|
IL
CASO BILANCIA
16
ottobre 1997 - 6 maggio 1998. Poco meno
di sette mesi.. Corre lungo queste date
la carriera criminale di Donato Bilancia,
tra i più feroci serial killer italiani,
condannato dalla Corte d'Assise di Genova
a 13 ergastoli e 28 anni di reclusione.17
delitti senza apparente motivo, con un'unica
ragione di fondo: la vendetta. Lungo questo
movente, generico si è mossa la confessione
di Donato Bilancia, avvalorata dal PM, Enrico
Zucca. E solo nella vendetta starebbe la
spiegazione ufficiale di una vicenda che
ha segnato di orrore, paura e morte in Liguria.
Eppure non può essere così:
la storia d i Donato Bilancia non si può
ricondurre solo ad un pur feroce proposito
di vendetta. Certo, il motivo scatenante
è proprio questo: l'omicidio di Giorgio
Centenaro e il duplice assassinio di Maurizio
Parenti e Carla Scotto (i primi tre delitti
commessi da Bilancia) nascono dalla volontà
di Bilancia di volersi rifare dagli inganni
subiti ai tavoli da gioco. Ma nella lunga
scia di sangue lasciata da Bilancia si intravedono
in controluce troppe storie ancora difficili
da spiegare. Diversi sono i comportamenti
del killer: prima compie tre delitti mosso
solo da una accecata vendetta, poi prosegue
con una serie di omicidi nei confronti di
prostitute caricate per strada, quindi uccide,
per rapina, due cambiavalute e un benzinaio
e alla fine colpisce due donne sconosciute,
incontrate sul treno.
Ci sono poi le zone d'ombra: difficile accettare
- per l'omicidio del metronotte Giorgio
Canu - la motivazione di un vecchio rancore
provato da Bilancia verso gli agenti notturni.
Così come è difficile immaginare
Bilancia, da solo, in almeno tre delitti:
ancora quello del metronotte e prima ancora
nel duplice omicidio Parenti e Scotto. Per
i magistrati la confessione è da
considerarsi comunque esauriente, Chi è
allora Walter, come Donato Bilancia era
chiamato dagli amici? Un ladro gentiluomo,
come lui stesso amava definirsi? Oppure
frequentatore assiduo del sottobosco notturno
genovese? Quali sono dunque i buchi neri
nel caso di Donato Bilancia. Il nostro corrispondente
da Genova Andrea Ferro
Luciano
Cavenago, perito balistico, l'unico che
parlò di un serial-killer
a cura
di Daniele Biacchessi
|