Meno sonno più grasso

postato da Nicoletta Carbone il 09.07.2015
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La mancanza regolare di sonno notturno viene indicata come un possibile fattore comportamentale implicato nella predisposizione al sovrappeso e alle complicazioni metaboliche associate all’eccesso di peso corporeo.
Numerosi studi hanno provato la fondatezza di un’associazione tra la mancanza cronica di sonno e la sovralimentazione e la predisposizione all’obesità, specialmente negli adolescenti. Tuttavia non sono chiari i meccanismi biologici alla base di questi comportamenti.
Un recente studio condotto dai ricercatori americani del New York Obesity Nutrition Research Center ha fornito per la prima volta una possibile spiegazione neurofisiologica per queste osservazioni, individuando un particolare circuito neuronale potenzialmente responsabile della scelta di cibi insalubri in risposta alla privazione cronica del sonno.
In conclusione, lo studio ha fornito per la prima volta evidenza di una relazione inversa tra l’attività cerebrale localizzata a livello dell’insula e l’assunzione di cibo e una maggiore attivazione di alcuni centri cerebrali inclusi nel sistema di appagamento e sensibilità agli stimoli del cibo, possibilmente a quello di tipo insalubre. Questo modello delinea così un potenziale meccanismo neuronale in grado di collegare la privazione cronica del sonno e la predisposizione allo sviluppo dell’obesità.

A cura di Marco Temporin, Medico Nutrizionista, Specialista in Igiene e Medicina Preventiva presso il C.M.S.R VENETO MEDICA di Altavilla Vicentina

E’ sempre necessario un farmaco ipnotico per curare l’insonnia?

postato da Nicoletta Carbone il 21.10.2011
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L’insonnia può essere espressione di condizioni patologiche molto diverse; è importante fare una accurata diagnosi prima di decidere qualunque terapia. L’identificazione delle cause dell’insonnia e, quando possibile, la loro eliminazione rappresentano il punto di partenza per ogni altro possibile intervento. Se ad esempio la somministrazione di un farmaco broncodilatatore determina insonnia in un paziente asmatico, la modificazione dello schema posologico o il cambiamento del farmaco può risolvere il disturbo del sonno senza attaccare direttamente il sintomo insonnia.

Talvolta variazioni dello stile di vita possono rappresentare una valida soluzione al problema. Tutti gli insonni dovrebbero osservare alcune semplici norme comportamentali, come ad esempio:

Coricarsi e svegliarsi sempre alla stessa ora, anche nei giorni feriali.
Svolgere regolare esercizio fisico,  ma non nelle 3-4 ore prima di coricarsi.
Ridurre nicotina, caffeina ed alcool nell’arco della giornata e astensione da queste sostanze  nelle 3-4 ore prima di coricarsi
Usare la camera da letto solo per dormire (non per vedere la televisione o per mangiare).
Evitare l’esposizione a fonti di luce (ad esempio il computer) nelle ore serali

Il trattamento dell’insonnia dovrà prevedere in un certo numero di casi un presidio farmacologico (spesso un ipnotico, ma a volte invece dovrà essere suggerito un farmaco antidepressivo oppure, come nel caso della sindrome delle gambe senza riposo, un farmaco dopaminergico). Possono essere indicate anche tecniche cognitivo-comportamentali. Nella terapia cognitivo-comportamentale (Cognitive-behavioral therapy, CBT) per l’insonnia convergono diverse tecniche che mirano ad affrontare l’insieme dei fattori cognitivi e comportamentali alla base dell’insonnia cronica. Nell’insonnia infatti possono riconoscersi diverse “distorsioni” cognitive: a) concezioni erronee sul bisogno di sonno e sugli effetti della sua perdita; b) attribuzioni erronee sulle cause dell’insonnia; c) tendenza ad amplificare le conseguenze del dormire poco e male; d) scarsa percezione di autoefficacia riguardo al proprio sonno. Queste distorsioni cognitive possono a loro volta produrre comportamenti inadeguati, come trascorrere a letto più tempo del necessario oppure dormire in orari inappropriati. La CBT si è dimostrata efficace nell’insonnia talora più della terapia con un farmaco ipnotico, con la peculiarità di mantenere l’effetto anche a lungo termine. La CBT è peraltro combinabile con un trattamento farmacologico.

