Smettere di fumare in gruppo, ovvero l’unione fa la forza

postato da Nicoletta Carbone il 17.12.2012
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Il gruppo è uno dei metodi più utilizzati per supportare coloro che vogliono smettere di fumare. Proviamo a capire perché il gruppo può essere così utile nella disassuefazione dal fumo e quali sono le sue caratteristiche.

Il gruppo è in generale una dimensione congeniale all’essere umano: nel lavoro come nel resto della nostra vita il contesto gruppale è una costante sempre presente. Il gruppo infatti offre l’opportunità di diventare consapevoli dei ruoli che abbiamo e degli ostacoli che incontriamo nel rapportarci con gli altri; forse, più di tutto, in gruppo impariamo a non fare della nostra mente un monolite statico, ma un apparato flessibile e aperto grazie alla mediazione e identificazione con altri esseri umani diversi da noi.

Entriamo ora nel merito di cosa significa smettere di fumare in gruppo. È ormai noto che il fumo costituisce una vera e propria dipendenza ma, a differenza di quanto è avvenuto per altre forme di dipendenza, non sempre è riconosciuto quanto lo smettere possa indurre difficoltà psicologiche anche significative. Ed è proprio sugli aspetti psicologici che il gruppo può venire in aiuto: il mettere in comune differenti stili di vita (e “di fumo”) può facilitare attraverso le esperienze degli altri il cambiamento delle proprie opinioni e atteggiamenti, quindi anche il fare passi importanti come smettere di fumare e mantenere questa decisione. Questo soprattutto in virtù dell’opportunità che il gruppo offre di usare la “pressione positiva” dei compagni per incoraggiare i cambiamenti difficili da affrontare: nel gruppo è possibile l’esplorazione di aspetti di sé non conosciuti e la possibilità di riconoscerli e di riappropriarsene, per esempio gli alibi dietro cui spesso ci si nasconde per continuare a fumare, così come la comprensione che non si è soli o unici a sentirsi in difficoltà. Due i principali “requisiti”per una partecipazione fruttuosa al gruppo: il rispetto per le opinioni, le sensazioni e gli atteggiamenti dei compagni e il desiderio di dare il proprio contributo.

Un’altra caratteristica importante è il tempo: i gruppi per la disassuefazione da fumo sono solitamente di breve durata (7-8 incontri), così che si crei la tensione ad ottimizzare il più possibile gli incontri e i partecipanti possano mobilitare delle risorse che in una situazione più “comoda” non sarebbero state messe in campo. D’altra parte l’utilità di questo lavoro si protrae anche oltre il periodo di terapia vera e propria, poiché all’interno del gruppo si creano spontaneamente dei legami duraturi tra i partecipanti che diventano un’importante risorsa  per il supporto a lungo termine e la prevenzione delle ricadute.

Ecco infine una bella sintesi di una partecipante a uno dei nostri gruppi: “Il gruppo mi ha dato tante cose: il senso di appartenenza e condivisione di un progetto, lo scambio di suggerimenti ed esperienze, l’esempio di chi è riuscito a smettere prima di me, la condivisione dei problemi, ma forse, più di tutto, il non sentirmi sola a percorrere questo percorso”.

A cura della Dott.ssa Elena Munarini (Psicologa) e del Dott. Roberto Boffi (Pneumologo), Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano

Le sigarette elettroniche

postato da Nicoletta Carbone il 09.11.2012
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Vi sono in commercio due differenti tipi di sigarette elettroniche (e-cig): quelle senza e quelle con nicotina, che nel secondo caso può però essere assorbita in quantità non ancora ben determinate. Secondo Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) queste sigarette non possono ad oggi essere definite né efficaci né sicuramente innocue, sia che il loro vapore venga inalato attivamente sia che lo si faccia passivamente stando di fronte a chi le sta usando in quel momento. Infatti, in attesa che vengano completati tutti gli studi necessari per verificare se funzionano davvero, l’OMS ha preferito sconsigliare precauzionalmente l’uso di questo tipo di strumento, dichiarando che nessuna prova scientifica dimostra per ora che la sigaretta elettronica aiuti concretamente a smettere di fumare. Ma, soprattutto, le sostanze che vengono aspirate possono essere pericolose quasi come quelle contenute nelle sigarette normali. Analisi condotte dalla Food and Drug Administration (l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici), infatti, hanno scoperto nel liquido delle cartucce di alcune e-cig, oltre alla nicotina, tracce di diversi principi attivi dannosi. Infine, un altro grosso limite oltre ai dubbi sulla salute dovuti all’uso delle sigarette elettroniche è che esse mantengono la gestualità e l’inalazione così care ai fumatori, rischiando così di perpetuare indefinitamente il gesto fino allo “sfinimento” e alla conseguente resa.

