Torniamo un po’ bambini

postato da Nicoletta Carbone il 07.01.2013
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Vogliamo rilassarci? Proviamo a farlo recuperando un po’ della flessibilità, della spontaneità, della giocosità da bambini… che purtroppo da adulti abbiamo perso.

Utilizziamo un materassino  o un tappetino poggiato sul pavimento. Ci mettiamo sdraiati sulla schiena, sentiamo come stiamo in questa posizione e cominciamo a sollevare le ginocchia, appoggiando i piedi sul materassino. Ricordiamoci sempre di respirare nella maniera più libera possibile, anche se non ci focalizziamo sul respiro ma sul movimento, il più ampio possibile. Appoggiamo la mano sinistra sul ginocchio sinistro e la destra sul destro, e cominciamo a massaggiarci la schiena, sentendo che possiamo avvicinare le ginocchia al petto e massaggiare la parte più alta della schiena, oppure allontanarle da noi e massaggiare la zona lombare.

Cerchiamo di essere creativi, chiudiamo gli occhi e abbandoniamoci alle sensazioni che possono emergere in questo movimento, utilizzando le ginocchia come una sorta di timone per muovere il corpo ed esplorare lo spazio, in una modalità sempre più ampia e più libera. Tirando su le gambe, muovendo i piedi, allargando le ginocchia e le gambe, avvicinandole e allontanandole, facendo la bicicletta, sbattendo i piedi, andando a fare emergere quella spontaneità che avevamo da piccoli, quando ci trovavamo in questa posizione e giocavamo con il nostro corpo.

Proviamo a recuperare la capacità di esplorare lo spazio intorno a noi proprio come facevamo da bambini: abbiamo perso questa modalità creativa di conoscere la realtà attraverso il corpo, che è di fatto il nostro contatto con il mondo, tramite i cinque sensi. Il tatto è collegato a tutta la superficie del corpo e nel contatto della pelle con l’aria stiamo utilizzando questo senso: l’esplorazione dello realtà circostante con il movimento nello spazio diventa un modo per conoscerci. Facciamolo prendendoci il tempo per “sentire” quello che stiamo facendo: ogni tanto ci fermiamo, chiudiamo gli occhi e sentiamo come stiamo.

Tiriamo su le gambe, muoviamoci utilizzando di nuovo le ginocchia e sentiamo che cosa cambia se in questa esplorazione dello spazio aggiungiamo la voce, cominciando a emettere dei suoni vocalici simili a quelli che potrebbe emettere un bambino piccolo. Può sembrare strano all’inizio, ma proviamo ad abbandonarci, come se ci “cullassimo” con dei suoni bambineschi.

La prima volta che facciamo un esercizio di questo genere è possibile che ci sentiamo ridicoli, perché abbiamo perso, diventando adulti, la capacità di contattare la spontaneità e la semplicità di quando eravamo bambini. Ma fare questo esercizio può esserci molto utile per vedere i nostri pudori da adulti e per verificare come, nel momento in cui ci permettiamo di farlo, poco per volta possiamo entrare in uno spazio di maggiore consapevolezza di noi stessi. E poi, di nuovo, ci abbandoniamo sul materassino e sentiamo come stiamo. Se la prima volta sarà difficile, la seconda un po’ meno, la terza un po’ meno ancora…

Un’altra modalità spontanea di usare il corpo come facevamo da bambini può essere quella di abbracciare un cuscino e sentire, con gli occhi chiusi, che possiamo utilizzarlo per “darci” qualcosa – un po’ come la coperta di Linus – recuperando, anche in questo caso, una modalità infantile di giocare con il corpo. Possiamo anche immaginare di abbracciare noi stessi, e questo gesto può essere molto nutriente. Diamoci il permesso di sperimentare posizioni diverse con il cuscino: tenendolo per aria, con le gambe, con le braccia, utilizzandolo come modo per esprimere la nostra spontaneità. Qualsiasi cosa ci venga da fare, va bene così. E alla fine possiamo rimanere in posizione fetale, su un fianco, e goderci per un po’ la possibilità di abbracciare noi stessi.

