Il tumore al seno: la prevenzione personalizzata

postato da Nicoletta Carbone il 28.04.2014
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Nel caso di tumore al seno la prevenzione più adottata si definisce secondaria perché si basa sulla scoperta di piccolissime e iniziali lesioni mammarie nella loro fase pre-tumorale: si tratta della cosiddetta “diagnosi precoce”. La diagnosi precoce è prescritta su vasta scala a tutte le donne dai 30 anni in poi perché il riscontro di lesioni mammarie nella fase iniziale ha dimostrato di aumentare la prospettiva di guarigione completa in caso di tumore. La prevenzione primaria prevede uno stile di vita adeguato con l’esercizio fisico di intensità moderata o alta almeno tre volte ogni settimana per (minimo) 50 minuti a sessione e un’alimentazione corretta.

Esistono fattori di rischio, come non avere allattato al seno, un’età oltre i 30 anni alla prima gravidanza, lo sviluppo puberale in età molto giovane e la menopausa tardiva, ed esiste un possibile tratto genetico cioè la cosiddetta familiarità: tutti questi elementi sono senza dubbio importanti ma nella maggioranza assoluta dei casi – circa il 70% – il tumore al seno si manifesta in donne che non hanno fattori di rischio nella storia personale e familiare, ecco perché la diagnosi precoce è consigliata a tutte.

L’esame principale per la diagnosi è la mammografia: gli screening per la diagnosi precoce si basano sulla mammografia. Dai 40 anni circa si inizia a fare la mammografia e si ripete ogni due anni fino ai 50 anni, poi ogni anno. L’altro esame importante è l’ecografia mammaria, che vede bene le lesioni nella mammella giovane e nella mammella densa: dai 30 anni in poi è consigliabile eseguirla ogni anno e non smettere finché è il radiologo a suggerirlo, mantenendo solo la mammografia. In pratica, ogni donna dai 40 anni in poi esegue sia mammografia che ecografia mammaria ogni anno.

Altri esami come la risonanza magnetica mammaria si usano in casi specifici su indicazione del medico e non sostituiscono la mammografia e l’ecografia. L’autopalpazione non è un esame di diagnosi precoce, serve per conoscere il proprio corpo e tenerlo genericamente sotto controllo ma l’ideale è trovare il tumore quando ancora non è palpabile.

Esistono tumori al seno (e non solo al seno) che hanno una base genetica trasmissibile all’interno di alcune famiglie. Conosciamo due geni principali denominati BRCA1 e BRCA2 la cui mutazione crea un rischio molto alto di tumore mammario e ovarico, e non sono gli unici geni del nostro DNA che hanno un ruolo nella facilitazione dello sviluppo tumorale. Solo per il tumore al seno stiamo studiando circa un centinaio di geni probabilmente connessi con la malattia. Nel caso della trasmissione genetica di DNA alterato che predisponga allo sviluppo di tumore i controlli e le procedure di protezione della donna (come la mastectomia profilattica o l’asportazione delle ovaie) devono essere diversi da quelli che si adottano nella popolazione generale, e discussi caso per caso.

Fare buona prevenzione significa indicare a ogni singola persona i controlli e le procedure corretti per età, per storia personale e familiare e per le aspettative sulla salute. La donna ha il diritto di conoscere, se lo desidera, il proprio profilo di rischio personale e l’eventuale rischio familiare, per applicare le informazioni ricevute allo stile di vita, alle scelte che riguardano, per esempio, la procreazione e ricevere la migliore diagnosi precoce con i controlli a un ritmo adatto e nei centri di eccellenza.

Per la personalizzazione dei controlli è utile il counseling genetico: una consulenza di questo genere si basa su un approccio multidisciplinare volto a identificare il rischio di ogni singola persona ma anche l’impatto che tale rischio può avere sulla psiche, sulle relazioni e sulle decisioni della persona stessa.

