I falsi pregi dello zucchero di canna

postato da Nicoletta Carbone il 25.07.2013
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“Io uso solo zucchero di canna”. E’ ciò che – non senza una certa dose di autocompiacimento – dicono in tanti, convinti che il derivato della canna da zucchero sia più salutare rispetto al comune zucchero bianco da cucina, estratto dalla barbabietola.

Non è così: zucchero di canna e zucchero di barbabietola sono del tutto identici, anche sotto il profilo chimico. In entrambi i casi si tratta di saccarosio, un carboidrato costituito da una molecola di fruttosio e una di glucosio. E zucchero di canna e di barbabietola hanno dunque anche le stesse calorie e uguale indice glicemico.

Qualcuno si consolerà pensando che lo zucchero di canna nelle bustine al bar o in vendita al supermercato almeno è un alimento integrale, più ricco di micronutrienti. Ma persino questa è una falsa credenza: in commercio normalmente si trova infatti zucchero di canna raffinato con metodi analoghi a quelli utilizzati per lo zucchero bianco. Il suo colore ambrato si deve a residui della lavorazione, quando non a coloranti aggiunti appositamente per fare in modo che lo zucchero appaia “grezzo”.

Se anche poi vi imbatteste nel più raro zucchero di canna integrale (riconoscibile per i granelli bruni, diversi come forma e dimensioni e che tendono ad attaccarsi tra loro), avreste sì uno zucchero contenente vitamine e minerali – a differenza dello zucchero bianco e di quello di canna raffinato, che ne sono privi -, ma in percentuali così irrisorie che dovreste mangiare addirittura chili di zucchero per assumere quantitativi minimamente significativi di queste sostanze. Ovviamente, con danni per la salute e la linea di gran lunga superiori ai benefici.

Che fare, allora? Godiamoci pure una fetta di torta o un gelato una volta alla settimana, senza badare al colore o alla provenienza dello zucchero che contengono, ma rinunciamo del tutto a dolcificare quotidianamente caffè, tè e altre bevande, con qualunque tipo di zucchero. E men che meno con i dolcificanti artificiali (aspartame, sucralosio, saccarina, acesulfame K ecc.). Questa, come si dice, è però un’altra storia…

A cura del dr. Luca Avoledo, naturopata ed esperto di ecologia del corpo, nutrizione e salute naturale

Caffè… Senza zucchero

postato da Nicoletta Carbone il 11.07.2012
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Per abituarvi a gustare il caffè amaro, innanzitutto scegliete un buon caffè 100% arabica che ha un sapore più delicato rispetto alle miscele. Aggiungete un pizzico di cardamomo o di vaniglia in polvere nella tazzina e versate il caffè caldo. Mescolate e dolcificate con mezzo cucchiaino di miele. Sorseggiate lentamente e gustate a fondo l’aroma. Dopo due settimane, eliminate il miele e unite un pizzico di cannella. Il sapore vi ripagherà ampiamente dell’assenza di zucchero.

A cura della Dott.ssa Paola Reverso

Un’alternativa allo zucchero. Primo consiglio

postato da Nicoletta Carbone il 15.06.2012
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Frullate 2 cucchiai di uvetta essiccata con 6 nocciole tostate, 1 cucchiaio di farina di mandorle, 3 albicocche essiccate, 2 prugne essiccate e 4 noci. Mescolate bene e conservate in un barattolo di vetro a chiusura ermetica, in luogo fresco e ben areato. Potete utilizzare questa miscela come sana alternativa allo zucchero per addolcire una macedonia o per preparare biscotti e torte.

A cura della Dott.ssa Paola Reverso, medico nutrizionista

Chewing gum:un piccolo piacere dai grandi benefici

postato da Nicoletta Carbone il 25.11.2011
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Ebbene sì ormai le gomme da masticare sono caldamente consigliate anche dai dentisti e i recenti test clinici confermano tutti i benefici di questo piacevole prodotto dolciario.

Le buone azioni svolte dal chewing gum sono molteplici e contribuiscono sia alla salute della bocca che al benessere generale. In molte persone  ha una vera azione anti stress, soprattutto laddove sia necessaria una concentrazione particolare. Non bisogna dimenticare, infatti che l’idea del chewing gum nacque al Generale  messicano Santana  che prese spunto dalle striscette di cuoio che venivano distribuite ai soldati  prima della battaglia, proprio per sfogare la tensione. Gli aromi che vengono aggiunti alla gomma da masticare risolvono in molti casi il problema dell’alitosi, handicap non da poco, soprattutto per chi ha una intensa vita di relazione ed è a contatto con il pubblico. L’aspetto però più sorprendente viene dall’azione anticarie del chewing gum, ampiamente confermato dai numerosi studi clinici condotti in molte università di tutto il mondo. Per dolcificare la gomma da masticare viene utilizzato uno zucchero vegetale estratto prevalentemente dalla betulla,lo xilitolo.