Comunque, studi recenti hanno dimostrato che una terapia farmacologica è necessaria in circa il 70% dei casi di insonnia che giungono all’osservazione in un Centro specializzato di Medicina del Sonno. Il trattamento farmacologico, con la possibilità di interrompere rapidamente il circuito vizioso caratterizzato dalla triade coricamento-allertamento-insonnia, consente soprattutto di evitare l’instaurarsi di un condizionamento negativo che è spesso causa della cronicizzazione dell’insonnia stessa.

A cura del Dott. Ferini Strambi, Direttore Centro di Medicina del Sonno, Ospedale San raffaele, Milano.

L’insonnia ed il ritmo in medicina cinese

postato da Nicoletta Carbone il 30.09.2011
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L’insonnia è forse il sintomo più frequente nel mondo occidentale. Ed i farmaci che la trattano (in modo sintomatico…..) sono i più usati ed abusati. Allora vediamo un aspetto che più essere importante e che ci viene dalle “Prescrizione che valgono 1000 once d’ oro” di Sun Si Miao, uno dei grandi medici della Medicina cinese, del VII° secolo. Intanto possiamo dire che il sonno è in rapporto al Cuore della medicina cinese. Il cuore “energetico” non è soltanto “la pompa” che permette la circolazione del sangue ma è la serenità nella vita. è la serenità e la “leggerezza” nel sonno, è il grande controllore di tutti i movimenti di energia del corpo. Sun Si Miao diceva che il “cuore energetico” vive di rituali. Insomma per far “vivere” ad alimentare il proprio cuore sono necessari tecniche rituali (non si vive di solo pane..) che possono essere di vari tipi. Ed è la ritualità che aiuta e garantisce i “ritmi del corpo”. Un primo rituale particolarmente importante per “spegnere il cervello” è il seguente. Quando avete terminato il lavoro andate in piscina o a fare una corsa o comunque una leggera attività sportiva. Questa “spegne il cervello” per tanti motivi, ed uno dei principali è che stimola il ritmo del corpo”. Ovviamente anche i rituali “sacri” fanno bene al Cuore energetico (pregare, andare a messa ecc) così come tutte le tecniche di rilassamento (Yoga, training autogeno, Qi Gong ecc). Importante che la pratica venga ritualizzata ed interiorizzata. Questo significa farla diventare parte del nostro “stile di vita”.
Provate e vedrete che anche l’insonnia migliora, ovviamente a patto di continuarla nel tempo.

A cura del Dott. Corradin, Medico Chirurgo, Docente di Fitoterapia energetica e agopuntura.

Il perdono nella medicina cinese

postato da Nicoletta Carbone il 26.05.2011
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Un po’ tutte le medicine estremo orientali ed anche – ovviamente – molte tecniche analitiche (così come la religione) insistono su questo fatto: è necessario imparare a perdonare. Ricordo che la medicina cinese è una medicina  (spirito) psico – somatica e quindi  secondo questa filosofia medica le alterazioni energetiche si manifestano con sintomi sia sul corpo “che sulla mente”. Ad esempio i sentimenti che abbiamo associati alla mancanza di perdono sono sia psichici (ansia) sia psico fisici (insonnia) sia più squisitamente somatici (palpitazioni, squilibrio fra la parte alta del corpo – tonica – e la parte bassa del corpo – fredda e cellulitica). Che fare? Esistono dei punti che aiutano a “perdonare”. Si tratta del 7° punto del meridiano del polmone (si chiama Lie Que e significa riaggiustare qualcosa che si è alterato). Si trova 3 dita trasverse dietro la “tabacchiera anatomica” della mano sul  bordo del radio. Strisciare questo punto con la mano per 30 secondi finche non si arrossa (da entrambi i lati), a giorni alterni, aiuta a”perdonare” e quindi a vivere meglio (noi).

A cura del Dott. Corradin, Medico Chirurgo, Docente di Fitoterapia energetica e agopuntura.

  • Un esperto per amico




    Attilio Speciani


    Specialista in Allergologia e immunologia clinica

     

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    Prof. Alberto Luini


    Direttore della divisione di senologia dello IEO






    Tetsugen Serra


    Maestro Zen - Fondatore della Mindfulzen: la Via di Consapevolezza

     

    www.mindfulzen.it

     

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    Direttore del Servizio di Dermatologia dell'Ospedale di Inzago (MI)

     

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    Psicologo e Psicoterapeuta Cognitivista e Comportamentale

     

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