Sviluppare le competenze personali: contestuale, valoriale, emotiva e romantica

postato da Nicoletta Carbone il 08.04.2015
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La maggioranza delle persone lavora ogni giorno per sviluppare le proprie competenze professionali: dall’ufficio alla gestione della casa, quotidianamente si impara qualcosa di nuovo e si tende a migliorare nelle proprie conoscenze e nel proprio rendimento. Ma spesso, per quel che riguarda le competenze personali, non si ritrova la stessa costanza e determinazione. Anche per questo, a molte vite professionali soddisfacenti si associa spesso una vita personale insoddisfacente e dolorosa. Proviamo perciò a descrivere quattro di queste competenze personali.

1. COMPETENZA CONTESTUALE
La competenza contestuale riguarda l’abilità di comprendere il contesto in cui ci si trova e di adeguarsi ad esso in maniera appropriata o di modificarlo in maniera efficace (come ad esempio fa Papa Francesco con il protocollo). Alcune persone, invece, sembrano continuamente “fuori contesto”: fanno osservazioni e comportamenti inadeguati, suscitano l’imbarazzo degli interlocutori e dicono sistematicamente la parola sbagliata al momento sbagliato. Una maggiore auto-consapevolezza e un’auto-critica adeguata, per quanto compassionevole verso se stessi, appare indispensabile.

2. COMPETENZA VALORIALE
La competenza valoriale riguarda invece l’abilità di comprendere i propri valori reali e quelli degli interlocutori significativi; i valori generali della specie umana sono 10, secondo la ben documentata teoria di Shalom Schwartz, e la differenza tra le persone sta nell’ordine gerarchico dei valori e nella contraddizione, spesso presente, tra valori “dichiarati” e valori “reali”. I valori “reali” si deducono dal comportamento e non dalle parole di ciascuno, e spesso alcune persone sono quasi totalmente inconsapevoli del proprio ordine gerarchico dei valori, figuriamoci di quello degli altri; oppure ritengono la gerarchia di valori dell’altro inammissibile, con conseguenze negative sulla comunicazione. Occorre rendersi conto più spesso dei sistemi di valori.

3. COMPETENZA EMOTIVA
La competenza emotiva è il risultato di otto abilità complesse, ed è stata studiata in particolare da Carolyn Saarni dell’Università della California. Le otto componenti della competenza emotiva sono le seguenti: a) Consapevolezza delle proprie emozioni; b) Saper discernere e capire le emozioni degli altri; c) Saper usare un vocabolario adeguato delle emozioni e delle forme espressive delle emozioni (verbali, non-verbali, corporee); d) Capacità di coinvolgimento empatico; e) Abilità di differenziare tra esperienza emotiva soggettiva interna ed espressione emotiva esterna (incluse le dolci bugie per timidezza o per imbarazzo, le menzogne per calcolo e le dissimulazioni); f) Capacità di far fronte, e di adattarsi adeguatamente, alle emozioni avverse e alle circostanze dolorose; g) Consapevolezza della comunicazione emotiva all’interno delle relazioni (occorre cioè accorgersi della comunicazione emotiva, anche quando è in contrasto con quella verbale); h) Capacità di auto-efficacia emotiva, ovvero essere a proprio agio con le proprie e le altrui emozioni e utilizzarle proficuamente per comunicare, essendo consapevoli dei risultati reali. Questi elementi possono rappresentare una guida per crescere emotivamente.

4. COMPETENZA ROMANTICA
La competenza romantica riguarda le abilità necessarie a: I. Selezionare un partner capace di amare; II. Costruire una relazione adeguata, stabile e soddisfacente per entrambi i membri della coppia; III. Sviluppare la relazione positivamente nel tempo, utilizzando le inevitabili crisi come occasione di crescita. Quattro comportamenti, riassunti da Kevin D. Arnold, sembrano necessari: a) Saper esprimere ripetutamente ammirazione ed affetto; b) Fare spazio, nella propria mente, al partner così come lui o lei è davvero, e non come vorremmo che fosse; c) Accettare l’influenza reciproca consentendo che l’altro ci modifichi; d) Conoscere il mondo interno dell’altro, ascoltandolo con attenzione e ricordando/legittimando le sue caratteristiche. Anche in questo caso, una attenzione specifica ed un impegno costante fino a diventare un’abitudine positiva possono migliorare non di poco la vita di relazione intima e la soddisfazione personale.

Due libri per saperne di più:

  1. a cura di Francesco Aquilar, Parlare per capirsi. Strumenti di psicoterapia cognitiva per una comunicazione funzionale, Franco Angeli;
  1. a cura di Francesco Aquilar, Parlare d’amore. Psicologia e psicoterapia cognitiva delle relazioni intime, Franco Angeli.

