Stanchezza primaverile: eleuterococco

postato da Nicoletta Carbone il 17.04.2014
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Le sostanze attive di questa pianta sono concentrate nelle grosse radici di forma cilindrica e in parte anche nelle  foglie, e sono costituiti principalmente da glicosidi chimicamente distinti chiamati eleuterosidi.
All’ Eleuterococco sono state associate funzioni di rinvigorente dello stato generale e tonico negli stati di debolezza, convalescenza e stanchezza dopo sforzi prolungati.
L’ Eleuterococco viene principalmente descritto come un adattogeno: la definizione di adattogeno proposta dagli  scienziati dell ex Urss e da Brekhman nel 1958 descrive tali sostanze come agenti in grado di supportare la salute e prevenire lo sviluppo di stati di malessere sia in individui sani che malati attraverso effetti generali e non-specifici, di aumentare la resistenza e neutralizzare fattori dannosi e/o di stress.

A cura del Dott. Marco Temporin

La tisana depurativa di primavera

postato da Nicoletta Carbone il 28.03.2014
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Non c’è solo il rito del cambio degli armadi. In primavera viene proprio voglia di fare pulizia. E ognuno la fa a modo suo: chi mette a lucido la casa, chi rinnova qualche locale, magari anche solo ridipingendo le pareti, chi si rifà il guardaroba.
Anche l’organismo ha bisogno delle “pulizie di primavera” per liberarsi delle tossine accumulate in inverno. Possiamo dargli una mano attingendo a erbe particolarmente preziose per agevolare il compito di reni e fegato, due dei principali organi deputati alla disintossicazione del corpo.
Tra le piante depurative più efficaci ve ne suggerisco quattro: verga d’oro (Solidago virgaurea), ortosifon o te’ di giava (Orthosiphon stamineus), cardo mariano (Sylibum marianun) e carciofo (Cynara scolymus). Questi rimedi naturali sono gli ingredienti perfetti per la vostra tisana di primavera. Verga d’oro e tè di Giava hanno una spiccata azione diuretica e drenante i liquidi in eccesso, mentre cardo mariano e carciofo sostengono il lavoro di detossificazione del fegato, il primo grazie alle sue proprietà epatoprotettrici ed epatoriparatrici, il secondo soprattutto stimolando la secrezione di bile, necessaria anche per digerire bene (in particolare i grassi).
Acquistate una miscela di queste erbe in taglio tisana e preparatevi un infuso: fate bollire una tazza d’acqua, quindi spegnete il fuoco, aggiungete un cucchiaio colmo del mix di erbe, coprite, fate riposare per 10 minuti e filtrate prima di bere. Per rendere più gradevole il sapore della bevanda senza dolcificare aggiungete qualche scorza di limone o di arancia.
Consumando questa tisana depurativa un paio di volte al giorno per 3 settimane aiuterete gli organi-filtro a funzionare a pieno regime e il vostro corpo a sbarazzarsi di scorie e prodotti di scarto. Anche la pelle ne trarrà beneficio e comincerete la bella stagione non solo in salute ma anche in bellezza.

