Consigli agli sportivi

postato da Nicoletta Carbone il 02.09.2015
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La pratica sportiva è salutare a livello cardiovascolare ma, soprattutto se praticata a livello più che amatoriale, espone il fisico ad una serie di rischi. Questi, se ben valutati, consentono di affrontare una pratica anche agonistica senza conseguenze apprezzabili. La protezione dell’apparato stomatognatico è spesso trascurata dagli atleti, interessati più al raggiungimento della prestazione assoluta che alla prevenzione degli effetti indesiderati che si possono manifestare in situazioni estreme.
Certamente tutte le patologie traumatiche dento-maxillo-facciali possono e devono essere prevenute soprattutto per coloro i quali svolgano attività nei cosiddetti “sport di contatto”.
Esiste una lunga lista di sport potenzialmente e/o certamente pericolosi. Fra questi citiamo il basket, la pallamano, le arti marziali, il rugby e il football americano, lʼhockey su prato, su ruote e su ghiaccio, gli sport motoristici, lo sci alpino (discesa e slalom), il pattinaggio, lo squash e, in buona misura, anche il calcio e il ciclismo (mountain bike inclusa).
Certamente tali traumi, che riguardano circa il 30% della popolazione sportiva, possono provocare esiti funzionali ed estetici che devono vedere un momento preventivo primario nella correzione ortodontica di tutte le situazioni anatomiche predisponenti, quali le 2° classi scheletriche e gli overjet oltre i 6 mm, ma che comunque vedono nellʼuso di protettori orali individuali lʼunico reale e sicuro mezzo di riduzione e/o annullamento del rischio di trauma e, in certi casi, anche un effetto migliorativo sulla prestazione agonistica.
Sono state valutate anche l’efficacia e il confort di dispositivi paradenti semi individuali preformati, adattabili alla bocca dell’atleta, che rappresentano un buon compromesso fra costo e beneficio, ben diversi dai presìdi “fai da te” di basso costo e difficile adattamento, che sono purtroppo ancora molto diffusi e non danno una protezione sufficiente.
Le caratteristiche di un efficace protettore orale sono la protettività specifica per ogni sport, l’ingombro minimo e la stabilità, la possibilità di garantire ottima fonazione e ventilazione, la caratterizzazione estetica, la valutazione personalizzata del rapporto cranio-mandibolare.
Quest’ultimo punto merita un inciso: in presenza di forti sollecitazioni psico-fisiche, come durante una competizione, ma spesso anche nella nostra stressante quotidianità, è importante che l’occlusione dentale ( cioè il contatto che si stabilisce fra le arcate dentarie) sia stabile e ben relazionato alla postura corporea, per evitare che eventuali disarmonie favoriscano la comparsa di disturbi che possano alterare lo stato di salute e la prestazione dello sportivo. Perciò un altro consiglio per chi pratica sport è quello di provvedere ad una visita presso uno specialista competente in materia, per sapere se la situazione di ciascuno sia idonea a sostenere intensa attività fisica, magari agonistica, e se sia il caso di correggere le possibili anomalie.
Infine un altro aspetto la cui importanza è sottovalutata è quello relativo alla biochimica della bocca, un ambiente le cui ampie capacità di auto-ripristinare le condizioni ottimali possono essere superate da stimoli aggressivi interni ed esterni.
Con la diffusione della pratica sportiva sono sempre più in voga bevande a base di elettroliti e carboidrati, il cui uso sarebbe finalizzato a compensare la disidratazione a cui va soggetto lʼatleta, associata a deplezione di sali minerali e del glicogeno muscolare e della glicemia, ritardando così lʼinsorgere della fatica e il calo della performance, fino alla cessazione dellʼesercizio.
Queste bevande sono utilizzate sia da atleti professionisti che amatoriali, e hanno generalmente un pH acido che risulta associato ad un elevato Potenziale Erosivo nei confronti del dente.
La perdita patologica di sostanza dentale per fattori chimici, tale è la definizione di erosione (Capozzi-Vallletta), è studiata nel suo rapporto con il consumo di bibite acide fin dal 1963 (Mannemberg), ma risulta significativamente presente anche in lavoratori che operano con acidi (galvanizzazione, placcature, lavorazione di cristalli, preparazione di bevande alcooliche) e in atleti che possono trovarsi esposti ad ambienti acidi, in particolare i nuotatori.
