Armonia da massaggi
I segreti delle tecniche per affrontare
e prevenire i disturbi


La parola massaggio evoca immediatamente una sensazione di benessere e leggerezza. Il corpo risponde positivamente ai tocchi sapienti del fisioterapista: da un lato si abbandona, dall'altro si risveglia recuperando energia e vitalità.
Le origini. Il massaggio è un'arte, espressione di una cultura millenaria fondata sulla percezione che attraverso manipolazioni, tocchi, sfioramenti e pressioni mirate si potessero stimolare i meccanismi di autoguarigione che solo il corpo possiede. Non a caso Namikoshi, uno dei padri fondatori dello shiatsu, amava paragonare lo shiatsu all'affetto materno, e riconosceva alla pressione delle mani la capacità di far scorrere le sorgenti della vita. Ogni cultura ha elaborato un tipo particolare di massaggio e ancora oggi facciamo tesoro di questa esperienza per migliorare la nostra salute e il nostro benessere.
Tradizionale. In Italia il massaggio classico è quello greco-latino: un trattamento molto piacevole che porta notevoli benefici rispetto alla problematiche muscolari e circolatorie. Oggi questa tipologia di massaggio viene sovente integrata con altre tecniche, come per esempio il linfodrenaggio o la dermalgia riflessa. Senza contare che nel nostro paese si sono diffusi anche shiatsu, tuina e massaggio ayurvedico, che sono espressione di altre culture.
I costi. I costi variano secondo il tipo di massaggio ed il tempo impiegato: difficilmente un trattamento dura meno di 40 minuti; in alcuni casi può superare abbondantemente l'ora o prevedere l'intervento di due terapeuti come nel caso del massaggio ayurvedico. Per questi motivi anche la spesa può variare: in media si aggira intorno ai 50   , ma può anche raddoppiare; spesso un trattamento costa di più al nord rispetto al Centro-Sud.
Cura e prevenzione. Quindi le possibilità di affrontare un disturbo e risolverlo con un massaggio sono davvero molte. Ciò che invece culturalmente non abbiamo ancora recuperato, ma che gli antichi ben sapevano, è che il massaggio è una preziosa opportunità che abbiamo per preservare la nostra salute e il nostro benessere. E' attraverso la cura del corpo, che passa indubbiamente anche attraverso il massaggio, che possiamo stare meglio.

Riflessologia plantare
Schiena a posto dalle estremità

A differenza di quanto comunemente si crede, la riflessologia plantare non è una tecnica orientale. Questa terapia è stata codificata e strutturata nei primi del novecento negli Stati Uniti da William Fitzegerald, un otorinolaringoiatra che si interessò ai metodi di cura della tradizione degli indigeni pellerossa. Questi infatti si curavano esercitando pressioni sui piedi e sulle mani. Ma che ci fosse una relazione tra i piedi e l'organismo era anche la convinzione di Benvenuto Cellini (1500-1571) che si curò "diffusi dolori del corpo" imprimendo forti pressioni sulle dita dei piedi.
Dieci meridiani. "La riflessologia plantare si basa sul concetto che esistono dieci meridiani che percorrono il corpo dalla testa ai piedi e che proprio nei piedi riflettono il corpo nella sua interezza" spiega Flavio Didonè fisioterapista a Milano. In un certo senso i piedi possono essere paragonati ad una mappa ben dettagliata in cui sono riportati l'apparato locomotore, gli organi e i visceri. Ogni zona del piede è correlata quindi con "qualcosa di specifico". "Per questo la presenza di dolore, rossore o gonfiore in determinati punti viene interpretata come il segnale di un'alterazione dell'organo, viscere o apparato corrispondente".
Prevenzione e cura. Ed è proprio qui che agisce il riflessologo trattando la zona con una particolare pressione delle dita. Un massaggio benefico e piacevole che non è necessariamente doloroso. "La riflessologia plantare permette di fare una valutazione funzionale dell'organismo per risolvere gran parte dei piccoli disturbi che interferiscono sulla qualità di vita. Può essere usata come prevenzione, ma anche nel trattamento di disturbi acuti e durante la convalescenza".
Quanto può servire. Per esempio nel classico colpo della strega la riflessologia plantare è utile da un lato per risolvere il dolore acuto, dall'altro per preparare il corpo a ricevere il tipo di massaggio più idoneo a restituire alla schiena la sua funzionalità. Tra i molti e vari disturbi che possono essere risolti dalla riflessologia plantare c'è anche l'abbassamento di pressione: "Massaggiando alcuni punti delle dita dei piedi si ritrovano in breve tempo vigore ed equilibrio. E' impossibile in poche righe riportare un elenco dettagliato dei disturbi che possono essere trattati con questa tecnica, adatta a tutti e con poche controindicazioni (il ciclo mestruale e la presenza di febbre di cui non si conosce la causa). Non sappiamo perché la riflessologia plantare funzioni, ma ne abbiamo le prove: la soddisfazione dei pazienti che la utilizzano".