A cura del Dott. Luca Avoledo

Emozioni di primavera

postato da Nicoletta Carbone il 19.03.2014
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Piccoli friccichii di gioia o di nostalgia che arrivano all’improvviso, senza apparente motivo. La primavera è anche questo, e può suscitare entusiasmo creativo in alcuni e tristezza rabbiosa in altri. Quali modificazioni delle emozioni possono verificarsi in primavera, e come possiamo utilizzarle per una crescita psicologica e affettiva? Proviamo a vederne alcune.
1) Felicità. Ad alcune persone basta la primavera per essere un po’ più felici. Avvertono una gagliardia stagionale ricorrente, che aspettano con ansia durante la lunga stagione invernale, e anche un umore più energico. Se apparteniamo a questa categoria ci può convenire godercela, ma se appare troppa dobbiamo stare attenti a non esagerare: accettiamo l’entusiasmo stagionale ma senza trasformarlo in ipomania. Per altri, invece, la primavera apre la via ad una sensazione depressiva: mentre tutto intorno fiorisce, queste persone si sentono ancora più spente, fuori dalle relazioni significative, più sole e diverse. Anche in questo caso, possiamo legittimare questo stato d’animo e ridimensionarne gli effetti, ad esempio condividendolo con altri significativi amanti dell’inverno e delle giornate corte, e continuando anche in primavera a cercare la “presenza di” e “l’armonia con” le persone che ci piacciono.
2) Tristezza. Alcuni vivono la primavera con una triste malinconia, per il sopraggiungere di ricordi di lontane passate primavere mitiche, magari idealizzate nel tempo. Se tendiamo alla tristezza malinconica, proviamo anche in questo caso a legittimare e ridimensionare, prendendoci anche bonariamente un po’ in giro. Se ci sentiamo diversi dagli altri, perché gli altri ci sembrano allegri e noi ci sentiamo avviliti, proviamo ad interferire deliberatamente sul nostro umore, auto-costringendoci a fare qualcosa che ci faccia uscire da quello stato mentale.
3) Rabbia. Altri sono particolarmente incavolati in primavera. In questo caso, cerchiamo di utilizzare la rabbia come un propellente, facendo quel che ci serve e quanto possiamo per migliorare la nostra situazione ma senza rimuginare a vuoto. E dopo aver dedicato massimo mezz’ora al giorno all’ipotesi di migliorare la nostra situazione economica, affettiva e relazionale, proviamo ad agire per goderci qualcosa nei nostri limiti attuali. Un pizzico di umorismo e di auto-ironia, anche in questo caso non guasta.
4) Paura. La paura dovrebbe servire a proteggerci dai pericoli, in teoria. Ma per alcune persone è talmente generalizzata che tutto suscita paura. La paura non fa sconti e se è troppa distrugge tutto quel che ci viene in mente di pensare o di fare. Anche in questo caso, possiamo fare i conti con la nostra paura, osservarne l’eventuale andamento ricorrente primaverile e non lasciarcene travolgere, con opportune operazioni mentali di ridimensionamento. Mentre invece, se la paura è ragionevole, ad esempio la paura di reazioni allergiche primaverili, se ne soffriamo, proviamo ad agire efficacemente subito, ad esempio non rimandando più la visita specialistica che ci servirebbe.
In tal modo, utilizzeremo efficacemente le emozioni anche in primavera, e potremo godercela il più possibile, compatibilmente con gli impedimenti parziali cui tutti siamo sottoposti.
Un libro-disco per saperne di più: Francesco Aquilar, Riconoscere le emozioni. Esercizi di consapevolezza e psicoterapia cognitiva (contiene il cd audio “Canzoni psicoterapeutiche”), Edizioni Franco Angeli.
A cura del Dott. Francesco Aquilar

La primavera in medicina cinese

postato da Nicoletta Carbone il 14.03.2014
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Come noto la medicina cinese classica è impregnato in ogni dove di analogia e di simbolismo. Come in questa stagione abbiamo un risveglio della natura analogamente  abbiamo un “risveglio” delle energie dell’ uomo.  In particolare il Qi (energia o soffio) deve passare dalle “zone invernali” del corpo umano (il bacino) a quelle “primaverili” (il torace) per essere poi nella successiva stagione estiva in alto, nella testa.Tutti questi passaggi “automatici” talvolta avvengono con difficoltà ed allora compaiono sintomi di cui l’ astenia (stanchezza) primaverile è un tipico esponente. Forse di tutte le “stagioni dell’ uomo” questa è quella in cui i movimenti energetici avvengono con maggiore difficoltà. Per questo la medicina cinese propone – ovviamente – anche una soluzione. Innnazitutto vi sono – in ogni stagione – punti di “tonificazione generale dell’ energia dell’ uomo” che hanno proprio lo scopo di regolare i movimenti energetici tipici. In questo caso i “punti stagionali” si trovano nella piega interdigitale fra il 4 ed il 5° dito (43 punto del meridiano della vescica biliare) e a livello della piega del ginocchio, sul suo lato interno (8 punto del meridiano del Fegato) . Il massaggio su questi 2 punti (sul 43 VB con pinzamento e rilasciamento per 30 secondi e su 8 F con rotazioni orarie rapide per 1 minuto) possono concorrere efficacemente al riequilibrio energetico ed alla eliminazione dei sintomi (astenia, sonnolenza mattutina, difficoltà di concentrazione, stipsi ecc) tipici del periodo. Il tutto può essere coadiuvato da altre proposto terapeutiche. Fra queste ricordiamo la fitoterapia. Il tarassaco che nella tradizione occidentale è parte integrante della cosiddetta “cura depurante primaverile” è, probabilmente, l’esponente essenziale. Così una tisana (ma è possibile ovviamente altre formulazioni come tinture madri o estratti fluidi ad esempio) di tarassaco (50 %), cardo mariano (30 %) e angelica archangelica (20 %) potrebbe essere un efficace aiuto.Anche l’alimentazione è importante. In questa stagione in cui l’orto ricomincia a proporre i suoi frutti ricordiamo l’importanza delle diverse verdure e dei cereali specialmente al mattino. Andrebbero invece limitati i prodotti animali di maggior impegno digestivo (grassi ed anche eccesso di proteine). Infine un brevissimo accenno all’ attività sportiva come valido alleato dell’agopuntura e delle  altre tecniche accennate. Il “risveglio muscolare primaverile (i muscoli nella tradizione energetica sono associati al fegato che è proprio l’organo di questa stagione) deve essere graduale, progressivo, accumpagnato non solo da contrazioni muscolari (tipici della corsa e di altri sport aerobici) ma preceduto e seguito – in questa stagione in particolare – da esercizi di allungamento (stretching) sulla muscolatura posturale in particolare e più in generale su tutta la muscolatura del corpo.

