Percorso anti stress – 5° lezione

postato da web il 22.03.2017
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Ciao, ecco il nostro ultimo allenamento. Come sempre puoi leggere e implementare o ascoltare il podacast sul mio sito www.raffaellacicogna.com.
Potrai utilizzare tutti gli esercizi da soli oppure combinandoli fra loro, scegliendo quelli che ti sono più piaciuti o che ti hanno portato maggiore benessere. Buon Relax!

Prenditi 5 minuti. Programma il timer, silenzia il cellulare, siediti in posizione comoda con la schiena eretta e le spalle aperte ma non rigide. Chiudi gli occhi e focalizzati sul tuo intento che è rilassare lasciare andare le tensioni nel collo e testa:

1 – Inspira ed espira profondamente 5 volte. Metti la tua attenzione sul tuo corpo e rilassa gli sforzi e le tensioni che hai accumulato.
2 – Muovi la testa da destra a sinistra. Inspira andando verso una direzione espira verso l’altra. 10 volte
3 – Dalla posizione eretta port ail mento verso il petto espirando. 10 volte (se il mento non arriva a toccare il petto fai quello che riesci, gradatamente migliorerai).
4 – Porta l’orecchio destro verso la spalla destra espirando. 10 volte (fai attenzione a non alzare la spalla ne a torcere il collo)
5 – Porta l’orecchio sinistro verso la spalla sinistra espirando. 10 volte
6 – Contrai gli occhi inspirando e rilascia espirando. 10 volte
7 – Contrai la bocca inspirando e rilascia espirando. 10 volte
8 – Apri e chiudi le mani velocemente. 20 volte
9 – Ora passa le mani sul viso con un movimento che va dal centro verso le orecchie lentamente. Inspira quando le mani sono sul tuo viso, espira quando vanno verso i lati. 5v
Ora passa le mani dalla attaccatura del capelli verso il collo fino alle clavicole. Ispira quando sei sulla tua testa, espira durante il movimento. 5v.
Rilassati sulla sedia e riposa.

Mi auguro che queste settimane di allenamento abbiano portato maggiore benessere nella tua vita di tutti i giorni. Rilassarsi non vuole dire perdere la tensione verso un obiettivo, piuttosto significa raggiungere lo stesso senza uno spreco inutile di energie.

A cura di Raffaella Cicogna

Percorso anti stress – 4° lezione

postato da web il 08.03.2017
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Lo stress comprime e ci rende rigidi. Impariamo questa settimana a ritrovare flessibilità.
Se oltre a leggere l’allenamento vuoi farti guidare dalla mia voce puoi andare sul mio sito e ascoltare i tuoi allenamenti in podcast. Buon relax.

Settimana 4

Prenditi 5 minuti. Programma il timer, silenzia il cellulare, siediti in posizione comoda con la schiena eretta e le spalle aperte ma non rigide.
Chiudi gli occhi e focalizzati sul tuo intento che è lasciare andare la rigidità.

1 – Inspirando ed espirando prendi consapevolezza di tutto il tuo corpo.

2Procedura di contrazione e rilassamento di tutto il corpo
Sii adesso consapevole dei tuoi piedi
Contraili più che puoi continuando a respirare
Rilassali e respirando lascia andare ogni tensione.

Sii adesso consapevole delle tue gambe
Contraile più che puoi continuando a respirare
Rilassale e respirando lascia andare ogni tensione

Sii adesso consapevole del tuo bacino e natiche
Contrai queste aree più che puoi continuando a respirare
Rilassa e respirando lascia andare ogni tensione

Sii adesso consapevole del tuo ventre
Contrailo più che puoi continuando a respirare
Rilassalo e respirando lascia andare ogni tensione

Sii adesso consapevole del tuo petto e spalle
Contrai la zona più che puoi continuando a respirare
Rilassa e respirando lascia andare ogni tensione

Sii adesso consapevole delle tue braccia e mani
Contraile più che puoi continuando a respirare
Rilassale e respirando lascia andare ogni tensione

Sii adesso consapevole del tuo collo e viso
Contraili più che puoi continuando a respirare
Rilassa e respirando lascia andare ogni tensione

Appoggiati allo schienale, stiracchiati se ne hai bisogno e respira.
Senti il tuo corpo e come hai recuperato flessibilità e morbidezza. Senti se questo esercizio ha fatto bene anche al tuo stato d’animo.

