Campanelle

postato da Nicoletta Carbone il 16.09.2015
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DRIIIN…..

Rientro scolastico con le campanelle che cominciano a suonare.

DRIIIN…

Non solo quelle dalle note festose di fine ora ma anche quelle di funerea preoccupazione nella mente di tanti genitori.

DRIIIN…

Campanelle che erano state tranquille durante l’estate ma che con il riaprirsi delle porte delle scuole si risvegliano dal loro breve letargo. Segnali di quale pericolo? Quello che risveglia la vista degli zaini e del cumulo di libri che sono stati raccolti per l’anno alle porte. Immagini la cui somma terrorizza già all’idea dell’azione devastante che avranno ogni giorno sulle fragili schiene dei figli. Ma, se si esclude il naturale istinto di protezione di ogni genitore, è proprio vero che gli zaini scolastici rigonfi di materiale didattico possono comportare problemi alla colonna vertebrale?Se parliamo di scoliosi, che rappresenta la patologia maggiormente temuta, gli studi effettuati e la sperimentazione più recente hanno accantonato l’ipotesi che la  comparsa improvvisa di curve sia legata a posizioni scorrette, siano esse imposte da cattive abitudini o da obblighi istituzionali. Anche se la vera causa non è stata ancora identificata, quello che la ricerca scientifica più moderna afferma è che, se la colonna perde il suo allineamento, il motivo risiede in una sorta di piccolo difetto genetico, di cui sono stati già identificati degli elementi. E’ estremamente probabile che questa predisposizione innata possa essere favorita anche da fattori ambientali, per cui, l’utilizzo di corrette abitudini di comportamento motorio e di strategie posturali adeguate o, al limite,  di strumenti correttivi esterni, rappresenta un ostacolo efficace al suo sviluppo. Come dire, non siamo in grado di impedire che si manifesti, perché deriva da qualcosa su cui non abbiamo il controllo preventivo ma siamo decisamente in condizione di trattarla efficacemente.

Con buona pace del povero e bistrattato zaino.

A cura di Michele Romano, Fisioterapista Isico

Come stiamo in piedi?

postato da Nicoletta Carbone il 09.10.2012
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Nella nostra vita quotidiana ci capita spesso di dover stare in piedi, fermi: alla fermata di tram o autobus, allo sportello in banca o in posta, in casa quando siamo in bagno a lavarci o in cucina a preparare da mangiare. Ci siamo mai accorti di quale postura adottiamo?  Se dobbiamo stare in piedi a lungo tale postura deve farci sentire non solo stabili ma anche comodi. Lo siamo davvero? Proviamo a verificarlo insieme.

Mettiamoci in piedi nella nostra posizione standard, quella che usiamo normalmente. Chiudiamo gli occhi: solo così possiamo “sentire” davvero come stiamo, senza essere preda di troppe distrazioni (anche da soli, in una stanza apparentemente vuota, quelle che ci arrivano dall’ambiente che ci circonda, in particolare attraverso la vista, sono innumerevoli).

Per portare consapevolezza a come stiamo in piedi, verifichiamo innanzitutto la nostra stabilità.

Sentiamo com’è l’appoggio dei piedi al terreno e se nel corpo ci sono delle tensioni particolari. È  possibile che tendiamo a oscillare leggermente avanti e indietro, oppure che ci rendiamo conto di essere più rigidi di quanto pensavamo. Verifichiamo se sentiamo tensioni muscolari alle gambe, alla schiena, alla nuca, alle spalle, al collo, alle braccia, facendo una specie di scansione delle varie zone del corpo. Forse scopriremo di avere delle tensioni delle quali prima non eravamo consapevoli: rendersene conto è un primo passo.

Ci potremo accorgere per esempio di tenere le ginocchia tese indietro, rigide, con i polpacci anch’essi tesi: se così fosse, proviamo a lasciarle andare un po’, ovvero a fletterle appena in avanti uscendo dalla posizione tesa. E proviamo, di nuovo, a sentire come stiamo, cosa cambia. Questo piccolo intervento a livello di ginocchia è in realtà gigantesco, perché cambia tutto l’assetto del corpo.

