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I
ROGHI DI ANCONA
Notte
tra il 30 novembre e il 1 dicembre. L'Ospedale
Torrette di Ancona é una struttura
pubblica regionale. A quell'ora lungo i
corridoi, dentro le sale d'aspetto, nelle
stanze le luci sono spente. Al buio, per
qualcuno, i ricordi si fanno più
marcati. Molti pazienti dormono, altri non
riescono a chiudere gli occhi e osservano
il soffitto, altri ancora soffrono. Il silenzio
avvolge ogni cosa. Del resto perché
allarmarsi, é una notte normale,
come tante del resto in un ospedale italiano.
Eppure qualcosa di strano avviene nei sotterranei
delle Torrette. Qualcosa che ha a che fare
con una strage, mancata appena di un soffio.
Amelia Esposito
I piromani non possiedono un'anima, agiscono
da soli o su mandato di qualcuno ma quando
sono in azione non si fanno scupoli. Alle
Torrette, quella notte si poteva anche morire
ma loro sembrano tranquilli e nella loro
solitudine colpiscono con precisione. Le
14 del 1 dicembre. La scena cambia. All'Ospedale
Civile Umberto 1 un contenitore di plastica
viene dato alle fiamme in uno sgabuzzino
del reparto di gastroenterologia del sindaco-primario
Renato Galeazzi. Passa mezz' ora e un nuovo
focolaio interessa un secondo contenitore.
Alle 21, sempre all'Umberto 1, qualcuno
dà fuoco a un cestino portarifiuti
in plastica, nella sala d' aspetto di gastroenterologia.
Gli attentatori non si danno pace. Alle
10,30 del 2 dicembre si spostano all'Ospedale
Chiaravalle:incendiano un lettino pieghevole
nel corridoio della farmacia. Alle 21, 50,
tornano all'Umberto 1. Il fuoco avvolge
un armadietto dello spogliatoio infermeristico
della divisione gastroenterologica. Per
quattro giorni non accade nulla. Il 6 dicembre
tornano all'azione: incendio nei sotterranei
delle Torrette. La loro corsa prosegue il
7-8, fino all'11 dicembre quando incendiano
la casa di riposo ''Vittorio Emanuele II''
di Jesi. 14 roghi in 11 giorni, 113 pazienti
evacuati d'urgenza. Quanti sono? Perché
proprio negli ospedali di Ancona?
Tre anni dopo, i magistrati archiviano l'inchiesta.
Non é questione di cattiva volontà.
La procura di Ancona sa chi sono gli incendiari
ma non ha prove sufficienti per portarli
in giudizio.
Resta l'amarezza per non essere riusciti
ad incastrare persone che i magistrati sono
sicuri di aver individuato. Il sostituto
Procuratore della Repubblica di Ancona Irene
Billotti, titolare dell'inchiesta.
Ma quali sono i buchi neri di questa pagina
di cronaca rimasta ancora irrisolta? Edoardo
Danieli del Corriere Adriatico ha seguito
tutti i passaggi del lungo iter giudiziario
a cura
di Daniele Biacchessi
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