Affrontare i crampi

postato da Nicoletta Carbone il 03.03.2014
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Se non ci sono altri disturbi già noti (come problematiche renali o cardiache), i crampi alle gambe, soprattutto se notturni, possono essere dovuti a uno squilibrio nella presenza di Potassio, Calcio e Magnesio nell’organismo. Talvolta questo avviene anche perché da anni si stanno assumendo farmaci di cui quasi non ci si ricorda (come avviene per le “pilloline” per la pressione o per i farmaci per l’osteoporosi) oppure farmaci presi per altri motivi come digitale, diuretici o cortisonici, che darebbero a questi disturbi una giustificazione molto precisa. Per intervenire sui crampi si possono utilizzare dei composti minerali da fare assumere per un periodo di 20 giorni a base di Potassio (al mattino) e di Magnesio (alla sera). In alternativa si può prevedere l’assunzione di oligoelementi con lo stesso scopo. È anche utile sapere che l’apporto di Magnesio è dato dalla utilizzazione di verdure a foglia larga, di spinaci, di semi oleosi come le nocciole le noci e le arachidi e soprattutto di Cacao (da usare sotto forma di cioccolato di preferenza “nero” e con il minimo quantitativo possibile di zucchero aggiunto). Il Potassio si integra mangiando patate bollite (un po’ indietro di cottura) al posto di pane e cracker, aiutando così l’organismo anche a ridurre il sale presente nell’alimentazione.

A cura del Dott. Attilio Speciani

Per avere gambe leggere

postato da Nicoletta Carbone il 21.05.2013
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Per avere gambe leggere occorre evitare di restare troppo a lungo seduti o in piedi. Per riattivare la circolazione, ogni venti minuti, è consigliabile fare qualche passo veloce e sollevarsi leggermente sulla punta dei piedi. E’ inoltre bene inserire nella dieta i frutti di bosco e l’ananas.

A cura del prof. Antonino Di Pietro, Direttore del servizio di Dermatologia dell’Ospedale di Inzago (MI)

Lo stretching delle gambe e delle braccia per dire addio allo stress e ritrovare benessere

postato da Nicoletta Carbone il 28.02.2013
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Ci mettiamo sdraiati sulla schiena, con le gambe un po’ divaricate e le braccia dietro alla testa aperte a V tra di loro, in modo da creare una sorta di X con il corpo e i quattro arti.

Faremo un progressivo stiramento/allungamento dei quattro arti, in armonia con la respirazione, in una modalità lenta, mirata e consapevole.

Cominceremo con degli allungamenti singoli, arto per arto, per poi fare degli allungamenti complessivi. Nella fase di allungamento inspiriamo, cerchiamo di trattenere l’inspirazione per qualche secondo restando in apnea, espandendo il tronco dall’addome al torace, e poi lasceremo andare l’arto, liberandolo dall’allungamento, nella fase di espirazione.

1) Cominciamo con l’allungamento degli arti superiori.

a) Partiamo con il braccio destro: lo allunghiamo indietro, con il palmo della mano rivolto verso l’alto, inspirando dal naso; tratteniamo il respiro per qualche secondo, cercando di allungarci ancora un po’ di più e sentendo che in questo movimento coinvolgiamo tutta la muscolatura anche del tronco fino al bacino; poi lasciamo andare, espirando dalla bocca e facendo uscire, eventualmente, anche un nostro suono.

b) Dopo qualche secondo passiamo al braccio sinistro. Facciamo esattamente quello che abbiamo fatto con il braccio destro.

2) Aspettiamo qualche secondo, respirando in modo rilassato, poi passiamo agli arti inferiori.

a) Cominciamo con la gamba sinistra: per allungarla puntiamo il piede verso il basso (allungando così la muscolatura anteriore), mentre inspiriamo dal naso. Tratteniamo il respiro per qualche secondo, cercando di allungarci ancora un po’ di più e sentendo che in questo movimento coinvolgiamo tutta la muscolatura della gamba e della coscia fino al bacino; poi lasciamo andare, espirando dalla bocca e facendo uscire, eventualmente, anche un nostro suono.

b) Dopo qualche secondo passiamo alla gamba destra. Rifacciamo esattamente quello che abbiamo fatto con l’altra gamba.

3) Aspettiamo qualche secondo, respirando in modo rilassato, e torniamo agli arti superiori.