A cura del Dott. Roberto Boffi, Pneumologo dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano

Cosa fare se vostro figlio adolescente fuma?

postato da Nicoletta Carbone il 08.05.2012
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Se vi accorgete che vostro figlio ha fumato, per prima cosa mantenete la calma, non è il caso di spaventarsi: la curiosità fa parte del normale sviluppo e inspirare il fumo di una sigaretta è un’esperienza quasi irrinunciabile per gli adolescenti. Queste prime sigarette di solito non piacciono per niente e il fumo inspirato risulta il più delle volte pungente e di odore nauseante. A rigor di logica, ci si dovrebbe fermare qui, dopo queste prime esperienze negative, ma spesso non è così.

Prima di tutto è bene ricordare che l’adolescenza è un periodo particolare: l’adolescente infatti ha alcuni importanti passi evolutivi da compiere, tra i quali l’inserimento in un contesto sociale, la costruzione di un’immagine di sé realistica e soddisfacente e quindi la distinzione dalla propria famiglia che avviene attraverso una fase di scontro, cui seguirà, una volta maturate le differenze, un riavvicinamento.
Detto ciò, che cosa si può fare?

  1. Imparare a conoscere e capire i motivi per cui si comincia a fumare. Quali possono essere?
  • Disagio personale
  • Far parte del gruppo
  • Imitazione del comportamento abituale nel proprio ambiente
  • Imitazione degli idoli
  • Pubblicità delle sigarette
  1. Parlare del fumo con vostro figlio
  • Se anche voi fumate (o fumavate), difficilmente le vostre motivazioni saranno le stesse di vostro figlio, quindi mettevi in ascolto evitando di fidarvi a priori della vostra opinione: questo aiuterà a far emergere, se ci sono, le problematiche di vostro figlio.
  1. Informare vostro figlio
  • che la nicotina contenuta nel fumo di tabacco  risulta gradevole ai fumatori e perciò è ricercata sempre di nuovo e sempre più spesso, e che da ciò può generarsi una dipendenza dalla quale non è facile liberarsi
  • che le sostanze dannose contenute nel fumo delle sigarette possono essere estremamente nocive. Che, ad esempio, il monossido di carbonio si sostituisce all’ossigeno e in tal modo sottrae all’organismo il nutrimento necessario
  • che la forma fisica peggiora già in età giovanile per gli effetti di monossido di carbonio e delle altre sostanze tossiche
  • che non volete che vostro figlio fumi, perché per voi è importante che sia libero da sostanze che creano dipendenza. Il fatto che eventualmente anche voi  fumiate non costituisce un impedimento al fatto che vi possiate impegnare assieme a vostro figlio perché mantenga la sua libertà dal fumo. Se poi voi desiderate smettere di fumare, provateci!
  1. Fare un patto con vostro figlio… Voi avanzate una proposta concreta, che potrebbe ad esempio presentarsi così: le prime tre sigarette nella vita di vostro figlio non sono un argomento su cui discutere, mentre dalla quarta se ne discute con i genitori. Ecco alcune questioni:
  • Perché ha fumato la sigaretta?
  • Chi gliel’ha offerta?
  • Ha accettato volentieri o si è sentito costretto ad accettare?
  • Gli è piaciuta la sigaretta?
  • Come evitare situazioni nelle quali si è “costretti” a fumare?
  • Vostro figlio pensa che fra due anni continuerà a fumare?

Se fornite una motivazione chiara del perché volete metterlo in guardia contro il fumo, allora potete conquistare la sua fiducia e rendere accettabile il vostro aiuto e il vostro appoggio. Affrontate l’argomento senza moralismi, considerate l’aiuto che date a vostro figlio perché rimanga libero dal fumo un impegno il cui unico scopo è evitare una dipendenza.
A cura del Dott. Roberto Boffi e della Dott.ssa Elena Munarini, Pneumologo e Psicologa del Centro Antifumo dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano

Come smettere di fumare senza ingrassare

postato da Nicoletta Carbone il 15.03.2012
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Come conviene agire se decido di smettere?

Per fortuna il nostro corpo è una macchina strepitosa che ci ripaga immediatamente delle cure che gli prestiamo. Se il tabacco aveva tolto peso significa che di quel peso il corpo aveva bisogno, quel che possiamo fare è di renderglielo in termini di salute e non di grasso. Se è vero che come calorie la variazione è abbastanza esigua, bastano piccole modifiche:

- ridurre, NON ELIMINARE, la porzione del primo o del pane di 30 g

-ridurre, NON ELIMINARE, la frequenza di assunzione settimanale di alcuni alimenti pieni di calorie e di grassi inutili, come i formaggi o gli insaccati o i dolciumi a 2-3 volte a settimana; utilizzare come snack barrette, gallette di riso o di mais, crackers di riso o grissini all’acqua; se si ha “voglia di dolce” scegliere il cioccolato (meglio fondente, 20-30 g) o una torta fatta in casa con l’uvetta o il cacao o la frutta

-aumentare l’assunzione di verdura cruda o cotta a piacimento e di frutta, macedonie o spremute che saziano e riempiono il vuoto lasciato dalla sigaretta ed essendo ricche di vitamine “riparano” i tessuti danneggiati. La quantità perfetta è di circa 600 g di verdura o frutta, più ci si avvicina a questo target, meglio è!

