La felicità possibile nella società delle incertezze multiple

postato da Nicoletta Carbone il 17.12.2015
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Mio nonno ha combattuto nella Grande Guerra del 1915-18, lasciandomi una magnifica lunga testimonianza, in uno scritto autografo, di quei fatti terribili e in parte eroici; i miei genitori hanno vissuto, da adolescenti o poco più, la Seconda Guerra Mondiale, e mi hanno raccontato di quanto fu tremenda, dei bombardamenti subiti a Napoli dagli Alleati, e di come era la vita nel circondario in cui si rifugiarono da sfollati. Eppure vivevano in un’incertezza che sembra minore di quella vissuta oggi da molte persone. Più di quindici anni fa, due straordinari sociologi, Zygmunt Bauman e Richard Sennett, hanno espresso con saggezza profetica quel che stava avvenendo e quel che stava per accadere alle vite degli occidentali. Fin da allora, Bauman ha descritto la nostra società occidentale come “la società dell’incertezza”, in cui tutto può succedere e niente è dato per scontato e meno che mai per sicuro; mentre Sennett ha dimostrato come le tre parole d’ordine di un certo capitalismo, ovvero flessibilità, rischio e mobilità, possano condurre ad una “corrosione del carattere” delle persone, tale da poter condurre in alcuni casi ad un totale disorientamento. Entrambi hanno poi sviluppato nel tempo le loro geniali idee sociologiche, trovando conferme negli avvenimenti oltre che nelle ricerche.
Difatti, oggi ci troviamo di fronte a cambiamenti epocali che continuano a svilupparsi a velocità supersonica, in diversi ambiti:
1) Nelle vita romantica, con una frequente incertezza sentimentale che può rivoluzionare all’improvviso anche le esistenze apparentemente ben stabilizzate;
2) Nella vita sociale, con crisi lavorative, disoccupazione ricorrente, paura economica, mancanza di speranza nel futuro, impossibilità di fidarsi di istituzioni consolidate, come i partiti politici o le banche;
3) Nella vita sanitaria, con la spending review che costringe a spendere molti più soldi di prima in visite mediche e farmaci o analisi o esami non più pagati dallo stato;
4) Nella vita di relazione, con gli smartphone in tasca che ci connettono continuamente ai lontani e ci distraggono gravemente dai vicini, che comunque restano le persone più importanti, ma che spesso non si riesce più a coltivare come sarebbe necessario.

Inoltre, la minaccia di un terrorismo persino più imprevedibile di quello vissuto dagli italiani negli anni di piombo, modifica non solo il quotidiano ma anche le apparentemente banali aspettative di una vacanza ogni tanto, per la legittima paura di aumentare i rischi di trovarsi coinvolti in un attacco armato imprevedibile e a cui è impossibile resistere. Gli effetti psicologici di tutto questo possono diventare vieppiù angoscianti, con un circolo vizioso senza aiuti, anche perché per alcune persone, relativamente agiate fino al 2008, anno in cui è esplosa la crisi economica, persino la spesa della psicoterapia personale è diventata insostenibile, e si trovano a dover rinunciare a volte anche a questa fondamentale possibilità di incremento delle abilità personali, oltre che di risoluzione di specifici problemi psicologici. Quale felicità allora è possibile, in questa situazione? Una volta che assumiamo che non abbiamo controllo sui processi giganti che avvengono “sopra” di noi, e che comunque possiamo offrire in diverse forme il nostro contributo per far andare meglio le questioni sociopolitiche, dal punto di vista psicologico è possibile incrementare i tre aspetti della felicità identificati dallo psicologo Michael Argyle, vediamo come:
1) Appagamento: anche essere felici richiede impegno. Per sentirsi appagati occorre saper riconoscere ed esprimere adeguatamente le proprie emozioni e svolgere almeno un’attività significativa, nella quale trovare appagamento. Se non se ne trova a sufficienza nella prima attività scelta, si può puntare sulla seconda e vedere come va, e così via. Senza arrendersi.
2) Gioia: anche la gioia richiede impegno. Ad esempio nella scelta delle attività per il tempo libero o per il quotidiano dopo il lavoro, conviene selezionare le attività (e le persone) che siano fonte di gioia, utilizzando anche il vecchio precetto del profeta Qoèlet: “Lavora saggiamente e duramente dall’alba al tramonto, ma dopo il tramonto mangia, bevi e fai festa!”. Ma con chi faccio festa? E cosa faccio quando non ho la forza di far festa? E quando sento di non aver niente da festeggiare? Se questi pensieri sono ricorrenti occorre un aiuto psicoterapeutico, senza vergogna, o almeno qualche buon libro di auto-aiuto psicologico.
3) Assenza di angoscia: anche ridurre l’angoscia richiede impegno. E riconoscere le emozioni mettendole in relazione con le situazioni ricorrenti e con le azioni fatte. L’angoscia spesso è collegata ad emozioni non riconosciute o ad esperienze traumatiche non elaborate. Anche in questo caso occorre, se non bastano dei buoni libri di auto-aiuto, un lavoro psicoterapeutico. Inoltre, per evitare la legittima angoscia da preoccupazioni per la salute, occorre restare in contatto adeguato con il proprio medico.