Allunghiamo le due braccia insieme. Inspiriamo sempre gonfiando l’addome e coinvolgendo tutto il tronco, allunghiamo bene le braccia indietro, tratteniamo il respiro per qualche secondo sentendo che l’allungamento coinvolge tutto il tronco fino al bacino, poi lasciamo andare le braccia espirando dalla bocca e facendo uscire il nostro suono.

4) Aspettiamo qualche secondo, respirando in modo rilassato, e passiamo agli arti inferiori.

Allunghiamo le due gambe insieme. Inspiriamo sempre gonfiando l’addome e coinvolgendo tutto il tronco, allunghiamo bene le gambe, ma questa lo facciamo puntando i piedi a martello (ovvero puntando il piede verso l’alto), allungando così la muscolatura posteriore). Tratteniamo il respiro per qualche secondo sentendo che l’allungamento coinvolge le gambe fino al bacino e all’addome, poi lasciamo andare le gambe, espirando dalla bocca e facendo uscire il nostro suono.

5) Aspettiamo qualche secondo, respirando in modo rilassato, e passiamo agli allungamenti laterali.

a) Cominciamo con il lato destro del corpo: allunghiamo contemporaneamente il braccio destro all’indietro e la gamba destra puntando in giù il piede. Inspiriamo gonfiando l’addome e poi espandendo il torace coinvolgendo tutto il tronco, tratteniamo il respiro per qualche secondo sentendo che l’allungamento coinvolge tutta la metà destra del corpo, poi lasciamo andare il braccio e la gamba, espirando dalla bocca e facendo uscire il nostro suono.

b) Aspettiamo qualche secondo, respirando in modo rilassato, e cambiamo lato, passando al lato sinistro del corpo: allunghiamo contemporaneamente il braccio sinistro all’indietro e la gamba sinistra puntando in giù il piede. Facciamo quello che abbiamo fatto con l’altro lato del corpo.

6) Aspettiamo qualche secondo, respirando in modo rilassato, e passiamo agli allungamenti in diagonale.

a) Cominciamo con l’allungare contemporaneamente il braccio sinistro all’indietro e la gamba destra mettendo il piede a martello (ovvero puntando il piede verso l’alto). Inspiriamo gonfiando l’addome e poi espandiamo il torace coinvolgendo tutto il tronco. Tratteniamo il respiro per qualche secondo sentendo che l’allungamento coinvolge praticamente tutto il corpo, poi lasciamo andare il braccio e la gamba, espirando dalla bocca e facendo uscire il nostro suono.

b) Facciamo qualche secondo di pausa in cui respiriamo in modo rilassato, e cambiamo diagonale.

Passiamo ad allungare contemporaneamente il braccio destro all’indietro e la gamba sinistra puntando in giù il piede. Facciamo quello che abbiamo fatto con l’altra diagonale.

7) Aspettiamo qualche secondo, respirando in modo rilassato, e concludiamo con un allungamento di tutti e quattro gli arti insieme.

Allunghiamo contemporaneamente le due braccia all’indietro e le due gambe puntando i piedi verso il basso. Inspiriamo gonfiando l’addome e poi espandiamo il torace, coinvolgendo tutto il tronco. Tratteniamo il respiro per qualche secondo sentendo che l’allungamento coinvolge tutto il corpo estendendosi dalla testa ai piedi, poi lasciamo andare braccia e gambe, espirando dalla bocca e facendo uscire il nostro suono.

8) E infine ci riposiamo, respirando in modo rilassato e posizionando le braccia lungo il corpo. Sempre a occhi chiusi, ci dedichiamo qualche minuto di relax e di ascolto/osservazione, per sentire come stiamo, cosa è successo nel corpo, quali sensazioni ed emozioni sono eventualmente merse.

Questo esercizio è un buon modo per allungare tutto il corpo facendo uno stretching progressivo, sempre accompagnato dal respiro. Lo possiamo fare in qualsiasi momento della giornata, e in particolare dopo una situazione di stress pesante, quando sentiamo che abbiamo bisogno di distenderci.

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Una variante/aggiunta può essere, dopo il punto 4):

4b) Aspettiamo qualche secondo, respirando in modo rilassato, e torniamo agli arti superiori.

