I consigli – Anno nuovo, vita nuova

Ci siamo appena lasciati alle spalle i giorni di grande festa. Gli eccessi alimentari delle riunioni di famiglia e delle abbuffate tipiche dei cenoni della Vigilia e del giorno di Natale e ancora della sera di Capodanno e del primo dell’anno possono costituire un rischio per la nostra salute a causa del surplus di cibo, e quindi di calorie, che altera il nostro metabolismo. Il tutto viene poi aggravato dalla concomitanza di eccessiva assunzione di alcolici e dalla manca di attività fisica derivante da un prolungato stato di ozio e dalla desiderata inoperosità tipica delle festività. L’eccesso ponderale che fisiologicamente ne consegue è dannoso per la salute sia degli uomini apparentemente sani sia per quelli, che risultano essere tanti, già affetti da problematiche cardiovascolari.

Le malattie cardiovascolari, infatti, costituiscono un gruppo molto ampio di patologie e sono la principale causa di mortalità nei Paesi sviluppati. Ogni tratto del sistema cardiovascolare, dal cuore ai vasi presenti nei diversi organi, può essere colpito da questa patologia causata dalle placche di aterosclerosi. Fumo, ipercolesterolemia, diabete mellito, ipertensione, obesità sono fattori di rischio ben noti per lo sviluppo dell’aterosclerosi. Gli uomini con più di 40 anni sono i soggetti a maggior rischio di eventi cardiovascolari (ictus cerebrale, infarto miocardico, morte improvvisa). Nella letteratura anglosassone, si parla di “sindrome del cuore in vacanza” (holiday heart syndrome), nella quale rientra tutta una serie di disturbi che derivano da un eccesso di cibo e di alcool. Tra questi disturbi ricordiamo le palpitazioni conseguenti a episodi di tachicardia sinusale oppure vere e proprie aritmie, come la fibrillazione atriale e le tachicardie parossistiche sopraventricolari. Possono comparire mancanza di fiato in caso di insufficienza cardiaca acuta (da cardiomiopatia) e dolore toracico in caso di infarto miocardico. Ricercatori della Università della California e della Tufts University School of Medicine di Boston hanno dimostrato nel 2004 sulla blasonata rivista Circulation che le morti cardiache aumentano di quasi il 5% durante le vacanze invernali. Un altro articolo pubblicato nel 2008 sulla rivista Congestive Heart Failure riportava come l’accesso in pronto soccorso per disturbi cardiaci (soprattutto scompenso cardiaco) aumenti del 33% nei quattro giorni dopo il Natale e addirittura del 30% nei quattro giorni dopo Capodanno.

Il legame tra il gozzovigliare delle feste e le malattie cardiovascolari è quindi ben noto. Pertanto, dopo giorni di eccessi a tavola, con alimentazione a base di carboidrati semplici, grassi saturi e di proteine animali, il rispetto di alcune semplici regole alimentari diviene di fondamentale importanza. Questo consente di evitare eccessivi rialzi dei valori di glicemia, della pressione arteriosa e dei livelli di colesterolo, così da ridurre il rischio di incorrere in eventi cardiovascolari.
Ecco di seguito alcuni consigli per un adeguato stile di vita e una corretta alimentazione che, in generale, sono utili per tutto l’anno e per tutti gli uomini, ma che diventano ancor più importanti nei periodi di grandi feste, e per le persone già affette da problematiche cardiologiche. Questi consigli si applicano in particolar modo nei giorni di intervallo tra i principali cenoni di Natale e di Capodanno.

CONSIGLI da seguire sempre nel periodo delle grandi festività

1. PASTI PICCOLI E FREQUENTI
Un pasto troppo abbondante aumenta enormemente il lavoro del cuore, sia per fattori puramente meccanici, dati dall’espansione dello stomaco, sia per il minor apporto di sangue al miocardio (il flusso ematico si concentra a livello degli organi digestivi). Dopo aver subìto l’enorme – ed eccessivo – apporto calorico derivante da un classico cenone è quindi importante consumare pasti piccoli e più frequenti nei giorni successivi, cominciando con una sana colazione ed evitando altre abbuffate.

2. CONSUMARE CIBI RICCHI DI FIBRE e LIMITARE I CARBOIDRATI
E’ per tutti consigliata un’alimentazione a base di cibo ricchi di fibre e poveri di grassi (verdura cotta e cruda, tanta frutta fresca), limitare gli zuccheri ad alto indice glicemico (detti anche carboidrati raffinati: succhi di frutta industriali, pane bianco e pasta), mantenere un adeguato introito di proteine (carne bianca, pesce azzurro) evitando, assolutamente, diete drastiche che risultano essere sempre controproducenti.