-bere tanta acqua, bere per “lavare” via le scorie che si “appiccicano” dove non devono, ma anche per tamponare il senso di vuoto

-aumentare il movimento, 20-30 minuti di cammino, ad esempio tornando da scuola scendere 1-2 fermate prima dai mezzi, o fare le scale di casa o della metropolitana a piedi.

Può esservi utile sapere che il consumo calorico della camminata si può calcolare con questa formula:
kcal = 0,5 x kg x km

Ed utilizzare invece questa formula per la corsa:

kcal = k x kg x km (k è una costante variabile tra 0,8 e 1,2 che si può assimilare a 1)

Le scale poi sono una formidabile sollecitazione per il cuore e per i muscoli di cosce e glutei, sono tutte piccole azioni che si possono compiere senza grande fatica e che moltiplicate nel tempo (vale in senso “virtuoso” lo stesso ragionamento di prima), fanno la differenza tra chi riesce a mantenere il peso e chi tende ad aumentare.
Fate il calcolo su 20-30 minuti di attività e moltiplicatelo per una media di 5 volte alla settimana…Vedrete che numeri!

Per ultima, una cosa importantissima. Se vi sembra di avere più fame è importantissimo capire se la fame è reale o “di testa”… Volete sapere come si distinguono?

La fame fisiologica:
1) viene almeno tre ore dopo un pasto

2) se si aspetta passa dopo circa 15-20 minuti
Per soddisfarla è bene scegliere alimenti salati semplici con pochi grassi (meno di 5 g/100 g) come pane, fette integrali, gallette, grissini all’acqua, in modo da non sollecitare troppo il rilascio di insulina che come sapete “stocca” il cibo nei depositi, non soddisfacendo in modo adeguato la sazietà.

La fame “di testa”:
1) viene quando vuole
2) non è placata da nulla, prima viene voglia di un frutto, poi una merendina, poi uno yogurt, due biscotti e sembra non avere fine! Cibo chiama cibo, ma il cibo riempie solo un sacchetto che è lo stomaco e non riempie la testa che non si sazia mai in modo soddisfacente.Il carburante del corpo è il cibo, ma quello della testa…è altro!
Allora che senso ha mettere in bocca cibi a sproposito?
Si può iniziare scegliendo meglio, ad esempio invece che cinque biscotti (50 g = circa 230 kcal) mangiare un frutto  (200 g = 70 kcal) e finire col telefonare a un amico o a leggere qualcosa di allegro.

L’importante è capire dove si è e non lasciarsi attirare in luoghi pericolosi, ma essere consapevoli che conoscendo come vanno le cose si può trovare la strada giusta da soli o con l’aiuto di persone competenti.

A cura del Dott. Roberto Boffi e della Dott.ssa Barbara Ballestra, Pneumologo e Dietologa del Centro Antifumo dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano

Un menu-tipo per una giornata da non fumatore

postato da Nicoletta Carbone il 05.10.2011
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Colazione:
caffé (da evitare almeno nelle prime settimane se si è abituati ad associarlo alla sigaretta), tè, orzo o latte di riso, con qualche biscotto possibilmente senza zucchero, muesli o pane integrale e marmellata senza zucchero

Spuntini:
frutta fresca, frutta secca, cioccolato fondente, gallette di riso, carote, semi di girasole, tè verde

Pranzo:
verdura di stagione, pasta o cereali in chicco con legumi, pesce (vongole, tonno, ecc) o pesto

Cena:
verdura di stagione, pesce, carne bianca e legumi; non più di una porzione a settimana di formaggi, carni rosse e salumi.

A cura del Dott. Roberto Boffi, Pneumologo dell’Istituto Nazionale dei tumoiri di Milano

5 buoni motivi per dire basta per sempre alle sigarette

postato da Nicoletta Carbone il 07.06.2011
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1. Smettere di fumare aiuta a conoscere se stessi. Può capitare ad esempio che dopo un periodo di astinenza dal tabacco in cui pensavi di avercela fatta rincominci a fumare. Non ti scoraggiare perché le ricadute fanno parte di questo processo: dai fallimenti e dalle ricadute si può imparare molto, perché possono essere delle risorse per conoscere meglio le tue debolezze e quindi per affrontarle e vincerle al prossimo “round”.

