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IL
MOSTRO DI FIRENZE
Quella
che raccontiamo in due puntate é
una storia di lucida follia, maturata nella
solitudine di una vita solo apparentemente
normale. Sedici delitti in diciotto anni.
Una scia di morteche ha terrorizzato Firenze
e provincia tra il 1968 e il 1985. Una storia
così non si può raccontarla
a cuor leggero. Sedici delitti commessi
poco prima di mezzanotte, nelle notti d'estate
che precedono un giorno non lavorativo.
Il killer compare dal nulla, colpisce in
silenzio, poi torna alla sua quieta vita.
E sono i luoghi, viottoli appartati, lontani
da occhi indiscreti. che mettono ancora
paura....Da Firenze Ubaldo Cianciulli
Il
mostro di Firenze non colpisce dunque nello
stesso luogo ma colpisce con assoluta precisione.
Lui utilizza sempre la stessa arma, una
Beretta calibro 22, modello Long Rifle,
serie H. Spara in tutto 66 proiettili di
marca Winchester provenienti da due diverse
scatole.
L'inchiesta
é lunga e tormentata, piena di sorprese
e di buchi neri. L'11 settembre 1985 un
anonimo scrive ai carabinieri:per la prima
volta emerge il nome di Pietro Pacciani.
Il 30 ottobre 1991 i pm Vigna e Canessa
inviano a Pacciani, in carcere dal maggio
1987 per le violenze sulle figlie, un avviso
di garanzia per i delitti del ''mostro''.
Nell'aprile-maggio 1992, per 12 giorni vengono
perquisiti a Mercatale la casa e l'orto
di Pacciani, uscito dal carcere il 6 dicembre
1991. Il 16 gennaio 1993 Pacciani viene
arrestato con l'accusa di essere il mostro.
La dichiarazione di Pietro Pacciani nel
processo di primo grado aperto il 19 aprile
1994
Ma Pietro Pacciani, secondo i Tribunali
non agisce da solo. Nell'inchiesta entreranno
nei mesi successivi Mario Vanni e Giancarlo
Lotti, i cosiddetti i compagni di merende.
Mario Vanni al processo di secondo grado
Michele Giuttari, ex capo della squadra
mobile di Firenze. Dal maggio del 2003 coordina
una task force speciale anti-mostro. Dieci
uomini più Giuttari. Affiatati da
anni di lavoro spalla a spalla. Tutti i
giorni, in un bunker ricavato in due piani
di un albergo di Firenze, riprendono in
mano il dossier sul Mostro: 36 anni di indagini
incominciate dai delitti commessi dal 21
agosto del '68 e l'8 settembre del '95.
A Michele Giuttari abbiamo chiesto cosa
é stato accertato nel lungo iter
processuale?
Nell'estate del 2000 prende consistenza
una terza inchiesta che prende in considerazione
l'ipotesi che alcuni omicidi non risolti
possano essere collegati alla vicenda. Si
tratta di quelli di Francesco Vinci, trovato
carbonizzato con Angelo Vargiu nell'agosto
1993, di Milva Malatesta e del suo bambino
di 3 anni, della prostituta Milvia Mattei
uccisa a Signa nel maggio 1994. Sotto la
lente di ingrandimento anche la morte di
Renato Malatesta, marito di Maria Sperduto
- la donna di cui avevano abusato Pacciani
e Vanni - e padre di Milva Malatesta: l'uomo
fu trovato impiccato nella sua stalla il
24 dicembre 1980. Tutti avevano avuto rapporti
diretti o indiretti con gli imputati dei
duplici delitti.
Nei giorni scorsi la svolta. Vengono indagate
quattro persone: Francesco Calamandrei,
63 anni, titolare fino a qualche anno fa
di una delle due farmacie di San Casciano,
Achille Sertoli, 70 anni , dermatologo universitario,
un avvocato e un imprenditore. Michele Giuttari
ha legato la sua vita e la sua professione
a un'idea, quella del cosiddetto "secondo
livello", l'esistenza di mandanti dietro
agli esecutori. L'idea di Giuttari non é
campata in aria ma questa é già
la storia della nostra seconda puntata...
a cura
di Daniele Biacchessi
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