W le donne tutto l’anno!

postato da web il 14.03.2017
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Alla donna “moderna” è spesso richiesto di essere multitasking, con l’obbligo di riuscire a conciliare la vita famigliare con i tempi e le esigenze lavorative ma purtroppo in alcuni settori questo ancora non e’ possibile a causa ad, esempio, di oggettiva inconciliabilità tra orari di lavoro ed esigenze famigliari.
Esistono, fortunatamente, anche esempi in cui il ruolo femminile è, non solo valorizzato al massimo, ma diviene anche determinante ed è assolutamente possibile conciliare al meglio impegno professionale e gestione della famiglia.

Uno di questi è rappresentato da una multinazionale famosa per un robot da cucina, che è possibile acquistare solo a domicilio che, fino a qualche tempo fa, esigeva che tale elettrodomestico fosse venduto esclusivamente da donne perché l’allora direttore generale, peraltro un uomo, era convinto che solo una donna sapesse organizzare e gestire contemporaneamente lavoro e famiglia.

Ma, purtroppo, la famiglia non è sempre un “caldo rifugio” per le donne che, sempre più spesso, proprio all’interno di essa vivono e subiscono, nel silenzio e nella solitudine più assolute, la disperazione per i soprusi e le violenze di compagni e mariti che, nei casi estremi, arrivano a diventare i loro carnefici.

Per fortuna, come raggi di sole che squarciano cupe nubi, a fianco di queste sfortunate donne ci sono le tante associazioni di volontariato che sistematicamente, con infinito impegno, grande perseveranza e altissima professionalità, si fanno promotrici di tante iniziative che culminano nella giornata della festa delle donne.

Le donne, però, devono trovare il coraggio di ribellarsi e di reagire anche se questo significa denunciare il proprio marito o il proprio compagno. Devono, soprattutto, convincersi che non è vero che “…è tutto inutile…non cambierà nulla…”, perché non è così!

E’ necessario non perdere mai la speranza e convincersi che le cose, anche le peggiori, si possono cambiare, ma è necessario crederci e non mollare mai!

Gli esempi positivi, in tal senso, sono sempre più numerosi e, tra i tanti, voglio ricordare il progetto “Questo non è amore”, nato e fortemente voluto dalla Polizia di Stato per sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi della violenza di genere ed accogliere ed aiutare le persone vittime di questi comportamenti.
Per cui…W la donna ma tutto l’anno!

A cura di Ines Seletti

“Agosto, madre mia non ti conosco”: figli con la valigia e genitori in panne

postato da Nicoletta Carbone il 01.08.2012
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Nel 1930, uno dei più grandi scrittori umoristi della nostra letteratura, Achille Campanile, pubblicava “Agosto, moglie mia non ti conosco”, un romanzo allegro e ancora oggi sorprendente. In quell’epoca, erano i mariti a dimenticarsi delle mogli (ma che strano!), e gli spettatori delle tresche estive a sorprendersi. Oggi, che non fa più notizia la dimenticanza del partner, è particolarmente in voga il momento del nido vuoto, con i figli più o meno adolescenti che partono per avventurose vacanze tutti contenti e i genitori che, come adultescenti, si cimentano con nuove situazioni. In particolare, alcuni genitori si trovano in panne perché:

1)      Non se la sentono di proibire ai figli di andare in vacanza per conto loro, dicendo: “Non ci vai e basta!”, perché ciò sembrerebbe loro antiquato, inadeguato e stupido;

2)      Contemporaneamente, sono divorati dalla paura delle difficoltà che i loro beneamati ex pargoletti potrebbero incontrare nel loro percorso, e senza il loro aiuto;

3)      Hanno paura del giudizio sociale negativo che potrebbe accompagnarsi ad un presunto eccesso di preoccupazione o di limitazioni;

4)      Hanno paura di pentirsi di aver avuto paura del giudizio sociale, e di doversi pentire ancora più amaramente per aver acconsentito all’esplorazione autonoma del mondo;

5)      Soprattutto se i figli hanno scelto una vacanza “intelligente” o “etica”, se la prendono enormemente con sé stessi, perché se li avessero lasciati crescere più cretini o meno etici, i figli magari avrebbero avuto meno grilli per la testa, e li si sarebbe potuti controllare più facilmente: “Adesso come li contrasto, se hanno sviluppato, e pure bene, proprio quello che gli ho insegnato?”.

6)      Si ritrovano a fare tra loro i fidanzati adultescenti, e prima di riprendere confidenza con l’intimità esclusiva e non più mediata temporaneamente dai figli, attraversano un periodo di disorientamento e di senso di inadeguatezza con la nuova situazione, così diversa dall’innamoramento di un tempo (ma non necessariamente peggiore).