Due libri per saperne di più: 1) Francesco Aquilar, Riconoscere le emozioni. Esercizi di consapevolezza e psicoterapia cognitiva. Con canzoni psicoterapeutiche, Franco Angeli; 2) Francesco Aquilar e Mauro Galluccio, La negoziazione internazionale come processo psicologico, Franco Angeli.

A cura del Dott. Francesco Aquilar, psicologo e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale a Napoli, Presidente dell’Associazione Italiana di Psicoterapia Cognitiva e Sociale (AIPCOS)

Scelte facili e scelte difficili a settembre in 40 minuti

postato da Nicoletta Carbone il 24.09.2015
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Per molte persone il ritmo delle vacanze estive e della ripresa settembrina è cambiato negli ultimi anni. Il tempo delle vacanze si struttura ormai tendenzialmente in più periodi brevi, spesso scadenzati durante l’anno, piuttosto che su un’interruzione lunga tutta insieme, dalla quale era più difficile riadattarsi all’andamento quotidiano normale.  Tuttavia ciò che non è cambiato è la sensazione che l’anno reale ricominci a settembre, con tutto il corteo di buoni propositi e di voglio cambiare la mia vita in meglio. Nella maggioranza dei casi, comunque, i buoni propositi spariscono il primo ottobre, e tutto ritorna come prima. Per poi voler cambiare di nuovo a dicembre, dimenticarsene a gennaio, e ricominciare a voler cambiare il negativo della vita a fine agosto dell’anno successivo. Niente di male, abbiamo imparato ad essere compassionevoli con noi stessi, però.. se si potesse davvero riorganizzarsi in meglio a settembre..

Cominciamo dalle 6 scelte che sembrano facili: 1) migliorare il proprio stile di vita; 2) dedicare più tempo alle persone care; 3) fare un po’ di attività fisica; 4) mangiare meglio; 5) stare di più con gli amici veri;  6) coltivare con più costanza le proprie passioni. E’ una parola! Lo dico ogni anno e non l’ho mai fatto veramente per più di 15 giorni. Forse è meglio rinunciare, o forse le scelte facili diventano facili solo se abbiamo già fatto delle scelte difficili, da cui quelle facili derivano di conseguenza. Potrebbe essere questo il motivo per il quale non riusciamo a fare le scelte facili, perché sono rese impossibili da scelte difficili che ancora non abbiamo fatto. E quali sarebbero? Sono nascoste nelle 4 aree che ora prendiamo in esame e da cui possiamo cercare di farle uscire in maniera indiretta:

  1. Amore romantico: Rubiamo 10 minuti alla nostra giornata per fare un check della nostra relazione romantica, se ne abbiamo una attualmente. E l’azione da fare è una sola: esaudiamo un desiderio vero che l’altra persona ci comunica da sempre e che finora non abbiamo mai eseguito. Se attualmente non abbiamo una relazione romantica andiamo direttamente ai punti successivi, che renderanno più probabile poterla costruire a breve;
  1. Amore familiare: Rubiamo altri 10 minuti alla nostra giornata per fare un check delle relazioni familiari. A chi vogliamo bene? Diciamoglielo subito, con una brevissima telefonata o con un messaggino. Se non vogliamo bene a nessun familiare, andiamo ai punti successivi.
  1. Cura di sé: Rubiamo altri 10 minuti alla nostra giornata per fare un check del rapporto con noi stessi. E scriviamo velocemente su un foglio le cose di noi che ci piacciono, quello per cui siamo orgogliosi di noi stessi. Se non ci piace niente di noi stessi andiamo al punto successivo.
  1. Lavoro (o studio o ricerca di lavoro). Rubiamo altri 10 minuti alla nostra giornata, e sono 40 minuti in tutto, per domandarci che cosa amiamo del nostro lavoro (o del nostro studio, o del nostro periodo di ricerca del lavoro) e scriviamolo velocemente, d’impulso. Se scriveremo solo parolacce, cancelliamole con due tratti di penna e poi sforziamoci di trovare qualcosa che ci piace in questo (ad esempio, la collega attraente di un ufficio orribile o il bidello dell’università; oppure, poterci alzare un po’ più tardi se siamo inoccupati).