Allunghiamo le due braccia insieme intrecciando le dita delle mani fra loro e voltando i palmi verso l’alto. Inspiriamo sempre gonfiando l’addome e coinvolgendo tutto il tronco, allunghiamo bene le braccia indietro, tratteniamo il respiro per qualche secondo sentendo che l’allungamento coinvolge tutto il tronco fino al bacino, poi lasciamo andare le braccia espirando dalla bocca e facendo uscire il nostro suono.

Riprendiamo dal punto 5).

A cura di Alessandra Callegari, Counselor, esperta di  bioenergetica e formatrice

Gambe pesanti. Cosa fare?

postato da Nicoletta Carbone il 12.12.2012
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Alcuni semplici accorgimenti permettono di alleviare la pesantezza alle gambe. Per prima cosa è importante fare movimento, camminando per almeno mezz’ora al giorno. Quando si fa il bagno occorre evitare l’acqua bollente che provoca vasodilatazione, peggiorando lo stato delle vene. Per stimolare la circolazione si possono sfruttare i getti alternati – caldi e freddi – della doccia. Di notte è utile dormire con le gambe sollevate inserendo un cuscino sotto il materasso.

A cura del Prof. Antonino Di Pietro, Direttore del servizio di dermatologia dell’ospedale di Inzago (MI)

Un “molleggio” energetico

postato da Nicoletta Carbone il 18.10.2012
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Tenere le ginocchia leggermente flesse quando stiamo in piedi da fermi fa una grande differenza: ci consente di non essere rigidi in tutto il corpo e di poter respirare più liberi e in maniera più profonda, attivando anche la muscolatura addominale.

Ora vediamo un semplice esercizio da fare in piedi, per attivare la nostra energia.

Tenendo dunque le ginocchia flesse, proviamo a molleggiarci appena: andiamo su e giù con le gambe ritmicamente, senza interruzioni, in un movimento fluido e non a scatti.

Proviamo a eseguire questo molleggio sulle gambe sia a occhi chiusi sia a occhi aperti, per vedere che cosa cambia nella percezione del nostro corpo e di noi stessi.

Sentiamo se in questo molleggio possiamo permetterci davvero di rilassare il corpo un po’ di più: portiamo l’attenzione alle varie articolazioni, dalle spalle, ai gomiti e ai polsi, dalle ginocchia alle caviglie, e naturalmente al bacino che è lo snodo principale del corpo, respirando normalmente.

Lasciamo andare le braccia e le spalle, sentiamo che il corpo sobbalza rilassato, che anche la testa può muoversi sul collo liberamente, e lasciamo la bocca socchiusa in espirazione, in modo che possano uscire eventuali suoni.

Proviamo a vedere se facendo questo molleggio sentiamo un piccolo beneficio: una maggiore libertà e un maggiore rilassamento nel corpo, rispetto alla posizione di rigidità che ci è consueta quando stiamo in piedi. Uscire dalla rigidità della nostra postura può costituire il primo passo nel nostro percorso di consapevolezza corporea.

Se ne sentiamo il beneficio, potremo cominciare a prenderci un paio di minuti, nel nostro quotidiano, per molleggiarci sulle gambe tutte le volte che vogliamo “scioglierci” un po’. Lo possiamo fare ovunque: a casa o sul lavoro, eventualmente andando in bagno se non siamo da soli e non vogliamo farci vedere dagli altri.

L’invito è, infatti, a prenderci il tempo di esercitarci, di volta in volta, con i vari esercizi che vi proporremo, sperimentando giorno dopo giorno come stiamo nel corpo: avremo così modo di verificare che solo l’esperienza corporea può farci capire come stiamo.

A cura di Alessandra Callegari, Counselor

Gonfiori alle gambe e ginnastica in acqua

postato da Nicoletta Carbone il 03.07.2012
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La ginnastica in acqua è un vero toccasana per la circolazione e di conseguenza anche per i gonfiori agli arti inferiori. Il “massaggio” dell’acqua sulle gambe facilita il ritorno venoso, cioè la risalita del sangue verso il cuore, migliorando la circolazione e l’ossigenazione del corpo. I vasi sanguigni diventano quindi più elastici, con un duplice vantaggio: riduzione del gonfiore e miglioramento dell’aspetto estetico.

A cura del Dott. Antonino Di Pietro

Rendere la ceretta meno dolorosa

postato da Nicoletta Carbone il 12.10.2011
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Prima di fare la ceretta è consigliabile sottoporre le aree interessate a impacchi di acqua calda che ammorbidiscono la pelle e dilatano i pori, semplificando la depilazione. È poi utile applicare sulla cute un lieve velo di talco. La ceretta agirà così direttamente sui peli e meno sulla pelle, con una conseguente diminuzione del dolore.