Shiatsu
Contro il dolore con la pressione

Il termine shiatsu è composto da due parole: yubi che si pronuncia shi e significa dito, e osu che si pronuncia atsu e il cui significato è pressione. Dunque nella parola shiatsu è racchiuso il tratto distintivo di questo tipo di massaggio: la pressione delle dita. "E' una tecnica terapeutica che si basa su concetti di neurofisiologia e riflessologia generale la cui azione si manifesta sui principali sistemi e organi del nostro corpo" spiega Fulvio Palombini direttore della Scuola Italiana Shiatsu di Roma.
Le zone "trattabli". Come tutte le terapie di tipo riflessologico anche lo shiatsu condivide il concetto che tutto ciò che accade a livello somatico esplica un'azione a livello viscerale e viceversa. I punti che possono essere stimolati sono ben 700 distribuiti sulle regioni anteriori e posteriori del corpo. Le zone vengono trattate con i polpastrelli ma sono previste anche pressioni, mobilizzazioni e trazioni eseguite con il palmo della mano.
L'effetto. "Lo shiatsu è salutare: decontrae i muscoli, allevia il dolore e rilassa - continua Palombini -. Le pressioni ritmiche esercitate sui muscoli provocano uno stiramento passivo delle fibre muscolari che porta a una stimolazione della circolazione che si avverte con una sensazione di calore. L'azione antalgica si ottiene grazie alla pressione: in parole semplici possiamo dire che in questo modo si crea una sorta di "filtro" sullo stimolo doloroso a livello midollare: non a caso quando prendiamo una botta istintivamente per trovare sollievo comprimiamo la zona dolorante. Il concetto è praticamente lo stesso".
Quando può servire. Lo shiatsu è utile nei disturbi della colonna vertebrale di tipo disfunzionale ed organico: sindromi algiche miofasciali, dolori dovuti all'artrosi della colonna, cefalea e lombosciatalgia. E' indicato nell'ipertensione essenziale (in cui non c'è danno vascolare), nell'insonnia e nei disturbi disfunzionali dell'apparato gastroenterico. In Giappone viene infatti utilizzato anche per facilitare le cure mediche in caso di calcolosi renale ed epatobiliare. "Lo shiatsu non deve essere interpretato solo come una tecnica curativa: è estremamente efficace anche come prevenzione e per conservare lo stato di salute". Per ottenere dei benefici è necessario sottoporsi a un ciclo di sedute: si inizia con una alla settimana per un paio di mesi, e successivamente una ogni due settimane per circa tre mesi. Questa "formula" di trattamento però non è sempre uguale perchè di volta in volta viene adattata alle singole situazioni.


Dermalgia riflessa
Il pizziccotto che può restituire l'elasticità


"La dermalgia riflessa fa parte della grande famiglia delle tecniche riflessologiche e si basa sul principio che ogni organo e ogni viscere presenta un riflesso cutaneo posto sul tronco nella sua visione anteriore e posteriore" spiega Flavio Didonè, fisioterapista a Milano. "Il suo ideatore, Henry Jarricot, non conosceva la Medicina tradizionale cinese ma è curioso il fatto che molti punti dei riflessi cutanei da lui individuati corrispondano ai punti di agopuntura cinese. Jarricot la utilizzava anche per alleviare il dolore dei suoi pazienti affetti da scoliosi e valutandone gli effetti benefici decise di presentarla ufficialmente al congresso internazionale di medicina svoltosi a Parigi nel 1933. Da allora il raggio d'azione di questa tecnica si è ampliato sino a comprendere molti disturbi che non riguardano solo le patologie della colonna vertebrale".
La tecnica. Il massagio si esegue "pizzicottando" la pelle e sollevando una plica cutanea che viene fatta rotolare tra le dita: una sorta di pizzicotto appunto, che stacca il tessuto cutaneo dal piano superficiale dei muscoli. "A volte in alcune zone il massaggio può essere doloroso: questa sensazione tradisce la presenza di un disturbo dell'organo che corrisponde al tratto di pelle trattato. Ma il dolore acuto avvertito con il primo pizzicottamento svanisce con il procedere del massaggio: il lavoro del terapeuta scioglie infatti progressivamente l'iniziale rigidità dei tessuti restituendo la fisiologica elasticità . Un benessere che si avverte a livello superficiale e muscolare ma che si trasmette anche in profondità sino a coinvolgere gli organi e i visceri corrispondenti alla zona trattata, connessi attraverso il sistema nervoso neurovegetativo".
Quando può servire. E' una tecnica di massaggio indicata in molte situazioni, soprattutto quando l'individuo lamenta tensioni profonde. Per esempio chi è ansioso spesso respira male, non in modo profondo, e avverte una sensazione di peso a livello dello sterno. La dermalgia riflessa effettuata proprio a livello dello sterno porta a uno "sblocco" diaframmatico che allenta le tensioni, migliora la respirazione e aiuta l'individuo a rilassarsi. Continuando negli esempi la dermalgia riflessa dà risultati in presenza di problemi intestinali. Eseguendo il massaggio sia a livello addominale che lombare diminuisce il dolore legato a eventuali coliche e migliora la funzionalità intestinale. Infine si può utilizzare per obiettivi meno terapeutici ogni qualvolta si desideri tonificare una zona del corpo, come per esempio l'addome delle donne che hanno partorito.