Raffaella Cicogna  - Mind&body coach  - Insegnante del Metodo Grinberg®

Il benessere comincia in casa

postato da Nicoletta Carbone il 10.07.2013
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Per come è strutturata la vita oggi, soprattutto in città, viviamo poco la casa e per alcuni finisce con essere solo una sorta di dormitorio, un posto da dove usciamo presto al mattino e dove torniamo la sera tardi. Perché possa essere un vero spazio di benessere è importante che facciamo di tutto per godere della nostra casa, che sia davvero a nostra misura, ovvero un ambiente “domestico” e gradevole, in cui ritrovarci.

Ognuno ha un proprio modo di entrare in risonanza con l’ambiente. Se la nostra casa è in ordine o disordinata, se è piena di soprammobili oppure arredata in modo essenziale, se ha le pareti coperte di quadri oppure vuote: tutto questo dice molto del nostro modo di essere e di vedere la vita. E a volte abbiamo bisogno di rivoluzionare l’ambiente in cui viviamo: modificare la posizione dei mobili, cambiare i colori degli arredi, aggiungere o togliere oggetti può essere un buon modo per esprimere un cambiamento interiore, l’esigenza di espandersi o manifestare le nostre emozioni.

La casa è in contatto con i nostri sensi. A cominciare dalla vista, che ovviamente vibra rispetto alla luce, che sia quella del giorno, del sole, o che sia artificiale. Luce e ombra modificano la nostra condizione di attività e di riposo influendo sul sistema neurovegetativo e quindi è importante essere consapevoli di come filtra, raggiunge i vari angoli delle stanze, si riflette sulle superfici.

Come si creano quelle zone di luce e di ombra che sono fondamentali per il nostro vivere quotidiano e per la psiche? Cerchiamo di “sentire” se amiamo una casa in cui vedere il cielo e far entrare la luce a fiotti, se preferiamo grandi finestre e vetrate, magari senza tende, o addirittura senza tapparelle né imposte, così che la luce naturale entri in casa fin dal mattino… Oppure siamo di quelli che con la bella stagione chiudono le imposte perché preferiscono una casa in penombra?

E anche di sera, quando torniamo a casa dopo una giornata di lavoro, spesso abbiamo bisogno di vedere zone d’illuminazione diverse: da quelle che illuminano gli angoli, ad altre che possono creare una luce più drammatica, come spot decisi che fanno emergere alcuni punti particolari, o addirittura di colori diversi: arancio, più carezzevole e calda, o blu più fredda. Anche il colore degli ambienti è fondamentale: spesso abbiamo bisogno di sentirci accolti da un certo colore, perché ci dà una particolare vibrazione, mentre in altri casi preferiamo un colore neutro; in certi momenti della vita desideriamo una casa colorata e in altri preferiamo uno spazio bianco, più dilatato.

Il benessere della nostra casa è dato anche dai vuoti e dai pieni. Ci sono ambienti che sentiamo troppo pieni, come in certe case in cui si accatastano mobili e oggetti, in una modalità quasi museale, e altri che ci colpiscono per la loro essenzialità quasi zen, le pareti nude, nessun oggetto o soprammobile. La percezione del “troppo” pieno o vuoto dice molto di noi, così come è importante sentire quali oggetti vogliamo tenere in casa, visibili da chi ci entra, e che parlano di noi all’esterno, quali invece sentiamo più privati e teniamo in camera piuttosto che in soggiorno.

