I consigli – La sindrome delle apnee notturne, dopo il Natale!

II sonno non è semplicemente il contrario della veglia, ma un momento di grande importanza, nel quale corpo e mente si rigenerano, si ricaricano per poter ripartire con le “pile cariche”.
Pranzi, pranzetti e pranzoni, cene e contro-cene e l’eccesso di alcol durante le vacanze natalizie possono produrre degli effetti negativi sul sonno. La quantità di cibo che ingeriamo, “miscelata” alle diverse bevande e la mancanza di regolarità del riposo, possono infatti incidere negativamente sull’equilibrio di noi uomini. Dormire poco e male può provocare infatti difficoltà di concentrazione, oscillazioni dell’umore e problemi comportamentali.
Frequenti attacchi di sonnolenza durante il giorno accompagnati da un senso di stanchezza che non accenna a diminuire. O anche scarsa concentrazione, poca memoria e aumento della pressione arteriosa.
Questi sono alcuni dei segnali che possono indicare la presenza di una patologia molto comune ma ancora sottostimata: la sindrome delle apnee ostruttive (Obstructive Sleep Apnea Syndrome, OSAS). E’ uno tra i disturbi del sonno più frequenti, che consiste in una serie di interruzioni della respirazione mentre si dorme. Un problema da non sottovalutare poiché ci possono essere importanti ripercussioni sulla salute, soprattutto al maschile.
Da un punto di vista generale, il rischio di sviluppare l’OSAS aumenta con l’età ed é fortemente correlato con l’obesità, e il sesso maschile. I dati epidemiologici degli ultimi decenni indicano infatti una prevalenza dell’OSAS nell’adulto attorno al 4-5% negli uomini e al 2% nelle donne. Dopo la menopausa le donne tendono ad assumere lo stesso rischio degli uomini.
Si stima che in Italia ne soffra circa 1 milione e 600 mila persone.
L’ OSAS è caratterizzata da ripetuti episodi di completa ostruzione del passaggio d’aria a livello delle vie aeree superiori durante il sonno. Se l’ostruzione è solo parziale si osserva russamento, fenomeno che in genere precede per anni (soprattutto nell’uomo) l’insorgenza dell’OSAS.
Durante le fasi di apnea ostruttiva il torace continua a eseguire i movimenti necessari all’ispirazione; c’è quindi una sorta di sforzo da parte del nostro organismo per cercare di superare l’ostruzione. Per facilitare lo sblocco della respirazione, spesso l’intero corpo può agitarsi fino a movimenti bruschi e spasmodici. Anche il cervello è costretto a un “risveglio incosciente”, fino al ripristino di una normale ritmo respiratorio.
Chi è affetto da OSAS spesso non si accorge di nulla, anche in presenza di pause respiratorie che possono durare anche fino a un minuto e mezzo.
E’ però il/la partner ad accorgersi che il compagno di letto ha un improvviso stop del rumore del russamento, accompagnato da un arresto della respirazione. Quando il respiro riparte la persona emette, in genere, un profondo sospiro (a volte, una sorta di “barrito”) per poi, poco dopo, riprendere a russare.

E allora cosa, a parte la testimonianza di chi dorme accanto, di cosa può accorgersi il soggetto che soffre di apnee ostruttive nel sonno:

a) risvegli nel corso della notte per urinare (questo è legato alla liberazione dell’ormone natriuretico, una sorta di “diuretico naturale”)
b) risveglio al mattino con la sensazione di non aver dormito abbastanza (sonno poco riposante, anche se il soggetto ha dormito 7-8 ore)
c) mal di testa al risveglio (disturbo che poi in genere sparisce in meno di due ore)
d) durante la giornata, problemi di concentrazione, sonnolenza nelle situazioni monotone, ma anche irritabilità o cambiamenti nel tono dell’umore.

Ma quali sono i soggetti a rischio per l’OSAS?

I soggetti che presentano una ostruzione delle prime vie aeree. Nei bambini, per esempio, è tipico il caso di tonsille e adenoidi molto sviluppate. Negli adulti una lingua particolarmente grande può causare questo problema, come pure la presenza di una mandibola piccola.
Ma più in generale, tra gli adulti le persone più a rischio sono gli uomini in sovrappeso e con un particolare accumulo di grasso nei tessuti del collo (un collo corto e tozzo). In loro è più facile che durante il sonno le vie respiratorie siano ostruite a causa del ridotto lume e del rilassamento dei muscoli: si ritiene che una circonferenza del collo superiore ai 43 cm per il maschio e ai 41 cm per le donne siano un segno di rischio per OSAS.
La storia di russamento abituale (ogni notte) è un altro aspetto caratterizzante: questo russamento può iniziare, soprattutto nell’uomo, anche 10-15 anni prima che si sviluppi una sindrome delle apnee ostruttive conclamata.

