Fiducia

postato da Nicoletta Carbone il 10.10.2012
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La fiducia è il risultato di una miscela tra logica ed emozione. Dare fiducia ci espone emotivamente, perché corriamo il rischio di essere delusi. Con la logica ci illudiamo di valutare bene chi se la merita, anche se, la diamo con il cuore, non con la testa.

Sì certo, ci fidiamo perché abbiamo guardato e ascoltato bene. La persona ha passato l’esame e allora ci lasciamo andare. Da questa emozione ne derivano altre: amicizia, relazione, amore, condivisione…

Se ci pensi, la fiducia è necessaria perché soddisfa alcuni bisogni umani.

La prevedibilità

Che soddisfa il bisogno di sicurezza, così importante e presente in noi. Il nostro sistema continua a raccogliere informazioni, le cataloga, le interpreta, per prevedere cosa accadrà. Questo vale per tutto, anche per il comportamento umano. Se posso prevedere cosa farai, ho un vantaggio, soddisfo un bisogno. Avere un nemico di cui ti puoi fidare, è un gran lusso, è quasi meglio di avere un amico di cui non puoi prevedere le azioni.

Quindi, potremmo dire che la fiducia ci dà la possibilità di anticipare quello che la persona di cui ci fidiamo, farà.

Reciprocità

Un altro aspetto della fiducia, è sapere che se faccio qualcosa per te, tu mi ricambierai. Lo puoi fare in molti modi: con la gratitudine, rispettando il mio dono, o magari rendendomi il favore. Io ti dono i miei sentimenti e tu ricambi. Io ti dò il mio lavoro e tu mi paghi. Io ti pago le tasse e tu amministri bene…

Quindi, potremmo anche dire che noi diamo fiducia a chi ha obiettivi simili, o compatibili ai nostri. Se penso che il venditore voglia fregarmi, invece di darmi un buon prodotto, non mi fido. Sono consapevole che, se compro, guadagnerà, ci mancherebbe; voglio solo che faccia anche i miei interessi, non solo i suoi.

Reciprocità differita

Lo scambio non deve essere immediato. Può avvenire nel tempo. Chi di noi ha figli sa che non avrà mai indietro quello che dà. Certo non lo fai per quello, ma sapere che un giorno tua figlia avrà una vita soddisfacente grazie a te, ti motiva. Se poi pensi che un giorno si renderà conto di ciò che hai fatto e ti ringrazierà, o ti sopporterà quando sarai vecchio, è anche meglio.

Nel caso di un ritorno nel tempo la fiducia gioca un ruolo importante. Devo fidarmi di te, so già che non posso controllare se quello che ti sto dando tornerà in qualche modo.

Quindi, possiamo dire che la fiducia ci permette di dare, nella speranza, che nel caso ci fidiamo è una sicurezza creata interiormente, che qualcosa tornerà.

Vulnerabilità

Dare fiducia ci rende vulnerabili. Nessuno può essere così bravo da prevedere il comportamento altrui con sicurezza. Nessuno, nemmeno tu, ha un passato di infallibilità nello scegliere chi si merita la fiducia. Abbiamo tutti l’esperienza di qualcuno che ci ha fatto qualcosa che non avremmo mai immaginato, oppure si è preso gioco di noi, subito o nel tempo. Sapendo di farlo o inconsciamente…

Quello che resta è il dolore emotivo, la delusione e il dubbio. Lo farà ancora?

Spesso il dubbio si espande alla categoria, posso fidarmi degli uomini, degli idraulici, dei politici… ?

Diamo una linea di credito, ma con l’aspettativa che nessuno ne abusi e purtroppo non è così.

Parliamo sempre più di valori che mancano, di valori che sono calpestati, o peggio usati per tradire la nostra fiducia. Le vicende politiche sono solo più eclatanti ma succede ovunque.

Chi si mette sul pulpito a predicare razzola male, malissimo, senza limiti. Come alcuni salumieri di un tempo che pesavano il prosciutto con la carta adesso questi si fregano la macelleria intera.

Quello che fa specie è vederli tranquilli, sereni, pronti a rifarlo.

Noi per memoria corta, per interessi personali o per necessità di fidarci a volte li lasciamo fare.

La soluzione è semplice. Difficile da applicare ma possibile.

Primo, dobbiamo avere memoria, perdoniamo ma ricordando, cioè evitiamo la vendetta ma anche la ripetizione.

Secondo, dobbiamo mettere i nostri veri interessi, che sono quelli di tutti, per prima. Aiutare chi ci frega, è fregarsi da soli.

Terzo, dobbiamo imparare a fidarci meglio. Se smettessimo di credere sarebbe la fine. Non abbiamo scelta, dobbiamo continuare a fidarci.

Magari ci prendiamo il tempo per selezionare meglio. Magari controlliamo, mi fido di te ma faccio qualche controllo. Magari perdoniamo di meno, chi tradisce la nostra fiducia deve riguadagnarsela, non dovrebbe tornare in automatico solo perché hai chiesto scusa.