Questo gradevole componente è uno di zucchero virtuoso che fa parte della famiglia dei polialcoli e non permette la formazione dei batteri cariogeni. Addirittura lo xilitolo ha un’azione inibente nei confronti dei batteri e non impedisce la loro adesione alla superficie dello smalto.

Nel cavo orale, infatti dopo  circa 10 minuti dall’assunzione di cibo, il ph della saliva si abbassa drasticamente rendendo acido l’ambiente. Questo, assommato  alla presenza di residui di cibo, induce  la formazione di batteri estremamente aggressivi, come gli streptococchi, che  sono la causa della formazione della carie.

L’utilizzo della gomma da masticare blocca la formazione batterica e aiuta a mantenere il ph orale a livelli fisiologici.

Le ricerche cliniche condotte su ragazzi ai quali erano state date da masticare  per almeno 6 mesi,con regolarità gomme da masticare contenenti xilitolo,  hanno dato  esiti molto positivi.

In questi soggetti, infatti, si è constatata una riduzione della carie  del 70% rispetto ai coetanei che non erano consumatori i gomme da masticare.

Tale risultato è dovuto sia alla masticazione  continua indotta che aumenta la produzione di saliva e rimuove i resti del cibo sia  all’azione benefica dello xilitolo.

Ma le doti di questo piccolo piacere non finiscono qui. Con l’aggiunta di eccipienti come   il bicarbonato di sodio, il chewing gum riesce a ridurre le macchie prodotte dal caffè e dalle bevande e cibi colorati presenti sui denti. Infine  si può ottenere un piccolo  aiuto nelle diete  dimagranti: chewing gum in sostituzione degli spuntini si rispetta  con minor fatica la regolarità dei pasti.

A cura di Alessandra Rigoni, Medico Chirurgo Specialista in Odontoiatria e Ordotonzia a Milano.

Lo zucchero e la sua dipendenza

postato da Nicoletta Carbone il 02.11.2011
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Lo zucchero e i dolcificanti sono tra le sostanze più usate, in modo consapevole o inconsapevole, nell’alimentazione umana. Nessuno penserebbe di usare cereali già zuccherati per la prima colazione, eppure l’industria usa spesso zucchero, dolcificanti o miele per  aumentare la palatabilità di un prodotto e indurne il successivo acquisto. Questa procedura che io ritengo scorretta e che dovrebbe essere bandita soprattutto quando è inattesa e nutrizionalmente inutile (come nel caso del pane o dei cereali per colazione) fa leva sulla attivazione di circuiti cerebrali che possono determinare dipendenza e stimolare quindi la ripetizione dell’acquisto in modo compulsivo. Sappiamo che fin dall’antichità il segnale dolce ha significato per gli esseri umani una improvvisa possibilità di ricchezza e ha generato come risposta una ricerca obbligata del dolce per cercare di farne scorta sotto forma di grasso. Per ottenere questo comportamento lo zucchero (come il segnale della dolcificazione) attiva direttamente dei nuclei cerebrali in tutto simili a quelli attivati dall’uso di droghe, e questo può quindi portare ad una dipendenza dal suo uso. Una ricerca pubblicata da pochi giorni su “Synapse” ha evidenziato che la somministrazione di zucchero negli animali, sia sazi che affamati, attiva una risposta che può portare alla sua ricerca indipendentemente dal senso di fame provato. Ricerche precedenti pubblicate su “Appetite Obesity and Metabolism” avevano dimostrato che anche piccolissime quantità di zucchero hanno questo tipo di effetto, anche se ridotto rispetto all’assunzione di grandi quantità. Non si deve però abolire il dolce. Per ridurre ed evitare la tendenza a generare dipendenza zuccherina, dobbiamo imparare ad evitare la dolcificazione, del tutto inutile, mantenendo invece viva la possibilità di usare dolci complessi, fatti in modo vero (non certo di sole farine raffinate e zucchero bianco) nel contesto delle nostre tradizioni, abituandoci a usare marmellate senza zuccheri aggiunti o miele a complemento di ricche prime colazioni e mai isolati nel corso della giornata.

A cura del Dott. Attilio Speciani, specialista in Allergologia e Immunologia clinica.

