Dormire fra due guanciali. Si, ma quale scegliere?

postato da Nicoletta Carbone il 27.02.2013
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Così come per il materasso, anche la scelta del guanciale più adatto rappresenta un’opportunità per migliorare decisamente la qualità del sonno e per incidere sui disturbi dolorosi della colonna cervicale.

La scelta di un cuscino adatto e quindi di uno strumento che aiuti a mantenere una posizione migliore della testa durante la posizione sdraiata sembra avere notevole influenza sulla qualità del sonno e sul sollievo di un dolore cervicale presente.

Questo deriva dal fatto che la colonna cervicale, grazie alla sua posizione, non soffre per i sovraccarichi. Dovendo sopportare solo il peso della testa, stimato mediamente intorno ai 4 chili, in assenza di patologie specifiche o di disturbi legati al naturale invecchiamento, la parte cervicale della colonna riesce a gestire senza grossi problemi i compiti di sostegno e di movimento che gli sono affidati. I disturbi ai quali questa struttura va incontro sono per lo più legati alle posizioni mantenute per lungo tempo e, se si esclude l’ampio intervallo dedicato al lavoro, la posizione sdraiata che usiamo per riposare è quella che viene mantenuta ininterrottamente per più tempo nel corso di una giornata.

Ma esiste un cuscino “migliore”?

Su questo argomento sono stati effettuati una serie di studi utilizzando gruppi di soggetti che hanno usato per periodi regolari cuscini di forme e consistenze diverse.

I risultati sembrano indicare che i partecipanti alle ricerche abbiano complessivamente preferito supporti non molto alti e non troppo duri.

Per quel che riguarda l’altezza, in effetti, escluse particolari condizioni di salute che obbligano a tenere la testa molto sollevata, è ragionevole credere che sia più comodo poter poggiare la testa su qualcosa che aiuti a conservare l’allineamento con il resto della colonna vertebrale piuttosto che su uno spessore alto che obblighi il collo in una posizione di flessione innaturale.

Anche per la consistenza le scelte sono confluite su materiali morbidi e deformabili e questo probabilmente perché per il cuscino l’abitudine gioca un ruolo fondamentale. Pensando che ci sono persone che non si spostano se non portandosi dietro il cuscino personale è facile immaginare che i guanciali maggiormente deformabili e quindi “personalizzabili” incontrino i favori maggiori.

Bocciatura parziale, invece, per i cuscini cilindrici che sembrano ridurre la qualità del sonno, con buona pace dei cugini francesi e dei loro eleganti ma poco comodi “traversin”.

A cura del Dott. Michele Romano, fisioterapista e Direttore Tecnico di Isico.

Come lavare i capelli? Ogni quanto?

postato da Nicoletta Carbone il 19.09.2012
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I capelli vanno lavati almeno due volte la settimana, anche tre- quattro se sono molto seborroici (grassi), oppure se si vive/lavora in una sede inquinata e sporca: il fusto dei capelli infatti si comporta come una “spugna”, che trattiene molecole irritanti e particolato atmosferico.

Gli stessi elementi quindi possono venire in contatto con la cute del viso e del cuoio capelluto, e agire come “trigger” per irritazioni e infiammazioni. Quindi, lavare i capelli, anche spesso, con piccole quantità di shampoo diluite in acqua e distribuite sul cuoio capelluto, poi massaggiate bene per almeno un paio di minuti prima del risciacquo.

Creme, olii ed eventuali balsami è meglio metterli prima del lavaggio. E i capelli andrebbero, dopo lo shampoo, asciugati il più possibile con una salvietta, mai pettinati da bagnati (districarli con le dita!), quindi asciugati col phon tiepido senza usare getti bollenti o piastre.

A cura di Riccarda Serri, Specialista in Dermatologia e Presidente SKINECO – Associazione Internazionale di Dermatologia Ecologica.

Come proteggersi la testa dai raggi del sole

postato da Nicoletta Carbone il 03.08.2012
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Sono un uomo calvo, e con la testa rasata mi scotto regolarmente tutte le estati. Vorrei sapere quale protezione utilizzare senza che rimanga una patina bianca. Schermo totale o la stessa protezione che uso per il corpo?

Fa molto bene a proteggersi: una delle funzioni dei capelli, nell’uomo, è proprio quella di proteggere la cute del cuoio capelluto. Ricorra a solari spray oli-free a protezione totale, e li applichi dopo ogni nuotata.