Tutto qui. Poi possiamo con un diverso stato d’animo programmare le 6 scelte facili, di cui parlavamo all’inizio, e sarà più probabile riuscirci.

A cura del Dott. Francesco Aquilar, psicologo e psicoterapeuta a Napoli, presidente dell’Associazione Italiana di Psicoterapia Cognitiva e Sociale (AIPCOS), Napoli.

“Aiuto! Non so decidere”: psicologia delle scelte quotidiane

postato da Nicoletta Carbone il 28.02.2012
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Ogni giorno facciamo molte scelte e prendiamo molte decisioni: alcune hanno durata breve e importanza limitata, altre invece definiscono per tempi molto lunghi la nostra attività, le nostre relazioni e le cose che faremo quotidianamente. I processi di scelta, per questo, rappresentano una fondamentale area per il benessere psicologico individuale, e per i significati della vita di ciascuno di noi.
Ma come si fa a scegliere senza pentirsene? A volte restiamo incerti, rimandiamo le decisioni, ci struggiamo nel dubbio, e magari alla fine facciamo la scelta sbagliata. Sono tre le abilità che dobbiamo coltivare per decidere senza pentircene:
1) Competenza cognitiva, che ci consente di identificare accuratamente e velocemente i pro e i contro di ogni possibilità, e di mettere le possibilità in ordine logico di importanza per noi;
2) Competenza emotiva, che ci consente di personalizzare le scelte rispetto alla nostra unica individuale modalità di pensare e di sentire, differenziandoci da quello che farebbe qualsiasi altra generica persona, perché noi siamo noi, unici e irripetibili;
3) Competenza negoziale, che ci aiuta a trovare soluzioni di compromesso gioioso e senza perdenti, consentendoci di trovare alternative nuove e creative che consentano di contemperare più esigenze cognitive ed emotive apparentemente inconciliabili.
Tutte e tre le competenze richiedono una buona capacità immaginativa, cioè devo essere in grado di prefigurarmi mentalmente come sarà la mia vita dopo ciascuna eventuale scelta, e saper mettere in paragone le tre immagini mentali ed emotive che ne conseguono.
Questo processo diventa più facile se ne parliamo con una persona che reputiamo più saggia o più esperta di noi, e che ci aiuti a vedere la realtà da più punti di vista, inclusi quelli che tenderemmo a trascurare. Inoltre, occorre tener presente che la variabile più determinante è quella delle emozioni: che cosa proveremmo con un lavoro piuttosto che un altro, con un partner piuttosto che con un altro, con una macchina piuttosto che con un’altra, vivendo in una città piuttosto che in un’altra.
Nei casi più problematici, occorre svolgere una psicoterapia, preferibilmente di tipo cognitivo (si veda: Aquilar et al., Psicoterapia dell’anoressia e della bulimia; Aquilar & Pugliese, Psicoterapia cognitiva della depressione; Aquilar, Psicoterapia dell’amore e del sesso;  Aquilar, Le donne dalla A alla Z;  Aquilar, Riconoscere le emozioni, tutti editi dalla Franco Angeli); in quelli più lievi si può provare a compilare il seguente schema, per valutare se dopo questo tipo di analisi la gerarchia tra le possibilità diventa più chiara:

ALTERNATIVA
Scelta 1: ……. 
Scelta 2: …….
Scelta 3: …….

PRO
Scelta 1: ……. 
Scelta 2: …….
Scelta 3: …….

CONTRO
Scelta 1: ……. 
Scelta 2: …….
Scelta 3: …….

EMOZIONI POSITIVE IMMAGINATE
Scelta 1: ……. 
Scelta 2: …….
Scelta 3: …….

EMOZIONI NEGATIVE IMMAGINATE
Scelta 1: ……. 
Scelta 2: …….
Scelta 3: …….