A cura del Dott. Maurizio Corradin

Sette mini-consigli di benessere per goderci la primavera

postato da Nicoletta Carbone il 25.03.2013
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E se decidessimo di goderci la primavera malgrado tutto? Cominciamo dalle banalità: c’è più luce, più profumi, più possibilità di stare fuori da casa e dall’ufficio, più supporto della natura all’ottimismo. Proviamo a cercare qualche buon consiglio di primavera nella psicologia e nella sapienza. Senza la paura di dire a noi stessi cose apparentemente trite e ritrite, quando servono, o di riscoprire l’acqua calda. L’acqua calda, infatti, è utilissima!

1.      Lavorare per vivere. Il profeta Qoélet suggeriva una interessante strategia di azione: lavora seriamente e giustamente dall’alba al tramonto, ma dopo il tramonto mangia, bevi e fa’ festa. Altrimenti, potremmo aggiungere, non avrai la forza né fisica né mentale di lavorare saggiamente e duramente il giorno dopo.

2.      Scherzare per ridere. Prendere le distanze mentali da ciò che ci sta intorno ci aiuta a vedere la realtà più nitidamente, e in più l’umorismo (che non sia sarcasmo, che non sia rassegnazione, che non sia auto-compatimento) ci unisce agli altri, ci fa sentire meno soli, ci abbassa la tensione fisica e mentale. Ridiamo insieme agli altri senza sentirci in colpa!

3.      Sperare per creare. Alleniamo una speranza intelligente, anche in questo caso prendendoci un tempo per le relazioni personali non competitive, ma cooperative e compassionevoli (non solo verso gli altri ma anche verso noi stessi). Neutralizzando le idee nefaste che ci bloccano, come il vecchio modo di dire: “Chi campa di speranza disperato crepa”. Cancelliamo questo e altri modo di dire depressivogeni dal nostro dialogo interno!

4.      Uscire per esplorare. Va benissimo usare Internet per avere informazioni sul mondo e sulle persone, ma incontrarsi personalmente è un’altra cosa, ed esplorare il mondo con tutti e cinque i sensi risveglia la mente e suggerisce nuove idee. Esplorare significa anche non lasciarci catturare dalla preoccupazione allarmata.

5.      Pensare per risolvere. Se abbiamo un problema, possiamo decidere di dedicare un quarto d’ora al giorno a pensarci, non tutto il tempo che abbiamo. Se una soluzione c’è, in un quarto d’ora ci verrà in mente. Se la soluzione non c’è, è inutile affannarci. Vuol dire che abbiamo bisogno di più tempo e di più informazioni, che solo il tempo potrà fornirci.

6.      Emozionarsi per sentirsi vivi. Non c’è bisogno di emozioni estreme, ma di una frequente possibilità di cimentarci con emozioni diverse e condivise, a parole e a gesti, con gli altri significativi e con sconosciuti che sembrano comprensivi. Rimuginare a vuoto e da soli non ci aiuta.

7.      Parlarsi per capirsi. Proviamo a smettere di discutere con chi non sembra voler capire, e cerchiamo con pazienza certosina le persone, che sono tante, che desiderano veramente scambiare opinioni e idee senza preconcetti e senza presumere di aver ragione da soli senza bisogno di confronto. E cerchiamo di parlare con noi stessi come parleremmo con un caro amico: senza auto-accusarci, con atteggiamento benevolo e incoraggiante. La primavera può essere un buon momento per far pace con noi stessi.

