Cambio di stagione!

postato da Nicoletta Carbone il 28.07.2015
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Con l’arrivo dei primi caldi, istintivamente e molto gradevolmente, tutti alleggeriamo il peso degli abiti. Probabilmente non ci avete mai pensato ma… lo stesso vale per il trucco.
Avete mai indossato un piumino in spiaggia? Vi procurerebbe un caldo smisurato e non certo per la scarsa qualità del capo ma, ovviamente, per il “peso” del tessuto scelto nel periodo sbagliato!
Un fondotinta cremoso in estate sulla pelle avrebbe lo stesso effetto!
Credo sia abbastanza chiaro il concetto: i prodotti per il trucco, come i vestiti, vanno scelti adeguandoli alla stagione.
Come realizzare una base “perfetta”nella stagione calda senza avvertire disagio?
Innanzitutto se siete “fondotinta-­‐dipendenti” (e quindi non riuscite a rinunciarvi) sappiate che quelli più indicati al periodo di cui parliamo sono i compatti in polvere o i minerali. Per la loro natura “polverosa” tendono a far sudare meno e ad “assorbire”.
Li definirei pratici, facili da utilizzare, comodi per un “ritocco” e…del “tessuto” giusto: in una parola: PERFETTI!
I fondotinta in polvere -­‐ pero’-­‐ danno copertura limitata quindi, in presenza di discromie evidenti, occorre un alleato: il correttore!
Sceglietelo in stick per attenuare macchie e imperfezioni diffuse, prediligetene uno fluido se la parte interessata e’ quella delle occhiaie (perché essendo meno asciutto “segna” in modo poco evidente).
Il correttore può addirittura diventare un sostituto del fondotinta.
Utilizzato solo dove serve vi sorprenderà regalando un risultato di naturalissima compattezza all’incarnato (amo particolarmente questa tecnica: semplice, “invisibile” e d’effetto!).
Indispensabile però sceglierlo in una nuance adeguata che ricordi il più possibile il colore della vostra pelle (non sono i correttori di improbabili tinte chiarissime che vi aiuteranno, anzi) e applicarlo con un pennello di medie-­‐piccole dimensioni con setole sintetiche. Otterrete un risultato di perfetta e naturalissima aderenza: la texture si “ mischia” perfettamente alla pelle attenuando notevolmente macchie e “affini”.
Quello che segue farà” storcere il naso” a tante di voi ma, purtroppo, e’ un “passaggio” indispensabile (anche e a maggior ragione quando c’e’ caldo).
I prodotti in crema (anche i correttori) vanno “fissati” con la cipria quindi, se non userete il fondotinta compatto che -­‐ essendo polvere -­‐ ricopre al contempo il ruolo della cipria, sarete “costrette” ad usarla!
Anche d’estate, nonostante si tenda solitamente a pensare il contrario!
Ultimate la “base” con una “spolveratina” di fard sulle gote che migliorerà, vivacizzandolo, l’insieme.
A chi non volesse utilizzare la cipria (e ovviamente neanche il fondotinta compatto in polvere) consiglio di optare per un fard in crema: si applica molto facilmente senza far “macchia”anche e soprattutto su una base non perfettamente asciutta.
Concludo con un’ ulteriore “sorpresa”: più il vostro aspetto sarà “ambrato” più il colore del fard (sia in polvere che in crema) dovrà essere vivace: abolite tonalità “ terrose” che rischierebbero di farvi apparire spente e poco “in salute”.
Sappiate, e spero con questo di portarvi sulla giusta via, che le donne di colore utilizzano fard (e ombretti) molto vivaci, quasi fluo… Secondo voi perché?