Il pH raccomandato per lʼacqua delle piscine varia fra 7,2 e 8, in alcuni studi sono stati rilevati pH molto bassi, fino a 2,7, il cui effetto sui tessuti duri del dente va a sommarsi alla diluizione dei fattori protettivi della saliva e agli effetti di una clorazione inadeguata delle acque (Tripodi).
Non va dimenticato che il potenziale Erosivo può manifestarsi anche nei confronti dei restauri metallici presenti nella bocca del paziente.
La letteratura concorda generalmente sulla necessità di riservare la massima attenzione nellʼosservare gli effetti derivanti dallʼuso o dallʼabuso dei cosiddetti sport drinks, pur presentando dati discordanti quando si tratti di rilevarne dati statisticamente significativi a livello clinico.
In effetti difficoltà compaiono già nel garantire un adeguato drinking regimen durante la ricerca in quanto la disponibilità dei soggetti a collaborare non sarebbe costante.
La multifattorialità della patogenesi non consente di monitorare tutti i parametri correlabili alla comparsa di erosione dentale, in quanto vi sono variabili connesse al tipo di bevanda assunta ma anche di alimentazione associata, alla modalità e quantità di assunzione della bibita, alla presenza di disidratazione del cavo orale durante lʼatto sportivo che influenza il flusso salivare e il potere tampone e di diluizione della saliva stessa , alla presenza di placca batterica (in alcuni casi è stata rilevata al di sotto dello strato di placca batterica un pH superiore a quello della bevanda !).
Inoltre molti atleti devono applicare sui denti presidi protettivi o gnato-ortopedici come paradenti e bites, la cui presenza in bocca complica ulteriormente lʼanalisi del rapporto fra bevande acide ed erosione. Si consideri infine anche la possibilità che , sotto intenso sforzo fisico, si verifichino rigurgiti acidi in particolare in soggetti già predisposti a reflusso gastro-esofageo.
In vitro lʼeffetto protettivo determinato dallʼaggiunta di calcio o fosfato negli sport drink è generalmente apprezzabile , ma queste saturazioni vanno in genere a scapito delle caratteristiche organolettiche del prodotto, determinando un sapore metallico sgradevole che mina ulteriormente la collaborazione dei volontari partecipanti allo studio e accentua la comparsa di valori non significativi nei test in vivo. Appare inoltre rassicurante il basso Potenziale Erosivo sviluppato da bevande a base di latte, proprio per la presenza di calcio nelle stesse. Lʼaggiunta di additivi finalizzati a ridurre lʼabbassamento del pH orale è comunque generalmente raccomandata, quanto meno per un principio di prudenza visto che tutti concordano sulla necessità di approfondire le ricerche in questo settore.
A livello di idoneità sportiva, gli stessi manuali di idoneità sportiva rivolti al Medico dello Sport rimarcano lʼimportanza dellʼispezione orale alla ricerca dei segni di abrasione ed erosione (spesso associate) che possono esporre a dolore acuto lʼatleta che pratichi sport aerei o dʼimmersione.
In particolare lʼarea erosa dello smalto, con esposizione di dentina sensibile, risulta particolarmente aggredibile dalla concentrazione di ossigeno nellʼaria respirata dalle bombole da sub, con il rischio di pulpite acuta e cronica che può disturbare lʼesercizio in modo anche grave,ma soprattutto rischia di “coprire” altri sintomi e segnali importanti (come la cefalea da ipercapnia) che il sommozzatore deve poter riconoscere come indicatori di una situazione di pericolo per la sua vita.
La letteratura concorda comunque, anche in quegli studi che non hanno rilevato
significativa associazione fra assunzione di bevande acide ed erosione, sulla necessità di esercitare atteggiamenti preventivi nei confronti dellʼabbassamento del pH orale, a maggior ragione perchè il consumo di sport drinks va ad associarsi spesso ad altri fattori di rischio: aggiunta di calcio e potassio nelle bevande, consumo di gomme, collutori, dentifrici atti a proteggere lo smalto, attenta analisi dellʼambiente praticato dallo sportivo, devono però associarsi ad un corretto approccio a queste bibite, spesso proposte a livello commerciale come panacee in grado di garantire una prestazione adeguata alle aspettative dellʼatleta (quando non addirittura paragonate allʼassunzione di frutta e verdura fresche) mentre spesso non sono stati neppure dimostrati
A cura di Alessandro Nanussi, Odontostomatologo

