Prevenire l’Alzheimer con il fitness della mente

postato da Nicoletta Carbone il 10.03.2014
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Mens sana, in corpore sano. Già duemila anni fa Giovenale aveva compreso la stretta correlazione tra mente e corpo; un rapporto che, nel tempo, è stato confermato anche da numerosi studi e che ormai è dato per assodato dalla comunità scientifica e medica.
Infatti, è stato provato che mantenere il corpo in salute con uno stile di vita sano ha effetti benefici anche sulla mente.
Il Dr. Paul Nussbaum della University of Pittsburgh School of Medicine ha confermato nel corso dei suoi studi come sia possibile preservare la salute del cervello, e quindi prevenire malattie neurodegenerative come l’Alzheimer, attraverso un preciso programma di fitness mentale che preveda, prima di tutto, una quotidiana attività fisica aerobica (per esempio, camminare) per aumentare il flusso di sangue al cervello.
Il fitness mentale prevede anche una corretta alimentazione che includa cibi ricchi di acidi grassi omega-3, come pesce azzurro e noci, di antiossidanti e vitamine.
In un programma di fitness mentale sono comprese anche delle buone pratiche con un impatto positivo sul cervello. Prima di tutto, bisogna stimolare la corteccia cerebrale attraverso delle attività mentali e costruttive, come leggere un libro, costruire un oggetto, studiare una nuova lingua o fare un passatempo mai provato prima. Si mantiene attiva la mente anche attraverso la socializzazione, trascorrendo il proprio tempo con altre persone. Infine, è importante coltivare la propria spiritualità, attraverso la meditazione e la riflessione, per rallentare giornalmente il proprio ritmo e ridurre lo stress.

A cura del Dott. Filippo Ongaro

Ritornare bambini. Esercizi utili per recuperare la flessibilità del nostro corpo

postato da Nicoletta Carbone il 06.03.2013
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Utilizziamo un materassino o il letto. Ci mettiamo sdraiati, sentiamo come stiamo in questa posizione e cominciamo a sollevare le ginocchia, appoggiando i piedi sul materasso. Ricordiamo sempre di respirare nella maniera più libera possibile, anche se non ci focalizziamo sul respiro quanto sul movimento, il più possibile libero e ampio.

Appoggiamo la mano sinistra sul ginocchio sinistro e la destra sul destro, e cominciamo a utilizzare le ginocchia per massaggiarci la schiena, sentendo che possiamo avvicinare le ginocchia al petto e andare a massaggiare la parte più alta della schiena, oppure allontanarle da noi e andare a massaggiare la zona lombare.

Cerchiamo di mettere un po’ di creatività in questo esercizio: proviamo a chiudere gli occhi e ad abbandonarci alle sensazioni che possono emergere in questo movimento, sentendo che possiamo utilizzare le ginocchia come una sorta di timone per muovere il corpo ed esplorare lo spazio intorno al corpo, in una modalità sempre più ampia e più libera.

Tirando su le gambe, muovendo i piedi, allargando le ginocchia e le gambe, avvicinandole e allontanandole, facendo la bicicletta, sbattendo i piedi, andando a fare emergere quella spontaneità che avevamo da bambini, quando da piccoli ci trovavamo in questa posizione e giocavamo con il nostro corpo, ed era per noi un modo di esplorare lo spazio e di conoscerci.

Ancora una volta, dobbiamo recuperare quella capacità di esplorare lo spazio intorno a noi e il nostro corpo proprio come facevamo da bambini: abbiamo perso questa modalità creativa di andare a conoscere la realtà attraverso il corpo, che è di fatto il nostro contatto con il mondo, tramite i cinque sensi. E quindi il tatto è collegato a tutta la pelle del nostro corpo e anche nel contatto con l’aria stiamo utilizzando il senso del tatto. L’esplorazione dello realtà circostante con il movimento nello spazio diventa un modo per conoscerci.

Facciamolo prendendoci sempre il tempo per sentire quello che stiamo facendo. Quindi ogni tanto ci possiamo fermare, chiudere gli occhi e sentire come stiamo.

Proviamo di nuovo a rifarlo, ritiriamo su le gambe, ci muoviamo utilizzando di nuovo le ginocchia e sentiamo che cosa cambia se in questa esplorazione dello spazio aggiungiamo la voce, cominciando a emettere dei suoni vocalici, un po’ simili a quelli che potrebbe emettere un bambino piccolo. Può sembrarci strano all’inizio, ma proviamo ad abbandonarci a questo suono, sentiamo se cambia qualcosa: è come se ci cullassimo con dei suoni bambineschi.

La prima volta che facciamo un esercizio di questo genere è possibile che ci sentiamo ridicoli. Proprio perché abbiamo perso anche, diventando adulti, la capacità di contattare degli stati emozionali di spontaneità e di semplicità tipici di quando eravamo bambini. Ma fare questo esercizio può esserci molto utile, innanzitutto per vedere i nostri pudori da adulti, e poi per verificare come, nel momento in cui ci permettiamo di fare questo, poco per volta possiamo davvero entrare in uno spazio diverso di contatto e di consapevolezza di noi stessi.

Facciamolo – la prima volta sarà difficile, la seconda un po’ meno, la terza un po’ meno ancora – e sentiamo l’effetto che fa. E dopo questo esercizio, di nuovo, ci abbandoniamo sul materassino e sentiamo come stiamo…

Un’altra modalità che possiamo utilizzare per questi esercizi di contatto con il corpo spontaneo, un po’ come facevamo da bambini, può essere quello di utilizzare un cuscino, di abbracciarlo, e di sentire, con gli occhi chiusi, che entriamo in un contatto con questo cuscino, che lo usiamo come per darci qualcosa – un po’ come la coperta di Linus -, recuperando, anche in questo caso, una modalità “bambinesca” di giocare con il nostro corpo. Possiamo in un certo senso sentire, abbracciando il cuscino, di abbracciare noi stessi: e può essere un gesto molto nutriente. Diamoci il permesso di sperimentare posizioni diverse con il cuscino: tenendolo per aria, con le gambe, con le braccia, utilizzandolo come modo per esprimere la nostra spontaneità. Qualsiasi cosa ci venga da fare, va bene così. E alla fine possiamo anche rimanere in posizione fetale, su un fianco, e goderci un po’ la possibilità di tenerci fra le braccia.

A cura di Alessandra Callegari, Counselor, esperta di bioenergetica, formatrice.

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