GIALLO E NERO



IL MOSTRO DI FIRENZE - II° parte

 

Michele Giuttari é un superpoliziotto. Fino al 2002 guida la Squadra Mobile fiorentina. Da sette mesi é responsabile del Gruppo Investigativo delitti seriali, il pool antimostro di Firenze. Giuttari possiede un'arma straordinaria per un poliziotto. Il suo fiuto lo porta a sentire cose che non tutti riescono subito ad avvertire. Giuttari ne é convinto da sempre. Dietro agli omicidi del mostro di Firenze si celano persone insospettabili, coperte da un'alone di mistero. L'ultima inchiesta sui delitti riconducibili al mostro cela dunque i volti dei veri mandanti, quelli che per lunghi anni hanno vissuto alla luce del sole, senza che nessuno potesse conservare sul loro conto sospetto alcuno.

Ma un giallo per essere raccontato ha bisogno di un elemento posto quasi all'inizio della narrazione che scompare immediatamente, proprio come un soffio di vento. Poi riappare e alla fine si trasforma nella probabile soluzione del caso. Fissate bene nella memoria questa data. 22 febbraio 1998. Pietro Pacciani, l'uomo che i Tribunali considerano uno della banda dei killer responsabile di omicidi efferati, viene trovato morto nella sua casa di Mercatale Val di Pesa. apparentemente per un infarto. Passano tre anni. Nel marzo 2001 pero' la Procura di Firenze apre un fascicolo contro ignoti con l'ipotesi di reato di omicidio.

Attraverso le intuizioni del superpoliziotto Michele Giuttari le indagini sul 'Mostro di Firenze' riprendono vigore. Indagando tra misteri e sette esoteriche, gli investigatori incrociano una morte rimasta oscura: quella di Francesco Narducci, gastroenterologo di Foligno. Il racconto di Ubaldo Cianciulli da Firenze.....

L'ultima pista sui delitti del mostro di Firenze porta ad una villa alle porte di Firenze. In quel luogo isolato si cela la presunta verità. Una casa dove Francesco Narducci, il medico di Perugia annegato nel lago Trasimento nel 1985, avrebbe custodito i macabri reperti di alcune vittime. Giorgio Sgherri, giornalista specializzato nella cronaca nera fiorentina. Ha seguito le vicende dei delitti del mostro sin dal primo duplice omicidio del 1968. Gli abbiamo chiesto se esistono davvero i mandanti dei duplici delitti oppure se tutti i fatti sono attribuibili a Pietro Pacciani, Mario Vanni e Giancarlo Lotti, inserparabili compagni di merende......

L'attuale sviluppo dell' inchiesta sui delitti del mostro di Firenze prende il via da un interrogatorio dell'avvocato Pietro Fioravanti, legale di Pietro Pacciani. Nelle scorse settimane viene ascoltato dalla magistratura come persona informata sui fatti. L'avvocato si trova dunque davanti ad un sostituto procuratore della Repubblica esperto Mignini. E racconta la sua versione: poco prima di morire Pietro Pacciani gli aveva parlato di un medico e di un farmacista come i veri colpevoli degli omicidi del mostro.

Ma attenzione. Dopo quell'interrogatorio l'avvocato Pietro Fioravanti allarga il tiro:" Intorno ai delitti del cosiddetto mostro di Firenze, o meglio dei cosiddetti mostri di Firenze, ci sono tanti morti di cui potrei fare i nomi, quindici dei quali sono morti ammazzati". Poi Fioravanti rivela :i mandanti sono gli stessi esecutori: chi voleva uccidere non ha dato l'incarico a terze persone, ma ha ucciso". Ma il punto centrale del suo racconto resta la sua convinzione maturata nel tempo: Pietro Pacciani non é morto di infarto ma é stato ucciso dagli stessi mandanti. Un mistero inserito nel mistero




a cura di Daniele Biacchessi


Giallo e nero
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