A cura di Alberto Luini, Direttore Divisione di Senologia e Co-Direttore Programma Senologia di IEO Istituto Europeo di Oncologia, Milano

Prevenire l’Alzheimer con il fitness della mente

postato da Nicoletta Carbone il 10.03.2014
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Mens sana, in corpore sano. Già duemila anni fa Giovenale aveva compreso la stretta correlazione tra mente e corpo; un rapporto che, nel tempo, è stato confermato anche da numerosi studi e che ormai è dato per assodato dalla comunità scientifica e medica.
Infatti, è stato provato che mantenere il corpo in salute con uno stile di vita sano ha effetti benefici anche sulla mente.
Il Dr. Paul Nussbaum della University of Pittsburgh School of Medicine ha confermato nel corso dei suoi studi come sia possibile preservare la salute del cervello, e quindi prevenire malattie neurodegenerative come l’Alzheimer, attraverso un preciso programma di fitness mentale che preveda, prima di tutto, una quotidiana attività fisica aerobica (per esempio, camminare) per aumentare il flusso di sangue al cervello.
Il fitness mentale prevede anche una corretta alimentazione che includa cibi ricchi di acidi grassi omega-3, come pesce azzurro e noci, di antiossidanti e vitamine.
In un programma di fitness mentale sono comprese anche delle buone pratiche con un impatto positivo sul cervello. Prima di tutto, bisogna stimolare la corteccia cerebrale attraverso delle attività mentali e costruttive, come leggere un libro, costruire un oggetto, studiare una nuova lingua o fare un passatempo mai provato prima. Si mantiene attiva la mente anche attraverso la socializzazione, trascorrendo il proprio tempo con altre persone. Infine, è importante coltivare la propria spiritualità, attraverso la meditazione e la riflessione, per rallentare giornalmente il proprio ritmo e ridurre lo stress.

A cura del Dott. Filippo Ongaro

Frutta secca

postato da Nicoletta Carbone il 14.10.2011
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Il consumo quotidiano di frutta secca puó aiutare a controllare il diabete di tipo 2 e prevenire cosí le sue possibili complicazioni. Secondo una nuova ricerca, pubblicata nel Diabetes Care (American Diabetes Association), un consumo quotidiano di circa 60 gr di frutta secca, in sostituzione dei carboidrati, può essere efficace nel controllo della glicemia e dei lipidi sieirci per le persone con diabete di tipo 2.
I ricercatori hanno notato che l’assunzione di grassi, soprattutto di acidi grassi monoinsaturi (MUFA), preserva il colesterolo HDL, il così detto “colesterolo buono“, migliorando  il controllo glicemico nei pazienti diabetici, anche se  le principali fonti di tali grassi non sono state ancora ben definite. Molti tipi di frutta secca, tra cui anacardi, noci e mandorle, contengono alti livelli di acidi grassi monoinsaturi MUFA, e sono già noti per avere potenziali effetti anti-diabete.

A cura del Dott. Marco Temporin, Medico Chirurgo, Specialista in Igiene e Medicina Preventiva.

L’importanza della prevenzione

postato da Nicoletta Carbone il 11.10.2011
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Si stima che ci siano circa 33-39 milioni di persone al mondo affette da Alzheimer e ci si aspetta che la prevalenza di questa grave malattie triplichi nei prossimi 40 anni. Si sente spesso dire che l’Alzheimer è una patologia che non si può prevenire. Ma sarà vero?
Un recente studio pubblicato su Lancet Neurology sembra indicare l’esatto contrario. I ricercatori indicano infatti 7 fattori di rischio modificabili attraverso interventi preventivi:

1) diabete
2) ipertensione
3) obesità
4) fumo
5) depressione
6) inattività mentale
7) sedentarietà.

I ricercatori sostengono che oltre metà dei casi di Alzheimer dipende da qualcuno di questi fattori. Sempre più ricerche ci indicano come malattie apparentemente lontane tra di loro condividono in realtà le stesse basi. Siamo di fronte ad un cambio epocale, ad un nuova medicina che non ha come obiettivo solo l’organo malato ma la cellula e che propone interventi preventivi che agiscono a molteplici livelli proteggendoci allo stesso tempo dalle malattie croniche della terza età.

