Tipi di ansia

postato da web il 13.07.2017
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L’ansia è una reazione di allarme e di paura, in risposta ad un evento, ad una situazione, ad un pensiero o ad una preoccupazione, che dovrebbe svolgere la funzione evolutiva di preparazione adeguata a possibili fenomeni pericolosi o sgradevoli. Tuttavia, per alcune persone e in determinate fasi della vita, il meccanismo si scompensa e l’ansia può diventare eccessiva e martellante, rendendo difficile la vita di chi ne soffre. I correlati psicofisiologici dell’ansia, che possono arrivare fino all’attacco di panico, rappresentano l’apoteosi della paura e della preparazione alla fuga o all’attacco: battito cardiaco accelerato, difficoltà respiratorie o dispnea, aumento o eccessivo abbassamento della tensione muscolare, tremito; fino ad arrivare a reazioni parossistiche quali i capogiri, il senso di abbagliamento, la confusione mentale, la paura di impazzire o di morire. L’ansia può esprimersi in collegamento a:
1) Una fobia specifica (ad esempio, paura degli insetti o degli uccelli; ma anche paura semplice di volare in aereo);
2) Una agorafobia e/o claustrofobia (paura degli spazi aperti o degli spazi chiusi, ma anche di camminare da soli per strada, di stare da soli in casa o di andare in autostrada);
3) Un eccesso di controlli (chiudere il gas, avrò chiuso la macchina?, ho preso le chiavi di casa?, ho perso il telefonino?), per la preoccupazione di non aver eliminato tutti i pericoli possibili o di non avere con sé tutto il necessario;
4) Un terrore degli eventi possibili (e se succedesse questo? E quest’altro? E quest’altro ancora? E se mi ammalo? E se mi viene un infarto? E se succede qualcosa di male ai miei figli?);
5) Una paura del giudizio sociale e/o lavorativo, con eccesso di preoccupazione allarmata e/o di imbarazzo (Cosa penseranno di me? Mi vergogno; Sono inadeguato; Mi scarteranno);
6) Una paura dell’inadeguatezza corporea (Sono troppo grasso, troppo magro, ho il seno troppo piccolo, ho i fianchi troppo larghi, i miei genitali non sono adeguati, sono troppo inadeguato fisicamente e per questo non sono amabile);
6) Una paura di un dover rivivere un evento terribile (potrei di nuovo essere rapinato; potrei di nuovo assistere ad una scena di violenza; potrebbe succedere ancora quello che mi ha scioccato una volta).
7) Una paura del fallimento romantico, che si esprime anche attraverso la cosiddetta ansia amorosa con ossessione amorosa.
Per tutte queste situazioni, la psicoterapia cognitivo-comportamentale ha strutturato una serie di manovre terapeutiche che mirano ad insegnare al paziente a riconoscere le emozioni, a modificare in positivo il suo dialogo interno con sé stesso, ad affrontare gradualmente e in condizioni protette le situazioni temute e a modificare i suoi pensieri allarmanti, senza “cambiare” la sua identità.
Nel prossimo post forniremo alcuni “suggerimenti contro l’ansia”.
Tre libri per saperne di più: 1. Aquilar F., Del Castello E., a cura di, Psicoterapia delle fobie e del panico, Franco Angeli; 2. Aquilar F., a cura di, Parlare per capirsi, Franco Angeli; 3. Leahy R.L., Sette mosse per liberarsi dall’ansia, Cortina.

A cura del Dott. Francesco Aquilar, psicologo e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale a Napoli, docente di psicoterapia cognitiva a Roma (Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale e Intervento Psicosociale CRP)

Fare psicoterapia è anche parlare d’amore

postato da Nicoletta Carbone il 15.01.2015
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Il Daily Lab di Nicoletta Carbone per Radio 24-Il Sole 24 ore è un’idea geniale. Da marzo 2011 suggerisce e diffonde mille modi per prendersi cura fisica e psichica di sé, con un pacato e sereno invito quotidiano o quasi. E sottolinea che il benessere personale non riguarda soltanto il rapporto con il corpo e con la salute, fattori certamente fondamentali, ma anche gli aspetti psicologici e i significati della vita di ciascuno, con gli inevitabili cambiamenti nel corso degli anni.