A cura di Luigi Sutera, Consulente di immagine

“Ho paura di essere corporeamente inadeguata, e di mostrare i miei difetti fisici”: le dismorfofobie estive

postato da Nicoletta Carbone il 13.07.2015
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Quando la paura di essere “brutti” o fisicamente difettosi è troppo forte, o quando l’importanza che la persona dà ad una piccola anomalia fisica è di gran lunga eccessiva, si tratta probabilmente di “dismorfofobia” (o disturbo da dismorfismo corporeo), di cui soffrono numerose persone. Prevalentemente donne, ma anche uomini, e il disturbo aumenta in estate, quando l’esposizione corporea è maggiore, sia in città che anche e soprattutto al mare. Talvolta questo problema induce gli individui dismorfofobici ad un’auto-esclusione sociale massiccia, con effetti devastanti sul sistema psicologico individuale e familiare. Per molte di queste persone, fra l’altro, lo stare in costume da bagno è dolorosissimo, a causa di una preoccupazione allarmata costante per un supposto difetto nell’aspetto fisico, che esse sentono di dover nascondere a tutti i costi, pena una insopportabile vergogna da inadeguatezza, fonte di atroce sofferenza. Se anche è presente una piccola imperfezione, come dicevamo, l’importanza attribuita da chi soffre di dismorfofobia a questa anomalia è notevolmente eccessiva, al punto da costringere alcune persone a non indossare il costume da bagno al mare o a vestirsi con abiti coprenti anche in presenza di un gran caldo. I differenti livelli di gravità del problema possono comunque indurre a diete iper-rigide, a trattamenti ripetuti di chirurgia estetica o, come dicevamo, all’isolamento sociale. Nei casi più problematici, la preoccupazione di deformità assume caratteristiche deliranti. In altri casi, la dismorfofobia appare legata a schemi mentali da disturbi alimentari psicogeni o a perfezionismo ossessivo. In ogni caso, occorre informare le persone che spesso più che un trattamento estetico occorre un aiuto psicoterapeutico, se la problematica è resistente o ricorrente.
Ma cosa è possibile fare per ridurre l’effetto delle dismorfofobie, soprattutto nei casi meno gravi? Ecco alcune strategie cognitivo-comportamentali  e cognitivo-sociali semplici, da utilizzare per una forma di auto-aiuto:
1) Legittimare e ridimensionare. Le cosce, i glutei, la pancia, o altre parti del corpo, possono essere imperfette rispetto agli standard culturali di questo periodo storico (troppo severi). Tuttavia siamo esseri umani e possiamo imparare a tollerare l’imperfezione e a fidarci di quel che ci dicono le persone care (se non sono ossessionate anche loro dal perfezionismo fisico);
2) Esporsi inizialmente in contesti protetti. Fare le prime esposizioni corporee estive sulle spiagge “per famiglie” piuttosto che su quelle “per perfezionisti corporei”, in modo da coprirci con l’abbronzatura in un contesto protetto e tollerante;
3) Comunicare sulle preoccupazioni. Parlare delle proprie preoccupazioni corporee con degli amici o con delle amiche di cui ci si sente sicuri, e dai quali sappiamo di essere accettati in toto come persone, affinché ci mostrino un altro punto di vista su noi stessi e sul nostro corpo, più “globale” e non “settoriale”;
4) Ironizzare affettuosamente con noi stessi. Prendendo le distanze dal nostro dialogo interno ipercritico e provando a prenderci cura del nostro corpo e delle nostre relazioni in maniera armonica e contemporanea.
Due libri per saperne di più: 1) Aquilar F., Le donne dalla A alla Z, Franco Angeli, Milano; 2) Aquilar F., Riconoscere le emozioni. Esercizi di consapevolezza e psicoterapia cognitiva, Franco Angeli, Milano.
A cura del Dott. Francesco Aquilar, psicologo e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale a Napoli, presidente AIPCOS, @DrFAquilar

Disintossicarsi dopo le ferie (per chi le ha già fatte)

postato da Nicoletta Carbone il 01.09.2014
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Il periodo di vacanza è spesso caratterizzato da molti eccessi alimentari, in cui bomboloni e gelati determinano notevoli danni metabolici. Quando si rientra è bene mantenere l’attività fisica che sperabilmente, durante il periodo di vacanza è stata incrementata, e riprendere con impegno i propri ritmi di allenamento. Serve però anche un periodo di disintossicazione dal “carburante” sbagliato. Il suggerimento disintossicante della “età della pietra” (abbastanza vicina alla nuova “dieta Paleo”) può servirle anche per altre occasioni. Riportandosi idealmente al periodo del Paleolitico ci sarebbero a disposizione solo frutta, verdura, l’acqua dei ruscelli, la carne e il pesce della caccia (o qualche leguminosa selvatica per i vegetariani) e poco altro. Si potranno quindi bere acqua o infusi, mangiare frutta e verdura in abbondanza condita solo con olio, preparare della carne o del pesce in modo semplice ed evitare pane, cracker, pasta, riso, vino, formaggi, latte e salumi oltre ovviamente a biscotti e gelati. Un paio di giorni di pulizia, seguiti da un solo giorno di dieta alla settimana per 1 mese può servirle a recuperare l’equilibrio.
A cura del Dott. Attilio Speciani