Consigli per mantenersi in forma anche in inverno

postato da Nicoletta Carbone il 29.12.2014
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Quante volte, in vista dell’estate, ci si pone l’obiettivo di mettersi a dieta e di svolgere più attività fisica? E quante volte questi stessi buoni propositi svaniscono durante l’inverno? Sembra, infatti, che la volontà di mantenersi in forma sia una prerogativa dei mesi estivi. Con l’arrivo della stagione fredda, invece, assorbiti dai numerosi impegni quotidiani, seguire uno stile di vita sano smette di essere una priorità e così spesso si gettano via i buoni risultati ottenuti durante l’estate. Eppure il nostro organismo merita di essere mantenuto in salute durante tutto l’anno, anche in inverno. Come fare? Si può partire dalla base con tre “regole d’oro”.

1. Fare colazione e curare l’alimentazione. Se durante le vacanze estive si prende l’abitudine di fare colazione è bene continuare anche d’inverno. Ovviamente, non bisogna intendere la classica colazione “all’italiana” con cappuccino e brioche, ma un pasto completo che offra al corpo le adeguate quantità di proteine, grassi e carboidrati, tra cui anche fibra solubile e insolubile. Anche la prima colazione, quindi, deve basarsi sullo schema del piatto unico che permette di fornire all’organismo i macro e i micro nutrienti di cui ha bisogno nelle giuste proporzioni. Si può scegliere per esempio frutta fresca, fiocchi di avena integrali e dello yogurt magro biologico o del latte di riso o di avena.

2. Svolgere una regolare attività fisica. Non ci sono scuse: anche d’inverno, ci si può allenare con regolarità. Se con il freddo  è più difficile fare degli sport all’aperto, è pur vero che esistono le palestre dove è possibile svolgere degli ottimi esercizi aerobici in alternanza a degli esercizi più incentrati ad aumentare la forza e la massa muscolare. Se, invece, non si ha la possibilità di recarsi in palestra, ci si può comunque allenare anche a casa. Due piccoli manubri, un materassino e una fitball possono essere sufficienti per fare un programma di allenamento completo.

3. Dormire bene. I benefici di una corretta alimentazione e dell’attività fisica possono essere annullati se non si cura anche il sonno. Secondo diverse ricerche, riposare correttamente avrebbe degli effetti positivi sulla prevenzione di malattie cardiache e dell’ipertensione. Abbiamo bisogno di 6-8 ore di sonno che devono essere dormite con regolarità perché il nostro ritmo biologico è sincronizzato con la luce e con il buio. Per favorire il sonno si può ricorrere a qualche tecnica di rilassamento come la meditazione o il training autogeno.

A cura del Dott. Filippo Ongaro

Sport contro la cellulite

postato da Nicoletta Carbone il 22.10.2014
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Oltre a una dieta equilibrata, in grado di depurare il fisico dalle tossine accumulate, per combattere la cellulite è necessario praticare con regolarità uno sport. L’attività fisica porta, infatti, ossigeno ai tessuti ed elimina rapidamente le tossine attraverso il sudore oltre, naturalmente, a tonificare i muscoli.

A cura del Dott. Antonino Di Pietro

Balla che ti passa

postato da Nicoletta Carbone il 24.01.2014
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Ballare è un’arte, un divertimento, un sogno, ma adesso anche una medicina. Per questo motivo vi sono interpreti di tutte le età, giovani e meno giovani, che lo scelgono per passione ma ultimamente anche per terapia! Infatti ballare i balli classici di coppia e soprattutto il tango argentino, oltre a favorire la socializzazione, a ridurre lo stress e a dare una carica emozionale posi t iva, migliora l a forza, il coordinamento e la stabilità del corpo! Quindi da un lato aiuta psicologicamente tutti coloro che a causa del loro carattere introverso (personalità tipo D) sono a rischio di sviluppare malattie cardiovascolari facendogli esternalizzare le emozioni, dall’altro riduce il rischio di cadute (causa principale di patologie traumatiche nel l’anziano) migliorando appunto la coordinazione e l’equilibrio. Quindi Il tango è un’attività sociale, divertente e piacevole ma può anche aiutare chi ha bisogno di partecipare a programmi di riabilitazione cardiovascolare ad accettare più volentieri questo impegno a lungo termine. E’stato dimostrato che ballare il tango argentino è un esercizio fisico paragonabile, in termini di consumo di ossigeno a una camminata a 3,5 km all’ora o a una lenta pedalata in bicicletta”.

