Gli automatismi sono una buona cosa ma spesso limitano l’arcobaleno della nostra vita

postato da Nicoletta Carbone il 30.01.2015
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Gli Automatismi  si formano quando le azioni sono legate ad una azione ripetuta costantemente  in modo che quando un azione improvvisa accade , si dispone di una sollecita risposta automatica per far fronte al momento. Fin qui tutto bene.

Alcuni esempi:
Quando ti svegli  avvii, la macchina del caffè (abitudine).
Quando si arriva a lavoro, si controlla la posta (abitudine).
Quando si è stressati, si mangia cibo spazzatura (abitudine).

Queste abitudini automatiche  sono un bene, ma non sempre, spesso sono un vivere inconsapevole per moti momenti della nostra giornata.
Come hanno  fatto a formarsi originariamente queste abitudini ?
Attraverso la ripetizione costante nel corso degli anni.
Hanno iniziato a formarsi  con azioni eseguite molto consapevolmente in un primo momento. Il primo giorno di scuola se lo ricordano quasi tutti, prima erano un’abitudine, e poi  poco a poco sono diventate più automatiche e meno consapevoli, Automatismi inconsapevoli.
C’è un ciclo di feedback che ci ha aiutato ripetere l’abitudine per un buon periodo di tempo sino a trasformarla in automatismo inconsapevole.
Ad esempio, se siamo  stressati e mangiamo cibo spazzatura, otteniamo piacere per la trasgressione di mangiare cibo spazzatura che però piace, e questa trasgressione alleggerisce quindi lo stress. Mangiare cibo sano nei momenti di tensione e stress, non sortisce l’effetto perché per molte persone il  cibo sano pensano che sia noioso, blando, o sgradevole (feedback negativo), e quando si mangia invece cibo malsano, ti diverte di più (feedback positivo). Con il ripetersi dello stress e quindi dell’abitudine a mangiare cibo spazzatura, creiamo nella mente l’automatismo e se ci arrabbiamo, corriamo a mangiare una tavoletta intera di cioccolato, o bere troppa birra, o rompere un po’ di piatti, o insultare le persone (trasgressione). Ogni persona ha il suo condizionamento che abbassa momentaneamente lo stress, ma non sempre è una cosa buona. Esempio quando si è nervosi stressati si tende a stare più a lungo in internet perdendoci inutilmente per ore e ore nel nulla in automatico,  oppure trattiamo più duramente le persone, e siamo  meno compassionevoli e amorevoli, questi sono automatismi che con un po’ di consapevolezza possiamo eliminare sostituendoli con più positivi.
Per fortuna, siamo in grado di invertire il ciclo di feedback del nostro agire.
Creiamo risposte positive per le nuove abitudini che si desidera formare.
Dobbiamo creare in noi il pensiero consapevole che prima di reagire quando sento che sto arrivando al limite, e mi sento nervoso, mi fermo un minuto e se posso creo un abitudine  di rottura dell’automatismo, per esempio, mi impongo di andare subito a bere un bicchiere di acqua, o di fermarmi e fare tre respiri profondi, o di pensare che il cuore si oscura e invecchiamo precocemente. Non importa se le persone attorno a voi in questi momenti vi vedranno un po’ strane, coinvolgete responsabilizzatele dicendo loro che siete nel cambiamento di consapevolezza Mindfull e che anche loro a cascata ne avranno beneficio.
Se facciamo la somma di tutti gli automatismi che mettiamo in atto durante la giornata ci accorgiamo che del nostro libero e consapevole decidere rimane ben poco, allora dobbiamo iniziare a riprendere consapevolmente in mano la nostra vita e “Vivere il nostro tempo anziché lasciarsi vivere dal tempo” come dice un detto zen.

A cura di Tetsugen Serra, Maestro Zen

Sindrome da astinenza da caffè

postato da Nicoletta Carbone il 07.01.2014
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Una nostra ascoltatrice ci chiede informazioni sulla sindrome da astinenza da caffè, che ha un suo motivo d’essere e spiega l’esistenza di molti mali di testa del week-end. Ha 25 anni e da almeno 6 beve almeno tre (e talvolta arriva a 6) caffè al giorno. Se non ne beve, dopo poche ore compare un feroce mal di testa che passa solo con l’assunzione di altro caffè. Giustamente quindi ci chiede se sarà obbligata a berlo per tutta la vita, o se può fare qualcosa per uscire da questa schiavitù.