Parlare per capirsi nella coppia, specie d’estate, sui temi scottanti: decisioni, sessualità, soldi, tempo, amici

postato da Nicoletta Carbone il 16.07.2014
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Durante l’anno le incombenze quotidiane proteggono in parte da alcuni conflitti. Ma d’estate spesso si rischia di cadere in trappole psicologiche e comunicative che possono diventare molto problematiche. Su che cosa si litiga nella coppia? Sostanzialmente su cinque categorie (più due, che sono i figli e le famiglie di origine, ma questi due temi meritano un discorso a parte): per ciascuna proviamo a dare qualche suggerimento che possa aiutare, in generale e soprattutto d’estate.

1) Decisioni. Alcune coppie litigano sulle decisioni da prendere, anche se alcune persone hanno difficoltà comunque a decidere, di qualsiasi cosa si tratti. Se abbiamo una personale difficoltà a decidere, in qualsiasi campo, proviamo a dichiarare il nostro limite e anche ad auto-forzarci in maniera morbida e gentile verso noi stessi e verso il partner. Cerchiamo inoltre di negoziare con l’altro con un approccio “senza perdenti”, che miri a contemperare le esigenze e i desideri di ciascuno, a legittimarle e a trovare un compromesso accettabile in cui ognuno rinunci a qualcosa per un vantaggio di coppia.
2) Sessualità. Le modalità, l’intensità, la frequenza, la durata e la qualità dei rapporti sessuali possono essere molto diverse nelle preferenze di ciascuno; e il caldo, il maggior tempo a disposizione e l’esposizione corporea sulle spiagge (sia dei propri corpi che di quelli degli altri) possono acutizzare le preferenze. Anche in questo caso possiamo legittimare le differenze e quando c’è una difficoltà specifica possiamo dichiararla. Attenzione ad esprimere i propri desideri in maniera consapevole del fatto che l’altro è diverso da noi. Attenzione anche al fatto che è difficile per alcuni raccontare le proprie emozioni sessuali. Diamo ascolto sereno all’altro e chiediamolo per noi stessi.
3) Soldi. A volte è difficile discutere in maniera tranquilla delle scelte economiche, perché per qualcuno il solo pensare al denaro già è fonte di allarme e di ansia. Mentre per qualcun altro qualsiasi idea di spesa va esclusa a priori. Possiamo provare a diventare consapevoli del nostro rapporto con il denaro, e di quello del nostro partner con il denaro, descrivendo in una sola pagina per iscritto i nostri sentimenti, e chiedendo all’altro di fare lo stesso. Confrontando le due modalità scritte, forse sarà più facile arrivare ad una negoziazione di successo. Inoltre anche le spese specifiche estive vanno commisurate alla situazione generale: possiamo divertirci anche spendendo di meno se siamo in armonia; possiamo spendere anche qualcosa in più se ci accorgiamo di essere più avari di quanto pensassimo.
4) Tempo. Anche in questo settore le differenze individuali sono notevoli, ma spesso non se ne è consapevoli perché si dà per scontato che l’altro sia come noi, e che le nostre preferenze siano giuste per tutti, cosa non vera. Dichiarare esplicitamente le proprie preferenze, in ordine di importanza soggettiva, e invitare l’altro a fare sinceramente lo stesso, potrebbe consentire di accordarsi su un’attività che magari non è al primo posto tra le preferenze, ma che fa anche parte delle preferenze dell’altro. A maggior ragione questo vale per il tempo di vacanza, in cui si sommano tutti i temi problematici: decisioni, sessualità, soldi, figli e famiglie.
5) Amici. Anche i rapporti sociali, per intensità, frequenza e durata degli incontri, e per la qualità delle persone scelte, rappresentano una difficile area problematica per la coppia: alcune gelosie, più o meno nascoste; una diversa sociabilità nelle due persone; una serie di antipatie sistematiche e talvolta l’iper-socialità di alcuni e la fobia sociale di altri rendono complessa questa area. Gli amici servono, ma la loro qualità e quantità è da concordare sistematicamente, e da revisionare nel tempo.
Un libro per saperne di più: a cura di Francesco Aquilar, Parlare per capirsi, Edizioni Franco Angeli.
A cura del Dott. Francesco Aquilar, psicologo e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale a Napoli