Anche l’udito è coinvolto nel nostro vivere quotidiano e quindi l’accompagnamento sonoro della casa è importante. Al di là dei rumori o dei suoni che possono entrare dall’esterno – e sui quali possiamo intervenire fino a un certo punto, ma che possiamo “tener fuori” con una buona insonorizzazione e con i doppi vetri – durante la giornata possiamo alternare momenti di silenzio ad altri in cui ascoltare musica, radio o televisione: cerchiamo di capire se abbiamo bisogno di un pieno o di un vuoto anche dal punto di vista sonoro, perché anche questo ci permette di conoscerci di più e di darci benessere.

Un altro senso importante è l’olfatto: tornare a casa, aprire la porta e sentire un odore buono, amorevole, può influire molto sul nostro umore. Odori e profumi, al di là di quelli che emergono dalla cucina, possono essere legati all’uso di piante e fiori, ma anche di incensi e candele.

Mentre il tatto è stimolato dai materiali che scegliamo: nel contatto dei piedi nudi sul pavimento è ben diverso sentire il legno piuttosto che il marmo, così come è diverso sedersi su poltrone in pelle o di velluto. Ci piacciono le lenzuola di seta o di cotone? Vogliamo finestre adorne di tende e drappi, oppure preferiamo la massima trasparenza e finestre sgombre con orizzonti liberi, senza filtri? E che dire dei mobili? Il classico legno, con tutte le declinazioni possibili di stili e di epoche, oppure la leggerezza dell’alluminio, piuttosto che la trasparenza del vetro?

A cura di Alessandra Callegari, Counselor, esperta di bioenergetica e formatrice

Sette mini-consigli di benessere per goderci la primavera

postato da Nicoletta Carbone il 25.03.2013
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E se decidessimo di goderci la primavera malgrado tutto? Cominciamo dalle banalità: c’è più luce, più profumi, più possibilità di stare fuori da casa e dall’ufficio, più supporto della natura all’ottimismo. Proviamo a cercare qualche buon consiglio di primavera nella psicologia e nella sapienza. Senza la paura di dire a noi stessi cose apparentemente trite e ritrite, quando servono, o di riscoprire l’acqua calda. L’acqua calda, infatti, è utilissima!

1.      Lavorare per vivere. Il profeta Qoélet suggeriva una interessante strategia di azione: lavora seriamente e giustamente dall’alba al tramonto, ma dopo il tramonto mangia, bevi e fa’ festa. Altrimenti, potremmo aggiungere, non avrai la forza né fisica né mentale di lavorare saggiamente e duramente il giorno dopo.

2.      Scherzare per ridere. Prendere le distanze mentali da ciò che ci sta intorno ci aiuta a vedere la realtà più nitidamente, e in più l’umorismo (che non sia sarcasmo, che non sia rassegnazione, che non sia auto-compatimento) ci unisce agli altri, ci fa sentire meno soli, ci abbassa la tensione fisica e mentale. Ridiamo insieme agli altri senza sentirci in colpa!

3.      Sperare per creare. Alleniamo una speranza intelligente, anche in questo caso prendendoci un tempo per le relazioni personali non competitive, ma cooperative e compassionevoli (non solo verso gli altri ma anche verso noi stessi). Neutralizzando le idee nefaste che ci bloccano, come il vecchio modo di dire: “Chi campa di speranza disperato crepa”. Cancelliamo questo e altri modo di dire depressivogeni dal nostro dialogo interno!

4.      Uscire per esplorare. Va benissimo usare Internet per avere informazioni sul mondo e sulle persone, ma incontrarsi personalmente è un’altra cosa, ed esplorare il mondo con tutti e cinque i sensi risveglia la mente e suggerisce nuove idee. Esplorare significa anche non lasciarci catturare dalla preoccupazione allarmata.

