GIALLO E NERO



IL ROGO DEL PETRUZZELLI

 

Il 27 ottobre 1991 cade di domenica. A Bari, il cielo è terso, l'aria tiepida, la città é addormentata. Alle 4,30 si sente un sibilo assordante, poi il fragore di vetri in frantumi. Il teatro Petruzzelli è in fiamme. Gennaro Polieri, 25 anni, cameriere del Circolo Unione, é il primo a dare l'allarme alla polizia. Parte la prima squadra dei vigili del fuoco: in cinque minuti è in Corso Cavour, ma è troppo tardi. Il sistema antincendio, manuale, non entra in funzione. Lino Patruno, direttore della "Gazzetta del Mezzogiorno", si ricorda bene quel 27 ottobre 1991...

Dalle prime indagini emerge un sospetto che, col passare delle ore, diventa una certezza: non è stato un incidente. I primi sopralluoghi dimostrano l'esistenza di otto punti di fuoco, di una porta di ferro forzata dall'interno e di un piede di porco nascosto sotto il palcoscenico. E poi una telefonata anonima, giunta al 113 la sera prima, avvisa la Polizia della presenza di una bomba nel teatro.

Il Teatro Petruzzelli nasce oltre un secolo fa. Nel 1877 viene bandito un concorso per il progetto del nuovo Politeama. Per il vincitore è previsto un premio di 12.000 lire e la concessione del suolo per la costruzione dell'edificio. Nel 1895 viene approvato il progetto dei fratelli Onofrio e Antonio Petruzzelli, imprenditori edili baresi. Tre anni dopo, partono i lavori. Il teatro viene inaugurato il 14 febbraio del 1903 con l'opera "Gli Ugonotti" di Meyerbeer. Nel 1954 il Petruzzelli viene dichiarato teatro di particolare interesse, per il prestigio e l'importanza della sua attività, e si trasforma in "Centro di produzione di Opere Liriche" e in "Centro polivalente di cultura". Nel 1985 l'Ente Artistico Teatro Petruzzelli fonda una propria orchestra lirica e, nel 1991, dà vita all'Associazione Filarmonica Orchestra Teatro Petruzzelli. L'importanza del teatro cresce in modo rilevante. A Bari arrivano Rudolf Nureyev, Liz Taylor, Carmelo Bene, Carla Fracci, Luciano Pavarotti, Marcel Marceau, Jerry Lewis, Liza Minelli.

Il rogo del teatro Petruzzelli resta ancora un mistero. Dopo tredici anni e tre processi, sul movente dell'incendio il buio è ancora fitto. Nel mirino degli inquirenti, ci sono Ferdinando Pinto, accusato di concorso in rogo doloso; il boss Antonio Capriati, presunto mandante dell'incendio; l'usuraio Vito Martiradonna, Giuseppe Tisci, custode del teatro, Giuseppe Mesto e Francesco Lepore, presunti esecutori materiali.