A cura del Dott. Massimo Gualerzi

Protezione solare per uno sportivo estremo (montagna, vela, etc)

postato da Nicoletta Carbone il 31.07.2013
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Lo sportivo estremo necessita di protezioni estreme, soprattutto sul viso. Per cui deve ricorrere a creme a protezione totale, resistenti all’acqua e al vento: si trovano spesso nei negozi di attrezzature per sport (sci, sci alpinismo, vela, etc). Si tratta di prodotti waterproof, solitamente bianchi o colorati, che vanno applicati su naso, guance e labbra. Sulle restanti zone esposte, una crema a protezione totale. Poiché in barca a vela è vietato l’uso di prodotti untuosi, è opportuno ricorrere, per il corpo, a spray o emulsioni a protezione totale oil-free (privi di olii). La sera  la pelle va molto idratata con creme restitutive a base, per esempio, di burro di karitè.

A cura della Dott.ssa Riccarda Serri, Specialista in Dermatologia

Rene e sport

postato da Nicoletta Carbone il 26.07.2012
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Rene e sport

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Per il dopo – sport

postato da Nicoletta Carbone il 20.06.2012
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Avete appena terminato un’ora di sport. E’ estate e vi sentite accaldati, stanchi e assettati. Provate a prepararvi questa bibita rinfrescante e tonificate:
frullate 1 pesca tagliata a pezzetti con 100 ml di acqua naturale,
50 ml di succo limpido di mela (senza zucchero),
1 cucchiaio di mirtilli freschi,
alcune gocce di limone e 3 cucchiai di succo puro di carota (senza zucchero).
Se amate i sapori più esotici aggiungete un pizzico di cannella e di zenzero in polvere. Se non riuscite a rinunciare alle bollicine, sostituite l’acqua naturale con quella gasata.

A cura della Dott.ssa Paola Reverso, medico nutrizionista


Psicologia dello sport calcio (per chi lo ama e per chi lo detesta)

postato da Nicoletta Carbone il 07.06.2012
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Nella nostra società e nella nostra vita il gioco del calcio svolge numerose funzioni, che influenzano notevolmente sia gli amanti di questo sport, sia coloro che lo detestano. Innanzi tutto, possiamo prendere in considerazione la passione ampiamente condivisa, che consente di socializzare con gli altri in mille situazioni, e di effettuare azioni relazionalmente significative, tra le quali:

  1. Comunicazioni intense rapide, anche fra persone che si conoscono poco, e che trovano facilmente un argomento comune interessante, il quale può fungere da traino per eventuali ulteriori approfondimenti personali;
  2. Conversazioni tra amici e conoscenti, nelle quali il tema sport supporta emozioni di agonismo, competizione e cooperazione da poter poi generalizzare ad altri contesti: infatti ciascuno, in queste conversazioni, mostra i propri schemi mentali, etici ed emotivi;
  3. Spiegazioni tecniche e psicologiche che vengono scambiate, nelle quali ciascuno cerca di mostrare intelligenza, competenza e acume interpretativo, da reinvestire nell’interazione personale successiva, comunicando indirettamente le proprie strategie personali di pensiero e di condotta;
  4. Emozioni sociali generali attivate: agonismo-competizione per stabilire i criteri gerarchici, trionfo-sconfitta per condividere eventualmente sia il senso di supremazia che quello di abbattimento, e invidia-gelosia per il successo e il denaro ricco e improvviso al calcio connessi (ciò implica l’esposizione delle teorie personali generali sul successo, sul denaro, sul merito e sulle gerarchie di valori personali).

Ma anche la passione contestata consente numerose emozioni condivise ai detrattori e alle detrattrici del calcio, talvolta esprimibili in alcune affermazioni capaci di suscitare rapido consenso, quali ad esempio:

  • Avete visto che è tutto un imbroglio? (Implicazione: noi detrattori siamo più intelligenti);
  • Che noia quando i nostri compagni passano tutti i giorni a vedere partite e per di più a sentire sempre gli stessi commenti (Implicazione: noi detrattori abbiamo più interessi e siamo meno monotoni);
  • Date direttamente e indirettamente un sacco di soldi a persone che dovrebbero solo andare in galera! (Implicazione: noi detrattori siamo più bravi ad amministrare giustizia, tempo e risorse);
  • Piagnucoli per una sconfitta che magari è stata concordata a tavolino, ma sei un bambino! (Implicazione: gli adulti non dovrebbero appassionarsi a vedere calciatori milionari che giocano una partita che potrebbe essere truccata).