5.      Pensare per risolvere. Se abbiamo un problema, possiamo decidere di dedicare un quarto d’ora al giorno a pensarci, non tutto il tempo che abbiamo. Se una soluzione c’è, in un quarto d’ora ci verrà in mente. Se la soluzione non c’è, è inutile affannarci. Vuol dire che abbiamo bisogno di più tempo e di più informazioni, che solo il tempo potrà fornirci.

6.      Emozionarsi per sentirsi vivi. Non c’è bisogno di emozioni estreme, ma di una frequente possibilità di cimentarci con emozioni diverse e condivise, a parole e a gesti, con gli altri significativi e con sconosciuti che sembrano comprensivi. Rimuginare a vuoto e da soli non ci aiuta.

7.      Parlarsi per capirsi. Proviamo a smettere di discutere con chi non sembra voler capire, e cerchiamo con pazienza certosina le persone, che sono tante, che desiderano veramente scambiare opinioni e idee senza preconcetti e senza presumere di aver ragione da soli senza bisogno di confronto. E cerchiamo di parlare con noi stessi come parleremmo con un caro amico: senza auto-accusarci, con atteggiamento benevolo e incoraggiante. La primavera può essere un buon momento per far pace con noi stessi.

A cura del Dott. Francesco Aquilar, psicologo e psicoterapeuta cognitivista e comportamentale, Twitter: @FrancescAquilar

Torniamo un po’ bambini

postato da Nicoletta Carbone il 07.01.2013
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Vogliamo rilassarci? Proviamo a farlo recuperando un po’ della flessibilità, della spontaneità, della giocosità da bambini… che purtroppo da adulti abbiamo perso.

Utilizziamo un materassino  o un tappetino poggiato sul pavimento. Ci mettiamo sdraiati sulla schiena, sentiamo come stiamo in questa posizione e cominciamo a sollevare le ginocchia, appoggiando i piedi sul materassino. Ricordiamoci sempre di respirare nella maniera più libera possibile, anche se non ci focalizziamo sul respiro ma sul movimento, il più ampio possibile. Appoggiamo la mano sinistra sul ginocchio sinistro e la destra sul destro, e cominciamo a massaggiarci la schiena, sentendo che possiamo avvicinare le ginocchia al petto e massaggiare la parte più alta della schiena, oppure allontanarle da noi e massaggiare la zona lombare.

Cerchiamo di essere creativi, chiudiamo gli occhi e abbandoniamoci alle sensazioni che possono emergere in questo movimento, utilizzando le ginocchia come una sorta di timone per muovere il corpo ed esplorare lo spazio, in una modalità sempre più ampia e più libera. Tirando su le gambe, muovendo i piedi, allargando le ginocchia e le gambe, avvicinandole e allontanandole, facendo la bicicletta, sbattendo i piedi, andando a fare emergere quella spontaneità che avevamo da piccoli, quando ci trovavamo in questa posizione e giocavamo con il nostro corpo.

Proviamo a recuperare la capacità di esplorare lo spazio intorno a noi proprio come facevamo da bambini: abbiamo perso questa modalità creativa di conoscere la realtà attraverso il corpo, che è di fatto il nostro contatto con il mondo, tramite i cinque sensi. Il tatto è collegato a tutta la superficie del corpo e nel contatto della pelle con l’aria stiamo utilizzando questo senso: l’esplorazione dello realtà circostante con il movimento nello spazio diventa un modo per conoscerci. Facciamolo prendendoci il tempo per “sentire” quello che stiamo facendo: ogni tanto ci fermiamo, chiudiamo gli occhi e sentiamo come stiamo.

Tiriamo su le gambe, muoviamoci utilizzando di nuovo le ginocchia e sentiamo che cosa cambia se in questa esplorazione dello spazio aggiungiamo la voce, cominciando a emettere dei suoni vocalici simili a quelli che potrebbe emettere un bambino piccolo. Può sembrare strano all’inizio, ma proviamo ad abbandonarci, come se ci “cullassimo” con dei suoni bambineschi.