Quali sono le conseguenze dell’ OSAS?
Le apnee notturne sono una condizione da prendere molto sul serio. Numerose ricerche hanno dimostrato che sono un fattore di rischio cardiovascolare alla stregua di un eccesso di colesterolo nel sangue (ipercolesterolemia), dell’obesità, del diabete e del fumo.
Proprio l’apparato cardiocircolatorio è interessato dall’OSAS: aritmie (l’irregolarità nel battito), ischemie (per la diminuzione dell’ ossigenazione del sangue), ipertensione (aumento della pressione sanguigna) sono possibili conseguenze. I soggetti con OSAS per la continua frammentazione del sonno non sono in grado di inibire il rilascio di cortisolo durante la notte, e quindi la pressione arteriosa non diminuisce nel sonno, come normalmente accade. Un aspetto importante è che oltre il 50% dei soggetti che hanno una ipertensione arteriosa farmaco resistente (soggetti che nonostante due o tre farmaci antipertensivi continuano ad avere la pressione alta) presentano in realtà una OSAS.
Ma ci sono altri effetti della frammentazione del sonno, legata alle apnee. Un soggetto che soffre da tempo di questo disturbo tende ad addormentarsi nel corso di attività giornaliere noiose. Questo comportamento può avere risvolti anche gravi se riguarda persone alle prese con lavori che richiedono alti tassi di concentrazione o, per esempio, quando si è alla guida di un veicolo. Diversi studi epidemiologici indicano come oltre il 20% degli incidenti d’auto sulla rete autostradale italiana siano causati proprio dall’eccessiva sonnolenza durante il giorno.

Come si può intervenire?

L’OSAS sembra essere un problema largamente sottodiagnosticato: si stima infatti che non venga individuata nel 93% delle donne e nell’82% degli uomini, che pertanto ne soffrono inconsapevolmente. In effetti, l’eccessiva sonnolenza durante il giorno (uno dei sintomi più evidenti dell’OSAS insieme al russamento abituale) è difficile talvolta da percepire o da quantificare perché confusa con una normale stanchezza.
Oltre all’osservazione dei sintomi, il metodo necessario per scoprire se si soffre di OSAS è sottoporsi alla polisonnografia, un’indagine che si effettua con un apparecchio che consente di quantificare le apnee notturne e di “fotografare” il sonno di una persona. Questa indagine può essere eseguita in generale a domicilio (mediante l’applicazione di un apparecchio portatile), e ormai solo in casi più complessi deve essere effettuata con l’assistenza di personale specializzato in ospedale, nel laboratorio del sonno.
Le possibilità terapeutiche dell’OSAS sono diverse, da decidere in base alle caratteristiche dell’individuo e alla gravità della sindrome.
Alcuni semplici rimedi implicano cambiamenti nello stile di vita: evitare l’alcol, fare pasti leggeri (soprattutto di sera), perdere peso e smettere di fumare. Sicuramente dimagrire è importante, anche nei soggetti non francamente obesi: a volte 5-6 Kg in meno possono modificare significativamente il quadro respiratorio notturno.
Negli uomini che presentano il problema solo quando dormono in posizione supina, è possibile utilizzare dispositivi che impediscono di dormire sulla schiena.
La CPAP, una maschera nasale collegata a una macchina che immette aria forzata per mantenere le vie respiratorie aperte, risolve il problema in maniera completa, ma bisogna che la pressione d’aria sia tarata in modo preciso. Ci sono anche apparecchi orali, anche questi preparati in modo specifico in base alle caratteristiche del singolo paziente, che si applicano di notte e servono a spostare in avanti la mandibola così da mantenere aperte le prime vie respiratorie durante il sonno.
Il trattamento chirurgico di tipo maxillo-facciale nei soggetti con mandibola piccola è generalmente risolutivo; altre terapie chirurgiche vanno valutate con attenzione in base alle caratteristiche del soggetto.

E’ bene ricordare che bisogna intervenire anche in caso di una sindrome lieve, poiché altrimenti la progressione verso una forma più grave è in genere la regola. Ricordarsi che i problemi più importanti non sono in relazione alla singola apnea notturna, ma al fatto di avere apnee (anche se non tantissime) tutte le notti. Emerge chiaramente da ricerche recenti relative alle funzioni neurocognitive di pazienti con apnee ostruttive, come sia importante trattare precocemente la patologia al fine di ridurre il rischio di serie problematiche proprio legate all’ambito cognitivo.