A cura del Dott. Francesco Aquilar, psicologo e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale a Napoli, Presidente AIPCOS, www.aipcos.org
Twitter: @DrFAquilar

Valori

postato da Nicoletta Carbone il 24.05.2012
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Contrariamente a quanto talvolta si dichiari, cioè che “non ci sono più valori”, i valori sono psicologicamente alla base della nostra identità, ci definiscono e – se messi in pratica – ci danno un senso di benessere e di autenticità. Eppure, per alcuni, la consapevolezza dei valori sovente è ridotta o falsata. Inoltre, l’organizzazione dei valori nella nostra mente (e nella nostra società) a volte risulta disfunzionale e disarmonica: vediamo come e perché.

Intanto, i valori sono intrinsecamente contraddittori, giacché devono svolgere due funzioni contrastanti: da un lato, guidarci nell’auto-difesa dalle possibili minacce e dall’altro guidarci nello sviluppare noi stessi e le nostre relazioni sociali significative. Inoltre, i valori appaiono costruiti su una base psicobiologica evoluzionista: in altre parole, servono non solo alla protezione e alla promozione dell’individuo ma anche del genere umano, senza il quale il singolo individuo non avrebbe senso, e non avrebbe senso preoccuparsi delle generazioni future. Tuttavia la gerarchia in cui poniamo i valori può essere inadeguata, e per di più possiamo essere inconsapevoli dei veri valori che ci muovono, per meccanismi di auto-inganno. Uno dei maggiori studiosi di valori del pianeta, S.H. Schwartz, ha identificato grazie a numerose ricerche 10 valori principali umani, suddividendoli in quattro grandi categorie:

1)     Autopromozione (Successo, Potere);

2)     Apertura al cambiamento (Edonismo, Stimolazione, Auto-direzione);

3)     Conservazione (Sicurezza, Conformismo, Tradizione);

4)     Auto-trascendenza (Universalismo, Benevolenza).

Appare chiaro, già da questo schema, che si svolge dentro ognuno di noi una legittima dialettica, articolata innanzi tutto tra valori auto-centrati e valori pro-sociali, e poi tra valori basati sull’ansia e valori liberi dall’ansia. Di conseguenza, la graduatoria di valori che si costituisce nella mente di ciascuno (e che talvolta cambia nel tempo) organizzerà, consapevolmente o meno, un’ampia parte del suo agire concreto e quotidiano. I valori possono svolgere infatti, tra l’altro, anche una funzione di regolazione delle emozioni e dei comportamenti, in quanto dettano alcune delle regole che presiedono sia al modo in cui si esprimono gli interessi e le caratteristiche personali (valori con il focus su sé stessi), sia al modo in cui ci si relaziona socialmente agli altri (valori con il focus sul sociale).

Un semplice esercizio per cominciare a comprendere meglio come sono organizzati i valori dentro di noi potrebbe essere il seguente: mettere in classifica di importanza personale i 10 valori selezionati da Schwartz (Successo, Potere, Edonismo, Stimolazione, Auto-direzione, Sicurezza, Conformismo, Tradizione, Universalismo, Benevolenza) e poi chiedere a chi vive con noi (o a chi ci conosce bene) se il nostro comportamento dimostra veramente l’ordine di valori che crediamo di avere. Potremmo scoprire delle sorprendenti novità su noi stessi, aumentare la nostra consapevolezza, e riorganizzare valori, emozioni e comportamenti in un modo davvero più consono ai nostri desideri.

Per saperne di più: Caprara G.V., Scabini E., Steca P., Schwartz S.H. (2011), a cura di, I valori nell’Italia contemporanea, Franco Angeli, Milano.

A cura del Dott. Francesco Aquilar, psicologo e psicoterapeuta cognitivista e comportamentale, presidente dell’Associazione Italiana di Psicoterapia Cognitiva e Sociale (AIPCOS), Napoli.

Fare le cose importanti

postato da Nicoletta Carbone il 27.10.2011
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Se non sei saggio rischi di passare la maggior parte del tuo tempo a fare le cose urgenti ma non quelle importanti. Le ricerche ci dicono che abbiamo una mole di attività che supera il 110% del nostro tempo, è impossibile fare tutto! Fare le cose importanti è più efficace (elimina molte urgenze) e porta più risultati e più soddisfazione. Tutti lo sappiamo ma farlo è difficile.

Ecco 5 semplici domande che ti puoi fare per capire se l’attività che hai nella lista è importante o no.