La prima volta che facciamo un esercizio di questo genere è possibile che ci sentiamo ridicoli, perché abbiamo perso, diventando adulti, la capacità di contattare la spontaneità e la semplicità di quando eravamo bambini. Ma fare questo esercizio può esserci molto utile per vedere i nostri pudori da adulti e per verificare come, nel momento in cui ci permettiamo di farlo, poco per volta possiamo entrare in uno spazio di maggiore consapevolezza di noi stessi. E poi, di nuovo, ci abbandoniamo sul materassino e sentiamo come stiamo. Se la prima volta sarà difficile, la seconda un po’ meno, la terza un po’ meno ancora…

Un’altra modalità spontanea di usare il corpo come facevamo da bambini può essere quella di abbracciare un cuscino e sentire, con gli occhi chiusi, che possiamo utilizzarlo per “darci” qualcosa – un po’ come la coperta di Linus – recuperando, anche in questo caso, una modalità infantile di giocare con il corpo. Possiamo anche immaginare di abbracciare noi stessi, e questo gesto può essere molto nutriente. Diamoci il permesso di sperimentare posizioni diverse con il cuscino: tenendolo per aria, con le gambe, con le braccia, utilizzandolo come modo per esprimere la nostra spontaneità. Qualsiasi cosa ci venga da fare, va bene così. E alla fine possiamo rimanere in posizione fetale, su un fianco, e goderci per un po’ la possibilità di abbracciare noi stessi.

A cura di Alessandra Callegari, Counselor, esperta di bioenergetica, formatrice

E’ meglio vivere in città o in campagna? Il cervello non ha dubbi!

postato da Nicoletta Carbone il 19.07.2011
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Spesso si discute se meglio vivere in città o in campagna e per sostenere le diverse tesi si fa riferimento a diversi fattori, quali la qualità dell’aria, dei servizi, dell’offerta culturale e sociale ecc. Su questi temi difficilmente ci si mette d’accordo, poiché ciascuno ha le proprie preferenze. Se la domanda la facciamo al nostro cervello, però, avrebbe pochi dubbi sulla risposta.

Vivere in città comporta un elevato stato di attivazione di molte funzioni cerebrali: attenzione (attraversare la strada, guidare nel traffico), concentrazione (disturbata dai rumori cittadini), memoria (disturbata dalla fretta delle faccende da fare), movimento (ci si muove con i mezzi e poco a piedi), i centri cerebrali deputati alla gestione degli stati emotivi (amigdala e giro cingolato) che sono costantemente attivati dai mille pericoli cittadini e a lungo andare creano uno stato di attivazione anche quando non ce n’è bisogno.

E’ vero che quando il cervello è impegnato si allena. Tuttavia, elevati e continui livelli di stimolazione stressano le risorse cognitive e provocano l’effetto contrario. L’allenamento deve seguire ritmi naturali, in modo da consentire al cervello di fare l’allenamento secondo i suoi ritmi. Diversamente, ecco aumentare ansia, depressione, precoce deterioramento delle funzioni cognitive ecc.  E se proprio non si può andare a vivere fuori città?

Ben venga una bella passeggiata nel parco o una giornata al mare, campagna o montagna una volta a settimana. Rigenera e distende.

A cura del Dott. Giuseppe Alfredo Iannoccari, Presidente Assomensana

Le 7 regole d’oro per ridurre il gonfiore alla pancia

postato da Nicoletta Carbone il 18.07.2011
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1. Fai pasti regolari
2. Mangia in un ambiente rilassante
3. Mastica lentamente
4. Bevi acqua naturale preferibilmente lontano dai pasti
5. Riduci caffè, alcolici, bibite e acqua gassata
6. Smetti di fumare o almeno se non ce la fai riduci il numero di sigarette
7. Fai regolarmente attività fisica

A cura del Dott. Marco Temporin, Medico Chirurgo, Specialista in Igiene e Medicina Preventiva.