Ma poiché questi solari spray non sono unti e non si vedono, se non indossa un berretto, spruzzi il solare sul cuoi capelluto  - nei mesi estivi – tutte le mattine prima di uscire di casa, e  sempre quando fa sport all’aperto (tennis, golf, ciclismo, vela, etc).

A cura della Dott.ssa Riccarda Serri, specialista in Dermatologia

“Agosto, madre mia non ti conosco”: figli con la valigia e genitori in panne

postato da Nicoletta Carbone il 01.08.2012
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Nel 1930, uno dei più grandi scrittori umoristi della nostra letteratura, Achille Campanile, pubblicava “Agosto, moglie mia non ti conosco”, un romanzo allegro e ancora oggi sorprendente. In quell’epoca, erano i mariti a dimenticarsi delle mogli (ma che strano!), e gli spettatori delle tresche estive a sorprendersi. Oggi, che non fa più notizia la dimenticanza del partner, è particolarmente in voga il momento del nido vuoto, con i figli più o meno adolescenti che partono per avventurose vacanze tutti contenti e i genitori che, come adultescenti, si cimentano con nuove situazioni. In particolare, alcuni genitori si trovano in panne perché:

1)      Non se la sentono di proibire ai figli di andare in vacanza per conto loro, dicendo: “Non ci vai e basta!”, perché ciò sembrerebbe loro antiquato, inadeguato e stupido;

2)      Contemporaneamente, sono divorati dalla paura delle difficoltà che i loro beneamati ex pargoletti potrebbero incontrare nel loro percorso, e senza il loro aiuto;

3)      Hanno paura del giudizio sociale negativo che potrebbe accompagnarsi ad un presunto eccesso di preoccupazione o di limitazioni;

4)      Hanno paura di pentirsi di aver avuto paura del giudizio sociale, e di doversi pentire ancora più amaramente per aver acconsentito all’esplorazione autonoma del mondo;

5)      Soprattutto se i figli hanno scelto una vacanza “intelligente” o “etica”, se la prendono enormemente con sé stessi, perché se li avessero lasciati crescere più cretini o meno etici, i figli magari avrebbero avuto meno grilli per la testa, e li si sarebbe potuti controllare più facilmente: “Adesso come li contrasto, se hanno sviluppato, e pure bene, proprio quello che gli ho insegnato?”.

6)      Si ritrovano a fare tra loro i fidanzati adultescenti, e prima di riprendere confidenza con l’intimità esclusiva e non più mediata temporaneamente dai figli, attraversano un periodo di disorientamento e di senso di inadeguatezza con la nuova situazione, così diversa dall’innamoramento di un tempo (ma non necessariamente peggiore).

Qualche riflessione semplice, anche banale, forse potrebbe aiutare:

A)      Intanto, se i figli sono troppo piccoli, non c’è niente di male a bloccarli nel loro naturale desiderio di eccesso di esplorazione; e bisogna imparare a tollerare il temporaneo odio che ne deriva;

B)     Occorrerebbe confrontarsi con altri genitori di figli della stessa fascia di età, non tanto perché quel che pensa la maggioranza sia giusto (anzi, a volte è vero il contrario), ma perché parlandone con dei pari diventa più facile identificare adeguatamente i propri pensieri, le proprie emozioni e la propria valutazione del rapporto rischi-benefici;

C)     Non è possibile eliminare i pericoli, ma solo ridurli, e occorre approntare da prima un pacchetto di soluzioni per gli eventuali problemi cui i figli si trovassero di fronte: precontattare una persona affidabile in loco potrebbe rappresentare talvolta una legittima difesa, in caso di necessità improvvisa;

D)     In molti casi potrebbe essere opportuno non spaventare i figli all’ultimo momento, per evitare di suscitare sensi di colpa fuori luogo: la valutazione della scelta deve essere stata fatta prima, e se c’è un rapporto di sincerità non  c’è il rischio che i ragazzi in caso di bisogno non chiedano aiuto; se non c’è un rapporto di sincerità, non si può instaurarlo all’improvviso: occorrerà costruirlo a partire dal prossimo autunno, con pazienza e anche umiltà;

E)      Il divertimento potrebbe essere in agguato, a rifare i fidanzati adultescenti: ricordiamo quali erano le caratteristiche per le quali avevamo scelto proprio quella persona, e puntiamo a ripristinare nella relazione il lato buono di quello che poi magari è diventato un difetto (ad esempio: la persona tenace è diventata testarda; quella desiderosa di piacere è diventata seduttiva, quella sempre coinvolta nelle cose è diventata arrabbiata, e così via). Possiamo quindi puntare a ripristinare la caratteristica originale, prima che si “deteriorasse”, e possiamo goderci le nuove caratteristiche positive, apprese nel frattempo da noi e dall’altro/a per alzare il livello della nostra soddisfazione.

