GIALLO E NERO



IL CASO AMBROSOLI

L'avvocato Giorgio Ambrosoli è un uomo perbene, di poche parole, un professionista, riservato quanto basta. Ricopre un ruolo importante, ma scomodo. E' il liquidatore della Banca Privata del finanziere Michele Sindona. Un ruolo che lo porterà a toccare i santuari dell'economia illegale.

Milano si è svuotata e le ombre della sera sono avvolte da un caldo umido. Sei amici. Si conoscono dai primi anni '70. Le mogli sono in vacanza con i bambini. Così decidono una rimpatriata, come ai vecchi tempi. Vanno a mangiare al ristorante " Tre fratelli ". Giorgio Ambrosoli è stanco, turbato ma quella sera sorride, è cordiale, allegro. Alle dieci e mezzo i sei amici hanno finito di cenare. In televisione scorrono già le immagini dell'incontro di pugilato tra Lorenzo Zanon e Alfio Righetti. Fanno a pugni per conquistare il titolo europeo dei pesi massimi. La casa più vicina al ristorante è quella di Ambrosoli. Ora sono davanti al piccolo schermo nell'abitazione dell'avvocato.Via Morozzo della Rocca numero 1. Una serata come quella era da tanto tempo che non la trascorreva. Il pugilato distrae: la mente di Giorgio Ambrosoli per un attimo si allontana da quei pensieri che lo assillano ormai da troppo tempo.

Zanon e Righetti si stanno picchiando forte. L'incontro finisce in parità e il titolo di campione europeo resta quindi a Zanon. E' mezzanotte e squilla il telefono. L'avvocato alza la cornetta. Dall'altra parte, nessuno parla.Il silenzio di una linea telefonica collegata investe i nervi dell'avvocato.. Poi l'anonimo mette giù. Ambrosoli scende in strada, saluta due amici. Torneranno a casa a piedi.Sulla vettura dell'avvocato salgono gli altri tre. Li accompagna a casa. Poi torna indietro, parcheggia la sua Alfetta blu davanti a casa. Scende dalla macchina....

Tre colpi di Magnum 357 uccidono Giorgio Ambrosoli. Si accerterà che l'assassino è William Aricò, killer della mafia italo-americana. Lo uccide su mandato esplicito di Michele Sindona. Il 14 luglio 1979 al funerale dell'avvocato Ambrosoli nessuna autorità in rappresentanza del governo gli rende omaggio. Giorgio Ambrosoli viene fermato perché afferma lo Stato delle regole e della legalità. Accanto a lui, la moglie, i figli e il finanziere Silvio Novembre, suo fedele collaboratore, fino all'ultimo istante

Come avete sentito dalla voce di Silvio Novembre, quella di Giorgio Ambrosoli é dunque una morte già annunciata da alcune telefonate che Ambrosoli riceve poco prima di morire

Scrive l'avvocato Giorgio Ambrosoli alla moglie Anna...


a cura di Daniele Biacchessi


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