Ricordalo. Ricordalo oggi, domani e anche dopodomani. Assicurati di non far pagare gli errori di chi abusa della tua fiducia togliendola a chi invece la rispetta. Ai primi ricorda che non sei uno stupido. Ai secondi conferma che persona sei, del resto loro fanno lo stesso con te.

Forse così, possiamo davvero cambiare le cose.

A cura di Caludio Belotti, Coach

Empowerment

postato da Nicoletta Carbone il 23.03.2012
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Stiamo vivendo un momento difficile. La crisi è vera.
Forse qualcuno la vede più nera di quello che è ma il dato di fatto è che molte aziende sono in difficoltà e molte persone stanno facendo fatica.
La brutta notizia è che non sappiamo cosa succederà. È una situazione nuova, tutto potrebbe finire o cambiare completamente.
Che i Maya (o chi li interpreta) abbiano ragione?

La buona notizia è che non ci sono esperti. Il mondo è così diverso e le sfide così nuove che chi ha esperienza, a volte, è addirittura svantaggiato. Oggi servono persone che hanno il coraggio di dire “non so”. Persone che sanno di non sapere, che chiedono, guardano e ascoltano. Gente che sa che le idee possono arrivare da qualunque parte e da chiunque.
Tutti dovremmo prendere più responsabilità, di trovare le soluzioni. Tutti dovremo darci forza l’uno con l’atro e fare squadra. L’empowerment non dovrebbe essere una cosa che viene solo dall’alto.
Non dovrebbe essere il capo che da’ empowerment al collaboratore, non dovrebbe essere il genitore a empower il figlio. Tutti dovremmo farlo con tutti, o meglio ogni uno dovrebbe farlo per se stesso. Chi è in alto dovrebbe dare lo spazio a chi è in basso per crescere, e chi è in basso dovrebbe prendersi la briga di farlo.
Tu cosa fai? Lasci spazio a chi deve crescere? Sfrutti quello che hai per crescere tu?
Cosa potresti fare da oggi per migliorare questi due aspetti della tua vita personale e professionale?
Ricordati che basta una cosa anche piccola per cambiare tutto. Io oggi ho lasciato che fosse qualcun altro a prendere una decisione. Non mi è stato facile lasciare il controllo ma mi è stato molto utile.

Il risultato, ovviamente straordinario!

A cura di Claudio Belotti, Coach

Amicizia

postato da Nicoletta Carbone il 30.11.2011
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Gli amici sono una parte integrante della nostra vita, e rappresentano una delle condizioni principali grazie alle quali si possono provare intense e significative emozioni: gioia, allegria, condivisione, confronto, ma anche invidia, gelosia, rabbia, senso di tradimento, delusione. A volte, un fatto che è successo non diventa vero fino a quando non ne parlo con un amico: è allora che l’evento si consolida, che diventa davvero reale, che ne capisco i significati fino in fondo. Negli ultimi anni, inoltre, la presenza di Internet ed in particolare delle chat e dei social network come Facebook stanno modificando notevolmente le strutture dell’amicizia, ma non i processi implicati.

Possiamo cominciare un esercizio sull’amicizia ponendoci alcune domande su noi stessi: come diventiamo amici? Come siamo diventati intimi nell’amicizia? Come abbiamo mantenuto l’amicizia nel tempo? Che differenze abbiamo notato tra l’amicizia maschile e quella femminile? Come l’amicizia talvolta si è dissolta o deteriorata nel tempo? Come abbiamo messo fine alle amicizie che non apparivano più interessanti? Come abbiamo trasformato le nostre amicizie nel tempo, adeguandole allo sviluppo di ciascuno? Le risposte a queste domande ci aiutano a fare una storia del nostro modo di fare e di gestire l’amicizia. E poi ancora: siamo soddisfatti degli amici che abbiamo? Al momento, abbiamo degli amici che ci piacciono davvero? E soprattutto, abbiamo dei “veri amici”?

Forse potremmo scoprire che magari, rispetto al passato, abbiamo perso un po’ di smalto; che forse ci manca un contesto adeguato, come quello della scuola, in cui lasciar crescere l’amicizia mentre si è impegnati a lavorare fianco a fianco in un altro compito, così che l’amicizia nasca spontanea e senza fronzoli. Che forse la quantità di amici, magari cresciuta su Facebook, ha fatto perdere qualità al senso di amicizia, e che tanti amici poco amici non fanno un vero amico!

Allora possiamo decidere di ridare all’amicizia l’importanza che merita, selezionare con più attenzione i candidati amici, e stare attenti alle quattro modalità necessarie per lo sviluppo dell’amicizia: 1) aprirsi sinceramente un po’ per volta; 2) supportare l’altro emotivamente in maniera non giudicante; 3) contraccambiare l’ascolto e le attenzioni; 4) spendere tempo insieme in un modo reciprocamente soddisfacente, quindi con autoriflessività, con comprensione della mente altrui e con padronanza del proprio comportamento malgrado le emozioni.