Di che cosa parlano la persone nella loro psicoterapia? Parlano anche e talvolta soprattutto d’amore. Amore romantico, amore passionale, amore genitoriale, amore filiale, amore fraterno, amore amicale, amore tradito, amore per il lavoro, amore per la musica, amore per la giustizia, amore e talvolta disamore per la vita. Tutte le forme d’amore trovano spazio nel dialogo clinico della psicoterapia. Tuttavia rendersi conto di quali sono i nostri amori, di quale gerarchia di valori effettivamente adoperiamo, di quale ordine di importanza assumono in realtà i nostri sentimenti e delle trasformazioni che nel tempo sperimentiamo rispetto all’amore, non è sempre così facile, né automatico.

Ad esempio, quanto la società contemporanea influenza la nostra capacità di amare, con le sue parole d’ordine di flessibilità, rischio e mobilità che tendono a suscitare insicurezza globale? Quanto replichiamo inconsapevolmente i meccanismi di legame affettivo che abbiamo appreso nella nostra famiglia di origine, malgrado magari ne abbiamo valutato in passato l’incongruità e l’inefficacia in alcuni aspetti? Quale felicità possiamo ricercare, quando a volte viviamo in automatico ripetendo quotidianamente una routine che non ci consente di capire né di svoltare quando è il momento? E magari ce ne accorgiamo troppo tardi. Come è, per il nostro o la nostra partner, stare insieme a noi? Quanto siamo pesanti, inadeguati, egocentrici, insensibili e incapaci di reale empatia, senza accorgercene? Oppure a volte ce ne accorgiamo pure, ci dispiacciamo, ma non sappiamo come agire? Quanto siamo stati influenzati da eventi traumatici che non riusciamo ad elaborare né a superare? Come possiamo ripristinare una capacità di amare che dovrebbe essere psicobiologica, visto che è un valore fondamentale per la sopravvivenza della specie umana?

Stavolta non suggerisco strategie, né mezzi per migliorare la nostra condizione psicologica e affettiva: mi limito a proporre una pausa di consapevolezza e un momento di riflessione, invitando i lettori ad utilizzare con attenzione questo strumento del Daily Lab come fattore di crescita personale e come fucina di progetti per la felicità, che non può trascurare le News per la Salute nel più ampio senso possibile, come recita il sottotitolo del Daily Lab. E dare l’informazione che lo studio dello psicoterapeuta è uno dei luoghi deputati a poter parlare d’amore liberamente, ad un interlocutore competente, può essere una notizia significativa per qualcuno, che magari ancora poteva credere che la psicoterapia fosse il luogo in cui parlare solo di depressione, di fobie, di ossessioni, di disturbi del comportamento alimentare e di altri sintomi psicopatologici. Certo, si parla anche di problemi mentali, ma i sintomi psicologici a volte sono solo un mezzo per poter parlare d’amore e di sentimenti, per chiarirsi le idee e per ristrutturare un modo di vivere che renda finalmente ragione delle nostre emozioni profonde.

Per continuare a riflettere insieme su questo argomento, sta per uscire un nuovo volume che sarà in libreria a fine gennaio: a cura di Francesco Aquilar, Parlare d’amore. Psicologia e psicoterapia cognitiva delle relazioni intime, Edizioni Franco Angeli, Milano.

A cura del Dott. Francesco Aquilar, psicologo e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale a Napoli, presidente dell’Associazione Italiana di Psicoterapia Cognitiva e Sociale (AIPCOS)

Valori

postato da Nicoletta Carbone il 24.05.2012
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Contrariamente a quanto talvolta si dichiari, cioè che “non ci sono più valori”, i valori sono psicologicamente alla base della nostra identità, ci definiscono e – se messi in pratica – ci danno un senso di benessere e di autenticità. Eppure, per alcuni, la consapevolezza dei valori sovente è ridotta o falsata. Inoltre, l’organizzazione dei valori nella nostra mente (e nella nostra società) a volte risulta disfunzionale e disarmonica: vediamo come e perché.