Più vita all’aria aperta per tutti

postato da Nicoletta Carbone il 03.07.2014
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Quando arriva il bel tempo si sta tutti molto di più all’aria aperta e magari si portano anche più volentieri a spasso i cani. Il guinzaglio sarebbe d’obbligo per legge e i cani non dovrebbero mai essere lasciati liberi se non nelle apposite aree dedicate, regola ragionevole in città. In campagna e in montagna dover sempre tenere i cani legati è spesso un grosso limite cui, sempre per legge, sfuggono solo i cani da caccia e quelli impegnati nella ricerca di persone. Confesso di aver più volte violato la legge con i miei cani perché lasciarli correre in un prato o in un bosco consente di soddisfare i normali bisogni di esercizio libero e di esplorazione. Non consiglio di farlo a tutti i proprietari, ma solo a coloro che hanno cani socializzati, amichevoli con persone e altri cani e soprattutto educati al richiamo pronto in ogni situazione. Queste condizioni purtroppo non sono raggiungibili da tutti per diverse ragioni:
• Esistono cani particolarmente aggressivi nei confronti degli altri cani per loro caratteristiche genetiche (individuali o tipiche di determinate razze): è molto pericoloso lasciarli liberi anche se non c’è nessuno in vista perché un incontro imprevisto può sempre capitare
• I cani poco socializzati possono spaventarsi di cose normali, aver paura di palloni, strilla di bambini, rumori. Questi soggetti possono avere reazioni imprevedibili e se vengono lasciati liberi potrebbero scappare causando incidenti oppure reagire aggressivamente (per paura) nei riguardi di persone o altri cani. I cani molto paurosi se richiamati in situazioni nelle quali sono terrorizzati non risponderanno al richiamo nello stesso modo in cui rispondo in situazioni tranquille. Non ci si può arrischiare a lasciarli liberi.
In sintesi la libertà dal guinzaglio è qualcosa da somministrare con cautela e solo  se il nostro cane è socievole con tutti e risponde prontamente alle nostre richieste in ogni situazione.

A cura della Dott.ssa Lorella Notari

Protezione solare per uno sportivo estremo (montagna, vela, etc)

postato da Nicoletta Carbone il 31.07.2013
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Lo sportivo estremo necessita di protezioni estreme, soprattutto sul viso. Per cui deve ricorrere a creme a protezione totale, resistenti all’acqua e al vento: si trovano spesso nei negozi di attrezzature per sport (sci, sci alpinismo, vela, etc). Si tratta di prodotti waterproof, solitamente bianchi o colorati, che vanno applicati su naso, guance e labbra. Sulle restanti zone esposte, una crema a protezione totale. Poiché in barca a vela è vietato l’uso di prodotti untuosi, è opportuno ricorrere, per il corpo, a spray o emulsioni a protezione totale oil-free (privi di olii). La sera  la pelle va molto idratata con creme restitutive a base, per esempio, di burro di karitè.

A cura della Dott.ssa Riccarda Serri, Specialista in Dermatologia

C’è una stagione per scrivere il cv?

postato da Nicoletta Carbone il 30.07.2013
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“Non c’è che una stagione: l’estate! Tanto bella che le altre le girano intorno. L’autunno la ricorda, l’inverno la invoca, la primavera la invidia e tenta puerilmente di guastarla”.

Per il cv l’estate è la stagione ideale?
Dal punto di vista della ricerca del lavoro in senso classico l’estate non è la stagione migliore: gli annunci calano, vengono ripetuti. Le aziende e soprattutto le persone che le costituiscono pensano anch’esse a terminare gli impegni e i progetti in corso in modo da concedesi un periodo di vacanza. Le newsletter, le comunicazioni di vario tipo (articoli, rubriche, trasmissioni televisive e radiofoniche, etc.), i convegni vengono sospesi per lo meno nel mese di agosto, se non da metà luglio a metà settembre.