A cura del Dott. Francesco Aquilar, psicologo e psicoterapeuta cognitivista e comportamentale, Twitter: @FrancescAquilar

La primavera in medicina energetica

postato da Nicoletta Carbone il 21.03.2013
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Il periodo dell’ anno che si sta avvicinando, quello della primavera, è in medicina energetica il “momento della rinascita”; si tratta del momento nel quale le energie del corpo umano, si spostano dalle zone profonde dell’ organismo per superficializzarsi. E tutto ciò che avviene nell’ uomo è analogo a ciò che accade nella natura. E’ un meccanismo automatico che si svolge ogni anno in questa nuova stagione. Se vi è qualche  alterazione (da alterata alimentazione, sedentarietà, aggressioni da energie prevaricanti, emozioni ecc) questa si oppone al regolare svolgimento di questa fase energetica;  appaiono allora diversi sintomi tra cui stanchezza, allergie, disturbi muscolari ecc.

Quindi alcune suggerimenti per poter “rinascere” in modo ottimale. Dal punto di vista alimentare ricordarsi di alleggerire l’organismo con una alimentazione sana, ben ripartita e più “leggera” (specie alla sera) rispetto alla stagione precedente. Per quanto riguarda la fitoterapia utilizzare una tisana a base di tarassaco pianta  tipica della fitoterapia  depurante primaverile. E veniamo al micromassaggio: in questa stagione  sono essenziali 2 punti che fanno parte dei cosiddetti punti di tonificazione stagionali. Si tratta dell’ 8 punto del meridiano detto del fegato che si trova al lato interno della piega del ginocchio e del 43° punto del meridiano della Vescica biliare che si trova appena dietro lo spazio interdigitale fra il 4° ed il 5° dito del piede. Premete questi punti con movimenti di pinzamento e rilasciamento (43 VB) o in micromassaggio rotatorio rapido per 1 minuto, mattino e sera.

Poi un ultimo aspetto, più mentale, essenziale per l’ottimale svolgimento di questa fase. Cercare di lasciare andare vecchi rancori e i sensi di colpa che ci ancorano al nostro passato. La primavera, come accennato, infatti è “la rinascita”. Se non ci riuscite “mentalmente” vi possono  aiutare 2 punti: il primo, il 7 Polmone, si trova 2 dita dietro la stiloide radiale. Il secondo 19 Vaso concezione si trova  5 dita sopra il punto centrale del torace, al centro fra i 2 capezzoli. Sfiorate rapidamente questi 3 punti (2 sulle braccia ed 1 sul torace) per 1 minuto fino a arrossare lievemente la pelle. Vi aiuteranno in questo difficile, ma essenziale,  compito psicologico ed energetico; vi aiuteranno cioè a “perdonare ed a perdonarvi” permettendo alle energie della primavera di “fiorire” in tutta la loro bellezza.

A cura del Dott. Maurizio Corradin, Medico Chirurgo

I ’sentimenti’ ed il riequilibrio della primavera

postato da Nicoletta Carbone il 01.03.2012
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Come abbiamo accennato sempre, in medicina cinese, vi è l’analogia: l’ uomo è un piccolo mondo inserito ed analogo al  mondo più grande che ci circonda. E’ questo riguarda l’ uomo nel suo complesso. Ad ogni stagione “esterna” corrisponde un organo interno e questo, tra le tante cose, è associato anche a specifici sentimenti.
Ad esempio la Primavera è associato al Fegato energetico. Questo, secondo la tradizione, è un organo “impetuoso” che tende, talvolta, ad esagerare e a divenire e far divenire l’ individuo francamente collerico. Quindi – da questo punto di vista – è normale sentirsi un po’ più tesi in primavera. E considerato che l’ impetuosità (ed ovviamente ancor più la collera) appare come una pienezza ma in realtà nasconde un vuoto profondo (quasi sempre, infatti, gli individui collericii sono soggetti fragili) vi propondo 2 punti che potete massaggiarvi (movimenti di pressione e rilasciamento o movimenti orari rapidi con il pollici per 30 secondi) per riequilibrare l’assetto energetico globale. Si tratta dei punti di tonificazione stagionale che in questo periodo sono fra i punti più tonificanti del corpo: si tratta del 43 punto del meridiano chiamato della Vescica Biliare e l’ 8° punto del meridiano del fegato. Il primo è posto nella cute interdigitale fra il 4° ed il 5° dito del piede ed il secondo è posto sulla piega del ginocchio, sul lato posteriore interno. Pinzate fra pollice e indice il primo punto con delicatezza ma anche con decisione per 30 secondi (stringere e rilasciare come in un respiro) e massaggiate il secondo. Tutti i giorni mattina e sera. Servirà a riequilibrare l’ energia del Fegato e con questa quella di tutto l’ organismo.