Intanto, i valori sono intrinsecamente contraddittori, giacché devono svolgere due funzioni contrastanti: da un lato, guidarci nell’auto-difesa dalle possibili minacce e dall’altro guidarci nello sviluppare noi stessi e le nostre relazioni sociali significative. Inoltre, i valori appaiono costruiti su una base psicobiologica evoluzionista: in altre parole, servono non solo alla protezione e alla promozione dell’individuo ma anche del genere umano, senza il quale il singolo individuo non avrebbe senso, e non avrebbe senso preoccuparsi delle generazioni future. Tuttavia la gerarchia in cui poniamo i valori può essere inadeguata, e per di più possiamo essere inconsapevoli dei veri valori che ci muovono, per meccanismi di auto-inganno. Uno dei maggiori studiosi di valori del pianeta, S.H. Schwartz, ha identificato grazie a numerose ricerche 10 valori principali umani, suddividendoli in quattro grandi categorie:

1)     Autopromozione (Successo, Potere);

2)     Apertura al cambiamento (Edonismo, Stimolazione, Auto-direzione);

3)     Conservazione (Sicurezza, Conformismo, Tradizione);

4)     Auto-trascendenza (Universalismo, Benevolenza).

Appare chiaro, già da questo schema, che si svolge dentro ognuno di noi una legittima dialettica, articolata innanzi tutto tra valori auto-centrati e valori pro-sociali, e poi tra valori basati sull’ansia e valori liberi dall’ansia. Di conseguenza, la graduatoria di valori che si costituisce nella mente di ciascuno (e che talvolta cambia nel tempo) organizzerà, consapevolmente o meno, un’ampia parte del suo agire concreto e quotidiano. I valori possono svolgere infatti, tra l’altro, anche una funzione di regolazione delle emozioni e dei comportamenti, in quanto dettano alcune delle regole che presiedono sia al modo in cui si esprimono gli interessi e le caratteristiche personali (valori con il focus su sé stessi), sia al modo in cui ci si relaziona socialmente agli altri (valori con il focus sul sociale).

Un semplice esercizio per cominciare a comprendere meglio come sono organizzati i valori dentro di noi potrebbe essere il seguente: mettere in classifica di importanza personale i 10 valori selezionati da Schwartz (Successo, Potere, Edonismo, Stimolazione, Auto-direzione, Sicurezza, Conformismo, Tradizione, Universalismo, Benevolenza) e poi chiedere a chi vive con noi (o a chi ci conosce bene) se il nostro comportamento dimostra veramente l’ordine di valori che crediamo di avere. Potremmo scoprire delle sorprendenti novità su noi stessi, aumentare la nostra consapevolezza, e riorganizzare valori, emozioni e comportamenti in un modo davvero più consono ai nostri desideri.

Per saperne di più: Caprara G.V., Scabini E., Steca P., Schwartz S.H. (2011), a cura di, I valori nell’Italia contemporanea, Franco Angeli, Milano.

A cura del Dott. Francesco Aquilar, psicologo e psicoterapeuta cognitivista e comportamentale, presidente dell’Associazione Italiana di Psicoterapia Cognitiva e Sociale (AIPCOS), Napoli.

Psicoterapia del femminile

postato da Nicoletta Carbone il 08.03.2012
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Le recenti velocissime trasformazioni della società hanno reso il ruolo della donna se possibile ancora più difficile che in passato, essendosi verificato un cambiamento delle motivazioni di azione richiesto alla parte femminile del mondo occidentale. Le richieste sociali hanno modificato:

1) Il comportamento di attaccamento, ovvero di richiesta di aiuto: anziché spingere le donne ad essere “deboli” e a chiedere continuamente aiuto per tutto all’uomo “forte”, la pressione sociale spinge all’indipendenza e all’autonomia. E se sono donna, a chi chiedo aiuto?
2) Il comportamento di accudimento, ovvero di offerta di aiuto: le donne non devono solo occuparsi di accudire i figli (e in parte anche il marito), ma vengono fatte loro richieste di accudimento dalla famiglia di origine e in molte situazioni di lavoro, con un peso maggiore;
3) Il comportamento di sessualità: una pressione sociale massiccia alla perfezione fisica, all’essere sempre inappuntabile, al trucco curato, ad una “disponibilità” sessuale che in alcuni casi predispone ad emozioni fortemente negative conseguenti;
4) Il comportamento di competizione: l’accesso delle donne a posizioni sociali di rango elevato ha aumentato le richieste di competizione con le altre donne e con gli uomini, con un contrasto tra la spinta sociale ad essere accudenti e la spinta sociale ad essere vincenti e competitive;
5) Il comportamento di cooperazione: un tempo particolarmente piacevole, come collaborazione continua con altre donne, in questa fase storica diventa difficile da portare avanti per le donne, anche a causa di una costante mancanza di tempo per gestire gradevolmente i rapporti amichevoli e di colleganza per armonizzarli verso il raggiungimento di obiettivi comuni.