Quello che non va mai in vacanza è internet, la comunicazione tra individui, i pensieri, le idee, le “strategie”.
Mi sento quindi di dare due ordini di suggerimenti:
1) fare networking
2) prepararsi al mercato.
Sono due attività diverse e complementari, a volte anche sequenziali.
Se ho già deciso cosa sto cercando e ho definito un piano (che comprende anche un cv, tra le altre cose) posso usare l’estate per parlare con persone del mio network diretto o indiretto e diffondere la mia proposizione: cosa so fare e cosa sto cercando oppure cosa posso offrire e a chi.

Se non ho ancora definito un piano posso usare l’attività di networking in modo diverso: per farmi un’idea del mercato, delle persone che mi possono consigliare o aiutare in altri modi: presentandomi altre persone o dandomi delle idee o degli esempi.
In più posso raccogliere le idee e strutturarle. Posso fare un lavoro di analisi, autoanalisi, ripensamento, riflessioni su di me e sulla mia vita professionale.
Il fatto di staccarsi dal lavoro – anche fisicamente – dovrebbe aiutare a guardarsi dal di fuori e a fare un bilancio in modo innanzitutto da decidere se è il momento di riprendere in mano la propria vita professionale e non solamente lasciarla scorrere.

Detto ciò non vuol dire che si debba necessariamente cambiare.
Si possono elaborare tante strade: rimanere all’interno dell’azienda per cui si lavora ma puntare a dei cambiamenti o avanzamenti interni.
Uscire dall’azienda per andare un’altra a fare lo stesso lavoro.
Cambiare proprio lavoro estendendo le proprie responsabilità.
Prendersi una pausa per un aggiornamento professionale o decidere di farlo mentre si lavora ma organizzandosi per …
Decidere di investite su una lingua o su una competenza professionale con settembre…

Si può anche pensare in modo strutturato a quanto fatto in termini ruolo e realizzazioni per iscritto, con approfondimenti anche di tipo numerico, lungo tutta la propria storia professionale e magari con l’aiuto di un occhio esterno e professionale, decidere di mettere a punto una nuova versione del proprio cv.
Non voglio suggerire di usare le vacanze per il lavoro ma per se stessi sì, mi sembra sia un buon suggerimento.

A cura di: Ing. Cristina Gianotti – Business Coach – Specialista in mercato del lavoro www.cristinagianotti.it – Cristina.gianotti@tiscali.it

Lo stress: come affrontarlo in città

postato da Nicoletta Carbone il 29.07.2013
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Anche vivendo in una città, ovvero in un ambiente che per lo più è molto stressante, possiamo concederci dei momenti nei quali nutrirci di quell’energia che soltanto le cose vive ci possono dare. Troppo spesso trascuriamo questo aspetto e pensiamo che la vita di città non comporti alcuna possibilità di un contatto con la natura. Cerchiamo invece di non perdere le occasioni per approfittare di un po’ di verde: parchi e giardini, ma anche un angolo di prato sotto casa.

Natura vivente vuol dire mondo vegetale e mondo animale. Anche un semplice prato con degli alberi può diventare la cornice per delle esperienze di contatto con esseri viventi, piccolissimi come un fiore o uno stelo d’erba, oppure grandi come un albero, e conoscerci di più attraverso questo contatto. Prendiamoci del tempo, almeno qualche volta al mese, per fare tutte le scoperte che un parco cittadino ci consente di fare.

Un albero è un essere vivente che si risveglia a ogni stagione, che si riempie di verde, di foglie, anche di frutti. E ha una sua personalità. È qualcosa da toccare, da sentire. Forse quand’eravamo bambini ci piaceva l’idea di salire sugli alberi, di fare acrobazie, di lasciarci andare penzoloni dai rami… Se lo abbiamo fatto da piccoli, possiamo provare a ritrovarne il gusto; se non lo abbiamo mai fatto, da adulti forse non ci sentiremo di salirvi sopra con il rischio di cadere, ma proviamo almeno a chiudere gli occhi e a sentire che cosa vuol dire toccarne la scorza, sentire che è vivo.

