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L'anima intellettiva
non è presente al momento del concepimento. La lezione di San Tommaso
Ma
il seme non è una pianta
di
Evandro Agazzi
(dall'inserto
culturale del Sole 24 Ore - domenica 10 aprile 2005)
Diverse restrizioni imposte dalla legge n. 40 sulla procreazione assistita
discendono dalla tesi che l'embrione umano è, fin dalla fecondazione
dell'ovulo, un individuo umano a pieno titolo. Si tratta di una tesi "controversa",
come risulta dallo stesso documento sullo statuto ontologico dell'embrione
umano elaborato dal Comitato nazionale di bioetica (e stilato dall'autore
di questo articolo, ndr), che riflette le posizioni emerse in proposito
nel dibattito internazionale. Abbiamo già esaminato in un precedente
articolo le argomentazioni in base a cui, pur riconoscendo la piena "umanità"
dell'embrione, si sostiene che un embrione in tale senso proprio (ossia
come "individuo" umano) si costituisce soltanto in una fase
successiva alla fecondazione dell'ovulo. Questa, tuttavia, è già
una visione più larga che non quella (da molti sostenuta) secondo
cui l'embrione può esser considerato "persona" solo in
una fase ancor più avanzata del suo sviluppo, ossia quando esistono
le condizioni per l'instaurarsi della "razionalità" della
sua natura umana.
Il sostenitore più famoso di questa tesi è San Tommaso d'Aquino.
Egli dedica ben cinque capitoli della Summa
contra gentiles per mostrare come, nell'evoluzione dell'embrione
e del feto, pur nella indiscutibile "continuità" dello
sviluppo, esistono stadi "successivi" nei quali esso subisce
dei "mutamenti sostanziali", incominciando a essere un "vegetale",
indi un "animale" e, solo dopo che le strutture cerebrali abbiano
raggiunto un grado di complessità sufficiente, un "uomo"
dotato di "anima razionale" direttamente creata e infusa da
Dio.
Alcuni affermano che questa tesi tomista deriva dalle inadeguate conoscenze
embriologiche di Tommaso e da certe sue preoccupazioni teologiche e metafisiche
oggi non attuali. Lasciamo da parte il fatto che, proprio grazie a queste
basi filosofiche, Tommaso poteva giustificare "razionalmente"
la tesi cristiana dell'immaterialità e immortalità dell'anima
e quella secondo cui ogni essere umano è singolarmente voluto da
Dio. Sottolineiamo invece il fatto che questa dottrina detta dell'"animazione
successiva" è stata a lungo abbracciata dalla Chiesa e si
trova difesa, in particolare, in un saggio di una settantina di pagine
del maggior filosofo cattolico del Novecento, ossia Jacques Maritain,
dal titolo significativo Verso un'idea tomista dell'evoluzione (in
Approches sans entraves: scritti di filosofia cristiana, Città
Nuova editrice, Roma, 1977, pagg. 87-153. Edizione originale francese
del 1973). In questo scritto Maritain, poggiando con grande apertura di
pensiero sui più recenti studi circa l'evoluzione e la genetica
(anche di autori marxisti, come Oparin) difende l'idea tomista secondo
cui la "materia" deve raggiungere un determinato grado di complessità
per poter ricevere la vita vegetativa, ulteriori gradi di complessità
per ricevere la vita animale e, infine, molto maggiori gradi di complessità
per ricevere la vita razionale.
Questo vale non solo a livello filogenetico (ossia per quanto riguarda
l'evoluzione delle specie viventi), ma anche a livello ontogenetico (ossia
per quanto concerne lo sviluppo dell'embrione) e il filosofo francese
afferma perentoriamente: "Ammettere che il feto umano dall'istante
della sua concezione riceva l'anima intellettiva, quando la materia non
è ancora in nulla disposta a questo riguardo, è ai miei
occhi, un'assurdità filosofica. È tanto assurdo come chiamare
"bebé" un ovulo fecondato. Significa "misconoscere"
completamente il "movimento evolutivo", che viene in realtà
considerato un semplice movimento di aumento o di crescita, come se a
forza di crescere un cerchio divenisse un quadrato o il Piccolo Larousse
divenisse la Divina Commedia" (Op. cit., pagg. 98-99).
Del resto, la dottrina dell'animazione successiva veniva presentata come
la più attendibile addirittura nei manuali di filosofia per i seminari
cattolici ancora per lo meno negli anni 60 del secolo ventesimo. Secondo
questa concezione lo sviluppo di un certo ente può comportare dei
"mutamenti sostanziali", nel corso dei quali esso diviene di
volta in volta un ente di "tipo diverso". Tommaso aveva ben
visto il problema, quando, anziché scandalizzarsi che un feto umano,
a un certo stadio, sia un vegetale o un animale, osservava che vegetale
e animale sono concetti che indicano un "genere" entro cui si
danno differenze "specifiche": il feto è dapprima un
vegetale della specie umana, poi un animale della specie umana, e infine
un essere dotato di ragione della specie umana (ossia un "uomo"
a pieno titolo).
Non è il caso di scrollare la testa: tutti siamo convinti che un
conto è un nocciolo di ciliegio e un conto un albero di ciliegio,
un conto un uovo (fecondato) di gallina e un conto una gallina, un conto
una ghianda e un conto una quercia, un conto un seme e un conto la pianta
che ne potrà derivare. E ciò perché esistono tante
"specie" di noccioli (di ciliegia, di prugna, di pesca), tante
"specie" di semi (di frumento, di riso, di pomodoro) i quali
hanno in comune con la futura pianta alcune caratteristiche permanenti
(iscritte nel codice genetico delle loro cellule), senza con ciò
essere già la rispettiva pianta. In poche parole, si tratta di
entità ben "individuate", complete nel loro essere, legate
da un filo continuo di possibile trasformazione, ma chiaramente "distinte",
ossia, come si diceva un tempo, di "sostanze" individuali caratterizzate
da un loro substrato materiale e da una specifica struttura in ragione
della quale "sono ciò che sono" (detta in linguaggio
aristotelico "forma sostanziale").
Dopo aver sommariamente considerato le concezioni più "larghe"
e quelle più "restrittive" circa lo statuto ontologico
dell'embrione umano potremo meglio passare all'esame delle conseguenze
che ne derivano sul piano etico e giuridico.
(Gli articoli precedenti di Evandro Agazzi sulla legge 40 sono stati pubblicati
il 18 gennaio, il 6
febbraio, e il 6 e 13
marzo; vedi http://www.swif.uniba.it/lei/rassegna/)
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