Linfodrenaggio
Al bando i liquidi e le tossine

Il linfodrenaggio manuale (LDM) è una tipologia di massaggio dolce e sfiorante che agendo sulla circolazione linfatica drena i liquidi in eccesso dai tessuti, smuove ed elimina le tossine, riduce l'edema. Per questo trova indicazione sia a livello estetico, per contrastare la cellulite e rimodellare, che terapeutico come preparazione e assistenza nel periodo degli interventi chirurgici e plastici.
La tecnica. "Piacevole e desiderato dalle persone con edema dopo interventi chirurgici, specie quelli che necessitano dell'asportazione di linfonodi, la tecnica del linfodrenaggio manuale è anche costosa e difficile da imparare" spiega Gemma Martino, direttore di Metis a Milano e docente nei Master di Senologia all'Università di Medicina di Siena. " Il tocco sapiente e neutro del terapeuta ed il fluire della linfa in aspirazione evocano sensazioni profonde nella persona in trattamento. Se i terapeuti fossero formati sul versante delle tecniche manuali, della psicoterapia relazionale e dell'oncologia ci sarebbe davvero spazio durante la seduta di LDM per elaborare i traumi subiti e valutare le risorse a disposizione nei momenti di difficoltà o di stress".
Terapia in silenzio. Durante la terapia è indispensabile il silenzio e l'ascolto dei ritmi interni e del dialogo tonico che si instaura nella relazione corporea. Il massaggio consiste in movimenti circolari eseguiti con pressioni leggere poichè il drenaggio della linfa deve avvenire senza traumatismi sulla rete capillare e la corrente linfatica deve defluire con meccanismi di aspirazione attraverso manovre iniziali di decompressione delle stazioni linfatiche a monte della stasi.
Come funziona. "Per un gioco di pressioni colloido-osmotiche - spiega Martino - i prodotti di degradazione vengono riassorbiti dai capillari venosi e dalla rete linfatica. La progressione della linfa nei collettori è facilitata inoltre dalla pressione esercitata dalla contrazione muscolare, dalla pulsazione delle arterie, dallo spostamento dei diversi piani tissutali durante il movimento del corpo, dalla respirazione. Le controindicazioni sono rare e riguardano gli stati infiammatori locali, la idiosincrasia a farsi toccare, una relazione incongrua tra chi fa il massaggio e chi ne usufruisce". Il LDM va ripetuto nel tempo: una volta iniziato con una certa intensità (giornaliera, a giorni alterni, due volte alla settimana a seconda del problema specifico) richiede delle sedute di richiamo per qualche mese (una volta alla settimana , una volta ogni quindici giorni o una volta al mese).