A cura del Dott. Francesco Aquilar, psicologo e psicoterapeuta cognitivista e comportamentale, presidente dell’Associazione Italiana di Psicoterapia Cognitiva e Sociale (AIPCOS), Napoli.

Coppia d’estate e corpi al sole: evviva l’umorismo

postato da Nicoletta Carbone il 23.07.2012
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Un famoso giallo di Agatha Christie, il cui protagonista è l’arguto e buffo-ma-geniale investigatore Hercule Poirot, si intitola “Corpi al sole”: il suo mirabile intreccio è articolato sul fatto che d’estate, al mare, in costume da bagno e magari con un copricapo, tutti i corpi sembrano uguali, e che sia facile confonderli tra loro. Invece per molte persone la permanenza pubblica seminudi crea enormi problemi e difficoltà, sia individuali che di coppia. Già l’estate mette a dura prova la vita di coppia: non c’è la copertura del lavoro e del poco tempo a disposizione (e quindi le differenze tra i membri della coppia si vedono di più); si devono prendere decisioni su come trascorrere il tempo (finalmente o purtroppo) libero, e le fonti di litigio sono più numerose.

Inoltre, la tentazione sessuale si moltiplica, sia per gli uomini che per le donne, con l’esposizione disponibile di corpi che sembrano (da lontano) particolarmente perfetti ed interessanti, e le fantasie di soddisfacimento immaginario della propria insoddisfazione, con la medicina naturale di un innamoramento supplementare o di un kamasutra volante, sono frequentemente in agguato. Non comandiamo la nostra mente e il nostro cuore come vorremmo, e molti pensieri automatici scattano in maniera inaspettata. Per di più, per alcuni il fatto stesso che venga in mente un pensiero automatico di fuga, di tradimento o di rimpiazzamento del partner con un modello più aggiornato, rappresenta nella psicologia ingenua il fallimento della relazione (cosa, ovviamente, non necessariamente vera). Quindi d’estate la coppia rischia di scoppiare più facilmente e più frequentemente.

I sostenitori dell’infedeltà propria (sottotipo: a condizione che l’altro/a non se ne accorga), amplificano i sensori dell’avventura possibile; mentre i preoccupati dell’infedeltà altrui si allarmano precocemente, sia a torto che talvolta a ragione. Gli amanti del corpo perfetto, si addolorano enormemente per le loro inevitabili imperfezioni, e cercano di attutirle, nasconderle, mimetizzarle con cura. I preoccupati del loro corpo imperfetto spesso in pubblico fanno finta di niente, per poi disperarsi nel segreto della loro cameretta d’albergo.
Possiamo provare a non farci travolgere da questi e altri simili pensieri ansiogeni, anche cercando di sviluppare auto-ironia e umorismo, e stando attenti a non trasformarli in sarcasmo (che invece farebbe del male sia a noi che ai nostri cari).

Primo: non siamo perfetti, nessuno ci chiede di esserlo, e se qualcuno ce lo chiedesse ciò significherebbe solo che costui o costei è un idiota.
Secondo, proviamo a negoziare per il tempo libero estivo delle soluzioni che siano accettabili e piacevoli per entrambi i membri della coppia, ognuno rinunciando ad un pezzetto della sua vacanza ideale, per godersi insieme la gioia propria e anche quella dell’altro.
Terzo, divertiamoci a ridere e a sorridere, innanzi tutto di noi stessi, delle nostre fisime, delle nostre preoccupazioni ossessive, delle nostre fissazioni preferenziali, sapendo che è legittimo avere delle preferenze, ma ricordandoci anche di superare l’egocentrismo cognitivo di ciascuno, tenendo presente che le preferenze altrui hanno la stessa dignità e legittimità delle nostre.
Ridimensioniamo, infine, puntando ad una deliberata e intenzionalmente ottimistica allegria senza esagerazioni, l’effetto delle difficoltà contingenti (crisi economica, caldo, folla, traffico, bambini pestiferi, incivili da spiaggia iperattivi, ecc …), esercitandoci a riderne e a sorriderne, e in questo modo impedendo alle difficoltà di infliggerci il danno e anche le beffe di rovinarci la giornata. Infine, non dimentichiamo di sviluppare noi stessi anche in vacanza, prendendoci un po’ di tempo per fare qualcosa che ci piace davvero, che faccia crescere la nostra cultura, la nostra socievolezza e anche il nostro piacere legittimo, e che durante l’anno lavorativo non sempre possiamo permetterci.

