Il latte di soia diventa bevanda di soia

postato da web il 15.06.2017
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Anche se lo bevete in alternativa al latte vaccino e lo usate per macchiare il caffè, preparare il cappuccino o per ammorbidire l’impasto delle torte sappiate che qualcosa è cambiato. Non nella sostanza, ma nella forma o meglio nella dicitura. Una sentenza della corte di giustizia dell’unione europea ha stabilito che i prodotti puramente vegetali non possono essere commercializzati con denominazioni, come “latte”, che il diritto dell’Unione riserva ai prodotti di origine animale. Quindi  è latte quello che producono le mucche, le pecore, le capre, e non quel  liquido che viene prodotto, ad esempio dalla soia dal riso dalle mandorle. Lo stesso vale per il burro, lo yogurt, il formaggio eccetera. Ne parliamo con Attilio Speciani – specialista in allergologia e immunologia clinica a Milano…

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Latti diversi

postato da Nicoletta Carbone il 03.04.2014
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Una nostra fan ci racconta di avere scoperto, dopo lunghe ricerche, la causa delle sue ripetute dermatiti. Si tratta di una infiammazione da cibo dovuta ai latticini e ha quindi iniziato a sostituire il latte vaccino (che ama moltissimo) con il latte di riso, ottenendo la scomparsa dal viso delle squame e degli arrossamenti che la disturbavano da anni. La sua preoccupazione è quella che il latte di riso sia in realtà “povero” rispetto al latte vaccino e ci chiede consigli. In un adulto l’uso di un latte vegetale come quello di riso non comporta alcun problema, perché le diversità tra i latti vegetali e i latti animali si possono compensare attraverso l’assunzione di altri alimenti. Solo nel lattante questo sarebbe più difficile, dove l’uso esclusivo di latte di riso può determinare effettivamente alcune carenze se protratto per lungo tempo. Di fronte ad una reazione alimentare (una cosiddetta intolleranza) con una sintomatologia solo di tipo cutaneo, si può utilizzare uno schema di alimentazione a rotazione, evitando il latte vaccino per circa 3 giorni consecutivi e reintroducendolo poi il quarto giorno. Lo schema alimentare che io suggerisco di solito, nel rispetto della socialità e del gusto, è quello di mantenere “liberi” il sabato sera e la domenica, e un giorno infrasettimanale come il mercoledì. A fianco del latte di riso esistono comunque anche altri ottimi latti vegetali come quello di soia, quello di avena e quello di mandorla; quest’ultimo è particolarmente ricco di proteine nobili e spesso può essere sostituito al latte vaccino senza causare carenze.

A cura del Dott. Attilio Speciani

Fonti alternative, adeguate e salutari di calcio. Non solo latte

postato da Nicoletta Carbone il 14.10.2013
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In alcune culture il consumo di latte è sconosciuto, e questi popoli tipicamente assumono una media di 175-475 milligrammi di calcio al giorno. Nonostante ciò, queste popolazioni evidenziano bassi tassi di osteoporosi. Molti ricercatori sostengono che l’esercizio fisico e altri fattori influenzino maggiormente la comparsa di osteoporosi di quanto non sia in grado di fare la sola quantità di calcio della dieta. Il calcio viene perso continuamente attraverso le urine, le feci e il sudore, e queste perdite vengono reintegrate attingendo ai depositi di calcio nell’osso, che cede quindi calcio in continuazione. Il calcio immagazzinato nell’osso viene poi reintegrato con quello alimentare. Il fabbisogno di calcio cambia nel corso della vita. Durante l’infanzia e l’adolescenza è estremamente importante garantire adeguate assunzioni di calcio. Fino ai 30 anni circa, le perdite di calcio sono generalmente inferiori alle quantità assunte. Dopo questa età, l’organismo entra in una situazione di “bilancio negativo del calcio”, il che significa che le ossa iniziano a perdere più calcio di quello che riescono a fissare. Quando viene perso troppo calcio, le ossa diventano fragili od “osteoporotiche”. Il ritmo al quale il calcio viene perduto dipende, in parte, dal tipo e dalla quantità delle proteine della dieta e da alcune abitudini dello stile di vita.

