Spazi e tempi per dormire e mangiare

postato da Nicoletta Carbone il 02.07.2013
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A proposito di piacere, di cui abbiamo parlato nella rubrica scorsa, anche il riposo è un’occasione di piacere. Andare a dormire ci permette di ricaricare le pile e non possiamo farne a meno, se non per qualche giorno, altrimenti il nostro sistema va in tilt.

Molti soffrono d’insonnia o di disturbi legati al sonno: al di là di cause organiche, o di eventi che ci creano ansia sul piano emozionale e per i quali è bene chiedere aiuto a degli esperti, è importante ottimizzare le condizioni per un riposo ottimale, dedicandogli un certo numero di ore. Possiamo essere abituati a fare tardi la sera e ad alzarci presto al mattino, ma non pensiamo di poter durare a lungo se non concediamo al nostro corpo le pause fisiologiche di cui ha bisogno.

Impariamo anche a dare importanza, in casa, allo spazio in cui dormiamo. Per riposare bene abbiamo bisogno di un materasso sul quale il nostro corpo si senta a suo agio, di un cuscino che vada bene per appoggiarci la testa, e di uno spazio sufficiente per muoverci. Non tutti dormiamo allo stesso modo: c’è chi si muove poco nel sonno e può stare in uno spazio molto piccolo, ma c’è chi ha bisogno di poter stendere e muovere spesso gambe e braccia e di occupare un “territorio” maggiore. Ed è importante tenerne conto, ha a che fare anche con la nostra personalità. Le posizioni che assumiamo durante il sonno sono importanti e in alcuni casi possono essere più adatte al riposo di altre. Per esempio dormire su un fianco, sul destro o sul sinistro, può essere meglio che dormire sulla pancia o sulla schiena, se non abbiamo una situazione di assoluta comodità e benessere per la nostra colonna vertebrale.

Un forte elemento di stress nelle nostre giornate è legato al fatto che abbiamo ritmi sempre più serrati, al punto da dimenticare di prenderci delle pause fisiologiche per i momenti clou della nostra giornata. Uno di questi è ovviamente il momento dedicato al cibo, quindi i tre pasti fondamentali della giornata – la piccola colazione, il pranzo e la cena – sono anche momenti che segnano un ricarico delle nostre batterie. Quindi è importante dedicare all’alimentazione la dovuta attenzione ma, al di là di come e cosa mangiamo, è importante dedicare un tempo adeguato ai nostri pasti.

Non dobbiamo, per esempio, considerare il pranzo di mezzogiorno – quello che spesso facciamo fuori casa, e che si situa all’interno della nostra giornata lavorativa – come un “obbligo” da espletare in fretta, perché ci distoglie da quello che stiamo facendo, oppure utilizzarlo per continuare a lavorare, o addirittura farlo mangiando seduti davanti al computer, senza nemmeno sgranchirci, uscire, prendere una boccata d’aria. Il pranzo, come qualsiasi altro pasto, merita attenzione: una sosta, un momento di stacco, una pausa di consapevolezza, perché ne va davvero del nostro benessere generale.

A cura di Alessandra Callegari, Counselor, esperta di bioenergetica e formatrice

Le “smorfie” antistress

postato da Nicoletta Carbone il 15.02.2013
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Per molti di noi la vita professionale è legata a una sorta di sedentarietà forzata: spesso dobbiamo restare fermi, seduti di fronte a un computer, per ore e ore, in condizioni di pressoché totale immobilità. In queste condizioni è importante prendersi degli spazi, anche di pochi minuti, per dare al nostro corpo la possibilità di rimettersi in moto e far fluire l’energia, perché altrimenti arriviamo a sera e facciamo davvero fatica non solo a sciogliere le tensioni muscolari, ma anche a godere del nostro tempo libero e della nostra vita di relazione.

Abbiamo già visto che molleggiarsi attivamente anche solo per un minuto è già un buon modo per attivare l’energia e sciogliere un po’ di tensioni. Ma quando muoviamo il corpo per rilassarlo, spesso ci dimentichiamo della testa e soprattutto del viso. In realtà può essere una fonte di grande benessere attivare la circolazione muovendo la muscolatura facciale. Come? Facendo le smorfie.  Forse all’inizio ci sembrerà strano e sarà difficile farlo perché ci sentiremo un po’ ridicoli. Ma se ci lasciamo andare ci possiamo riuscire.

È importante agire sul distretto inferiore del viso, e in particolare sulla mandibola, permettendoci di aprire il più possibile la bocca. Dopo averlo fatto per un minuto o due, chiudiamo gli occhi e ci ascoltiamo, sentiremo che tutta la pelle e la muscolatura del viso sono più vive e la circolazione del sangue è attivata. Sentiremo una sorta di formicolio sulla pelle, che può essere molto piacevole. Volendo, possiamo rifarlo lasciare uscire i nostri suoni, possibilmente lasciando anche uscire la lingua e muovendola.

Facciamo questo esercizio tutti i giorni: è un buon modo per mantenere il viso più rilassato, più disteso, meno teso e rigido. Anche gli occhi risulteranno più energetici e brillanti. E può essere un’occasione per prendersi un po’ in giro e divertirsi.

Possiamo provare a farlo, tra l’altro, quando siamo in automobile: forse non proprio in mezzo alla città o davanti al semaforo (qualcuno potrebbe vederci… e la cosa potrebbe risultare imbarazzante), ma se siamo su delle strade secondarie, fuori città, in tangenziale o in autostrada, proviamo. E vediamo l’effetto che fa.

A cura di Alessandra Callegari, Counselor, esperta di bioenergetica, formatrice

Per rilassarti: fai un bel respiro profondo

postato da Nicoletta Carbone il 08.04.2011
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Seduti o in piedi, purché in posizione confortevole, inspira lentamente e profondamente, cercando di espandere al massimo l’addome e il torace, tenendo però fermi il collo e le spalle. Trattieni il respiro contando fino a cinque e poi espira lentamente fino a che l’addome e il torace non sono svuotati e tornano nella posizione originaria.
All’inizio può essere utile mettersi di fronte ad uno specchio, per controllare la postura e il movimento. Quando ti senti più sicuro, prova a tenere gli occhi chiusi. Concentrati sul rilassamento di tutti i muscoli.
Ad ogni respiro, pensa ad una parte del tuo corpo che progressivamente si distende e lascia scivolare la tensione, dalla testa fino alla punta dei piedi.
Al primo respiro, si rilassa la fronte, al secondo gli occhi, poi le guance, la mascella, il collo, le spalle, le braccia, le mani, le gambe, i piedi.
Sciogli le mani e i piedi, muovendo mollemente anche le dita. Continua fino a che non sei completamente disteso. Quando ti senti a posto, apri gli occhi, e goditi la sensazione di leggerezza. 10 minuti tutte le mattine aiutano a recuperare la capacità polmonare e a ridurre il bisogno di fumare.

A cura del Dott. Roberto Boffi, Pneumologo dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano

  • Un esperto per amico




    Attilio Speciani


    Specialista in Allergologia e immunologia clinica

     

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    Prof. Alberto Luini


    Direttore della divisione di senologia dello IEO






    Tetsugen Serra


    Maestro Zen - Fondatore della Mindfulzen: la Via di Consapevolezza

     

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    Direttore del Servizio di Dermatologia dell'Ospedale di Inzago (MI)

     

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