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Mappare
il Web
Nessuno di
noi affronterebbe un viaggio in mare senza una mappa che permettesse di
individuare la propria posizione, i percorsi più sicuri e i posti
più interessanti da visitare.
Perché non usiamo una mappa anche quando navighiamo su Internet?
Attualmente, ci muoviamo nella rete passando direttamente da una pagina
all'altra, aprendo dei link che nel migliore dei casi ci sono presentati
da poche righe di descrizione. Non potremmo invece utilizzare delle rappresentazioni
della rete in cui i siti fossero disposti nello spazio, come edifici di
una città, o come isole di un arcipelago?
La navigazione ne sarebbe assai facilitata. Anziché perderci negli
sterminati elenchi degli attuali motori di ricerca, potremmo "svolazzare"
fra i siti, osservarli "a distanza", ed averne così un'impressione
generale. Prima di entrarvi, potremmo valutare la dimensione e l'importanza
dei siti, o potremmo vederli collocati in diverse aree tematiche e sapere
così in anticipo di cosa si occupano; oppure potremmo vedere da
quale parte del pianeta provengano.
In effetti,
sono molti i programmatori e gli artisti che hanno immaginato e progettato
possibili "mappe della rete".
Uno dei primi tentativi fu fatto dal programmatore e hacker Canadese Tim
Bray, che nel 1995 raccolse, grazie ad un software particolare, informazioni
sulle dimensioni e le connessioni di oltre 90.000 siti, per un totale
di 11 milioni di pagine, e rappresentò poi queste informazioni
in uno spazio tridimensionale:
Nella mappa
ideata da Bray, i siti hanno un po' la forma dei pedoni degli scacchi,
in cui la base indica il numero di pagine contenute, l'altezza è
proporzionale al numero di link che portano al sito, mentre la dimensione
della "testa" rappresenta il numero di link che da questo portano
ad altri siti.
Da allora,
sono state ideate molte altre mappe, spesso atte ad illustrare nuove e
diverse proprietà dei siti raffigurati. Per approfondire l'argomento,
consigliamo il sito italiano www.mappedellarete.net.
Aprite il pop-up menu nella pagina Atlante
del Cyberspazio, e vi troverete decine e decine di mappe di tutti
i tipi catalogate per tipologia (artistiche, concettuali, geografiche
).
Ciascuna mappa è corredata di una breve presentazione, e di link
per contattarne gli ideatori o per scaricare i software che generano le
visualizzazioni. Per i veri appassionati, c'e' anche una sezione di mappe
"storiche", che ripercorre l'evoluzione di Internet a partire
dai i primi schizzi a mano tracciati negli anni '60, quando la rete era
solo un esperimento militare chiamato "Arpanet".
Per quanto
affascinanti, le rappresentazioni del web in tre dimensioni sono limitate.
Se volessimo, infatti, illustrare l'intera struttura di un sito, dovremmo
adottare una rappresentazione "a piramide", con al vertice la
homepage, e al di sotto le pagine sempre meno generali:

Tuttavia, come spiegano i ricercatori del Computer Graphics Lab di Stanford
in un articolo
che affronta il problema, questo tipo di rappresentazione tridimensionale
esaurirebbe presto lo spazio disponibile, e non consentirebbe quindi di
rappresentare i siti di maggiori dimensioni. Una possibile soluzione al
problema sarebbe quella di abbandonare lo spazio euclideo tradizionale,
e di "comprimere" l'immagine del web in una geometria iperbolica,
ovvero non euclidea (v. spiegazione sotto).
Uno spazio
tridimensionale iperbolico utile a rappresentare la rete può essere
raffigurato come contenuto all'interno di una sfera (in un modello detto
"proiettivo", o "di Klein") in cui gli oggetti appaiono
di proporzioni normali quando sono vicini al centro, e man mano che se
ne allontanano appaiono sempre più piccoli e più distorti.
Vista dall'esterno, una mappa di Internet rappresentata in spazio iperbolico
ci apparirebbe così:
I navigatori non vedrebbero però la sfera, ma si sposterebbero
all'interno di questa, percependo uno spazio senza confini, come suggerito
da questa simulazione.
GEOMETRIE NON EUCLIDEE
La
geometria che studiamo a scuola, detta euclidea perché formalizzata
dal matematico Euclide
intorno al IV secolo DC, è costruita su assiomi apparentemente
universali, che ci dicono ad esempio che per un punto esterno ad una retta
può passare una sola retta parallela alla prima, o che un segmento
può essere esteso all'infinito. Come sappiamo, questa è
una geometria del tutto coerente, ed è uno strumento molto efficiente
nella vita di tutti i giorni. Tuttavia, se cambiamo alcuni di questi assiomi,
possiamo costruire nuove geometrie, dette "non euclidee" appunto,
che sono altrettanto coerenti ed utili.
Prendiamo ad esempio la geometria euclidea piana, in cui le figure sono
immaginate in uno spazio con due sole dimensioni (altezza e larghezza).
In questo piano, noi possiamo immaginare di tracciare una linea dritta
che corre in avanti all'infinito. Le superfici reali non sono, però,
necessariamente piatte, ma curve. La superficie terrestre, ad esempio,
è sferica, e una linea infinitamente lunga tracciata sulla Terra
non corre "avanti all'infinito", ma finisce per tornare al punto
di partenza (si pensi alla linea dell'Equatore). E' chiaro dunque che
quando uno spazio a due dimensioni è distorto in una terza dimensione
(la profondità), la geometria che ne deriva non ha più le
stesse proprietà.
Lo studio delle geometrie non euclidee consente di analizzare questo tipo
di espansione dei concetti geometrici tradizionali, ed è uno strumento
indispensabile in molti campi. Ad esempio, i marinai ed i piloti di aereo
si orientano con precisione sul pianeta grazie alla geometria ellittica,
che analizza le proprietà delle superfici sferiche. Similmente,
i fisici moderni riescono a descrivere e ad orientarsi nel cosmo solo
grazie a geometrie non-euclidee. I ben noti paradossi spaziali e temporali
della teoria della relatività generale di Einstein, derivano dal
fatto che la geometria dell'universo possiede almeno quattro dimensioni
(altezza, larghezza, profondità e tempo), e non soltanto le tre
dimensioni con cui siamo abituati a pensare gli oggetti quotidiani. Secondo
alcune ipotesi molto recenti, le dimensioni dell'universo potrebbero essere
addirittura dodici!
E' possibile farsi un'idea più approfondita delle geometrie non
euclidee e della loro utilità visitando questa
pagina in italiano del Computer Science Department dell'Università
del New Mexico, dove si può anche accedere ad un'applicazione interattiva
per disegnare figure geometriche in uno spazio bidimensionale iperbolico.
(Daniele
Fanelli - Master in Comunicazione Scientifica, Università Statale
di Milano)
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