Non solo. Forse ci accorgeremo di tenere le gambe divaricate, oppure i piedi aperti “a paperetta”. Infatti, dato che tenendo le ginocchia tese indietro non siamo stabili (un corpo rigido, a parità di altre variabili, è meno stabile di un corpo flessibile), allargare la base ci serve a compensare l’instabilità. Mettiamoci invece con le gambe e i piedi paralleli, posti alla distanza di circa quindici- venti centimetri tra loro: questa è la posizione fisiologica in piedi.

E perché è fondamentale non stare mai con le ginocchia rigide, tese all’indietro? Perché la rigidità di questa singola parte determina quella di tutte le altre parti del sistema-corpo. A ginocchia tese indietro, infatti, il bacino è bloccato, le natiche contratte, la colonna rigida, le spalle bloccate verso l’alto, la muscolatura dell’addome risucchiata in dentro. E il respiro si blocca al di sopra del diaframma, nella parte alta del petto.

Con le ginocchia leggermente flesse e rilassate, invece, anziché essere rigidi e contratti siamo in grado di rilassare tutto il sistema-corpo, visto che ogni elemento è collegato a tutti gli altri.

E soprattutto ci diamo la possibilità di respirare in tutto il tronco, pancia compresa, perché il

diaframma può alzarsi e abbassarsi liberamente e permettere alla gabbia toracica di espandersi e contrarsi, consentendo ai polmoni di fare altrettanto.

Non respirare liberamente anche nell’addome, inoltre, non ci permette di “sentire” e di essere in contatto con le nostre emozioni. Come ci insegna anche la saggezza popolare, è “con la pancia” e “nella pancia” che sentiamo profondamente la paura o la rabbia. E infatti spesso, anche senza accorgercene, riduciamo il respiro proprio per non sentire. La rigidità delle ginocchia, determinando rigidità in tutto il sistema, blocca anche il fluire dell’energia in tutto il corpo. Energia, in termini biologici, vuol dire circolazione del sangue: è con tale circolazione libera che il sangue può raggiungere la periferia, quindi anche mani e piedi, e portare a tutto il corpo il nutrimento di cui hanno bisogno le singole cellule che formano l’intero organismo.

La posizione con le ginocchia flesse, se non l’abbiamo mai adottata, può sembrarci all’inizio innaturale, persino un po’ scomoda, ma allenarci a una migliore mobilizzazione delle articolazioni e in particolare delle ginocchia ha un’enorme influenza su come stiamo e su come respiriamo.  Il consiglio è di esercitarci, tutte le volte che ci viene in mente, rendendoci conto di come stiamo in posizione eretta: tutte le volte, per esempio, che siamo costretti a stare in piedi, in casa o fuori, alla fermata di un autobus o in coda a uno sportello. E se ci accorgiamo di essere tesi, permettiamoci di lasciare andare le ginocchia e sentiamo l’effetto che fa.

A cura di Alessandra Callegari, Counselor, esperta di bioenergetica formatrice

Come sistemare una schiena che tende a incurvarsi

postato da Nicoletta Carbone il 28.09.2011
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Se guardate la seconda foto , osservate subito che la schiena della praticante è perfettamente diritta, senza quell’antiestetica e dolorosa curvatura dell’alto dorso che proprio va corretta!

Nella prima foto, vediamo le mani intrecciate dietro la schiena e le braccia ben lontane dal corpo. Se provate anche voi, vi rendete subito conto  che, così facendo, le vostre scapole tendono ad unirsi e se vi guardate di profilo nello specchio….la gobba non c’è più. Però siate diligenti nell’esecuzione  e non scoraggiatevi se le braccia, all’inizio, vorrebbero stare vicine ai glutei. Insistete, osservando le foto, a copiare esattamente l’esercizio. Sarete contenti…

A cura di Lisetta Landoni, Presidente Accademia di Kriya Yoga di Milano.

