GIALLO E NERO



"IL DELITTO DI VIA POMA"

 

7 agosto 1990. Via Carlo Poma 2, quartiere Prati, Roma. Simonetta Cesaroni sta lavorando negli uffici dell'Associazione italiana alberghi della gioventù. E' da sola. Svolge quel lavoro durante l'orario di chiusura al pubblico. Tra le 17,30 e le 18,30, qualcuno entra nell'ufficio e la uccide. Il suo corpo ormai senza vita viene ritrovato dagli investigatori solo il giorno dopo. L'assassino la uccide con 29 coltellate. E' seminuda ma non ha subito violenza sessuale. Simonetta sarebbe stata immobilizzata dopo aver lottato per tutta la casa. Sulla porta non ci sono segni di scasso. Gli inquirento indirizzano subito le indagini con due ipotesi: o Simonetta ha aperto all'assassino oppure questi aveva le chiavi. Ma chi é Simonetta Cesaroni. Lo racconta al "Giallo e nero", Marcello Vinonuovo.


A quattordici anni dal 7 agosto 1990, gli investigatori tornano sul luogo del delitto. Entrano in scena i superesperti dell'Arma dei carabinieri e, forti delle tecnologie all'avanguardia, provano a ricostruire la scena dell'omicidio di Simonetta Cesaroni e a rileggere i dati sulle macchie di sangue e sui computer. Titolari del fascicolo d'inchiesta sono il procuratore aggiunto Italo Ormanni ed il pm Roberto Cavallone. Ma facciamo un passo indietro. Nel racconto di Raffaella Calandra, il "Giallo e nero" ricostruisce le fasi salienti di un indagine difficile, complicata, densa di sospetti e misteri non ancora risolti.

Ma quali punti oscuri restano nel caso di via Poma? Giuseppe Maria Cieri lo ha chiesto al criminologo Francesco Bruno...


Le nuove indagini sul delitto di via Poma si muovono dunque lungo due binari di investigazione: quella tecnologica e quella classica, su documenti e perizie. I carabinieri del Ris hanno sviluppato nel corso del tempo una specializzazione in questo tipo di indagini delicate. Il maggiore Luigi Ripani, Comandante del Reparto Investigazione scientifica di Roma


a cura di Daniele Biacchessi

 


Giallo e nero
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