Come ridurre le perdite di calcio:

Ecco i principali fattori che condizionano le perdite di calcio dall’organismo:

·         Le diete ad elevato contenuto di proteine aumentano le perdite di calcio con le urine. Le proteine animali sono responsabili di perdite di calcio molto maggiori rispetto alle proteine vegetali.

·         La caffeina aumenta le perdite di calcio con le urine.

·         Le diete ricche di sodio aumentano le perdite di calcio con le urine.

·         Le diete povere di Potassio aumentano le perdite di calcio.

·         L’alcol inibisce l’assorbimento intestinale di calcio.

·         L’esercizio fisico rallenta la perdita di tessuto osseo ed è uno dei più importanti fattori per la salute dell’osso.

Le fonti naturali e salutari di calcio

·         L’esercizio fisico e una dieta a moderato contenuto di proteine aiutano a mantenere forti le ossa.

·         Le migliori fonti vegetali sono:  Broccoli, Mandorle, Semi di Chia, Legumi, Arance, Melassa, Quinta, Semi di lino, Spinaci, Cavolo e Sesamo .

·         Le acque minerali ad elevato contenuto di calcio (oltre 300 mg/L) e povere di sodio (inferiore a 50 mg/L) costituiscono un’ottima fonte di calcio supplementare facilmente assimilabile. L’assunzione di 1.5-2 litri di acqua al giorno, preferibilmente fuori pasto, fornisce una quantità di calcio di almeno 450-600 mg.

A cura del Dott. Massimo Gualerzi

Dieta e colazione

postato da Nicoletta Carbone il 17.06.2013
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Se  non si vuole  ingrassare  ormai  è assodato  che bisogna  fare una buona colazione, numerosi  studi hanno evidenziato che una colazione troppo povera favorisce l’aumento di peso, l’affaticamento  fisico ed intellettuale.

Al mattino cereali, frutta, latte, semi oleosi e per chi lo desidera anche alimenti  proteici garantiscono una maggior energia per affrontare la giornata al meglio e mantenere il nostro consumo calorico ai massimi livelli.

A cura del Dott. Marco Temporin, Medico Chirurgo

Quando il lattosio non è il solo responsabile

postato da Nicoletta Carbone il 27.03.2012
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Quando si soffre di intolleranza al lattosio una delle “spiacevoli compagnie” è la sindrome del colon irritabile. Questo perché in molti casi la reazione allo zucchero del latte (lattosio) si accompagna ad una ipersensibilità nei confronti delle proteine del latte, presenti nei prodotti lattiero caseari di ogni tipo, anche quelli che non contengono lattosio. Così accade che molte persone, pur controllando attentamente la presenza di lattosio negli alimenti, continuino a manifestare reazioni intestinali. In questo caso vanno controllati nell’alimentazione tutti gli alimenti che contengono sia proteine del latte sia lattosio, senza mai escluderli completamente dalla dieta. Fin dall’inizio si devono lasciare almeno due giornate nella settimana in cui reintrodurre, in modo non esagerato, i cibi responsabili della reazione infiammatoria. In un caso di colon irritabile, ad esempio, questo tipo di dieta può essere seguito per tre – quattro settimane, poi si aumenta la reintroduzione in modo progressivo, e nel giro di 5-6 mesi si arriva nella maggior parte dei casi ad una reintroduzione quasi quotidiana (lasciando però almeno un giorno di controllo alla settimana, come per il vecchio “venerdì di magro”).