Un albero non serve solo per sedersi all’ombra a leggere e a godere della sua frescura. Può servirci a entrare in contatto con un essere vivente, un vegetale, in modo un po’ più profondo di quanto abbiamo fatto finora. Giriamogli intorno, osserviamo il suo tronco, i rami contorti, i loro nodi, i segni del tempo. A volte un ramo tagliato permette di vedere i cerchi del taglio, di calcolarne l’età. Proviamo ad abbracciare il tronco. Che effetto ci fa? Superiamo il leggero imbarazzo che può crearci questo gesto insolito e godiamoci il contatto.

E poi sediamoci sul prato e proviamo a guardare con occhi diversi e nuovi i piccoli esseri viventi che sono gli steli d’erba, che sono i fiori. Proviamo a sentire la terra sotto i nostri piedi: togliamoci le scarpe e sentiamo di poter stare a piedi nudi sull’erba, oppure proviamo a stenderci sull’erba, a sentirne l’odore. Possiamo entrare in contatto con i rametti, gli steli, le foglie; possiamo confrontare tutte queste piccole forme di vita e ammirarne, forse per la prima volta, le forme, le dimensioni e i colori diversi, scoprendo che anche in un prato cittadino c’è tantissima vita. Questo contatto con la terra, con le erbe, con le centinaia e centinaia di essenze diverse che ci sono intorno a noi, può diventare l’occasione per una profonda esperienza meditativa.

Possiamo scoprire anche le innumerevoli forme di vita animale: i piccoli insetti, dalle farfalle agli scarabei, dalle formiche alle mosche, dalle libellule ai grilli che popolano un prato. Ci siamo mai soffermati ad ammirarli, con gli occhi con cui da bambini scoprivamo il mondo e le sue meraviglie? Se ci permettiamo di abbandonarci con animo semplice a queste scoperte, poco per volta potremo recuperare un po’ di leggerezza. E ci renderemo conto, forse, che anche se nella nostra vita abituale temiamo di sporcarci o di bagnarci, e abbiamo paura delle sensazioni sgradevoli che potrebbero emergere dall’immersione nella natura, questo contatto diretto è molto più ricco di quanto potremmo immaginare. E vale una maglietta o un paio di jeans macchiati…

A cura di Alessandra Callegari, Counselor, esperta di bioenergetica e formatrice

Protezione solare per bambino dai 7 ai 13 anni

postato da Nicoletta Carbone il 11.07.2013
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PRIMA: Alimentazione ricca di carote crude, pomodori, olio di oliva, meloni, albicocche. Portare i bimbi al parco, ai giardini pubblici e farli stare all’aria aperta, per iniziare a fare abituare la pelle alla luce e ai primi raggi.
Iniziare a prendere un latte solare viso/corpo a protezione medio-alta, a base di filtri minerali naturali e privo di filtri chimici, waterproof (cioè resistente all’acqua), più uno stick  a schermo solare totale, per il naso e le guance, magari colorato, e un doposole in gel, lenitivo e rinfrescante, che andranno poi utilizzati durante e dopo le esposizioni solari.
A questa età è opportuno semplificare al massimo le precauzioni solari, per aiutare i bimbi a imparare da soli il da farsi: spesso infatti vanno in vacanza con la scuola, o con gruppi sportivi, e non c’è sempre la mamma o la nonna a proteggerli  e a dare le giuste avvertenze.
Per cui un unico solare, (in spray è più semplice!), a prova d’acqua e a protezione medio alta per viso e corpo, uno stick che si metteranno spesso da soli sul naso e sulle labbra, un doposole semplice da spalmare sul corpo come un gel, che rinfresca e si assorbe subito.