Infine, può essere utile aggiungere per ciascuna scelta il costo previsto in caso di errore e le possibilità di tornare indietro. Se due scelte avessero alla fine lo stesso profilo, stiamo tranquilli: vuol dire che vanno bene entrambe.

A cura del Dott. Francesco Aquilar, psicologo e psicoterapeuta cognitivo e comportamentale, presidente dell’Associazione Italiana di Psicoterapia Cognitiva e Sociale (AIPCOS), Napoli.

Fare le cose importanti

postato da Nicoletta Carbone il 27.10.2011
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Se non sei saggio rischi di passare la maggior parte del tuo tempo a fare le cose urgenti ma non quelle importanti. Le ricerche ci dicono che abbiamo una mole di attività che supera il 110% del nostro tempo, è impossibile fare tutto! Fare le cose importanti è più efficace (elimina molte urgenze) e porta più risultati e più soddisfazione. Tutti lo sappiamo ma farlo è difficile.

Ecco 5 semplici domande che ti puoi fare per capire se l’attività che hai nella lista è importante o no.

1. Quali sono i vantaggi nel fare questa cosa?
Come detto alla giornata “Obiettivi!” le persone di successo si chiedono spesso “ne vale la pena?” Il gioco vale la candela? Più sono i vantaggi e ovviamente più è importante fare la cosa, attenzione pensa ai vantaggi a medio/lungo termine non solo a breve.

2. Cosa succederebbe se non la facessi?
Gli esperti  in PNL riconosceranno il modello linguistico. Se le conseguenze sono minime o nulle allora non è così importante! Lo è nella tua mente o forse è solo un’abitudine da eliminare.

3. Qual è il vero obiettivo?
Oppure quali sono i motivi per farlo? Cosa vuoi veramente?

4. Come mi sentirò quando avrò fatto?
Spesso nei corsi spiego che bisogna sempre pensare a come ti sentirai dopo.Ricordi l’esempio che faccio spesso del trasloco? Se pensi a come starai bene nella casa nuova ti viene voglia di imballare, se pensi a tutte le cose da fare non ti viene voglia per nulla. Non solo se sai che alla fine non starai bene capisci che non è una cosa da fare!

5. L’attività è legata ai miei valori, missione, identità?
Questa è tosta come domanda, soprattutto per chi non ha idea dei suoi valori/missione/identità.
Se la risposta è no, forse è il caso di rimandare se è si mettiti in modo immediatamente!

Sono solo 5 semplici domande ma se ti abitui a fartele ti cambieranno la vita, te lo assicuro!

A cura di Claudio Belotti, Coach

Felicità

postato da Nicoletta Carbone il 14.09.2011
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Che cosa è la felicità? Che cosa ci rende felici?

Ci sono tre errori che gli adulti fanno sulla felicità:

1) Dire a se stessi “sarò felice quando …”. La felicità non è una obiettivo che si ottiene nel futuro quando ottieni qualcosa o quando hai fatto qualcosa. O sei felice o non lo sei. “Un giorno” non arriva mai. Se non riesci ad essere felice adesso con quello che sei e con quello che hai non lo sarai nemmeno in futuro. Ovviamente avrai come tutti i tuoi momenti ma se aspetti il giorno che … aspetterai per tutta la vita.

2) Cercare di rendere felici gli altri per essere felice tu. Non funziona. Gli altri hanno la loro storia, le loro menate, problemi, modi … Peggio ancora aspettare che altri rendano felice te. Il trucco è fare il contrario, sii felice e condividi al tua felicità e vedrai che funziona.

3) Usare standard valutativi sbagliati come la tv, le riviste, i condizionamenti sociali o ricevuti da altri. Definisci la tua felicità, non potrai mai essere felice con modi altrui.

In poche parole la felicità è un prodotto che viene da dentro non da fuori. È uno stato mentale, una decisione che si deve allenare e coltivare tutti i giorni.

Il modo migliore è essere grati. Un ospite dell’Oprah show disse che tiene un Diario della Gratitudine, ogni sera prima di andare a letto scrive 5 cose di quel giorno di cui è grato. Non cose in generale come la vita, i figli eccetera ma di quel preciso giorno. Posso essere cose piccole come un buon caffè o grandi come una promozione ma devono essere di quel giorno. Per averne 5 tutti i giorni si deve stare attenti e cercare sempre anche nelle brutte giornate.