Per saperne di più:
-Aquilar F., Psicoterapia dell’amore e del sesso, Edizioni Franco Angeli.
-Aquilar F., Le donne dalla A alla Z, Edizioni Franco Angeli.

A cura del Dott. Francesco Aquilar, psicologo e psicoterapeuta cognitivista e comportamentale, presidente dell’Associazione Italiana di Psicoterapia Cognitiva e Sociale (AIPCOS), Napoli.

Per un decolté tonico

postato da Nicoletta Carbone il 20.07.2012
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Per avere un decolté tonico e sodo è utile usare qualche cubetto di ghiaccio da passare sul seno con un lieve massaggio circolare.
Il ghiaccio dà risultati rapidi ed è quindi un ottimo rimedio rassodante nei casi in cui c’è poco tempo prima di mostrare una bella scollatura.

A cura del Dott. Antonino Di Pietro

Un viaggio chiamato vita

postato da Nicoletta Carbone il 19.07.2012
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Spesso per descrivere la vita si usa la metafora del viaggio e del percorso. Se la usassimo anche noi potremmo dire che come tutte i viaggi ha le sue deviazioni, piccoli problemi, soste, paesaggi panoramici, compagni, esperienze… Come tutti i viaggi, ha una meta che non sempre riusciamo a raggiungere, e che spesso raggiungiamo ma non nei tempi o modo previsti.

Sicuramente partire sapendo dove vuoi andare è meglio, ed è certo che, anche se non controlli gli eventi puoi sempre fare del tuo meglio per assicurarti che sia un bel viaggio.

L’estate per molti (per me per esempio), è un momento anche per riflettere e riposare con i propri cari. Sono in tanti a considerare settembre il primo mese dell’anno. È proprio nel mese del mio compleanno infatti, che si iniziano le diete, i buoni propositi, gli abbonamenti in palestra, le enciclopedie in edicola, la scuola e così via…

Io inizio il dopo estate definendo i miei obiettivi, invito tutti a farlo. Funziona e la ricerca lo ha dimostrato.

Le ragioni per le quali tante persone non definiscono gli obiettivi, nonostante sia dimostrato che sia necessario, sono tante: pigrizia, mancanza di metodo, o mancanza di denaro per andare a un corso.

Ci sono tanti modi per farlo. Io tengo un workshop su questo, ci sono libri, audio libri oppure leggi l’articolo e poi prendi un pezzo di carta, scrivici sopra cosa vuoi dal futuro e cosa farai per ottenerlo. Poi fai quello che hai scritto e vedrai che la tua vita migliorerà.

Lo so sembra facile. Di fatto lo è. Se fosse difficile io non ci sarei riuscito.

Detto questo accordiamoci su alcuni punti riguardanti il viaggio. Me ne sono venuti in mente otto.

1.      Non ci sono garanzie nella vita. Non saprai mai in anticipo se i tuoi obiettivi diventeranno realtà o se le cose che fai funzioneranno. Come dico spesso, il rigorista non sa se farà goal. Di certo se tira nello specchio della porta ha più possibilità. Non è mai successo che un portiere prenda la palla che stava andando fuori e la metta dentro. Pianificare, iniziare e fare ti porterà da qualche parte, e la storia ci dice che sarà un posto migliore. Qualunque esso sia.

2.      Farai scelte sbagliate e commetterai degli errori. Questo è garantito. Però non lo saprai mai in anticipo. A meno che sei un pazzo o un masochista, cercherai sempre di fare del tuo meglio. A volte funzionerà, altre no. Ma se non fai nulla, avrai solo rimpianti. Non solo, gli errori ti faranno crescere e imparare. Questo ti porterà lontano.

3.      Devi rischiare. Spesso i miei colleghi dicono che se fai quello che hai sempre fatto otterrai quello che hai sempre ottenuto. Io non concordo. Otterrai di meno. Il mondo è cambiato. Non essere stupido nel cercare il brivido pericolosamente, ma devi rischiare di sbagliare, di essere deluso, di essere rifiutato. Non sto parlano di giocare d’azzardo, sto parlando di aver coraggio. (Sapevi che la parola deriva da “cuore”?).