A cura di Alessandra Callegari, Counselor, esperta di bioenergetica, formatrice

Cibo e umore

postato da Nicoletta Carbone il 18.06.2012
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Alcuni alimenti hanno un forte potere di riequilibrio dell’umore: cioccolato (amaro), banane, albicocche, noci e altra frutta secca contengono magnesio e alcune sostanze che entrano direttamente nei circuiti cerebrali favorendo l’aumento del tono generale.
Tra mangiare un cracker o un biscotto e usare questi alimenti la scelta è quindi facile. È bene però ricordarsi che l’effetto più potente sullo stato psicoemotivo deriva sempre da una prima colazione ricca, abbondante e fatta con la calma dovuta.
Si produce infatti leptina, ormone che stimola adeguatamente tutte le altre funzioni ormonali, attivando gli aspetti positivi della personalità e migliorando il tono dell’umore.

A cura del Dott. Attilio Speciani, specialista in Allergologia e Immunologia clinica

Psicologia dello sport calcio (per chi lo ama e per chi lo detesta)

postato da Nicoletta Carbone il 07.06.2012
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Nella nostra società e nella nostra vita il gioco del calcio svolge numerose funzioni, che influenzano notevolmente sia gli amanti di questo sport, sia coloro che lo detestano. Innanzi tutto, possiamo prendere in considerazione la passione ampiamente condivisa, che consente di socializzare con gli altri in mille situazioni, e di effettuare azioni relazionalmente significative, tra le quali:

  1. Comunicazioni intense rapide, anche fra persone che si conoscono poco, e che trovano facilmente un argomento comune interessante, il quale può fungere da traino per eventuali ulteriori approfondimenti personali;
  2. Conversazioni tra amici e conoscenti, nelle quali il tema sport supporta emozioni di agonismo, competizione e cooperazione da poter poi generalizzare ad altri contesti: infatti ciascuno, in queste conversazioni, mostra i propri schemi mentali, etici ed emotivi;
  3. Spiegazioni tecniche e psicologiche che vengono scambiate, nelle quali ciascuno cerca di mostrare intelligenza, competenza e acume interpretativo, da reinvestire nell’interazione personale successiva, comunicando indirettamente le proprie strategie personali di pensiero e di condotta;
  4. Emozioni sociali generali attivate: agonismo-competizione per stabilire i criteri gerarchici, trionfo-sconfitta per condividere eventualmente sia il senso di supremazia che quello di abbattimento, e invidia-gelosia per il successo e il denaro ricco e improvviso al calcio connessi (ciò implica l’esposizione delle teorie personali generali sul successo, sul denaro, sul merito e sulle gerarchie di valori personali).

Ma anche la passione contestata consente numerose emozioni condivise ai detrattori e alle detrattrici del calcio, talvolta esprimibili in alcune affermazioni capaci di suscitare rapido consenso, quali ad esempio:

  • Avete visto che è tutto un imbroglio? (Implicazione: noi detrattori siamo più intelligenti);
  • Che noia quando i nostri compagni passano tutti i giorni a vedere partite e per di più a sentire sempre gli stessi commenti (Implicazione: noi detrattori abbiamo più interessi e siamo meno monotoni);
  • Date direttamente e indirettamente un sacco di soldi a persone che dovrebbero solo andare in galera! (Implicazione: noi detrattori siamo più bravi ad amministrare giustizia, tempo e risorse);
  • Piagnucoli per una sconfitta che magari è stata concordata a tavolino, ma sei un bambino! (Implicazione: gli adulti non dovrebbero appassionarsi a vedere calciatori milionari che giocano una partita che potrebbe essere truccata).

Sul piano individuale, poi, per molti il gioco del calcio può rappresentare sia un antidepressivo naturale che un fattore conoscitivo specifico, in grado di polarizzare interessi mentali ed emozioni potenti, mediati e condivisi dai giornali e dalla televisione: dalle azioni della squadra del cuore e dei suoi tifosi fino all’orgoglio patriottico nazionale. Per cui occuparsi di calcio può svolgere anche la funzione di allenamento alla comprensione delle interazioni tra persone e competenze, e quindi di decentramento cognitivo e di padronanza del comportamento, su molteplici livelli.