Ci sono due buone ragioni per essere felice. La prima è totalmente materialistica. Le persone felici hanno una produttività di risultati superiore del 56% rispetto agli “infelici”. La seconda è che si vive meglio.

A cura di Claudio Belotti, Coach

Le scelte e la primavera

postato da Nicoletta Carbone il 02.05.2011
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In primavera, in medicina cinese, viene attivata una linea energetica che si chiama Shao Yang. Essendo il termine Yang intraducibile (si tratta di una coppia Yin Yang omnicomprensiva è Yin il buio e la notte quando è Yang la luce ed il giorno) ricordiamo solo la traduzione di Shao che significa giovane. Potremmo dire insomma che in primavera viene attivata la linea energetica del “giovane giorno”, della “giovane luce”. Questa linea energetica è la “linea delle scelte”, la linea che permette di “prendere una direzione” (sia essa nella vita come nell’ attività lavorative che nel mondo emozionale). Tutto questo per dire che in questo periodo della vita, in questa fase dell’ anno è necessario (o meglio è utile) operare quelle scelte che prima avevamo rimandato. Scegliere significa “prendere” una direzione. Ed è una direzione che sentiamo dentro. Quindi prima di tutto prendere il tempo per “ascoltarsi” e poi scegliere. E sopratutto – poi – non avere rimpianti.

A cura del Dott. Corradin, Medico Chirurgo, Docente di Fitoterapia energetica e agopuntura.

  • Un esperto per amico




    Attilio Speciani


    Specialista in Allergologia e immunologia clinica

     

    www.eurosalus.com





    Prof. Alberto Luini


    Direttore della divisione di senologia dello IEO






    Tetsugen Serra


    Maestro Zen - Fondatore della Mindfulzen: la Via di Consapevolezza

     

    www.mindfulzen.it

     

    www.monasterozen.it





    Prof. Antonino Di Pietro


    Direttore del Servizio di Dermatologia dell'Ospedale di Inzago (MI)

     

    www.antoninodipietro.it





    Dott. Francesco Aquilar


    Psicologo e Psicoterapeuta Cognitivista e Comportamentale

     

    www.aipcos.org





    Claudio Belotti


    Coach

     

    www.claudiobelotti.it





    Luigi Sutera


    Consulente d'immagine






    Giuseppe Alfredo Iannoccari, Ph.D.


    Presidente Assomensana

     

    www.assomensana.it





    Alessandra Rigoni


    Medico Chirurgo specialista in odontoiatria e ortodonzia a Milano






    Dott. Luca Avoledo


    Naturopata ed esperto di ecologia del corpo, nutrizione e salute naturale.

     

    www.lucaavoledo.it

     

    www.studiodinaturopatia.it





    Dott. Fabio Rinaldi


    Specialista in dermatologia e venerologia, Presidente della Fondazione IHRF in Milano.

     

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    Prof. Alessandro Nanussi


    Responsabile del Centro di Gnato-posturologia e dolore cranio-faciale, Osp. S. Gerardo, Clinica Universitaria della Milano-Bicocca. Past president della Società Italiana di Odontostomatologia dello Sport.

     

    www.studiodentisticonanussicoraini.it





    Prof. Marco Temporin


    Medico Chirurgo. Specialista in Igiene e Medicina Preventiva.

     

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    Daniele Belloni


    Insegnante di yoga, scrittore e giornalista

     

    www.spazioshanti.org





    Mauro Castiglioni


    Farmacista Cosmetologo esperto in preparazioni Galeniche. Consigliere all'Ordine dei Farmacisti di Milano. Consigliere Nazionale SI.F.A.P. (Società Italiana Farmacista Preparatori






    Andrea Fratter


    Ricercatore, Cosmetologo ed esperto di Nutraceutica
    Docente presso la Scuola Internazionale di Medicina Estetica, SIME di Roma e presso il Corso di Perfezionamento in Farmacia e Farmacologia Cliniche dell’Università di Padova






    Dott.ssa Adele Sparavigna


    Dermatologa a Milano e Monza
    Direttore ricerche cliniche Istituto Derming

     

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    Raffaella Cicogna


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    Carlo Cazzaniga


    Artigiano - Artista

     

    https://cutcarlocazzaniga.net/
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    Ines Seletti


    Presidente Ass. Adas Fidas Parma - Consigliera Ass. Fidas Nazionale con delega alla comunicazione e alle nuove tecnologie - Consigliera Ass. Futura Parma

     

    www.fidas.it

     

    www.adasfidasparma.it


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