Sul piano individuale, poi, per molti il gioco del calcio può rappresentare sia un antidepressivo naturale che un fattore conoscitivo specifico, in grado di polarizzare interessi mentali ed emozioni potenti, mediati e condivisi dai giornali e dalla televisione: dalle azioni della squadra del cuore e dei suoi tifosi fino all’orgoglio patriottico nazionale. Per cui occuparsi di calcio può svolgere anche la funzione di allenamento alla comprensione delle interazioni tra persone e competenze, e quindi di decentramento cognitivo e di padronanza del comportamento, su molteplici livelli.

Intelligenze multiple, emozioni individuali, emozioni sociali, emozioni economiche, senso di giustizia e di ingiustizia subita, competenze tecniche, psicologia applicata e coesione nazionale: non c’è da meravigliarsi che intorno al calcio, pro o contro, si muovano le menti di milioni di persone. Occorre esserne consapevoli per:

  • Godere degli aspetti tecnico-agonistici, psico-sociali e anti-depressivi dello sport calcio, senza prenderli né prendersi troppo sul serio;
  • Sostenere e favorire, per quanto possibile a ciascuno, l’eliminazione dell’aspetto illegale che invece è serissimo;
  • Divertirsi a commentare uno sport come il calcio, pro o contro, che rappresenta comunque emozioni sociali rilevanti, diventando talvolta anche un’interessante metafora della vita.

A cura del Dott. Francesco Aquilar, psicologo e psicoterapeuta cognitivista e comportamentale, presidente dell’Associazione Italiana di Psicoterapia Cognitiva e Sociale (AIPCOS), Napoli.

Ispirazioni

postato da Nicoletta Carbone il 27.04.2012
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La vita, il mondo, la crisi ci chiede di essere straordinari per poter affrontare e vincere le sfide. Lo sport è così. La musica è così. Il lavoro è così. La politica (quella vera dei grandi leader è così). Chi sa affrontare e vincere grandi sfide ci ispira, ci emoziona.
L’atleta che supera la fatica o un avversario superiore, ci ricorda che possiamo andare oltre. Il musicista che suona in modo straordinario, ci emoziona. Il grande leader del business, che crea prodotti o aziende che cambiano la vita, ci ispira. I leader politici che cambiano le sorti di un paese (come è appena successo in Birmania) ci mostrano una nuova via.
Solo gli esseri umani possono fare grandi cose. Solo gli uomini sanno vedere a occhi chiusi oppure vedere quello che non esiste. È la visione, quello che c’è nella nostra mente, cuore e anima.
Abbiamo bisogno di uomini e donne che ci fanno vedere quello che non c’è. Soprattutto abbiamo bisogno di chi ci dice “andiamo a creare quel futuro che non c’è, facciamolo insieme, io sono con te”.
Di persone che hanno idee, che parlano, che ci dicono cosa fare (farlo noi senza di loro) ce ne sono tante, troppe.
Io penso che ce ne siano anche tante di quelle che fanno, magari senza parlare troppo. Le trovo al mattino presto in macchina verso il lavoro, negli asili a educare i nostri figli, nelle parrocchie di tutte le religioni a passare qualche valore, nei negozi a servire (che bel verbo!) i clienti con passione… sono ovunque!
Forse in mancanza di persone famose che ci indicano la via possiamo prendere in prestito quelle di altri paesi. Oppure possiamo guardarci intorno. Sono sicuro che nel tuo quartiere c’è un eroe o una eroina che è fonte di ispirazione. Nessuno metterà la sua foto sul giornale, nessuno farà un film sulla sua vita ma tu puoi imparare da questa persona.
Magari la prossima volta che aggiorni il tuo stato su Facebook potresti parlare di lei, anche in modo anonimo, senza dire il suo nome. Parla solo di quello che fa e di cosa ti ha insegnato. Chissà che l’ispirazione non diventi contagiosa.
Buona settimana ispirata.

