in ritardo, i molti indizi vengono dissipati, non c'é collaborazione degli apparati dello Stato, contrastanti perizie, riesumazione tardiva del cadavere di Ilaria. L'Inchiesta svela veri e propri occultamenti operati dai servizi segreti militari e civili relativi a piste di indagine che gli inquirenti avrebbero potuto seguire per l'accertamento della verità.E' risaputo, inoltre, che in Somalia tutti conoscono i nomi dei killer. Come ha dichiarato l'ex Ambasciatore in Somalia Mario Scialoja li conosce il signore della guerra Ali Madhi perché il duplice omicidio avvenne nella parte di Mogadisico che lui controlla.


Processo per l'omicidio di Ilaria Alpi e Miran Krovatin. Il padre di Ilaria Giorgio Alpi riferisce un colloquio avuto con il generale Fiore. La sua testimonianza avviene il 4 marzo 1999

Certe volte là dove le indagini non riescono ad arrivare, giunge l'arte. Nel caso di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin ci viene in soccorso il cinema. C'é chi ha provato a raccontare la loro vita trasferendo i profili nel film "Il più crudele dei giorni". L'attrice Giovanna Mezzogiorno, ha fatto rivivere in 90 minuti la figura di Ilaria Alpi. E' l'omaggio migliore per una giornalista che voleva fare bene il proprio mestiere. E per questo é stata uccisa.


a cura di Daniele Biacchessi


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