DURANTE:
Ricordare che più solare mettono, e più frequentemente lo mettono, più saranno protetti. Per cui doverosamente la mattina prima di andare al sole, su tutto il corpo. Al sole, lo riapplicheranno dopo ogni nuotata. E lo stick a schermo totale va tenuto sempre a portata di mano.
Meglio stare all’ombra dalle 12 alle 16 circa – altrimenti, solare e cappello! Il segreto per non avere mai danni solari, è evitare tassativamente scottature solari da ragazzini, e evitare il sole allo zenith: un uovo di colombo, che ancora oggi, nel 21 secolo, rimane il consiglio più valido per affrontare al meglio il sole. Specie da ragazzini. Le scottature solari in età infantile, specie se reiterate, predispongono ai peggiori danni solari in età adulta, come precancerosi cutanee ed epiteliomi…

A cura della Dott.ssa Riccarda Serri, Specialista in Dermatologia

Estate: psico-istruzioni per l’uso

postato da Nicoletta Carbone il 05.07.2013
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Come possiamo utilizzare l’estate nel migliore dei modi, rispettando le nostre personali caratteristiche, e quindi senza snaturarci? Per alcune persone di solito l’estate va liscia, allegra, vitale e serena. A maggior ragione questi appassionati dell’estate si sentono disorientati se capita un’estate diversa dalle abituali aspettative, magari più noiosa o solitaria del solito. Per altri, l’estate è di solito una ”botta in fronte”: calda, fastidiosa, appiccicaticcia e portatrice di sensazioni e soprattutto di emozioni negative. Proviamo quindi a programmare alcune istruzioni per noi stessi, per affrontare in maniera positiva anche le eventuali difficoltà tipicamente estive, per le due categorie: Amanti dell’estate e Nemici dell’estate.

A.     Amanti dell’estate
1. C’è crisi, c’è crisi! Non lasciamoci condizionare troppo da questa voce che gira. E’ vero, c’è la crisi ma ciò nonostante possiamo riorganizzarci in modo piacevole, anche se magari un po’ più economico.
2. Proviamo a stare attenti alle aspettative: la discrepanza tra aspettative e risultati può portarci disagio, delusione e rabbia, che possono rovinarci questa bella stagione. Proviamo allora a ridurre le aspettative e a goderci anche i piccoli momenti positivi che otteniamo, senza rimpiangere troppo delle possibilità esagerate che magari attualmente e temporaneamente non abbiamo.

3. Riorganizziamo comunque il nostro tempo in un modo davvero corrispondente ai nostri desideri e alle nostre possibilità. Anziché focalizzarci su ciò che ci manca, proviamo a valutare e utilizzare le nostre risorse. Tagliamo via i rapporti sociali inutili e dannosi e non abbiamo paura di essere noi stessi , con le nostre legittime preferenze.

4. Negoziamo senza rigidità eccessive con le persone care sia i luoghi dove andare sia i tempi da utilizzare, cercando soluzioni negoziali senza perdenti, non pretendendo per forza che agli altri piacciano le nostre pur legittime preferenze. Spesso è meglio divertirsi un po’ di meno, ma insieme, che fare la cosa più bella del mondo, ma da soli.

5. Non facciamo bilanci troppo precoci, che potrebbero alterare in negativo fin da subito il nostro stato d’animo. I bilanci sull’estate lasciamoli al 21 settembre! E siamo compassionevoli con noi stessi e con i nostri cari: guadagneremo gioia.

B.     Nemici dell’estate
1. Il caldo, la noia, il rumore, gli altri che danno fastidio, la folla, il traffico: è vero, ci sono queste scocciature in estate. Ce ne facciamo spaventare? No. Modifichiamo il nostro dialogo interno rendendolo consapevole e non ripetendoci automaticamente in mente frasi fatte che alla fine raddoppiano il nostro disagio

2. Per quanto non ci piaccia, l’estate prima o poi finirà. Finirà prima se non ci lamentiamo, né con gli altri né con noi stessi. Possiamo focalizzare l’attenzione sulle nostre possibilità di difenderci e di riorganizzarci, piuttosto che sulle lamentele, e trovare il modo di star bene insieme a qualcuno “malgrado” l’estate.

3. Il tempo e lo spazio sono i due assi cartesiani della nostra mente: possiamo provare a decidere consapevolmente quali sono i luoghi alla nostra portata nei quali ci sentiamo meglio, e in che modo possiamo strutturare il tempo estivo, che in genere è maggiore di quello invernale, per fare qualcosa che ci piace e che di solito non possiamo permetterci, non disdegnando cose banali ma piacevoli, come vedere un film cretino o facendo le parole crociate.