Ayurvedica
Si distende anche il pensiero

L'Ayurveda, in sanscrito Scienza della vita, è una medicina che affonda le sue radici negli antichi testi sacri, i Veda. Scienza medica sacra dunque che non mira solo a curare, ma anche a prevenire, preservare e soprattutto alimentare lo stretto legame che esiste tra mente e corpo. Anche il massaggio ayurvedico riflette questa visione olistica: l'obiettivo non è solo quello di tonificare i muscoli o di drenare la linfa ma di ripristinare l'equilibrio generale dell'organismo.
Impiego di oli medicati. "Il massaggio è una parte dei variegati trattamenti fisici previsti dalla Medicina Ayurvedica - spiega Carmen Tosto, responsabile dei corsi di formazione della Scuola di Medicina Ayurvedica Ayurvedic Point di Milano - e le sue modalità di applicazione variano in relazione alle caratteristiche del paziente, al suo stato di salute ma anche in funzione delle stagioni. E' quindi un trattamento personalizzato, eseguito da uno o più operatori, che prevede l'impiego di oli medicati: ai benefici del massaggio si unisce dunque l'azione curativa delle sostanze contenute nell'olio che vengono assorbite attraverso la pelle. Lo scopo primario è quello di riportare in equilibrio i tre "dosha" o umori del corpo chiamati Vata, Pitta e Kapha, vere e proprie espressioni dinamiche dell'unità psicosomatica dell'uomo. Ogni dosha domina in modo differente le funzioni psicofisiche dell'organismo ed è dal loro disequilibrio che secondo l'Ayurveda nasce la malattia. Attraverso le varie manualità del massaggio (pressioni, pizzicottamenti, movimenti circolari, tocchi ritmici, leggere trazioni, ecc.) si agisce anche su un sistema complesso di punti energetici, detti Marma, che vengono stimolati o pacificati". Il massaggio ayurvedico rilassa il corpo e la mente, migliora l'elasticità e il tono di muscoli e pelle, stimola la circolazione, allenta le tensioni della colonna vertebrale e delle articolazioni.
Quando può servire. Alcuni trattamenti, come in particolare il massaggio alla testa, agiscono anche sul piano psichico riappacificando la mente, migliorando il rapporto veglia/sonno e donando quindi calma e serenità. Sono molte dunque le situazioni in cui è possibile utilizzare il massaggio ayurvedico e proprio per il loro profondo effetto terapeutico alcune tecniche richiedono un'attenta valutazione da parte del medico ayurvedico. Le controindicazioni sono stati febbrili, estrema debolezza, infiammazioni cutanee severe e tutte le condizioni che richiedono una valutazione medica al fine di stabilire il trattamento più appropriato. "Solitamente vengono proposti cicli di trattamenti ed alcuni sono eseguiti al cambio stagionale affinché l'organismo possa integrarsi al meglio con i ritmi della natura. Ma anche un solo massaggio può risvegliare nel complesso corpo/mente la coscienza di un nuovo stato di equilibrio".

Tuina
Un'agopuntura manuale


Il Tuina è la metodica manuale della Medicina Cinese: una medicina di tipo energetico che ha l'obiettivo di individuare il disequilibrio o l'ostacolo al movimento del "qi", l'energia, e quindi di agire regolandolo e riequilibrandolo. Si esegue utilizzando una serie di metodi di massaggio e di mobilizzazione articolare che il terapeuta sceglie a seconda dei casi: spinge, preme, sfrega, picchietta, pinzetta, scuote, vibra. "Potremmo definire il Tuina come la versione manuale dell'agopuntura, di cui condivide i riferimenti teorici, la diagnosi e i principi di trattamento: il massaggio si esegue sui meridiani, i canali energetici, regolando lo yin e lo yang e facendo circolare il qi" spiega Grazia Rotolo, presidente di MediCina, associazione per lo studio e la ricerca in Medicina tradizionale cinese.
Le origini. "Il primo riconoscimento ufficiale a questa tipologia di trattamento avvenne durante la dinastia Sui, che governò la Cina tra il 581 e il 618 d.C. Oggi in Cina è parte integrante della formazione universitaria dei medici tradizionali e in tutti gli ospedali sono attivi ambulatori di Tuina". In Italia nel 2002 si è costituita la FISTQ, la Federazione delle Scuole di Tuina e Qigong (la ginnastica energetica) con lo scopo di elaborare linee guida per la qualità dello studio e dell'esercizio del Tuina e per diffonderne la conoscenza.
Quando può servire. "E' un trattamento efficace nel risolvere diversi disturbi: dolori mio-articolari, disturbi funzionali dell'apparato gastroenterico, respiratorio e ginecologico; buoni risultati per esempio si ottengono nella cura della sindrome premestruale. E' utile anche nella cura delle "malattie delle emozioni" così come le definiscono i testi cinesi classici e contemporanei, ovvero in presenza di stati ansiosi e depressivi e di disturbi ad essi correlati come insonnia, cefalea, dismenorrea, e così via". Si traggono vantaggi dal Tuina quando il disturbo è in fase acuta ma anche nella prevenzione. Infine di grande efficacia è il Tuina pediatrico: i risultati sono paragonabili a quelli ottenibili con l'agopuntura. E' indicato in una serie di disturbi e di malattie comuni nel lattante e nella prima infanzia, tra cui febbre, tosse, raffreddore, diarrea, stipsi, coliche gassose e sonno disturbato. "Ma ottimi risultati si ottengono quando il Tuina pediatrico viene utilizzato a scopo preventivo nei confronti delle malattie invernali, per rinforzare il sistema immunitario, in caso di mal di gola, otiti o bronchiti ricorrenti e infine come complemento nel trattamento delle allergie respiratorie".


Per saperne di più:

Associazione MediCina, e-mail: ass.medicina@fastwebnet.it

FISTQ, e-mail: fistq@lycos.it

Ayurvedic Point Scuola di Medicina Ayurvedica - Corsi di Formazioni per Operatori e Medici

Scuola Italiana Shiatsu

Federazione Italiana Shiatsu

Federazione Nazionale Scuole di Shiatsu

Federazione nazionale dei collegi dei massofisioterapisti