Qualche riflessione semplice, anche banale, forse potrebbe aiutare:

A)      Intanto, se i figli sono troppo piccoli, non c’è niente di male a bloccarli nel loro naturale desiderio di eccesso di esplorazione; e bisogna imparare a tollerare il temporaneo odio che ne deriva;

B)     Occorrerebbe confrontarsi con altri genitori di figli della stessa fascia di età, non tanto perché quel che pensa la maggioranza sia giusto (anzi, a volte è vero il contrario), ma perché parlandone con dei pari diventa più facile identificare adeguatamente i propri pensieri, le proprie emozioni e la propria valutazione del rapporto rischi-benefici;

C)     Non è possibile eliminare i pericoli, ma solo ridurli, e occorre approntare da prima un pacchetto di soluzioni per gli eventuali problemi cui i figli si trovassero di fronte: precontattare una persona affidabile in loco potrebbe rappresentare talvolta una legittima difesa, in caso di necessità improvvisa;

D)     In molti casi potrebbe essere opportuno non spaventare i figli all’ultimo momento, per evitare di suscitare sensi di colpa fuori luogo: la valutazione della scelta deve essere stata fatta prima, e se c’è un rapporto di sincerità non  c’è il rischio che i ragazzi in caso di bisogno non chiedano aiuto; se non c’è un rapporto di sincerità, non si può instaurarlo all’improvviso: occorrerà costruirlo a partire dal prossimo autunno, con pazienza e anche umiltà;

E)      Il divertimento potrebbe essere in agguato, a rifare i fidanzati adultescenti: ricordiamo quali erano le caratteristiche per le quali avevamo scelto proprio quella persona, e puntiamo a ripristinare nella relazione il lato buono di quello che poi magari è diventato un difetto (ad esempio: la persona tenace è diventata testarda; quella desiderosa di piacere è diventata seduttiva, quella sempre coinvolta nelle cose è diventata arrabbiata, e così via). Possiamo quindi puntare a ripristinare la caratteristica originale, prima che si “deteriorasse”, e possiamo goderci le nuove caratteristiche positive, apprese nel frattempo da noi e dall’altro/a per alzare il livello della nostra soddisfazione.

A cura del Dott. Francesco Aquilar, psicologo e psicoterapeuta cognitivista e comportamentale, presidente dell’Associazione Italiana di Psicoterapia Cognitiva e Sociale (AIPCOS), Napoli.

Attaccamento ed esplorazione nei figli: le preoccupazioni dei genitori

postato da Nicoletta Carbone il 04.07.2012
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Alcuni recenti fatti di cronaca, di ci si è parlato anche a “Essere e Benessere”, potrebbero aver riacutizzato le legittime preoccupazioni dei genitori rispetto alle esplorazioni dei figli nel mondo. Anche perché, soprattutto nel periodo estivo, le occasioni di affidare i propri figli ad altre persone per favorire il loro inserimento sociale, le loro attività di svago insieme ai coetanei e le loro conoscenze sul mondo esterno si moltiplicano, e con esse i potenziali rischi connessi a queste attività. D’altra parte, anche un blocco iper-protettivo delle esplorazioni dei figli in contesti extra-familiari potrebbe essere dannoso per il loro sviluppo psicoaffettivo. E allora, che fare?

Una teoria suffragata da numerose prove scientifiche può aiutare: si tratta della teoria dell’attaccamento, originariamente proposta dallo studioso britannico John Bowlby, e successivamente sviluppata dai suoi continuatori. La teoria dell’attaccamento è fondamentalmente una teoria spaziale: se sono vicino (o in armonia) con chi amo, mi sento sicuro, allegro ed esploro il mondo; se sono lontano (o in disarmonia) con chi amo, mi sento ansioso, triste e solo. Inoltre, essa può essere riassunta in quattro elementi di cui come umani abbiamo bisogno dalla culla alla tomba, e che i genitori e/o le altre figure di attaccamento sarebbero deputati a fornire ai figli:
1) La certezza di essere i benvenuti;
2) Il nutrimento, sia sul piano fisico che su quello emotivo;
3) Il conforto se tristi;
4) La rassicurazione se spaventati.

Se come genitori siamo stati capaci di instaurare un attaccamento sicuro nei nostri figli, possiamo poi affrontare i temi della loro esplorazione del mondo con maggiore serenità, poiché i nostri figli ci racconteranno senza paura le loro esperienze, e chiederanno senza eccessiva preoccupazione il nostro aiuto in caso di bisogno. Se non ne siamo stati capaci, per diversi e in genere non colpevoli motivi, per i nostri figli sarà più difficile farsi conoscere da noi, e tenderanno a nasconderci le loro difficoltà, con rischi maggiori.