A cura del Dott. Attilio Speciali, specialista in Allergologia e Immunologia Clinica

Latti diversi

postato da Nicoletta Carbone il 02.03.2012
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I latti vegetali sono una vera miniera di salute e senza volere mantenere l’uso esclusivo di un tipo solo di latte, la semplice alternanza tra le diverse provenienze può aiutare a mantenere un’alimentazione più sana. Spesso chi soffre di intolleranza al latte crede di avere delle carenze dalla mancata utilizzazione del latte vaccino. Quando si è di fronte ad una allergia ritardata (intolleranza) si può comunque reintrodurre quell’alimento in modo progressivo fino a recuperare la piena tolleranza. Di certo le alternative non mancano. Il latte di riso ad esempio è un ottimo sostituto. Io preferisco quelli non dolcificati (ad esempio quello di riso basmati) perché molte marche aggiungono zucchero per ottenerne un gusto omogeneo. Ma anche latte di soia (che io chiedo rigorosamente senza aggiunta di calcio) e il latte di avena sono ottimi e il fantastico latte di mandorla, fatto dalle sole mandorle miscelate ad acqua ha un ottimo contenuto proteico e può consentire di superare qualsiasi problema nutrizionale.

A cura del Dott. Attilio Speciani, specialista in Allergologia e Immunologia clinica

  • Un esperto per amico




    Attilio Speciani


    Specialista in Allergologia e immunologia clinica

     

    www.eurosalus.com





    Prof. Alberto Luini


    Direttore della divisione di senologia dello IEO






    Tetsugen Serra


    Maestro Zen - Fondatore della Mindfulzen: la Via di Consapevolezza

     

    www.mindfulzen.it

     

    www.monasterozen.it





    Prof. Antonino Di Pietro


    Direttore del Servizio di Dermatologia dell'Ospedale di Inzago (MI)

     

    www.antoninodipietro.it





    Dott. Francesco Aquilar


    Psicologo e Psicoterapeuta Cognitivista e Comportamentale

     

    www.aipcos.org





    Claudio Belotti


    Coach

     

    www.claudiobelotti.it





    Luigi Sutera


    Consulente d'immagine






    Giuseppe Alfredo Iannoccari, Ph.D.


    Presidente Assomensana

     

    www.assomensana.it





    Alessandra Rigoni


    Medico Chirurgo specialista in odontoiatria e ortodonzia a Milano






    Dott. Luca Avoledo


    Naturopata ed esperto di ecologia del corpo, nutrizione e salute naturale.

     

    www.lucaavoledo.it

     

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    Dott. Fabio Rinaldi


    Specialista in dermatologia e venerologia, Presidente della Fondazione IHRF in Milano.

     

    www.studiorinaldi.com





    Prof. Alessandro Nanussi


    Responsabile del Centro di Gnato-posturologia e dolore cranio-faciale, Osp. S. Gerardo, Clinica Universitaria della Milano-Bicocca. Past president della Società Italiana di Odontostomatologia dello Sport.

     

    www.studiodentisticonanussicoraini.it





    Prof. Marco Temporin


    Medico Chirurgo. Specialista in Igiene e Medicina Preventiva.

     

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    Daniele Belloni


    Insegnante di yoga, scrittore e giornalista

     

    www.spazioshanti.org





    Mauro Castiglioni


    Farmacista Cosmetologo esperto in preparazioni Galeniche. Consigliere all'Ordine dei Farmacisti di Milano. Consigliere Nazionale SI.F.A.P. (Società Italiana Farmacista Preparatori






    Andrea Fratter


    Ricercatore, Cosmetologo ed esperto di Nutraceutica
    Docente presso la Scuola Internazionale di Medicina Estetica, SIME di Roma e presso il Corso di Perfezionamento in Farmacia e Farmacologia Cliniche dell’Università di Padova






    Dott.ssa Adele Sparavigna


    Dermatologa a Milano e Monza
    Direttore ricerche cliniche Istituto Derming

     

    www.adelesparavigna.it





    Raffaella Cicogna


    Body&Mind Coach

     

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    Carlo Cazzaniga


    Artigiano - Artista

     

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    Ines Seletti


    Presidente Ass. Adas Fidas Parma - Consigliera Ass. Fidas Nazionale con delega alla comunicazione e alle nuove tecnologie - Consigliera Ass. Futura Parma

     

    www.fidas.it

     

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