La dipendenza da caffè (o da caffeina) è un fenomeno che è  stato ben studiato negli ultimi anni, e quello che capita alla nostra “fan” è semplicemente l’effetto di una sorta di “crisi di astinenza” da caffeina: il suo sistema nervoso attiva dei meccanismi di vasocostrizione o di vasodilatazione (a seconda della zona di cervello coinvolta), che determinano la comparsa di mal di testa. Come per un “drogato”, riassumendo la sostanza, lo stimolo cessa e il mal di testa sparisce. La sensibilizzazione cerebrale è molto simile a quella che avviene nel caso di una infiammazione da cibo (intolleranza): chi ne soffre è  portato ad assumere più  frequentemente quel particolare alimento perché   mangiandolo, con la reazione infiammatoria si liberano alcune sostanze che in un certo modo fanno piacere al cervello, anche se sul resto dell’organismo possono provocare un danno. Con le 3/6 tazzine di caffè al giorno parliamo di quantità che rientrano nel criterio della accettabilità  da parte del mondo scientifico. Per chi volesse iniziare una disassuefazione, vuoi per il desiderio di una vita senza stimolanti ed eccitanti chimici o alimentari, oppure perché in menopausa ad esempio il caffè  dovrebbe essere molto limitato, si può utilizzare questa tecnica:

1)    Ridurre gradualmente il dosaggio complessivo, togliendo un cucchiaino di caffè  dalla tazzina, e aggiungendo invece un poco di acqua per circa 3 giorni,

2)    Dal 4^ giorno, e così in seguito ogni 3-4 giorni, rimuovere dalla tazzina un altro cucchiaino sostituendolo con acqua

3)    arrivare nel giro di un mese a bere tre tazzine al giorno di una miscela fatta da 1 cucchiaino di caffè  e il resto di acqua. (molte persone si fermano prima, ma per alcuni soggetti ipersensibili è necessario proseguire fino in fondo)

A quel punto le tazzine possono diventare solo 2 per una settimana, e infine solo 1 per un altra settimana, fino a sospendere del tutto l’assunzione. Chi invece semplicemente teme il mal di testa da “sciopero dei baristi” può  portare con se  della Ignatia 30 CH (medicinale omeopatico) di cui prendere 3 granuli ai primissimi segni di un disagio indotto dal troppo tempo passato dalla ultima tazzina.

A cura del Dott. Attilio Speciani

  • Un esperto per amico




    Attilio Speciani


    Specialista in Allergologia e immunologia clinica

     

    www.eurosalus.com





    Prof. Alberto Luini


    Direttore della divisione di senologia dello IEO






    Tetsugen Serra


    Maestro Zen - Fondatore della Mindfulzen: la Via di Consapevolezza

     

    www.mindfulzen.it

     

    www.monasterozen.it





    Prof. Antonino Di Pietro


    Direttore del Servizio di Dermatologia dell'Ospedale di Inzago (MI)

     

    www.antoninodipietro.it





    Dott. Francesco Aquilar


    Psicologo e Psicoterapeuta Cognitivista e Comportamentale

     

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    Claudio Belotti


    Coach

     

    www.claudiobelotti.it





    Luigi Sutera


    Consulente d'immagine






    Giuseppe Alfredo Iannoccari, Ph.D.


    Presidente Assomensana

     

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    Alessandra Rigoni


    Medico Chirurgo specialista in odontoiatria e ortodonzia a Milano






    Dott. Luca Avoledo


    Naturopata ed esperto di ecologia del corpo, nutrizione e salute naturale.

     

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    Dott. Fabio Rinaldi


    Specialista in dermatologia e venerologia, Presidente della Fondazione IHRF in Milano.

     

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    Prof. Alessandro Nanussi


    Responsabile del Centro di Gnato-posturologia e dolore cranio-faciale, Osp. S. Gerardo, Clinica Universitaria della Milano-Bicocca. Past president della Società Italiana di Odontostomatologia dello Sport.

     

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    Prof. Marco Temporin


    Medico Chirurgo. Specialista in Igiene e Medicina Preventiva.

     

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    Daniele Belloni


    Insegnante di yoga, scrittore e giornalista

     

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    Mauro Castiglioni


    Farmacista Cosmetologo esperto in preparazioni Galeniche. Consigliere all'Ordine dei Farmacisti di Milano. Consigliere Nazionale SI.F.A.P. (Società Italiana Farmacista Preparatori






    Andrea Fratter


    Ricercatore, Cosmetologo ed esperto di Nutraceutica
    Docente presso la Scuola Internazionale di Medicina Estetica, SIME di Roma e presso il Corso di Perfezionamento in Farmacia e Farmacologia Cliniche dell’Università di Padova






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    Direttore ricerche cliniche Istituto Derming

     

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    Raffaella Cicogna


    Body&Mind Coach

     

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    Carlo Cazzaniga


    Artigiano - Artista

     

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    Ines Seletti


    Presidente Ass. Adas Fidas Parma - Consigliera Ass. Fidas Nazionale con delega alla comunicazione e alle nuove tecnologie - Consigliera Ass. Futura Parma

     

    www.fidas.it

     

    www.adasfidasparma.it


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