La linea della Luce

postato da Nicoletta Carbone il 06.06.2011
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In medicina cinese esiste la possibilità di illuminare la propria vita.
Vi è, infatti, una linea energetica che si chiama Yang Ming dove Yang possiamo dire (semplificando un po’ perchè è un termine intraducibile) che è la luce e Ming è la luce vera e propria.
Questa luce è rappresentata anche dal modo che abbiamo di vedere le cose. Nel mondo vi è di tutto: sta a noi vedere il bene e cercare (per quello che possiamo) di cambiare le cose “perchè tutto sia bene”. In questo senso ci può aiutare la linea energetica di cui si diceva. Ad esempio mettendo qualche goccia di Olio essenziale di lavanda (diluito al 10 % in olio di oliva o di mandorle dolci. 10 gocce di O.E. di lavanda in 100 gocce di olio di oliva) lungo questa linea prima di fare il bagno.
La linea in questione passa nella regione  nel torace lungo la mamillare (la linea del capezzolo) e nell’ addome a  3 dita dalla linea mediana. Mettiamo qualche gocce di questo composto massaggiandolo lungo questa linea prima del bagno aggiungendo nell’ acqua calda del bagno 10 gocce di olio di Olio essenziale puro.
E se proprio non riuscirà a farvi “vedere le cose” in modo diverso renderà la vostra pelle più elastica e bella e avrà significativi effetti rilassanti!

A cura del Dott. Corradin, Medico Chirurgo, Docente di Fitoterapia energetica e agopuntura.

Esercizi di Consapevolezza: la Self-Compassion

postato da Nicoletta Carbone il 26.04.2011
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Contrariamente a quanto in genere si creda molte difficoltà psicologiche, incluse ansia e depressione, sono collegate alla mancanza di compassione verso di sé. Un eccesso di severità interna verso noi stessi. Un esercizio può aiutarci a ridurla. Mettetevi in posizione comoda su una poltrona, chiudete gli occhi e fate qualche respiro profondo. Poi provate a ricordare i seguenti quattro episodi della vostra vita: innanzi tutto un momento in cui vi siete sentiti ENERGICI, pieni di forza. Costruite come una diapositiva mentale di quel momento, che includa suoni, odori, persone presenti, e restate per qualche minuto su questa immagine mentale. Poi, ricordate un episodio in cui vi siete sentiti PIACEVOLMENTE EMOZIONATI, magari perché stava per succedere qualcosa di bello e interessante. Anche in questo caso provate a recuperare il ricordo polisensoriale di quel momento (vista, udito, tatto, olfatto, gusto). Ancora, ricordate un episodio in cui vi siete sentiti RILASSATI, ma di un rilassamento pieno, gradevole e memorabile. E restate per qualche minuto su questa immagine. Infine, provate a recuperare il ricordo, anche lontano, di un momento in cui vi siete sentiti SICURI NELLA RELAZIONE con una persona significativa: un amico, un familiare, una figura importante della vostra vita. Dopo qualche altro minuto, riaprite gli occhi e continuate la vostra giornata. Vi accorgerete che avete cominciato ad essere più compassionevoli verso voi stessi, e vi sentirete meglio (anche se con qualche momento di sana commozione): sicuri di poter riprovare quelle emozioni.

A cura del Dott. Francesco Aquilar, Psicologo e Psicoterapeuta Cognitivista e Comportamentale.

Per una respirazione completa: il respiro controllato

postato da Nicoletta Carbone il 12.04.2011
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Sdraiati sulla schiena, con un cuscino sotto le ginocchia e le gambe distese. Metti una mano sulla parte alta dell’addome, proprio sotto la cassa toracica. Inspira profondamente, cercando di sentire che l’addome e il costato si espandono al massimo, mentre la parte alta del torace resta quasi ferma. Concentrati sul diaframma, il muscolo tra stomaco e polmoni che si abbassa quando riempi i polmoni d’aria. Inspira con lentezza dal naso, quando ti sei riempito completamente fermati e conta fino a 3, poi espira soffiando lentamente l’aria dalla bocca, fino a svuotare i polmoni. Fermati un attimo e, quando sei pronto, ripeti l’esercizio, senza stancarti, per 10-12 volte. A mano a mano che prendi dimestichezza con i movimenti, lo stesso esercizio si può fare in piedi e persino camminando. Se vuoi aumentare lo sforzo, puoi appoggiare sull’addome un libro, o un peso leggero, come un sacchetto con della sabbia. 10 minuti al giorno allenano e migliorano la funzionalità respiratoria, meglio se a stomaco vuoto perché a pancia piena si fa più fatica a inspirare.

