GIALLO E NERO



SALVATORE GIULIANO

 

1 maggio 1947. Sicilia. E' gran festa a Portella della Ginestra. Sembra ormai estate. In almeno duemila si radunano nel giorno della festa del lavoro. Sono in gran parte contadini, gente povera che vive di zolle di vita ed ettari di lavoro. Dalle alture, la vista sulla vallata é ancora più bella. Nei prati spuntano mille fiori gialli e rossi, l'odore del mare é potente. Poi ci sono quelle persone in festa che hanno portato da mangiare e da bere. Come si fa in famiglia. Ma su quelle colline c'é chi ha piazzato armi da guerra. Centinaia di colpi in rapida successione. La strage dura un paio di minuti. Alla fine la mitragliatrice tace e un silenzio carico di paura piomba sull'intera comunità di persone. 11 morti, due bambini e nove adulti. 27 feriti.

Solo quattro mesi dopo si scopre una verità ancora parziale. A sparare sulle colline sono gli uomini del bandito Salvatore Giuliano. Gente senza anima e senza valori, predoni, criminali che qualcuno però trasforna in un'armata irredentista e separatista. Ma chi é Salvatore Giuliano, il re di Montelepre? Lo racconta al Giallo e nero Palmira Mancuso...

E allora compiamo un passo indietro. Aprile1943. Salvatore Giuliano aderisce al Mis, il movimento indipendentista siciliano, sostenuto dalla mafia. Il movimento separatista nasce dopo lo sbarco alleato, quando nella sicilia liberata c'é chi si riattiva per far ottenere ai contadini migliori condizioni di vita. la mafia reagisce come sempre, come sa fare: uccide sindacalisti e militanti politici. Il Mis non è però sostenuto solo dai mafiosi, ma anche da siciliani delusi dallo Stato centrale. Ecco perché il movimento tra il 1943 e il 1947 gode di un notevole sostegno popolare.

Ma già dal 1945, dopo la vittoria contro i nazi-fascisti, il separatismo perde l'appoggio americano, e sceglie la strada dello scontro armato. Nasce l'esercito dei volontari per l'indipendenza della Sicilia, di cui Salvatore Giuliano diventa colonnello, assumendo il comando per la sicilia occidentale.

Diventa amico di personaggi importanti, appartenenti al mondo monarchico e conservatore siciliano, ma presto abbandona l'utopia separatista per il progetto di debellare militarmente il comunismo in Sicilia. E' questa la premessa a quella che verrà definita la prima strage di stato: l'eccidio di Portella delle ginestre.

Giuseppe Casarrubea é il Presidente dell'associazione "Non solo Portella", quella che chiede ancora verità e giustizia per i familiari della strage di Portella della Ginestra. Giudica così il fenomeno del separatismo in Sicilia.......

Casarrubea é uno storico della mafia e delle sue protezioni politiche. Lui si é dato una spiegazione su cosa é accaduto davvero quel 1 maggio 1947.
Sulla strage, restano molti lati oscuri. La vicenda giudiziaria si conclude con la sentenza pronunciata dalla corte d'assise di Viterbo del 3 maggio 1952. 12 ergastoli ed altre 5 condanne per una strage rimasta senza mandanti. Ma Salvatore Giuliano era già morto. E con lui i segreti che custodiva. Ma cosa potrebbe rivelare ancora l'inchiesta sulla strage di Portella della Ginestra. Ancora lo storico Giuseppe Casarrubea

 

a cura di Daniele Biacchessi

 


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