GIALLO E NERO



BANDA DELLA MAGLIANA

Quella che raccontiamo oggi é una storia che mette ancora paura. Perché non é una storia qualsiasi dell'Italia criminale che ha operato tra gli anni Sessanta e gli anni Novanta. La Banda della Magliana nasce tra i viottoli che costeggiano lunghe file di case popolari, nelle piazze senza verde, nei quartieri senza servizi nati negli anni della speculazione edilizia, sparsi della periferia di Roma. Mette paura perché i componenti della banda non sono delinquenti come altri.
Ma chi sono i principali componenti della Banda della Magliana?


La Banda della Magliana é organizzata in batterie di quartiere, una indipendente all'altra solo in modo apparente. Traffici illeciti di ogni tipo ma contatti accertati con apparati dello Stato. Per comprendere fino in fondo qual'é stata l'influenza della Banda della Magliana ci siamo avvalsi di una memoria del giornalismo italiano, un maestro per molti di noi che ci siamo occupati delle storie d'Italia. Gianni Flamini, giornalista, scrittore, autore dei principali libri storici sul tema.

La Banda della Magliana in realtà non ha un vero capo. Al suo interno prende il sopravvento, di volta in volta, la figura criminale del momento e che, fatalmente, finisce al centro dei tanti intrighi italiani: il caso Moro, il delitto Pecorelli, l'attentato a Roberto Rosone, vice presidente del Banco Ambrosiano, la morte di Roberto Calvi, il rapporto con il Gran maestro della Loggia Massonica P2 Licio Gelli, la strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980.

Franco Giuseppucci, Danilo Abbrucciati, Enrico Nicoletti, Nicolino Selis, Massimo Carminati e altri ancora. Quali misteri incoffessabili nasconde ancora oggi le loro imprese criminali. Una holding affaristico criminale? Una vera e propria agenzia per lavori sporchi? Oppure entrambe le cose?



a cura di Daniele Biacchessi


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