Intelligenze multiple, emozioni individuali, emozioni sociali, emozioni economiche, senso di giustizia e di ingiustizia subita, competenze tecniche, psicologia applicata e coesione nazionale: non c’è da meravigliarsi che intorno al calcio, pro o contro, si muovano le menti di milioni di persone. Occorre esserne consapevoli per:

  • Godere degli aspetti tecnico-agonistici, psico-sociali e anti-depressivi dello sport calcio, senza prenderli né prendersi troppo sul serio;
  • Sostenere e favorire, per quanto possibile a ciascuno, l’eliminazione dell’aspetto illegale che invece è serissimo;
  • Divertirsi a commentare uno sport come il calcio, pro o contro, che rappresenta comunque emozioni sociali rilevanti, diventando talvolta anche un’interessante metafora della vita.

A cura del Dott. Francesco Aquilar, psicologo e psicoterapeuta cognitivista e comportamentale, presidente dell’Associazione Italiana di Psicoterapia Cognitiva e Sociale (AIPCOS), Napoli.

  • Un esperto per amico




    Attilio Speciani


    Specialista in Allergologia e immunologia clinica

     

    www.eurosalus.com





    Prof. Alberto Luini


    Direttore della divisione di senologia dello IEO






    Tetsugen Serra


    Maestro Zen - Fondatore della Mindfulzen: la Via di Consapevolezza

     

    www.mindfulzen.it

     

    www.monasterozen.it





    Prof. Antonino Di Pietro


    Direttore del Servizio di Dermatologia dell'Ospedale di Inzago (MI)

     

    www.antoninodipietro.it





    Dott. Francesco Aquilar


    Psicologo e Psicoterapeuta Cognitivista e Comportamentale

     

    www.aipcos.org





    Claudio Belotti


    Coach

     

    www.claudiobelotti.it





    Luigi Sutera


    Consulente d'immagine






    Giuseppe Alfredo Iannoccari, Ph.D.


    Presidente Assomensana

     

    www.assomensana.it





    Alessandra Rigoni


    Medico Chirurgo specialista in odontoiatria e ortodonzia a Milano






    Dott. Luca Avoledo


    Naturopata ed esperto di ecologia del corpo, nutrizione e salute naturale.

     

    www.lucaavoledo.it

     

    www.studiodinaturopatia.it





    Dott. Fabio Rinaldi


    Specialista in dermatologia e venerologia, Presidente della Fondazione IHRF in Milano.

     

    www.studiorinaldi.com





    Prof. Alessandro Nanussi


    Responsabile del Centro di Gnato-posturologia e dolore cranio-faciale, Osp. S. Gerardo, Clinica Universitaria della Milano-Bicocca. Past president della Società Italiana di Odontostomatologia dello Sport.

     

    www.studiodentisticonanussicoraini.it





    Prof. Marco Temporin


    Medico Chirurgo. Specialista in Igiene e Medicina Preventiva.

     

    www.marcotemporin.it





    Daniele Belloni


    Insegnante di yoga, scrittore e giornalista

     

    www.spazioshanti.org





    Mauro Castiglioni


    Farmacista Cosmetologo esperto in preparazioni Galeniche. Consigliere all'Ordine dei Farmacisti di Milano. Consigliere Nazionale SI.F.A.P. (Società Italiana Farmacista Preparatori






    Andrea Fratter


    Ricercatore, Cosmetologo ed esperto di Nutraceutica
    Docente presso la Scuola Internazionale di Medicina Estetica, SIME di Roma e presso il Corso di Perfezionamento in Farmacia e Farmacologia Cliniche dell’Università di Padova






    Dott.ssa Adele Sparavigna


    Dermatologa a Milano e Monza
    Direttore ricerche cliniche Istituto Derming

     

    www.adelesparavigna.it





    Raffaella Cicogna


    Body&Mind Coach

     

    www.raffaellacicogna.com





    Carlo Cazzaniga


    Artigiano - Artista

     

    https://cutcarlocazzaniga.net/
    artigianeide.wordpress.com





    Ines Seletti


    Presidente Ass. Adas Fidas Parma - Consigliera Ass. Fidas Nazionale con delega alla comunicazione e alle nuove tecnologie - Consigliera Ass. Futura Parma

     

    www.fidas.it

     

    www.adasfidasparma.it


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