Un sapore per tutte le stagioni

postato da Nicoletta Carbone il 13.09.2011
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Per la medicina cinese vi è un sapore “utile” il tutte le stagioni: il dolce che è un sapore tonificante, equilibrante e rilassante. E’ meglio, pero, sgombrare il capo dagli equivoci: quando si parla di sapore dolce si intende quello della patata, della lattuga o dei piselli e non quello dello zucchero da cucina. Già nel periodo han (II° secolo a. C fino al inizio del III secolo d. C.) si accennava infatti che i sapori nutrono se solo utilizzati in piccola quantità e specialmente se di “intensità” leggera (come ad esempio nella frutta e nella verdura). Quando sono più intensi come nelle carni (ed è considerata dolce  la carne di manzo) o nelle spezie o quando “tossici” come nello zucchero da cucina “ledono la forma del corpo” e vanno utilizzati con decisa moderazione. E questo vale ancor più se si considera che il sapore dolce “viene richiesto – spesso – dal corpo” nei periodi di intenso stress emotivo. Le emozioni intense –  infatti – nuocciono al sangue e questo richiede all’organismo il sapore dolce. Si crea in questo modo un circolo vizioso: il dolce (tossico) nutre ma poi nuoce al sangue che è così più facilmente esposto a nuove “aggressioni emotive”. Bisogna cambiare i propri schemi di comportamento e riscoprire i sapori “intrinseci” degli alimenti senza ricorrere a quelle “aggiunte” che alterano in profondità lo stato energetico dell’ individuo.

A cura del Dott. Corradin, Medico Chirurgo, Docente di Fitoterapia energetica e agopuntura.

  • Un esperto per amico




    Attilio Speciani


    Specialista in Allergologia e immunologia clinica

     

    www.eurosalus.com





    Prof. Alberto Luini


    Direttore della divisione di senologia dello IEO






    Tetsugen Serra


    Maestro Zen - Fondatore della Mindfulzen: la Via di Consapevolezza

     

    www.mindfulzen.it

     

    www.monasterozen.it





    Prof. Antonino Di Pietro


    Direttore del Servizio di Dermatologia dell'Ospedale di Inzago (MI)

     

    www.antoninodipietro.it





    Dott. Francesco Aquilar


    Psicologo e Psicoterapeuta Cognitivista e Comportamentale

     

    www.aipcos.org





    Claudio Belotti


    Coach

     

    www.claudiobelotti.it





    Luigi Sutera


    Consulente d'immagine






    Giuseppe Alfredo Iannoccari, Ph.D.


    Presidente Assomensana

     

    www.assomensana.it





    Alessandra Rigoni


    Medico Chirurgo specialista in odontoiatria e ortodonzia a Milano






    Dott. Luca Avoledo


    Naturopata ed esperto di ecologia del corpo, nutrizione e salute naturale.

     

    www.lucaavoledo.it

     

    www.studiodinaturopatia.it





    Dott. Fabio Rinaldi


    Specialista in dermatologia e venerologia, Presidente della Fondazione IHRF in Milano.

     

    www.studiorinaldi.com





    Prof. Alessandro Nanussi


    Responsabile del Centro di Gnato-posturologia e dolore cranio-faciale, Osp. S. Gerardo, Clinica Universitaria della Milano-Bicocca. Past president della Società Italiana di Odontostomatologia dello Sport.

     

    www.studiodentisticonanussicoraini.it





    Prof. Marco Temporin


    Medico Chirurgo. Specialista in Igiene e Medicina Preventiva.

     

    www.marcotemporin.it





    Daniele Belloni


    Insegnante di yoga, scrittore e giornalista

     

    www.spazioshanti.org





    Mauro Castiglioni


    Farmacista Cosmetologo esperto in preparazioni Galeniche. Consigliere all'Ordine dei Farmacisti di Milano. Consigliere Nazionale SI.F.A.P. (Società Italiana Farmacista Preparatori






    Andrea Fratter


    Ricercatore, Cosmetologo ed esperto di Nutraceutica
    Docente presso la Scuola Internazionale di Medicina Estetica, SIME di Roma e presso il Corso di Perfezionamento in Farmacia e Farmacologia Cliniche dell’Università di Padova






    Dott.ssa Adele Sparavigna


    Dermatologa a Milano e Monza
    Direttore ricerche cliniche Istituto Derming

     

    www.adelesparavigna.it





    Raffaella Cicogna


    Body&Mind Coach

     

    www.raffaellacicogna.com





    Carlo Cazzaniga


    Artigiano - Artista

     

    https://cutcarlocazzaniga.net/
    artigianeide.wordpress.com





    Ines Seletti


    Presidente Ass. Adas Fidas Parma - Consigliera Ass. Fidas Nazionale con delega alla comunicazione e alle nuove tecnologie - Consigliera Ass. Futura Parma

     

    www.fidas.it

     

    www.adasfidasparma.it


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