1. Quali sono i vantaggi nel fare questa cosa?
Come detto alla giornata “Obiettivi!” le persone di successo si chiedono spesso “ne vale la pena?” Il gioco vale la candela? Più sono i vantaggi e ovviamente più è importante fare la cosa, attenzione pensa ai vantaggi a medio/lungo termine non solo a breve.

2. Cosa succederebbe se non la facessi?
Gli esperti  in PNL riconosceranno il modello linguistico. Se le conseguenze sono minime o nulle allora non è così importante! Lo è nella tua mente o forse è solo un’abitudine da eliminare.

3. Qual è il vero obiettivo?
Oppure quali sono i motivi per farlo? Cosa vuoi veramente?

4. Come mi sentirò quando avrò fatto?
Spesso nei corsi spiego che bisogna sempre pensare a come ti sentirai dopo.Ricordi l’esempio che faccio spesso del trasloco? Se pensi a come starai bene nella casa nuova ti viene voglia di imballare, se pensi a tutte le cose da fare non ti viene voglia per nulla. Non solo se sai che alla fine non starai bene capisci che non è una cosa da fare!

5. L’attività è legata ai miei valori, missione, identità?
Questa è tosta come domanda, soprattutto per chi non ha idea dei suoi valori/missione/identità.
Se la risposta è no, forse è il caso di rimandare se è si mettiti in modo immediatamente!

Sono solo 5 semplici domande ma se ti abitui a fartele ti cambieranno la vita, te lo assicuro!

A cura di Claudio Belotti, Coach

  • Un esperto per amico




    Attilio Speciani


    Specialista in Allergologia e immunologia clinica

     

    www.eurosalus.com





    Prof. Alberto Luini


    Direttore della divisione di senologia dello IEO






    Tetsugen Serra


    Maestro Zen - Fondatore della Mindfulzen: la Via di Consapevolezza

     

    www.mindfulzen.it

     

    www.monasterozen.it





    Prof. Antonino Di Pietro


    Direttore del Servizio di Dermatologia dell'Ospedale di Inzago (MI)

     

    www.antoninodipietro.it





    Dott. Francesco Aquilar


    Psicologo e Psicoterapeuta Cognitivista e Comportamentale

     

    www.aipcos.org





    Claudio Belotti


    Coach

     

    www.claudiobelotti.it





    Luigi Sutera


    Consulente d'immagine






    Giuseppe Alfredo Iannoccari, Ph.D.


    Presidente Assomensana

     

    www.assomensana.it





    Alessandra Rigoni


    Medico Chirurgo specialista in odontoiatria e ortodonzia a Milano






    Dott. Luca Avoledo


    Naturopata ed esperto di ecologia del corpo, nutrizione e salute naturale.

     

    www.lucaavoledo.it

     

    www.studiodinaturopatia.it





    Dott. Fabio Rinaldi


    Specialista in dermatologia e venerologia, Presidente della Fondazione IHRF in Milano.

     

    www.studiorinaldi.com





    Prof. Alessandro Nanussi


    Responsabile del Centro di Gnato-posturologia e dolore cranio-faciale, Osp. S. Gerardo, Clinica Universitaria della Milano-Bicocca. Past president della Società Italiana di Odontostomatologia dello Sport.

     

    www.studiodentisticonanussicoraini.it





    Prof. Marco Temporin


    Medico Chirurgo. Specialista in Igiene e Medicina Preventiva.

     

    www.marcotemporin.it





    Daniele Belloni


    Insegnante di yoga, scrittore e giornalista

     

    www.spazioshanti.org





    Mauro Castiglioni


    Farmacista Cosmetologo esperto in preparazioni Galeniche. Consigliere all'Ordine dei Farmacisti di Milano. Consigliere Nazionale SI.F.A.P. (Società Italiana Farmacista Preparatori






    Andrea Fratter


    Ricercatore, Cosmetologo ed esperto di Nutraceutica
    Docente presso la Scuola Internazionale di Medicina Estetica, SIME di Roma e presso il Corso di Perfezionamento in Farmacia e Farmacologia Cliniche dell’Università di Padova






    Dott.ssa Adele Sparavigna


    Dermatologa a Milano e Monza
    Direttore ricerche cliniche Istituto Derming

     

    www.adelesparavigna.it





    Raffaella Cicogna


    Body&Mind Coach

     

    www.raffaellacicogna.com





    Carlo Cazzaniga


    Artigiano - Artista

     

    https://cutcarlocazzaniga.net/
    artigianeide.wordpress.com





    Ines Seletti


    Presidente Ass. Adas Fidas Parma - Consigliera Ass. Fidas Nazionale con delega alla comunicazione e alle nuove tecnologie - Consigliera Ass. Futura Parma

     

    www.fidas.it

     

    www.adasfidasparma.it


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