La nostra schiena

postato da Nicoletta Carbone il 09.05.2011
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Quando si osserva una persona che abitualmente tiene la schiena curva, si allude a un disturbo specifico -una cifosi – ovvero una curvatura patologica a livello della regione toracica della colonna vertebrale, maturata talvolta sui banchi di scuola o svelata nel corso degli anni da posizioni assunte a causa di un lavoro faticoso o semplicemente per un atteggiamento mentale negativo:una chiusura verso sé stessi e il mondo.

Ebbene, questa cifosi limita molto anche la nostra capacità respiratoria e coinvolge tutto il corpo in un atteggiamento  antiestetico  e “vecchieggiante.”

Esistono però molti esercizi mirati alla conversione di questa curvatura del dorso per poter poi accedere ad alcune posizioni dello Yoga e, nel quotidiano,  per recuperare un aspetto più elegante, più fiero, più giovanile…

Nelle foto vedrete prima un dorso cifotico e poi, man mano che le mani si intrecciano dietro la schiena e le braccia si allontanano dal corpo, osserverete le scapole vicinissime (nello Yoga si dice che “le scapole si guardano” ): segno dell’attività di muscoli dorsali profondi- i romboidi – responsabili dell’avvicinamento e dell’allontanamento della scapole.

Quando riusciamo a risvegliare i romboidi e ad usarli frequentemente, ogni giorno, è fatta….!

A cura di Lisetta Landoni, Presidente Accademia di Kriya Yoga di Milano

  • Un esperto per amico




    Attilio Speciani


    Specialista in Allergologia e immunologia clinica

     

    www.eurosalus.com





    Prof. Alberto Luini


    Direttore della divisione di senologia dello IEO






    Tetsugen Serra


    Maestro Zen - Fondatore della Mindfulzen: la Via di Consapevolezza

     

    www.mindfulzen.it

     

    www.monasterozen.it





    Prof. Antonino Di Pietro


    Direttore del Servizio di Dermatologia dell'Ospedale di Inzago (MI)

     

    www.antoninodipietro.it





    Dott. Francesco Aquilar


    Psicologo e Psicoterapeuta Cognitivista e Comportamentale

     

    www.aipcos.org





    Claudio Belotti


    Coach

     

    www.claudiobelotti.it





    Luigi Sutera


    Consulente d'immagine






    Giuseppe Alfredo Iannoccari, Ph.D.


    Presidente Assomensana

     

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    Alessandra Rigoni


    Medico Chirurgo specialista in odontoiatria e ortodonzia a Milano






    Dott. Luca Avoledo


    Naturopata ed esperto di ecologia del corpo, nutrizione e salute naturale.

     

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    Dott. Fabio Rinaldi


    Specialista in dermatologia e venerologia, Presidente della Fondazione IHRF in Milano.

     

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    Prof. Alessandro Nanussi


    Responsabile del Centro di Gnato-posturologia e dolore cranio-faciale, Osp. S. Gerardo, Clinica Universitaria della Milano-Bicocca. Past president della Società Italiana di Odontostomatologia dello Sport.

     

    www.studiodentisticonanussicoraini.it





    Prof. Marco Temporin


    Medico Chirurgo. Specialista in Igiene e Medicina Preventiva.

     

    www.marcotemporin.it





    Daniele Belloni


    Insegnante di yoga, scrittore e giornalista

     

    www.spazioshanti.org





    Mauro Castiglioni


    Farmacista Cosmetologo esperto in preparazioni Galeniche. Consigliere all'Ordine dei Farmacisti di Milano. Consigliere Nazionale SI.F.A.P. (Società Italiana Farmacista Preparatori






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    Ricercatore, Cosmetologo ed esperto di Nutraceutica
    Docente presso la Scuola Internazionale di Medicina Estetica, SIME di Roma e presso il Corso di Perfezionamento in Farmacia e Farmacologia Cliniche dell’Università di Padova






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    Dermatologa a Milano e Monza
    Direttore ricerche cliniche Istituto Derming

     

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    Raffaella Cicogna


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    Carlo Cazzaniga


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    Presidente Ass. Adas Fidas Parma - Consigliera Ass. Fidas Nazionale con delega alla comunicazione e alle nuove tecnologie - Consigliera Ass. Futura Parma

     

    www.fidas.it

     

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