3. RIDURRE L’APPORTO DI SODIO
Ridurre l’apporto di sodio risulta fondamentale per controllare la ritenzione idrosalina, la pressione arteriosa e l’incremento del peso corporeo e della sensazione di stato di gonfiore. Nei giorni a cavallo tra i grandi cenoni delle festività e nel periodo successivo tale risultato si può ottenere da un lato abolendo o limitando fortemente l’uso del sale da cucina e dall’altro riducendo il consumo dell’ampia schiera di alimenti ricchi in sodio. Limitare l’apporto di sodio con gli alimenti è tutto sommato facile, basta adottare alcuni semplici accorgimenti nei giorni intercorrenti e successivi alle grandi abbuffate:
•utilizzare poco sale durante la cottura (quando si prepara la pasta abituarsi, per esempio, ad aggiungere il sale a cottura ormai terminata; in questo modo si riduce considerevolmente la quantità di sale assorbito dalla pasta);
•limitare il consumo di cibi conservati sotto sale o trasformati (insaccati, formaggi stagionati, salamoie, ecc.);
•limitare il consumo di cibi confezionati;
•inserire la frutta (banane, agrumi e kiwi) al posto degli snack salati come spuntino. Infatti, tanto la frutta quanto la verdura apportano invece del sodio il suo antagonista naturale, il potassio.

4. PRATICARE ATTIVITA’ FISICA
In generale, dopo giorni di grandi abbuffate, è consigliabile aumentare l’attività fisica per ridurre il surplus di calorie introdotte. Generalmente consigliamo, per gli uomini più anziani e per le persone poco allenate, di camminare a passo svelto anche per soli 30 minuti al giorno (ma ben venga anche di più); al contrario, per i più giovani e per le persone più allenate sono molto utili, e da consigliarsi, la corsa, il nuoto e una bella pedalata sulla cyclette. Considerando che siamo in pieno inverno, è raccomandabile tuttavia il non esporsi troppo alle basse temperature tipiche di questi giorni e facili da riscontrare nelle località di turismo ad alta quota. Il freddo, infatti, maggiormente in concomitanza di uno sforzo fisico prolungato, costituisce un vero nemico per il nostro cuore. Se poi a sottoporvisi sono uomini anziane, ipertesi o con malattie cardiovascolari pregresse e misconosciute, il pericolo di andare incontro a un evento cardiovascolare è ancora più alto. Se proprio non si puo’ fare a meno di sottoporsi a sforzi in concomitanza di basse temperature, è consigliabile alternare 20-30 minuti di attività fisica a 10-20 minuti di riposo, oppure di attività fisica a bassa intensità.


Dr. Cosmo Godino

Cardiologo, Unità di Cardiologia Clinica, IRCCS Ospedale San Raffaele

 

PAROLE CHIAVE

#Fibrillazione atriale
La fibrillazione atriale è un’aritmia molto frequente che comporta una contrazione estremamente rapida del cuore (anche più di 150 battiti per minuto). Senso di stanchezza, prostrazione, respiro corto e palpitazioni sono i tipici disturbi. Diverse le cause cha la sottendono: eccessivo consumo di alcool e di cibo, alcuni farmaci, l’iperattività della tiroide, l’ipertensione e lo scarso flusso coronarico.

#Placche di aterosclerosi
Le placche di aterosclerosi sono frutto di un processo di infiammazione cronica e di accumulo di colesterolo “cattivo” (LDL) ed altri grassi nelle pareti dei vasi arteriosi. Questo accumulo può sfociare nell’occlusione progressiva oppure acuta degli stessi vasi. La conseguenza è il mancato arrivo di ossigeno agli organi colpiti (cuore, cervello etc.).

#Pesce azzurro
Il pesce “azzurro” (nome generico che identifica il pescato nei nostri mari caratterizzato dalla colorazione blu scura dorsale: ad es. l’acciuga, la sarda, lo sgombro, l’aguglia) è ricco di proteine di elevata qualità e di acidi grassi Omega 3. Questi sono in grado di prevenire le malattie cardiache, abbassando il tasso di colesterolo cattivo (LDL) e quindi riducendo la formazione delle placche aterosclerotiche nelle arterie.

#Sodio
Il sodio presente nell’acqua che beviamo è praticamente nullo, dato che in un litro di una comune acqua oligominerale ne ritroviamo soltanto 5-15 mg. In generale, la dieta di un paziente cardiopatico non dovrebbe apportare più di 2 gr (2000 mg) di sodio al giorno, o anche meno quando i valori pressori sono particolarmente elevati.

#Il freddo
Il freddo determina un aumento della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa, induce vasocostrizione cutanea (per evitare che si disperda calore) e del circolo coronarico (riducendo l’apporto di sangue al cuore). Il freddo, inoltre, fa aumentare la capacità delle piastrine di aggregarsi, incrementando il rischio trombosi coronarica (infarto).

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