2. Guarda sempre l’alternativa alla sigaretta, pensa che tutto si può fare senza fumo e spesso lo si può fare anche meglio!

3. Se ci pensi, ti accorgerai che fumare è spesso il modo più semplice per riempire i momenti noiosi o ‘vuoti’ della giornata. Se hai deciso di smettere di fumare, utilizza il tuo tempo libero per fare le cose che maggiormente ti piacciono: ascolta della musica, leggi il giornale, chiama un amico, oppure, semplicemente, impara a riposarti!

4. Scopri l’altra metà della luna, ovvero impara a conoscere la specie “non fumatori”: la pausa caffè in ufficio, una festa di sera possono diventare occasioni per scoprire che ci si rilassa e ci si diverte anche senza sigaretta. Hai mai pensato a quante occasioni perse mentre eri fuori a fumare?

5. E infine…PREMIATI! Concediti qualcosa di bello a intervalli regolari come premio per la tua impresa – dopo la prima settimana, dopo la seconda, dopo la quarta, e così via. Puoi anche calcolare la somma di denaro che stai risparmiando e spenderla per farti dei regali, come un cd o un libro dopo la prima settimana, o una vacanza dopo i primi sei mesi. Pensa al fatto che non avresti potuto concederti queste soddisfazioni se avessi continuato a fumare. Goditi queste belle cose e sii contento di te stesso!

A cura del Dott. Roberto Boffi, Pneumologo dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano

  • Un esperto per amico




    Attilio Speciani


    Specialista in Allergologia e immunologia clinica

     

    www.eurosalus.com





    Prof. Alberto Luini


    Direttore della divisione di senologia dello IEO






    Tetsugen Serra


    Maestro Zen - Fondatore della Mindfulzen: la Via di Consapevolezza

     

    www.mindfulzen.it

     

    www.monasterozen.it





    Prof. Antonino Di Pietro


    Direttore del Servizio di Dermatologia dell'Ospedale di Inzago (MI)

     

    www.antoninodipietro.it





    Dott. Francesco Aquilar


    Psicologo e Psicoterapeuta Cognitivista e Comportamentale

     

    www.aipcos.org





    Claudio Belotti


    Coach

     

    www.claudiobelotti.it





    Luigi Sutera


    Consulente d'immagine






    Giuseppe Alfredo Iannoccari, Ph.D.


    Presidente Assomensana

     

    www.assomensana.it





    Alessandra Rigoni


    Medico Chirurgo specialista in odontoiatria e ortodonzia a Milano






    Dott. Luca Avoledo


    Naturopata ed esperto di ecologia del corpo, nutrizione e salute naturale.

     

    www.lucaavoledo.it

     

    www.studiodinaturopatia.it





    Dott. Fabio Rinaldi


    Specialista in dermatologia e venerologia, Presidente della Fondazione IHRF in Milano.

     

    www.studiorinaldi.com





    Prof. Alessandro Nanussi


    Responsabile del Centro di Gnato-posturologia e dolore cranio-faciale, Osp. S. Gerardo, Clinica Universitaria della Milano-Bicocca. Past president della Società Italiana di Odontostomatologia dello Sport.

     

    www.studiodentisticonanussicoraini.it





    Prof. Marco Temporin


    Medico Chirurgo. Specialista in Igiene e Medicina Preventiva.

     

    www.marcotemporin.it





    Daniele Belloni


    Insegnante di yoga, scrittore e giornalista

     

    www.spazioshanti.org





    Mauro Castiglioni


    Farmacista Cosmetologo esperto in preparazioni Galeniche. Consigliere all'Ordine dei Farmacisti di Milano. Consigliere Nazionale SI.F.A.P. (Società Italiana Farmacista Preparatori






    Andrea Fratter


    Ricercatore, Cosmetologo ed esperto di Nutraceutica
    Docente presso la Scuola Internazionale di Medicina Estetica, SIME di Roma e presso il Corso di Perfezionamento in Farmacia e Farmacologia Cliniche dell’Università di Padova






    Dott.ssa Adele Sparavigna


    Dermatologa a Milano e Monza
    Direttore ricerche cliniche Istituto Derming

     

    www.adelesparavigna.it





    Raffaella Cicogna


    Body&Mind Coach

     

    www.raffaellacicogna.com





    Carlo Cazzaniga


    Artigiano - Artista

     

    https://cutcarlocazzaniga.net/
    artigianeide.wordpress.com





    Ines Seletti


    Presidente Ass. Adas Fidas Parma - Consigliera Ass. Fidas Nazionale con delega alla comunicazione e alle nuove tecnologie - Consigliera Ass. Futura Parma

     

    www.fidas.it

     

    www.adasfidasparma.it


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