4. Formazione. Se vuoi crescere devi formarti. Più sai e meglio fai. Più sai e meno errori fai. Impara da chi li ha già fatti ed è disposto a condividere la sua esperienza. È scritto nei libri, detto negli audio libri e spiegato nei corsi.

5. Flessibilità. Visto che siamo d’accordo che non andrà sempre come dal tuo piano (soprattutto se non hai un piano), creati delle opzioni. I famosi piani B e C. Alcune volte “l’Universo” vorrà metterti alla prova, oppure vuole per te qualcosa di più bello. In quei casi devi essere flessibile e adattare il tuo approccio.

7. Motivazione e scopi. Tutte le cose hanno dei pro e dei contro. Il momento peggiore è quando raggiungi i tuoi obiettivi e sei deluso o scopri che il gioco non valeva la candela. Sei sicuro di volere quello che vuoi? Sei tu a volerlo? Perché lo vuoi? Sei disposto a “pagare il prezzo”?

8. Fidati e abbi fede. Fidati di te stesso, rischia un po’ fidandoti degli altri e abbi fede che “l’Universo” si accorgerà della tua passione e dei tuoi sforzi. Io non so se raggiungerai i tuoi goals, una cosa è certa, provandoci ti divertirai e avrai di più che se mollassi adesso.

A cura di Claudio Belotti, coach

Punti neri: si possono prevenire?

postato da Nicoletta Carbone il 18.07.2012
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La comparsa di punti neri si può tenere sotto controllo con una pulizia adeguata, mattino e sera. È molto importante eliminare ogni traccia di trucco, perché se fondotinta, cipria e fard si depositano nel poro, possono infettarlo. Non bisogna comunque strafare. Lavaggi troppo ravvicinati stimolano ulteriormente la produzione di sebo, favorendo la formazione delle impurità.

A cura del Dott. Antonino Di Pietro

Gli alimenti e i colori dell’estate

postato da Nicoletta Carbone il 17.07.2012
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Si sta entrando nel periodo più caldo dell’ anno e in questo senso  gli alimenti che offriamo all’organismo devono essere in grado di riequilibrare la temperatura ambientale. E’ noto che l’uomo è un soggetto omeotermico cioè tende a mantenere una temperatura simile in tutte le stagioni. Simile, però, non significa uguale e anche la temperatura corporea come tutti i parametri “corporei” (glicemia ecc) è soggetta a piccole oscillazioni. Mantenere la temperatura – poi – avviene grazie ad un significativo “consumo energetico”, cioè rappresenta una condizione che può diventare stressante per l’ organismo. E’ quindi è un imperativo alimentarsi in modo tale da facilitare la termoregolazione. Quindi in estrema sintesi utilizzare specie nelle ore più calde alimenti freschi (di per se): la frutta e la verdura. La medicina cinese – poi – poneva molta attenzione ai colori. L’estate è il periodo del colore rosso (e arancio) e viene dalla stagione del colore verde (la primavera) e va verso la stagione del colore giallo (la fine dell’ estate : settembre). Bene per l’energetica questi dovrebbero essere i colori principali da utilizzare (per quanto riguarda specialmente la frutta e la verdura) in questa stagione. Ovviamente qualcuno potrebbe sorridere. Ma noi “tecnici dell’alimentazione e della fitoterapia” non sorridiamo più da molti anni. I colori – della frutta e della verdura – sono molto spesso sostenuti da sostanze (di natura polifenolica) che giocano un ruolo essenziale nell’organismo. Ad esempio il colore dei mirtilli è sostenuto da un gruppo di sostanze (antocianosidi) che hanno una essenziale funzione antiossidante (e non solo) nell’organismo. Il licopene – un potentissimo antiossidante provitaminico A – è presente nei pomodori, nei meloni e nell’anguria. Quindi il colore rosso e arancio dell’ estate. Quindi – nuovamente – l’equilibrio Yang (calore – estate) e Yin (verdura – frutta) necessario in questa stagione può essere ulteriormente riequilibrato grazie ai colori che la natura ci dona.

