Lo stress al volante

postato da Nicoletta Carbone il 05.11.2012
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Lo stress al volante può essere determinato da vari fattori, personali e ambientali:

1 – dallo stato d’animo o emotivo con cui ci mettiamo al volante (per eventi che ci possono essere accaduti poco prima: arrabbiature, conflitti, notizie spiacevoli, incidenti, ecc.);
2 – dalla condizione di salute in cui ci troviamo (se abbiamo mal di testa, mal di pancia, stanchezza, ecc.);

3 – dal fatto di aver bevuto o mangiato troppo o ingerito certi tipi di farmaci e/o sostanze psicotrope;
4 – dal nostro tipo caratteriale (più o meno emotivo, più o meno irascibile, pauroso, timido, permaloso, ecc.)
5 – dalle condizioni esterne atmosferiche (pioggia, neve, nebbia) e dall’ora della giornata (mattino presto, alba, oppure sera tardi, crepuscolo, buio)
6 – dal tipo di strade che percorriamo (città, fuori città, autostrade, gallerie, cavalcavia, in montagna) e dal tipo e quantità di traffico (presenza di camion, traffico intenso)
7 – dal tempo passato al volante (più si guida a lungo più stress si genera);
8 – dal tipo di veicolo che conduciamo e dalla sua maggiore o minore comodità;
Essere consapevoli di queste variabili è il primo passo per tenerne conto ed eventualmente intervenire pe eliminare fonti di stress e/o migliorare alcune situazioni… anche se è vero che su molte di queste condizioni non possiamo intervenire!

Che cosa è dunque possibile fare, in concreto, se siamo costretti a guidare in condizioni per noi stressanti (posto che in certe condizioni sarebbe opportuno NON guidare del tutto, vedi per esempio punto 3)?

1) trovare una postura il più possibile comoda all’interno dell’abitacolo:
- giusta distanza dal volante, corretta posizione delle braccia, giusta posizione dello schienale (eventuale cuscinetto in corrispondenza della lordosi lombare) per essere ben appoggiati
- avere le gambe e i piedi alla giusta distanza dai pedali
- avere scarpe comode (no ai tacchi alti!);
2) avere buona visibilità davanti a sé e dagli specchietti (puliti, non riflettenti);
3) non essere stretti in vita con pantaloni o abiti che non permettano di respirare potendo lasciare libera la muscolatura addominale (nel caso, slacciare un bottone dei pantaloni o la cintura)

Ecco due semplici esercizi, fattibili senza fermarsi, cioè continuando a guidare:
1) – prendiamo contatto/visualizziamo/sentiamo la parte del corpo appoggiata al sedile (schiena, ma anche natiche, pavimento pelvico, cosce) e facciamo dondolare/oscillare per 5-6 volte il bacino avanti e indietro, sentendo che dondolando il bacino indietro si accentua la lordosi lombare, e dondolandolo in avanti si riduce.
Questo ci serve a sentire di più la mobilità del bacino, con un effetto importante sulla respirazione, visto che in contemporanea… respiriamo lentamente e profondamente, inspirando dal naso ed espirando dalla bocca, a ritmo con il movimento del bacino: inspiriamo mandando indietro il bacino, espiriamo mandandolo avanti, cercando di inspirare lasciando andare il respiro nella pancia (mobilizzando così il diaframma), per almeno 5-6 volte, e nell’espirazione ci permettiamo di fare un sospirone.
2) Molto efficace è anche la mobilizzazione della muscolatura facciale, in particolare in corrispondenza della mascella. Come? Facendo le smorfie, aprendo bene la bocca e lasciando uscire i suoni vocalici che emergono. Facendo le smorfie per una ventina/trentina di secondi si ottiene una benefica attivazione della circolazione nel viso, che in genere si accompagna a una “iniezione” di buon umore.
(Questi due esercizi sono efficaci e possono essere fatti da seduti anche in altre situazioni… per esempio davanti al computer!)

Resta valido il consiglio, per chi guida a lungo, di fermarsi ogni tanto (diciamo una volta ogni ora/ora e mezza), per esempio nelle piazzole delle autostrade, scendere dall’auto e per un minuto o due (sembra pochissimo, ma è già efficace), molleggiarsi sulle gambe lasciando la parte superiore del corpo libera di sobbalzare/oscillare, testa compresa, soffiando velocemente e brevemente dalla bocca (respirazione a cagnolino). Questo è un modo veloce e immediato di far scorrere l’energia in tutto il corpo (ovvero intervenire sulla circolazione sanguigna), attivando la respirazione, sciogliendo un po’ le tensioni emergenti.

A cura di Alessandra Callegari, Counselor

Cibo e umore

postato da Nicoletta Carbone il 18.06.2012
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Alcuni alimenti hanno un forte potere di riequilibrio dell’umore: cioccolato (amaro), banane, albicocche, noci e altra frutta secca contengono magnesio e alcune sostanze che entrano direttamente nei circuiti cerebrali favorendo l’aumento del tono generale.
Tra mangiare un cracker o un biscotto e usare questi alimenti la scelta è quindi facile. È bene però ricordarsi che l’effetto più potente sullo stato psicoemotivo deriva sempre da una prima colazione ricca, abbondante e fatta con la calma dovuta.
Si produce infatti leptina, ormone che stimola adeguatamente tutte le altre funzioni ormonali, attivando gli aspetti positivi della personalità e migliorando il tono dell’umore.

A cura del Dott. Attilio Speciani, specialista in Allergologia e Immunologia clinica

  • Un esperto per amico




    Attilio Speciani


    Specialista in Allergologia e immunologia clinica

     

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    Prof. Alberto Luini


    Direttore della divisione di senologia dello IEO






    Tetsugen Serra


    Maestro Zen - Fondatore della Mindfulzen: la Via di Consapevolezza

     

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    Direttore del Servizio di Dermatologia dell'Ospedale di Inzago (MI)

     

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    Psicologo e Psicoterapeuta Cognitivista e Comportamentale

     

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    Claudio Belotti


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    Specialista in dermatologia e venerologia, Presidente della Fondazione IHRF in Milano.

     

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    Prof. Alessandro Nanussi


    Responsabile del Centro di Gnato-posturologia e dolore cranio-faciale, Osp. S. Gerardo, Clinica Universitaria della Milano-Bicocca. Past president della Società Italiana di Odontostomatologia dello Sport.

     

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    Mauro Castiglioni


    Farmacista Cosmetologo esperto in preparazioni Galeniche. Consigliere all'Ordine dei Farmacisti di Milano. Consigliere Nazionale SI.F.A.P. (Società Italiana Farmacista Preparatori






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