|
IL
CASO CASIMIRRI
Il
brigatista Valerio Morucci ricostruisce
così, davanti ai giudici del processo
Moro, ciò che avviene il 16 marzo
1978 in via Fani a Roma., il rapimento di
Aldo Moro e l'uccisione dei cinque uomini
della scorta. Morucci descrive in modo minuzioso
la disposizione del commando e il ruolo
dei due brigatisti sulla Fiat 128 bianca,
quella con funzioni di copertura che chiude
come una sorta di cancelletto il convoglio
di Moro. I due brigatisti sono Alvaro Lojacono
e Alessio Casimirri, il primo arrestato
due anni fa in Corsica, il secondo latitante
da quel giorno.
Managua,
poco più di un milione di abitanti.
E' il centro pulsante del Nicaragua, il
paese dei due mari, Caribe e Pacifico, schiacciato
tra l' Honduras e il Costarica. Sulle rive
del lago Managua vive da molti anni Alessio
Casimirri, nome di battaglia "Camillo".
Già nel 1976, l'anno della costituzione
della colonna romana delle Brigate Rosse,
Casimirri fa parte della rete di simpatizzanti
dell'Organizzazione così come l'ha
spiegata ai giudici del Processo Moro, Valerio
Morucci...
Alessio
Casimirri ha combattuto in Italia le leggi
ma giunto in Nicaragua ha ottenuto protezioni,
é dotato di un passaporto legale,
vive libero e impunito in un paese senza
trattato di estradizione con l'Italia, la
cui Costituzione vieta di consegnare i propri
cittadini ad autorità straniere.
In carcere non ci è mai entrato,
nonostante gli ergastoli. In Nicaragua,
Casimirri vive in una bella casa in affitto
sulla Carretera do Sur, tiene in giardino
tre cerbiatti, i suoi due figli studiano
in una costosa scuola tedesca. Ma chi é
Casimirri?
Fugge
dall'Italia e si rifugia in Francia dove
viene arrestato dalla polizia locale. Grazie
all'intervento dei servizi segreti italiani,
Casimirri espatria con un falso passaporto
intestato a Guido Di Giambattista. Giunge
in Nicaragua. A Managua sono molteplici
le sue attività. Istruttore di sub,
Casimirri apre anche un ristorante tipico
italiano, il "Magica Roma". Casimirri
ottiene la cittadinanza nicaraguense nel
1988. Battuti i sandinisti alle elezioni,
la posizione di Casimirri diventa più
difficile. Nel 1993, su pressione delle
autorità italiane, Managua gli revoca
la cittadinanza. Sono gli attimi in cui
scatta la missione coperta degli agenti
del Sisde, Mario Fabbri e Carlo Parolisi.
Dal
1998, Casimirri apre un altro ristorante,
la ''Grotta del sub'', in cui serve il pesce
che cattura nelle acque del Pacifico. Le
sue fotografie e i documentari sui fondali
oceanici sono apprezzati dal quotidiano
"El nuevo diario" e dalla televisione
nicaraguese "Canal 4". I suoi
scatti e le produzioni video vincono premi
internazionali. Casimirri è regista
del film "Nicaragua sommerso.
Non
solo Alessio Casimirri. Dal Nicaragua c'é
passata per diversi anni la sua ex moglie
Rita Algranati, nome di battaglia "Marzia".
Oggi risiede in Angola, vive lontana dai
riflettori ma in via Fani c'era davvero.
A Managua ha vissuto molti anni prima di
riparare in Angola, dove oggi risiede.
Alessio
Casimirri e Rita Algranati. Chi copre ancora
oggi la loro latitanza? Gianni Cipriani,
giornalista e scrittore.
a cura
di Daniele Biacchessi
|