A cura del Dott. Maurizio Corradin, medico chirurgo

Alimentazione energetica per l’inizio della primavera

postato da Nicoletta Carbone il 27.02.2012
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Tra poco (speriamo) comincerà la primavera. Questo periodo per la medicina cinese appartiene al Fegato. Si tratta dell’ organo in relazione alla “leggerezza” nella vita; questa funzione si occupa della  regolazione di tutta l’energia del corpo, dei muscoli, degli occhi. E’ in rapporto con il colore blu – verde, con il vento ecc. Sintetizzando si può affermare che il Fegato della medicina cinese è come la primavera: la nostra “rinascita”. E’ il “risveglio” nella natura e nell’uomo.
Partendo da questo è utile cominciare già da ora a stimolare il fegato energetico, a “nutrirlo”  grazie alle diverse “alimentazioni” che possiede. Vediamole assieme. Il fegato della medicina cinese si nutre del sapore acido. Va ricordato che vi sono diversi alimenti che hanno questo sapore che non è solo quello della spremuta d’arancio o del limone. Ad esempio sono energeticamente acidi (ma si tenga presente che un alimenti può avere più di un sapore) il pomodoro, i porri, gli spinaci, le albicocche, le fragole, le pere, la carne di coniglio, di pollo.  Da ricordare che con l’inizio della primavera sarebbe necessario diminuire la quantità di legumi, cereali e, specialmente grassi. Bene, invece, le carote, le bietole, i carciofi e i piselli.

A cura del Dott. Maurizio Corradin, Medico Chirurgo.

Riflessioni energetiche sull’inizio della primavera

postato da Nicoletta Carbone il 22.02.2012
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Questo è il periodo posto fra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera. Ogni fase secondo la medicina cinese è caratterizzato da un grande movimento di energia, che coinvolge tutto l’organismo. In inverno, ad esempio, l’energia ripiega in profondità mentre in primavera ha un movimento dal basso verso l’alto e dall’interno verso l’esterno. E’ evidente che si tratta di movimenti energetici contrapposti. Ad esempio il mancato passaggio “energetico” fra movimenti dell’inverno e quelli della primavera determina la comparsa di sintomi tipici di cui citiamo in particolare la “stanchezza primaverile”. Per ovviare a tutto questo è utile la fitoterapia. Ed è anche per questo motivo che molte tradizioni popolari propongono “la fitoterapia depurante primaverile”. Ne proponiamo una anche noi.
Fatevi preparare una tisana costituita da 50 % di tarassaco, 25 % di angelica, 15 % di ortica e 10 % di Equiseto.  2 cucchiaini in 150 ml di acqua bollente. Lasciare in infusione 10 minuti. Filtrare e bere. Per 40 giorni da adesso.

A cura del Dott. Maurizio Corradin, Medico Chirurgo

Le scelte e la primavera

postato da Nicoletta Carbone il 02.05.2011
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In primavera, in medicina cinese, viene attivata una linea energetica che si chiama Shao Yang. Essendo il termine Yang intraducibile (si tratta di una coppia Yin Yang omnicomprensiva è Yin il buio e la notte quando è Yang la luce ed il giorno) ricordiamo solo la traduzione di Shao che significa giovane. Potremmo dire insomma che in primavera viene attivata la linea energetica del “giovane giorno”, della “giovane luce”. Questa linea energetica è la “linea delle scelte”, la linea che permette di “prendere una direzione” (sia essa nella vita come nell’ attività lavorative che nel mondo emozionale). Tutto questo per dire che in questo periodo della vita, in questa fase dell’ anno è necessario (o meglio è utile) operare quelle scelte che prima avevamo rimandato. Scegliere significa “prendere” una direzione. Ed è una direzione che sentiamo dentro. Quindi prima di tutto prendere il tempo per “ascoltarsi” e poi scegliere. E sopratutto – poi – non avere rimpianti.

A cura del Dott. Corradin, Medico Chirurgo, Docente di Fitoterapia energetica e agopuntura.

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