A cura del Dott. Filippo Ongaro, Vice-Presidente Associazione Medici Italiani Anti-Aging (AMIA)

Quando hai fatto le analisi l’ultima volta?

postato da Nicoletta Carbone il 06.04.2011
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La prevenzione delle malattie passa anche attraverso piccoli e semplici gesti come l’analisi periodica del sangue e delle urine. Parlo ovviamente a chi non ha malattie croniche (come diabete o ipertensione) e che, magari in forza di una età giovane o di un aspetto “giovanile” ritiene di essere immune da rischi. Purtroppo non è così. Senza voler spingere all’ipocondria o allo spasmodico controllo delle proprie condizioni di salute, non bisogna dimenticare che alcune malattie, come appunto diabete o ipertensione, non si manifestano con sintomi riconoscibili, per cui è indispensabile “andarle a cercare”, appunto attraverso il controllo periodico degli esami del sangue. Tuttavia, anche i migliori intenzionati, spesso dimenticano questo appuntamento biennale o annuale, proprio in funzione del fatto che fra un appuntamento e l’altro passa troppo tempo. Che fare quindi? Un piccolo semplice espediente consiste nel rendere questo appuntamento un vero e proprio appuntamento da agenda, magari annotandolo sul calendario, si, proprio quello che avete in cucina, all’inizio dell’anno. Diventerà una ricorrenza, come onomastico o compleanno, dedicata alla nostra salute. Buona prevenzione!

A cura del Dott. Carlo Gargiulo, Medico di Famiglia

  • Un esperto per amico




    Attilio Speciani


    Specialista in Allergologia e immunologia clinica

     

    www.eurosalus.com





    Prof. Alberto Luini


    Direttore della divisione di senologia dello IEO






    Tetsugen Serra


    Maestro Zen - Fondatore della Mindfulzen: la Via di Consapevolezza

     

    www.mindfulzen.it

     

    www.monasterozen.it





    Prof. Antonino Di Pietro


    Direttore del Servizio di Dermatologia dell'Ospedale di Inzago (MI)

     

    www.antoninodipietro.it





    Dott. Francesco Aquilar


    Psicologo e Psicoterapeuta Cognitivista e Comportamentale

     

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    Claudio Belotti


    Coach

     

    www.claudiobelotti.it





    Luigi Sutera


    Consulente d'immagine






    Giuseppe Alfredo Iannoccari, Ph.D.


    Presidente Assomensana

     

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    Alessandra Rigoni


    Medico Chirurgo specialista in odontoiatria e ortodonzia a Milano






    Dott. Luca Avoledo


    Naturopata ed esperto di ecologia del corpo, nutrizione e salute naturale.

     

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    Dott. Fabio Rinaldi


    Specialista in dermatologia e venerologia, Presidente della Fondazione IHRF in Milano.

     

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    Prof. Alessandro Nanussi


    Responsabile del Centro di Gnato-posturologia e dolore cranio-faciale, Osp. S. Gerardo, Clinica Universitaria della Milano-Bicocca. Past president della Società Italiana di Odontostomatologia dello Sport.

     

    www.studiodentisticonanussicoraini.it





    Prof. Marco Temporin


    Medico Chirurgo. Specialista in Igiene e Medicina Preventiva.

     

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    Daniele Belloni


    Insegnante di yoga, scrittore e giornalista

     

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    Mauro Castiglioni


    Farmacista Cosmetologo esperto in preparazioni Galeniche. Consigliere all'Ordine dei Farmacisti di Milano. Consigliere Nazionale SI.F.A.P. (Società Italiana Farmacista Preparatori






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    Docente presso la Scuola Internazionale di Medicina Estetica, SIME di Roma e presso il Corso di Perfezionamento in Farmacia e Farmacologia Cliniche dell’Università di Padova






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    Direttore ricerche cliniche Istituto Derming

     

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    www.fidas.it

     

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