A cura del Dott. Maurizio Corradin, medico chirurgo

Reazione ai lieviti e pane azzimo

postato da Nicoletta Carbone il 13.07.2012
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Quando esiste una reattività alimentare ai lieviti e alle sostanze fermentate, si sentono spesso pareri contrastanti sulla possibilità di usare il pane azzimo. In realtà anche questo pane, pur senza lievito aggiunto, subisce un certo livello di fermentazione. Qualunque tipo di pane, cotto a forno o a piastra che sia, dopo qualche minuto di cottura ne sviluppa infatti un certo livello. Le intolleranze al lievito riguardano la fermentazione, non il lievito in sé. Non serve cercare pani non lievitati o prodotti similari “senza lievito aggiunto”, poco ma comunque fermentati. È molto meglio mangiare del buon pane, panificato secondo la tradizione, nei giorni in cui c’è la libertà di mangiarlo liberamente. Nel caso di una intolleranza infatti, eliminare del tutto un alimento è molto più rischioso che benefico. Nel rispetto delle nuove acquisizioni dell’immunologia moderna, una reattività alimentare va rieducata con uno svezzamento graduale che riporti la persona a mangiare quei cibi con naturalezza e soprattutto con gusto, senza riceverne danno.

A cura del Dott. Attilio Speciani

  • Un esperto per amico




    Attilio Speciani


    Specialista in Allergologia e immunologia clinica

     

    www.eurosalus.com





    Prof. Alberto Luini


    Direttore della divisione di senologia dello IEO






    Tetsugen Serra


    Maestro Zen - Fondatore della Mindfulzen: la Via di Consapevolezza

     

    www.mindfulzen.it

     

    www.monasterozen.it





    Prof. Antonino Di Pietro


    Direttore del Servizio di Dermatologia dell'Ospedale di Inzago (MI)

     

    www.antoninodipietro.it





    Dott. Francesco Aquilar


    Psicologo e Psicoterapeuta Cognitivista e Comportamentale

     

    www.aipcos.org





    Claudio Belotti


    Coach

     

    www.claudiobelotti.it





    Luigi Sutera


    Consulente d'immagine






    Giuseppe Alfredo Iannoccari, Ph.D.


    Presidente Assomensana

     

    www.assomensana.it





    Alessandra Rigoni


    Medico Chirurgo specialista in odontoiatria e ortodonzia a Milano






    Dott. Luca Avoledo


    Naturopata ed esperto di ecologia del corpo, nutrizione e salute naturale.

     

    www.lucaavoledo.it

     

    www.studiodinaturopatia.it





    Dott. Fabio Rinaldi


    Specialista in dermatologia e venerologia, Presidente della Fondazione IHRF in Milano.

     

    www.studiorinaldi.com





    Prof. Alessandro Nanussi


    Responsabile del Centro di Gnato-posturologia e dolore cranio-faciale, Osp. S. Gerardo, Clinica Universitaria della Milano-Bicocca. Past president della Società Italiana di Odontostomatologia dello Sport.

     

    www.studiodentisticonanussicoraini.it





    Prof. Marco Temporin


    Medico Chirurgo. Specialista in Igiene e Medicina Preventiva.

     

    www.marcotemporin.it





    Daniele Belloni


    Insegnante di yoga, scrittore e giornalista

     

    www.spazioshanti.org





    Mauro Castiglioni


    Farmacista Cosmetologo esperto in preparazioni Galeniche. Consigliere all'Ordine dei Farmacisti di Milano. Consigliere Nazionale SI.F.A.P. (Società Italiana Farmacista Preparatori






    Andrea Fratter


    Ricercatore, Cosmetologo ed esperto di Nutraceutica
    Docente presso la Scuola Internazionale di Medicina Estetica, SIME di Roma e presso il Corso di Perfezionamento in Farmacia e Farmacologia Cliniche dell’Università di Padova






    Dott.ssa Adele Sparavigna


    Dermatologa a Milano e Monza
    Direttore ricerche cliniche Istituto Derming

     

    www.adelesparavigna.it





    Raffaella Cicogna


    Body&Mind Coach

     

    www.raffaellacicogna.com





    Carlo Cazzaniga


    Artigiano - Artista

     

    https://cutcarlocazzaniga.net/
    artigianeide.wordpress.com





    Ines Seletti


    Presidente Ass. Adas Fidas Parma - Consigliera Ass. Fidas Nazionale con delega alla comunicazione e alle nuove tecnologie - Consigliera Ass. Futura Parma

     

    www.fidas.it

     

    www.adasfidasparma.it


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