I consigli – Facciamo i calcoli con la prevenzione

a) Calcolosi al maschile – fattori di rischio (i 3-4 nemici, in prossimità della estate)

La calcolosi urinaria riveste un particolare interesse per la popolazione maschile di tutte le età, in quanto patologia sempre maggiormente diffusa che ad oggi colpisce circa il 10% della popolazione occidentale. I calcoli sono formazioni cristalline derivanti dalla precipitazione e dall’aggregazione di soluti presenti nelle urine in quantità normale o patologica.

Negli ultimi anni si sta assistendo ad un aumento della incidenza di tale patologia, dovuto alle scorrette abitudini alimentari dei paesi industrializzati, dove l’aumento del consumo di cibi iperproteici ed alto contenuto salino e di bevande gasate e zuccherate a discapito di un adeguato apporto idrico e di frutta e verdura porta ad un aumento del rischio della cosiddetta sindrome metabolica, che si associa spesso allo sviluppo di calcolosi urinaria.
Oltre all’aumentata secrezione di sostanze che tendono alla cristallizzazione all’interno delle urine (calcio,ossalato, fosfato e acido urico) dovuta ad una scorretta alimentazione, anche il ridotto apporto idrico e quindi un volume giornaliero di urine non adeguato (ovvero inferiore ai 2 L di urine al giorno) porta ad un aumento della concentrazione di tali sostanze nelle urine, che non sono pertanto adeguatamente diluite e tendono a precipitare formando i calcoli.

I costituenti principali dei calcoli renali sono introdotti con l’alimentazione – calcio, ossalato, acido urico. Tuttavia esistono anche calcoli legati allo sviluppo di infezioni delle vie urinarie – costituiti da aggregati di fosfato, calcio, ammonio, magnesio- o a patologie che interessano altri organi o apparati, che comportano ad esempio disfunzioni delle paratiroidi o dell’assorbimento intestinale, che portano ad un aumento dei livelli di calcio e di ossalato nelle urine e pertanto alla formazione di calcoli. Inoltre esistono alcune malattie genetiche ereditarie che portano alla formazione di un particolare tipo di calcoli (calcoli di cistina o xantina). Tuttavia, come per tante altre patologie, esiste una eredità multifattoriale, per la quale la combinazione di una specifico profilo genetico -“gene signature”- con i fattori ambientali predispone all’espressione del fenotipo “calcolosi”.

Con l’avvicinarsi della stagione estiva e con il conseguente aumento delle temperature, il problema principale è legato al rischio di disidratazione e di conseguenza di sviluppare coliche renali dovute alla cosiddetta renella, che si sviluppa come conseguenza della diminuzione del volume complessivo di urine prodotte.
A prescindere dalla diversa genesi dei calcoli renali, almeno il 40-50% dei portatori di litiasi renale accusa durante la propria vita un episodio di colica renale, sintomatologia dolorosa di intensità paragonabile a quella del parto. Purtroppo, la complessità di tale condizione morbosa non si limita per molti casi al mero episodio acuto; in molti pazienti infatti, le recidive sono frequenti e possono generare condizioni fertili per lo sviluppo di infezioni delle vie urinarie e deterioramento progressivo della funzionalità renale.. Poichè le ultime stime dell’Organizzazione Mondiale della Salute (WHO) delineano sovrappeso e obesità come vere e proprie pandemie capaci di colpire circa 2.16 miliardi di individui al mondo, la nefrolitiasi, patologia strettamente legata al profilo metabolico, è pertanto destinata ad una rapido incremento e merita una grande attenzione nel panorama urologico.

b) Calcolosi nuove strategie per la terapia (non più invasiva;medicina di precisione)

Diverse tecniche chirurgiche sono state approntate in questi decenni per trattare la calcolosi renale
In passato il bombardamento extracorporeo con onde d’urto per piccoli calcoli renali e la chirurgia tradizionale a cielo aperto per calcoli di dimensioni maggiori rappresentavano i due trattamenti standard. Oggigiorno la chirurgia endoscopica mininvasiva rappresenta una nuova frontiera per il trattamento di tale condizione morbosa. Essa si fonda sulla possibilità di eseguire un atto diagnostico e terapeutico sfruttando le vie naturali del paziente senza la necessità di dover eseguire un accesso chirurgico traumatico che violi l’integrità anatomica del corpo umano. Lo sviluppo della tecnologia e la miniaturizzazione degli strumenti endoscopici hanno permesso di estendere l’indicazione dell’approccio conservativo mini-invasivo a un sempre più vasto numero di pazienti, garantendo al pari un outcome eccellente (possibilità di rendere il paziente stone-free, ovvero completamente libero da calcoli o frammenti litiasici) e un recupero post-operatorio più veloce.

c) Come prevenire la calcolosi

Per prevenire la calcolosi sono sufficienti poche e semplici regole che, se introdotte nello stile di vita quotidiano, possono abbassare drasticamente il rischio di sviluppare calcoli e prevenire le recidive.
Prima regola: bere tanto, fino a mantenere una produzione di urine non inferiore ai 2 litri al giorno.
Inoltre tramite l’esame urine delle 24 ore è possibile capire quali sono i costituenti dei calcoli in eccesso e quindi ridurre/evitare i cibi in essi contenuti.

In linea di massima si raccomanda di avere un apporto giornaliero di calcio non superiore a 1 grammo al giorno, che si traduce nell’assumere non più di tre porzioni di cibi derivati del latte (ad esempio un bicchiere di latte al mattino, un pezzo di formaggio a pranzo e uno yogurt la sera garantiscono un apporto di calcio sufficiente e adeguato), un apporto di proteine non superiore a 1,5 grammi pro-chilogrammo al giorno e un apporto di sodio inferiore ai 9-10 grammi al giorno, che si traduce pertanto in una assunzione moderata di carne, pesce e legumi e non più di una volta al giorno e una riduzione globale dell’utilizzo del sale in cucina.

Inoltre si raccomanda di ridurre assunzione di cibi ricchi di ossalato (cioccolato, spinaci, barbabietole, frutta secca) e di assumere un bicchiere di succo di arancia al giorno, che permette un adeguato apporto di vitamina C e citrato, sostanze che inibiscono la cristallizzazione delle urine.

A cura del Dr. Luca Villa

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