Mal di gola da aria condizionata? I rimedi naturali che risolvono

postato da Nicoletta Carbone il 23.06.2014
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E’ un classico: non vediamo l’ora che inizi la bella stagione, ma bastano pochi giorni di afa per farci salutare l’aria condizionata come l’invenzione del secolo. E così, complici gli sbalzi di temperatura, può ricomparire inaspettato il mal di gola, che credevamo di aver archiviato insieme all’inverno. Contro infiammazione, bruciore di gola e raucedine vengono in soccorso tre rimedi naturali specifici.

Ai primi sintomi: il tea tree oil. Grazie alle sue proprietà antisettiche e antinfiammatorie, l’olio essenziale di Melaleuca alternifolia è un toccasana, soprattutto se assunto non appena si avverte quella irritazione in fondo al palato che annuncia il mal di gola. Tenere in bocca per qualche secondo e poi inghiottire 3 gocce di tea tree oil 3 volte al giorno è spesso sufficiente a far regredire i disturbi iniziali di una malattia da raffreddamento. Per mitigare il sapore forte dell’aromaterapico potete diluire il tea tree oil in un cucchiaino di miele o, meglio ancora, di olio d’oliva (i grassi sono le sostanze più indicate per miscelare gli oli essenziali).

Se la voce se ne va: l’erisimo (Sisymbrium officinale). E’ una pianta nota anche come “erba dei cantori”, perché è un buon rimedio in caso di abbassamenti di voce e persino nella vera e propria afonia. Sono disponibili sul mercato prodotti in spray a base di erisimo, ma è efficace anche l’infuso. Preparate la tisana impiegando un cucchiaio di fiori e foglie di erisimo per tazza d’acqua e sorseggiatela o utilizzatela per fare gargarismi più volte durante la giornata.

Quando al mal di gola si accompagna il raffreddore: la propoli. E’ quel che fa per voi se avete scordato di prendere il tea tree oil e vi ritrovate con la gola ormai in fiamme e anche il naso gocciolante: le qualità antisettiche e cicatrizzanti della propoli vi aiuteranno a tornare presto in forma. Per calmare il bruciore di gola scegliete le comode formulazioni spray senza alcol che si trovano in commercio (2-3 spruzzi 3 volte al giorno). Se c’è bisogno di intervenire anche sui sintomi del raffreddore optate per 1-2 compresse di estratto secco titolato e standardizzato in galangina, prendendole 2-3 volte al giorno.


A cura del Dott. Luca Avoledo


Istruzioni per l’uso creativo della tristezza autunnale

postato da Nicoletta Carbone il 09.10.2013
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L’autunno ci prende alla gola, a volte. Non solo per i raffreddori, ma anche per una sensazione di tristezza avvolgente che, per alcune persone, rappresenta un problema che tutti gli anni torna a farsi sentire in modo assai coinvolgente. Giornate più corte, freddo e umido che entrano nelle ossa, routine quotidiana che ammanetta, tempo che vola via infelice o che non passa mai, pensieri nostalgici che entrano in mente piano piano logorando il presente, quasi senza accorgersene. Il passato sembra bellissimo (e non sempre lo era) e il presente terribilmente negativo. A volte tutta la vita sembra essere stata un intero autunno dell’anima, senza soluzioni di continuità. Qualcuno arranca, qualcun altro cerca nella seduzione o nel corteggiamento una “botta di vita” per non pensare. La tristezza autunnale invita invece subdolamente altre persone a ritirarsi, a ripiegarsi su se stesse, ad andare in pensione dall’esistenza, anche se si hanno solo venti o trent’anni, che sembrano essere stati trent’anni di galera, per i sensibili nemici dell’autunno.

Altri vanno proprio in letargo, come gli orsi: è un letargo che consente di fare lo stretto necessario, come lavorare, tornare a casa, mangiare, intontirsi un po’ con la televisione, andare a letto,  aspettare Natale per una settimana di contenuti bagordi, riandare in letargo, e aspettare dormendo in piedi la primavera, con i seni che finalmente spuntano dai cappotti aperti e i boccioli chiusi, colorati e profumati che finalmente spuntano dalle piante.

Certe persone sono talmente abituate al ritmo spento dell’autunno-inverno che ormai non se ne accorgono più: per loro è diventato normale rinunciare a questi mesi, avendo dimenticato che così si auto-tranciano via metà dell’anno e del tempo che abbiamo a disposizione.

Proviamo a ristrutturare tutto questo grigiore, che non è affatto obbligatorio, provando a gestire la nostra eventuale tristezza autunnale esagerata con piccole auto-istruzioni:

1.      Legittimiamo la tristezza. Abbiamo tutti diritto ad essere un po’ “autunnopatici”, tuttavia possiamo riconoscerla e ribellarci gentilmente alla sua tirannia;

2.      Ridimensioniamo la tristezza. Il primo antidoto alla tristezza eccessiva è rappresentato dalle relazioni sociali significative. Abbiamo un amico, un’amica, un parente, una persona cara che non vediamo da qualche tempo? Proviamo ad osare a chiamarli, o a inviar loro un’educata e-mail o un affettuoso sms, e invitiamoli a fare qualcosa insieme. Non prendiamo però come offesa personale un eventuale rifiuto: non è necessariamente un rifiuto a noi, può esserci una situazione particolare. Passiamo oltre allora, e sorridendo invitiamo qualcun altro;

3.      Passeggiamo con ogni tempo. Uscire per strada, ben attrezzati, ci consente di ricevere nuovi stimoli poli-sensoriali (visivi, uditivi, tattili, olfattivi e gustativi) e anche di correre il rischio – stavolta positivo – di incontrare conoscenti simpatici. Allora prendiamo l’impermeabile e godiamoci l’esterno;

4.      Creiamo qualcosa di autunnale. Proviamo ad esprimere l’emozione dell’autunno in un modo nuovo, ad esempio “inventando” una poesia, un raccontino sereno (non un “noir”, per carità!), un quadro, una canzone, una suppellettile, un piatto in cucina. In questo modo, porremo l’autunno “fuori” da noi e cominceremo ad elaborarne la presenza in maniera vitale.

5.      Progettiamo due gite fuori porta al mese. Non importa quanto il luogo sia lontano, ma è importante auto-costringerci compassionevolmente, prenotando qualcosa o prendendo appuntamento con qualcuno. L’autunno può avere un fascino straordinario, anche per coloro che fino ad oggi lo odiavano senza mezze misure. Le mezze stagioni esistono, e possiamo godercele se sappiamo come fare!

Per saperne di più: Aquilar F., Pugliese M.P., a cura di, Psicoterapia cognitiva della depressione, Edizioni Franco Angeli, Milano.

A cura del Dott. Francesco Aquilar

La voce ritorna con l’Erisimo

postato da Nicoletta Carbone il 16.12.2011
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L’Erisimo deve la sua fama erboristica alla proprietà di alleviare le infiammazioni della gola; esso risolve la raucedine e l’afonia (abbassamento o perdita momentanea della voce) conseguenti a laringiti, faringiti e tracheiti acute o croniche, e in genere le irritazioni delle prime vie aeree dovute a tosse, influenza e raffreddore. L’Erisimo è inoltre indicato per lenire le gole infiammate dei fumatori.I principi attivi dell’Erisimo sono poco noti: le attuali conoscenze tendono ad attribuirne l’azione antiinfiammatoria alla presenza di composti solforati del tipo di quelli del Rafano e del Crescione.

A cura del Dott. Marco Temporin, Medico Chirurgo

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