A cura di Claudio Belotti, Coach

Quando i farmaci aiutano a sentire poco dolore ma fanno ingrassare

postato da Nicoletta Carbone il 21.03.2012
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In molti casi il dolore di schiena cronicizzato viene trattato con farmaci miorilassanti o antidepressivi e le persone che li usano scoprono di  crescere di peso nonostante facciano, magari, anche un po’ di attività fisica.
Questo è dovuto al fatto che la maggior parte dei farmaci che agiscono sull’umore provocano una condizione definita di “resistenza all’insulina”. In pratica, per ottenere lo stesso livello di energia, le persone mangiano senza accorgersene una maggiore quantità di carboidrati e zuccheri, e questo si traduce in un ingrassamento. Il problema in quel caso non è quello di sospendere il farmaco, i cui effetti farmacologici spariscono nel giro di circa un mese, ma cambiare le abitudini che per anni hanno accompagnato l’uso del farmaco (saltare la prima colazione, mangiare dolcetti tra un pasto e l’altro o di notte davanti al televisore).

E’ indispensabile programmare un’attività fisica aerobica quotidiana, una distribuzione dei pasti che preveda una prima colazione molto ricca, l’uso di cibi prevalentemente integrali e il corretto abbinamento di carboidrati e  proteine nel singolo pasto per iniziare a invertire la tendenza. Il tempo necessario per recuperare la condizione di partenza può variare dai sei ai docici mesi e la determinazione nel riprendere il contatto e il controllo con il proprio corpo è uno degli elementi discriminanti per farlo.

A cura del Dott. Attilio Speciani, specialista in Allergologia e Immunologia clinica

  • Un esperto per amico




    Attilio Speciani


    Specialista in Allergologia e immunologia clinica

     

    www.eurosalus.com





    Prof. Alberto Luini


    Direttore della divisione di senologia dello IEO






    Tetsugen Serra


    Maestro Zen - Fondatore della Mindfulzen: la Via di Consapevolezza

     

    www.mindfulzen.it

     

    www.monasterozen.it





    Prof. Antonino Di Pietro


    Direttore del Servizio di Dermatologia dell'Ospedale di Inzago (MI)

     

    www.antoninodipietro.it





    Dott. Francesco Aquilar


    Psicologo e Psicoterapeuta Cognitivista e Comportamentale

     

    www.aipcos.org





    Claudio Belotti


    Coach

     

    www.claudiobelotti.it





    Luigi Sutera


    Consulente d'immagine






    Giuseppe Alfredo Iannoccari, Ph.D.


    Presidente Assomensana

     

    www.assomensana.it





    Alessandra Rigoni


    Medico Chirurgo specialista in odontoiatria e ortodonzia a Milano






    Dott. Luca Avoledo


    Naturopata ed esperto di ecologia del corpo, nutrizione e salute naturale.

     

    www.lucaavoledo.it

     

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    Dott. Fabio Rinaldi


    Specialista in dermatologia e venerologia, Presidente della Fondazione IHRF in Milano.

     

    www.studiorinaldi.com





    Prof. Alessandro Nanussi


    Responsabile del Centro di Gnato-posturologia e dolore cranio-faciale, Osp. S. Gerardo, Clinica Universitaria della Milano-Bicocca. Past president della Società Italiana di Odontostomatologia dello Sport.

     

    www.studiodentisticonanussicoraini.it





    Prof. Marco Temporin


    Medico Chirurgo. Specialista in Igiene e Medicina Preventiva.

     

    www.marcotemporin.it





    Daniele Belloni


    Insegnante di yoga, scrittore e giornalista

     

    www.spazioshanti.org





    Mauro Castiglioni


    Farmacista Cosmetologo esperto in preparazioni Galeniche. Consigliere all'Ordine dei Farmacisti di Milano. Consigliere Nazionale SI.F.A.P. (Società Italiana Farmacista Preparatori






    Andrea Fratter


    Ricercatore, Cosmetologo ed esperto di Nutraceutica
    Docente presso la Scuola Internazionale di Medicina Estetica, SIME di Roma e presso il Corso di Perfezionamento in Farmacia e Farmacologia Cliniche dell’Università di Padova






    Dott.ssa Adele Sparavigna


    Dermatologa a Milano e Monza
    Direttore ricerche cliniche Istituto Derming

     

    www.adelesparavigna.it





    Raffaella Cicogna


    Body&Mind Coach

     

    www.raffaellacicogna.com





    Carlo Cazzaniga


    Artigiano - Artista

     

    https://cutcarlocazzaniga.net/
    artigianeide.wordpress.com





    Ines Seletti


    Presidente Ass. Adas Fidas Parma - Consigliera Ass. Fidas Nazionale con delega alla comunicazione e alle nuove tecnologie - Consigliera Ass. Futura Parma

     

    www.fidas.it

     

    www.adasfidasparma.it


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