A cura del Dott. Roberto Boffi, Pneumologo dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano

  • Un esperto per amico




    Attilio Speciani


    Specialista in Allergologia e immunologia clinica

     

    www.eurosalus.com





    Prof. Alberto Luini


    Direttore della divisione di senologia dello IEO






    Tetsugen Serra


    Maestro Zen - Fondatore della Mindfulzen: la Via di Consapevolezza

     

    www.mindfulzen.it

     

    www.monasterozen.it





    Prof. Antonino Di Pietro


    Direttore del Servizio di Dermatologia dell'Ospedale di Inzago (MI)

     

    www.antoninodipietro.it





    Dott. Francesco Aquilar


    Psicologo e Psicoterapeuta Cognitivista e Comportamentale

     

    www.aipcos.org





    Claudio Belotti


    Coach

     

    www.claudiobelotti.it





    Luigi Sutera


    Consulente d'immagine






    Giuseppe Alfredo Iannoccari, Ph.D.


    Presidente Assomensana

     

    www.assomensana.it





    Alessandra Rigoni


    Medico Chirurgo specialista in odontoiatria e ortodonzia a Milano






    Dott. Luca Avoledo


    Naturopata ed esperto di ecologia del corpo, nutrizione e salute naturale.

     

    www.lucaavoledo.it

     

    www.studiodinaturopatia.it





    Dott. Fabio Rinaldi


    Specialista in dermatologia e venerologia, Presidente della Fondazione IHRF in Milano.

     

    www.studiorinaldi.com





    Prof. Alessandro Nanussi


    Responsabile del Centro di Gnato-posturologia e dolore cranio-faciale, Osp. S. Gerardo, Clinica Universitaria della Milano-Bicocca. Past president della Società Italiana di Odontostomatologia dello Sport.

     

    www.studiodentisticonanussicoraini.it





    Prof. Marco Temporin


    Medico Chirurgo. Specialista in Igiene e Medicina Preventiva.

     

    www.marcotemporin.it





    Daniele Belloni


    Insegnante di yoga, scrittore e giornalista

     

    www.spazioshanti.org





    Mauro Castiglioni


    Farmacista Cosmetologo esperto in preparazioni Galeniche. Consigliere all'Ordine dei Farmacisti di Milano. Consigliere Nazionale SI.F.A.P. (Società Italiana Farmacista Preparatori






    Andrea Fratter


    Ricercatore, Cosmetologo ed esperto di Nutraceutica
    Docente presso la Scuola Internazionale di Medicina Estetica, SIME di Roma e presso il Corso di Perfezionamento in Farmacia e Farmacologia Cliniche dell’Università di Padova






    Dott.ssa Adele Sparavigna


    Dermatologa a Milano e Monza
    Direttore ricerche cliniche Istituto Derming

     

    www.adelesparavigna.it





    Raffaella Cicogna


    Body&Mind Coach

     

    www.raffaellacicogna.com





    Carlo Cazzaniga


    Artigiano - Artista

     

    https://cutcarlocazzaniga.net/
    artigianeide.wordpress.com





    Ines Seletti


    Presidente Ass. Adas Fidas Parma - Consigliera Ass. Fidas Nazionale con delega alla comunicazione e alle nuove tecnologie - Consigliera Ass. Futura Parma

     

    www.fidas.it

     

    www.adasfidasparma.it


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