Infine, possiamo decidere di scegliere i candidati amici sulla base delle nostre vere emozioni interpersonali di relazione specifica, tra persone che ci piacciono davvero come persone, e non per calcolo, né per sballo comune, né per interesse economico o carrieristico, né per disperazione.

Nota di psicologia della musica: consiglio di rileggere questo scritto con in sottofondo il Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 di Rachmaninov, secondo movimento, adagio sostenuto.

A cura del Dott. Francesco Aquilar, psicologo e psicoterapeuta cognitivista e comportamentale, presidente dell’Associazione italiana di psicoterapia cognitiva e sociale (AIPCOS), Napoli.

Un antico testo classico dello Yoga dice: “Equilibrio fisico, equilibrio psichico”

postato da Nicoletta Carbone il 15.09.2011
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Ecco perché cominciare a provare questa famosa posizione dell’albero che regala stabilità e gioia.
Iniziando dalla posizione in piedi , ci aiutiamo con la mano destra per portare la pianta del piede dx all’interno della coscia sinistra. L’appoggio deve essere forte per assicuraci  l’equilibrio. Se invece non ci si regge facilmente, appoggiamo le mani al muro e insistiamo con pazienza a premere la pianta del piede contro l’interno della coscia., fissando un punto sul muro davanti a noi e respirando regolarmente con il naso. Più siamo attenti e concentrati, meglio si formerà la posizione .Ad equilibrio raggiunto,portare le mani giunte al petto e rimanere il più a lungo possibile. Ci si sente felici e sicuri di sé.

A cura di Lisetta Landoni, Presidente Accademia di Kriya Yoga di Milano.

  • Un esperto per amico




    Attilio Speciani


    Specialista in Allergologia e immunologia clinica

     

    www.eurosalus.com





    Prof. Alberto Luini


    Direttore della divisione di senologia dello IEO






    Tetsugen Serra


    Maestro Zen - Fondatore della Mindfulzen: la Via di Consapevolezza

     

    www.mindfulzen.it

     

    www.monasterozen.it





    Prof. Antonino Di Pietro


    Direttore del Servizio di Dermatologia dell'Ospedale di Inzago (MI)

     

    www.antoninodipietro.it





    Dott. Francesco Aquilar


    Psicologo e Psicoterapeuta Cognitivista e Comportamentale

     

    www.aipcos.org





    Claudio Belotti


    Coach

     

    www.claudiobelotti.it





    Luigi Sutera


    Consulente d'immagine






    Giuseppe Alfredo Iannoccari, Ph.D.


    Presidente Assomensana

     

    www.assomensana.it





    Alessandra Rigoni


    Medico Chirurgo specialista in odontoiatria e ortodonzia a Milano






    Dott. Luca Avoledo


    Naturopata ed esperto di ecologia del corpo, nutrizione e salute naturale.

     

    www.lucaavoledo.it

     

    www.studiodinaturopatia.it





    Dott. Fabio Rinaldi


    Specialista in dermatologia e venerologia, Presidente della Fondazione IHRF in Milano.

     

    www.studiorinaldi.com





    Prof. Alessandro Nanussi


    Responsabile del Centro di Gnato-posturologia e dolore cranio-faciale, Osp. S. Gerardo, Clinica Universitaria della Milano-Bicocca. Past president della Società Italiana di Odontostomatologia dello Sport.

     

    www.studiodentisticonanussicoraini.it





    Prof. Marco Temporin


    Medico Chirurgo. Specialista in Igiene e Medicina Preventiva.

     

    www.marcotemporin.it





    Daniele Belloni


    Insegnante di yoga, scrittore e giornalista

     

    www.spazioshanti.org





    Mauro Castiglioni


    Farmacista Cosmetologo esperto in preparazioni Galeniche. Consigliere all'Ordine dei Farmacisti di Milano. Consigliere Nazionale SI.F.A.P. (Società Italiana Farmacista Preparatori






    Andrea Fratter


    Ricercatore, Cosmetologo ed esperto di Nutraceutica
    Docente presso la Scuola Internazionale di Medicina Estetica, SIME di Roma e presso il Corso di Perfezionamento in Farmacia e Farmacologia Cliniche dell’Università di Padova






    Dott.ssa Adele Sparavigna


    Dermatologa a Milano e Monza
    Direttore ricerche cliniche Istituto Derming

     

    www.adelesparavigna.it





    Raffaella Cicogna


    Body&Mind Coach

     

    www.raffaellacicogna.com





    Carlo Cazzaniga


    Artigiano - Artista

     

    https://cutcarlocazzaniga.net/
    artigianeide.wordpress.com





    Ines Seletti


    Presidente Ass. Adas Fidas Parma - Consigliera Ass. Fidas Nazionale con delega alla comunicazione e alle nuove tecnologie - Consigliera Ass. Futura Parma

     

    www.fidas.it

     

    www.adasfidasparma.it


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