4. Prendiamoci affettuosamente in giro da soli per il nostro odio verso l’estate, dicendo a noi stessi di non farla tanto lunga, che possiamo docciarci più frequentemente per stare freschi e che c’è più piacere a rendere interessante un periodo dell’anno che non ci piace: come in una sfida simpatica con noi stessi, non diamola vinta all’estate!

5. Programmiamo i nostri sogni: quando addormentarsi è difficile per il gran caldo, possiamo divertirci a programmare i nostri sogni (è possibile, molte ricerche lo dimostrano). Basta fare un disegno, prima di andare a letto, di quel che ci piacerebbe sognare, arricchendolo di particolari anche se non siamo bravi in disegno). Poi magari possiamo raccontare sulla pagina Facebook di Essere e Benessere il risultato che abbiamo ottenuto, e condividere l’emozione con gli altri ascoltatori di Radio 24: l’estate odiata passerà prima e meglio!.

A cura del Dott. Francesco Aquilar, psicologo e psicoterapeuta cognitivista e comportamentale, presidente AIPCOS, Napoli. Twitter @FrancescAquilar

  • Un esperto per amico




    Attilio Speciani


    Specialista in Allergologia e immunologia clinica

     

    www.eurosalus.com





    Prof. Alberto Luini


    Direttore della divisione di senologia dello IEO






    Tetsugen Serra


    Maestro Zen - Fondatore della Mindfulzen: la Via di Consapevolezza

     

    www.mindfulzen.it

     

    www.monasterozen.it





    Prof. Antonino Di Pietro


    Direttore del Servizio di Dermatologia dell'Ospedale di Inzago (MI)

     

    www.antoninodipietro.it





    Dott. Francesco Aquilar


    Psicologo e Psicoterapeuta Cognitivista e Comportamentale

     

    www.aipcos.org





    Claudio Belotti


    Coach

     

    www.claudiobelotti.it





    Luigi Sutera


    Consulente d'immagine






    Giuseppe Alfredo Iannoccari, Ph.D.


    Presidente Assomensana

     

    www.assomensana.it





    Alessandra Rigoni


    Medico Chirurgo specialista in odontoiatria e ortodonzia a Milano






    Dott. Luca Avoledo


    Naturopata ed esperto di ecologia del corpo, nutrizione e salute naturale.

     

    www.lucaavoledo.it

     

    www.studiodinaturopatia.it





    Dott. Fabio Rinaldi


    Specialista in dermatologia e venerologia, Presidente della Fondazione IHRF in Milano.

     

    www.studiorinaldi.com





    Prof. Alessandro Nanussi


    Responsabile del Centro di Gnato-posturologia e dolore cranio-faciale, Osp. S. Gerardo, Clinica Universitaria della Milano-Bicocca. Past president della Società Italiana di Odontostomatologia dello Sport.

     

    www.studiodentisticonanussicoraini.it





    Prof. Marco Temporin


    Medico Chirurgo. Specialista in Igiene e Medicina Preventiva.

     

    www.marcotemporin.it





    Daniele Belloni


    Insegnante di yoga, scrittore e giornalista

     

    www.spazioshanti.org





    Mauro Castiglioni


    Farmacista Cosmetologo esperto in preparazioni Galeniche. Consigliere all'Ordine dei Farmacisti di Milano. Consigliere Nazionale SI.F.A.P. (Società Italiana Farmacista Preparatori






    Andrea Fratter


    Ricercatore, Cosmetologo ed esperto di Nutraceutica
    Docente presso la Scuola Internazionale di Medicina Estetica, SIME di Roma e presso il Corso di Perfezionamento in Farmacia e Farmacologia Cliniche dell’Università di Padova






    Dott.ssa Adele Sparavigna


    Dermatologa a Milano e Monza
    Direttore ricerche cliniche Istituto Derming

     

    www.adelesparavigna.it





    Raffaella Cicogna


    Body&Mind Coach

     

    www.raffaellacicogna.com





    Carlo Cazzaniga


    Artigiano - Artista

     

    https://cutcarlocazzaniga.net/
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    Ines Seletti


    Presidente Ass. Adas Fidas Parma - Consigliera Ass. Fidas Nazionale con delega alla comunicazione e alle nuove tecnologie - Consigliera Ass. Futura Parma

     

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