Qualche suggerimento pratico ai genitori, di conseguenza, può derivare dalle seguenti considerazioni:
1) Non pretendere di anticipare troppo l’indipendenza dei bambini: l’indipendenza si sviluppa solo dopo una lunga e possibilmente serena fase fisiologica di dipendenza;
2) Diffidare delle iniziative sociali nelle quali è impedito ai bambini e ai ragazzi di contattare i genitori in caso di bisogno (non solo fisico, ma anche e soprattutto psicologico);
3) Valutare con attenzione i rischi delle esplorazioni, alla luce delle emozioni descritte dai figli, non forzandoli troppo ad esperienze che potrebbero esporli a difficoltà emotive, ma anche non impedendo loro di esplorare in condizioni protette;
4) Negoziare con i figli in una dialettica tra esplorazione e protezione, cercando di giungere ad una soluzione di compromesso senza perdenti, che consenta loro di sperimentare gradualmente il mondo esterno in relativa sicurezza fisica ed emotiva, sapendo e condividendo il fatto che non si possono eliminare del tutto i rischi, ma solo ridurli.

Per saperne di più, in forma divulgativa:

Aquilar F. (2012), Riconoscere le emozioni. Nuova edizione ampliata, Edizioni Franco Angeli, Milano.

Per saperne di più, in forma scientifica:

Cassidy J., Shaver P.R. (2010), a cura di, Manuale dell’attaccamento. Seconda edizione, Fioriti Editore, Roma.

A cura del Dott. Francesco Aquilar, psicologo e psicoterapeuta cognitivista e comportamentale, presidente dell’Associazione Italiana di Psicoterapia Cognitiva e Sociale (AIPCOS), Napoli.

  • Un esperto per amico




    Attilio Speciani


    Specialista in Allergologia e immunologia clinica

     

    www.eurosalus.com





    Prof. Alberto Luini


    Direttore della divisione di senologia dello IEO






    Tetsugen Serra


    Maestro Zen - Fondatore della Mindfulzen: la Via di Consapevolezza

     

    www.mindfulzen.it

     

    www.monasterozen.it





    Prof. Antonino Di Pietro


    Direttore del Servizio di Dermatologia dell'Ospedale di Inzago (MI)

     

    www.antoninodipietro.it





    Dott. Francesco Aquilar


    Psicologo e Psicoterapeuta Cognitivista e Comportamentale

     

    www.aipcos.org





    Claudio Belotti


    Coach

     

    www.claudiobelotti.it





    Luigi Sutera


    Consulente d'immagine






    Giuseppe Alfredo Iannoccari, Ph.D.


    Presidente Assomensana

     

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    Medico Chirurgo specialista in odontoiatria e ortodonzia a Milano






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    Naturopata ed esperto di ecologia del corpo, nutrizione e salute naturale.

     

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    Specialista in dermatologia e venerologia, Presidente della Fondazione IHRF in Milano.

     

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    Prof. Alessandro Nanussi


    Responsabile del Centro di Gnato-posturologia e dolore cranio-faciale, Osp. S. Gerardo, Clinica Universitaria della Milano-Bicocca. Past president della Società Italiana di Odontostomatologia dello Sport.

     

    www.studiodentisticonanussicoraini.it





    Prof. Marco Temporin


    Medico Chirurgo. Specialista in Igiene e Medicina Preventiva.

     

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    Daniele Belloni


    Insegnante di yoga, scrittore e giornalista

     

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    Mauro Castiglioni


    Farmacista Cosmetologo esperto in preparazioni Galeniche. Consigliere all'Ordine dei Farmacisti di Milano. Consigliere Nazionale SI.F.A.P. (Società Italiana Farmacista Preparatori






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    Docente presso la Scuola Internazionale di Medicina Estetica, SIME di Roma e presso il Corso di Perfezionamento in Farmacia e Farmacologia Cliniche dell’Università di Padova






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    Dermatologa a Milano e Monza
    Direttore ricerche cliniche Istituto Derming

     

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    www.raffaellacicogna.com





    Carlo Cazzaniga


    Artigiano - Artista

     

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    Ines Seletti


    Presidente Ass. Adas Fidas Parma - Consigliera Ass. Fidas Nazionale con delega alla comunicazione e alle nuove tecnologie - Consigliera Ass. Futura Parma

     

    www.fidas.it

     

    www.adasfidasparma.it


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