CONSIGLI da seguire sempre nel periodo delle grandi festività

1) Evitare l’alcol, se non a dosi modeste
2) Sovrappeso (#sovrappeso)…
3) Per ridurre il russamento (#russamento) è necessario dormire con….
4) Attenti all’alimentazione
5) La pennichella va bene, ma deve essere breve


Prof. Luigi Ferini Strambi

Responsabile Centro di Medicina del Sonno – Neurologia, Ospedale San Raffaele Turro – Milano

 

PAROLE CHIAVE

#Alcol
Nei momenti di festa, in compagnia, spesso si tende a esagerare con l’alcol: ci si sente più euforici, disinibiti, si diventa più loquaci. Però il rischio è quello di perdere la capacità di autocritica e di essere meno capaci di autocontrollo: questo può essere un grave problema se ci si mette ad esempio alla guida. Per quanto riguarda il rapporto con il sonno, l’alcol spesso pur facilitando l’addormentamento, però poi in realtà crea determina un sonno molto frammentato e poco profondo. Deve stare attento anche chi russa o chi fa apnee: infatti l’alcol può peggiorare la respirazione durante il sonno.

#Sovrappeso
Sovrappeso e obesità sono definiti dalla Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS-WHO) come accumulo anomalo o eccessivo di grasso che possono mettere in pericolo la salute. L’indice di massa corporea (il cui acronimo è BMI) è un semplice indice calcolato utilizzando i parametri di peso per l’altezza che viene comunemente utilizzato per classificare il sovrappeso e l’obesità negli adulti. Esso è definito come peso di una persona in chilogrammi diviso per il quadrato della sua altezza in metri (kg/m2). La OMS definisce sovrappeso un BMI maggiore o uguale a 25; per un BMI maggiore o uguale a 30 si parla di obesità.

#Russamento
Il russamento è un fenomeno che consiste nella produzione di un rumore rauco e gorgogliante durante il sonno, in concomitanza con la fase inspiratoria del respiro. Tale rumore è provocato da un ostacolo al passaggio dell’aria nelle vie aeree superiori, talvolta rappresentato da un ingombro meccanico nella rinofaringe e nelle fosse nasali, per esempio conseguente alla presenza di polipi ostruenti le fosse nasali. Il russamento è estremamente frequente, arrivando a rappresentare un potenziale vero problema famigliare; il 45% degli adulti russa occasionalmente, mentre il 45% russa abitualmente. Il russamento è più frequente nei maschi e nelle persone obese, e aumenta di intensità e frequenza con l’età.

#Alimentazione
Sicuramente il primo dato importante è quello della quantità di cibo che si assume alla sera. Se è vero che ci si addormenta difficilmente a digiuno, ricordarsi che lo stesso può accadere in caso di eccessi alimentari. Alla sera vanno evitati cioccolato, cacao, caffé e té , che stimolano i centri della veglia e quindi possono impedire un facile addormentamento. Evitare anche cibi con sodio in eccesso (curry, pepe, paprika, patatine, salatini, piatti in cui si è utilizzato dado da cucina, alimenti in scatola). Ci sono invece diversi cibi che aiutano a rilassare le diverse funzioni dell’organismo, permettendo un più facile scivolamento verso il sonno: : pasta, riso, pane, orzo, lattuga, radicchio rosso, cipolla, aglio, zucca, rape, cavolo, formaggi freschi, yogurt, uova bollite. In particolare, pasta, riso, orzo e pane contengono un aminoacido, il triptofano, che favorisce la sintesi della serotonina: è questo un neuromediatore fondamentale per il benessere, il rilassamento ed il sonno profondo.

#Pennichella
Nel pomeriggio, fare un sonnellino di 20-30 minuti può avere un effetto ristoratore e contribuire a sentirsi meglio per il resto della giornata. Si asseconda in questo modo il naturale calo dell’attenzione ed una propensione al sonno, tipici del primo pomeriggio. Bisogna però evitare di addormentarsi per un’ora o più: si rischia infatti in questo modo di arrivare ad una fase profonda del sonno, e quindi al risveglio, ci si sente fiacchi, irritabili, svogliati. Si avrebbe la tentazione di continuare a dormire.
Ma a parte l’aspetto del sonnellino pomeridiano, durante le vacanze bisognerebbe cercare di non stravolgere l’abituale ritmo sonno-veglia: questo significa avere meno problemi di “sincronizzazione” quando le vacanze terminano e si torna alla normale routine.

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