Queste forti modificazioni sociali delle motivazioni che muovono le donne, le rendono in questo periodo ancora più sensibili alla possibilità di scompensi psicologici: depressione, fobie, attacchi di panico, disturbi alimentari, rimuginazioni allarmate, e così via. Tre sono le possibili indicazioni per cimentarsi meglio con queste difficoltà: 1) riprendere a chiedere aiuto a chi appaia più forte o più saggio, indipendentemente dal sesso di appartenenza; 2) sviluppare ironia e umorismo per evitare di prendere troppo sul serio le richieste personali e sociali; 3) prendere in considerazione, in caso di difficoltà permanente, la possibilità di effettuare una psicoterapia personale.

Per saperne di più: Aquilar F., “Le donne dalla A alla Z. Dizionario semiserio di psicologia femminile: per capire ed essere capite“. Edizioni Franco Angeli.

A cura del Dott. Francesco Aquilar, psicologo e psicoterapeuta cognitivista e comportamentale, presidente dell’Associazione Italiana di Psicoterapia Cognitiva e Sociale (AIPCOS), Napoli.

  • Un esperto per amico




    Attilio Speciani


    Specialista in Allergologia e immunologia clinica

     

    www.eurosalus.com





    Prof. Alberto Luini


    Direttore della divisione di senologia dello IEO






    Tetsugen Serra


    Maestro Zen - Fondatore della Mindfulzen: la Via di Consapevolezza

     

    www.mindfulzen.it

     

    www.monasterozen.it





    Prof. Antonino Di Pietro


    Direttore del Servizio di Dermatologia dell'Ospedale di Inzago (MI)

     

    www.antoninodipietro.it





    Dott. Francesco Aquilar


    Psicologo e Psicoterapeuta Cognitivista e Comportamentale

     

    www.aipcos.org





    Claudio Belotti


    Coach

     

    www.claudiobelotti.it





    Luigi Sutera


    Consulente d'immagine






    Giuseppe Alfredo Iannoccari, Ph.D.


    Presidente Assomensana

     

    www.assomensana.it





    Alessandra Rigoni


    Medico Chirurgo specialista in odontoiatria e ortodonzia a Milano






    Dott. Luca Avoledo


    Naturopata ed esperto di ecologia del corpo, nutrizione e salute naturale.

     

    www.lucaavoledo.it

     

    www.studiodinaturopatia.it





    Dott. Fabio Rinaldi


    Specialista in dermatologia e venerologia, Presidente della Fondazione IHRF in Milano.

     

    www.studiorinaldi.com





    Prof. Alessandro Nanussi


    Responsabile del Centro di Gnato-posturologia e dolore cranio-faciale, Osp. S. Gerardo, Clinica Universitaria della Milano-Bicocca. Past president della Società Italiana di Odontostomatologia dello Sport.

     

    www.studiodentisticonanussicoraini.it





    Prof. Marco Temporin


    Medico Chirurgo. Specialista in Igiene e Medicina Preventiva.

     

    www.marcotemporin.it





    Daniele Belloni


    Insegnante di yoga, scrittore e giornalista

     

    www.spazioshanti.org





    Mauro Castiglioni


    Farmacista Cosmetologo esperto in preparazioni Galeniche. Consigliere all'Ordine dei Farmacisti di Milano. Consigliere Nazionale SI.F.A.P. (Società Italiana Farmacista Preparatori






    Andrea Fratter


    Ricercatore, Cosmetologo ed esperto di Nutraceutica
    Docente presso la Scuola Internazionale di Medicina Estetica, SIME di Roma e presso il Corso di Perfezionamento in Farmacia e Farmacologia Cliniche dell’Università di Padova






    Dott.ssa Adele Sparavigna


    Dermatologa a Milano e Monza
    Direttore ricerche cliniche Istituto Derming

     

    www.adelesparavigna.it





    Raffaella Cicogna


    Body&Mind Coach

     

    www.raffaellacicogna.com





    Carlo Cazzaniga


    Artigiano - Artista

     

    https://cutcarlocazzaniga.net/
    artigianeide.wordpress.com





    Ines Seletti


    Presidente Ass. Adas Fidas Parma - Consigliera Ass. Fidas Nazionale con delega alla comunicazione e alle nuove tecnologie - Consigliera Ass. Futura Parma

     

    www.fidas.it

     

    www.adasfidasparma.it


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