I sospetti si concentrano su Ferdinando Pinto. Il 29 ottobre ed il 5 novembre 1991, il Sisde lo indica in due informative. Avrebbe ordinato il rogo per coprire un debito di 2 miliardi e 700 milioni. Si apre l'inchiesta. Deve accertare omissioni di chi avrebbe dovuto garantire la sicurezza dell'edificio. Il 30 giugno del '92 vengono recapitati avvisi di garanzia ai componenti della famiglia Messeni Nemagna (proprietari del Politeama), a Ferdinando Pinto e al custode, Giuseppe Tisci. L'accusa è ncendio colposo. Ma il 21 aprile del '93 cadono le accuse. Tutte le piste portano a Ferdinando Pinto, arrestato il 7 luglio 1993 dopo le rivelazioni del pentito Salvatore Annacondia. Pinto avrebbe ordinato il rogo per intascare i soldi dell'assicurazione e il prestito contratto con la malavita organizzata. Ordini di arresto per Antonio Capriati, Savino Parisi (boss del quartiere Japigia) e Giuseppe Tisci, mentre Vito Martiradonna, presunto cassiere del clan Capriati, riesce a fuggire. Gli indizi sono deboli e Pinto viene rilasciato. Il processo di primo grado si apre il 14 febbraio 1996. Annacondia racconta come l'incendio avrebbe dovuto provocare piccoli danni, per lucrare sui fondi statali per le riparazioni. Il 28 gennaio del '97, il testimone Giovanni Lopiano viene ucciso. L'8 aprile del '98 i giudici condannano Pinto a sette anni e otto mesi di reclusione, per incendio doloso e reati fiscali; Antonio Capriati e Vito Martiradonna a sette anni per incendio doloso e usura; Giuseppe Tisci a tre anni; Giuseppe Mesto, presunto esecutore materiale, a quattro anni e sei mesi di carcere. In Appello, il 6 aprile 2001, Pinto è ancora condannato a 5 anni e 8 mesi di reclusione; sentenza di primo grado confermata per Martiradonna, Capriati e Mesto, mentre a Tisci è concessa una riduzione della pena ad un anno e 8 mesi. Ma c'é un secondo filone d'inchiesta. Coinvolge Francesco Lepore, accusato di essere il secondo esecutore materiale del rogo. La sentenza arriva il 30 ottobre del 2000 con una condanna a sei anni e sei mesi. Il 10 maggio 2002 la Corte di Cassazione potrebbe mettere la parola fine al processo Pinto, ma il procuratore generale, Antonio Frasso, ottiene l'annullamento delle sentenze precedenti. La Suprema Corte invita i giudici di secondo grado a provare l'esistenza del movente e di possibili conti off-shore che Pinto dice di possedere e a dimostrare l'attendibilità dei pentiti. E' su queste basi che, il 29 ottobre 2003, è cominciato il secondo processo d'Appello sul quale grava, però, l'ombra della prescrizione.

La ricostruzione é l'altro nodo del caso Petruzzelli. Quando avverrà, come, con che fondi e, soprattutto, chi gestirà il nuovo teatro? L'edificio è privato, appartiene alla famiglia Messeni Nemagna, ma sorge su suolo pubblico. Di qui il lungo contenzioso che ha opposto Comune di Bari ed eredi, paralizzando qualunque iniziativa di ricostruzione. La situazione sembra sbloccarsi nel '94, con il ripristino della cupola e del tetto. Ma i lavori finiscono qui. Una prima vera svolta arriva il 27 ottobre del 2001. Il Comune propone la costituzione di un ente lirico che raggruppi anche altri teatri cittadini. Nel frattempo, la trattativa con la famiglia approda ad un protocollo d'intesa, firmato il 22 febbraio del 2002: i proprietari approvano il progetto della Soprintendenza ai beni ambientali, architettonici e artistici della Puglia. Si fa strada l'idea che solo una Fondazione lirico-sinfonica statale possa garantire gli interessi di tutte le parti e, il 21 novembre 2002, si giunge all'accordo. L'intesa, tra proprietari ed enti locali, è siglata alla presenza del nuovo Ministro dei Beni Culturali, Giuliano Urbani. Compiti del nuovo ente, la ricostruzione del Petruzzelli e la gestione dell'attività artistica, dietro il pagamento di un canone di 500.000 euro annui alla famiglia. Dopo un breve iter legislativo, la Fondazione diventa realtà il 29 ottobre 2003, con l'approvazione della Camera. Il 18 dicembre successivo, il Ministro Urbani nomina i membri del Consiglio di Amministrazione: Salvatore Nastasi, in rappresentanza del Governo; Mario Carrieri, per la Regione Puglia e Angiola Filipponio Tatarella, per il Comune. L'Ente, presieduto dal Sindaco di Bari, Simeone Di Cagno Abbrescia, convive con un'altra istituzione, la cosiddetta "Fondazione per la ricostruzione". Come spiega Salvatore Nastasi

L'accordo tra le parti risolve il problema della ricostruzione. Il 28 febbraio dello scorso anno viene aggiudicato l'appalto, firmato il 7 maggio successivo, per il primo lotto di lavori. Le opere riguardano il consolidamento della struttura, la predisposizione di tutti gli impianti elettrici ed il completamento del foyer. Ad eseguirli è il Consorzio recupero patrimonio artistico, costituito da nove imprese locali, che ha a disposizione 600 giorni e 5 milioni 179mila euro per completare l'opera. I lavori cominciano ufficialmente il 13 maggio del 2003, con il via del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Come dice ancora Nastasi

L'area intorno al Petruzzelli sta tornando a vivere. Le transenne, gli operai, i macchinari che lavorano incessantemente promettono ai baresi che presto riavranno il loro teatro.

 

a cura di Daniele Biacchessi

 


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