A cura del Prof. Antonino Di Pietro, Direttore del Servizio di Dermatologia dell’Ospedale di Inzago (MI)

Gambe forti e schiena protetta

postato da Nicoletta Carbone il 06.09.2011
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Un esercizio semplice – e un po’ faticoso – ma ottimo per rinforzare la muscolatura delle gambe e, di conseguenza, sostenere la schiena con maggior vigore.
Guardate nella prima foto la posizione di partenza: poi piegate la gamba sinistra portando la coscia parallela al suolo. Le mani, sovrapposte, si appoggiano sul ginocchio, ma bisogna evitare di scaricarvi tutto il peso dell’esercizio.
Mantenere la posizione 1 minuto, respirando tranquillamente  con il naso, poi estendere la gamba come per tornare alla posizione di partenza.
Ripetere  il  piegamento e l’estensione  per 5 volte e poi fare  altrettanto dall’altra parte.
Mi raccomando: non barate!
Tenere questa posizione per 1 minuto è molto ma i benefici, nel tempo, sono grandissimi. Praticate ogni giorno.

A cura di Lisetta Landoni, Presidente Accademia di Kriya Yoga di Milano.

  • Un esperto per amico




    Attilio Speciani


    Specialista in Allergologia e immunologia clinica

     

    www.eurosalus.com





    Prof. Alberto Luini


    Direttore della divisione di senologia dello IEO






    Tetsugen Serra


    Maestro Zen - Fondatore della Mindfulzen: la Via di Consapevolezza

     

    www.mindfulzen.it

     

    www.monasterozen.it





    Prof. Antonino Di Pietro


    Direttore del Servizio di Dermatologia dell'Ospedale di Inzago (MI)

     

    www.antoninodipietro.it





    Dott. Francesco Aquilar


    Psicologo e Psicoterapeuta Cognitivista e Comportamentale

     

    www.aipcos.org





    Claudio Belotti


    Coach

     

    www.claudiobelotti.it





    Luigi Sutera


    Consulente d'immagine






    Giuseppe Alfredo Iannoccari, Ph.D.


    Presidente Assomensana

     

    www.assomensana.it





    Alessandra Rigoni


    Medico Chirurgo specialista in odontoiatria e ortodonzia a Milano






    Dott. Luca Avoledo


    Naturopata ed esperto di ecologia del corpo, nutrizione e salute naturale.

     

    www.lucaavoledo.it

     

    www.studiodinaturopatia.it





    Dott. Fabio Rinaldi


    Specialista in dermatologia e venerologia, Presidente della Fondazione IHRF in Milano.

     

    www.studiorinaldi.com





    Prof. Alessandro Nanussi


    Responsabile del Centro di Gnato-posturologia e dolore cranio-faciale, Osp. S. Gerardo, Clinica Universitaria della Milano-Bicocca. Past president della Società Italiana di Odontostomatologia dello Sport.

     

    www.studiodentisticonanussicoraini.it





    Prof. Marco Temporin


    Medico Chirurgo. Specialista in Igiene e Medicina Preventiva.

     

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    Daniele Belloni


    Insegnante di yoga, scrittore e giornalista

     

    www.spazioshanti.org





    Mauro Castiglioni


    Farmacista Cosmetologo esperto in preparazioni Galeniche. Consigliere all'Ordine dei Farmacisti di Milano. Consigliere Nazionale SI.F.A.P. (Società Italiana Farmacista Preparatori






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    Ricercatore, Cosmetologo ed esperto di Nutraceutica
    Docente presso la Scuola Internazionale di Medicina Estetica, SIME di Roma e presso il Corso di Perfezionamento in Farmacia e Farmacologia Cliniche dell’Università di Padova






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    Dermatologa a Milano e Monza
    Direttore ricerche cliniche Istituto Derming

     

    www.adelesparavigna.it





    Raffaella Cicogna


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    Carlo Cazzaniga


    Artigiano - Artista

     

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    Ines Seletti


    Presidente Ass. Adas Fidas Parma - Consigliera Ass. Fidas Nazionale con delega alla comunicazione e alle nuove tecnologie - Consigliera Ass. Futura Parma

     

    www.fidas.it

     

    www.adasfidasparma.it


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