Cala l’umore e aumenta la pancia?

postato da Nicoletta Carbone il 26.09.2014
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Anche negli ultimi mesi sono stati riproposti a livello internazionale lavori e ricerche che mettono in correlazione ingrassamento, depressione, allergia e infiammazione. I nostri lettori potrebbero sembrare confusi da questa affermazione ma se si pensasse ad un ginocchio che fa male per l’artrite, la sostanza biochimica che provoca il dolore può essere esattamente la stessa che determina le difficoltà a dormire o l’abbassamento dell’umore (e che magari causa anche la litigata col marito. Tutto questo può dipendere anche dal modo in cui si mangia durante la giornata o nei giorni che precedono il malessere. Questo modo di mangiare, che genera infiammazione, è anche quello che “regala” cellulite e grasso inutile e che determina una forte stanchezza mattutina, nonostante il sonno. La scoperta di questa interazione (che riguarda anche le allergie e le malattie cardiache) è di estrema importanza, e nei prossimi anni ne sentiremo parlare sempre di più. La stessa dieta che garantisce un buon rapporto tra massa magra e massa grassa è la stessa che tiene di buonumore e agisce preventivamente su tutte le più note ”malattie del benessere”.

A cura del Dott. Attilio Speciani

Depressione e comunicazione con noi stessi e con gli altri

postato da Nicoletta Carbone il 08.04.2014
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Tutti noi quando siamo depressi non abbiamo voglia di vedere nessuno e tendiamo a chiuderci nel silenzio e nel mutismo, oscillando tra il sentirci preoccupati-impotenti e il sentirci profondamente arrabbiati. Ma il blocco della comunicazione con l’esterno non ci protegge dalla comunicazione con noi stessi, in un serrato dialogo interno tra una parte di noi ostile-dominante, che ci sgrida e tende ad auto-insultarci e una parte di noi sottomessa-impaurita che invece ci difende, sia pure in modo spesso spaventato e talvolta piagnucoloso. Nella maggioranza dei casi questa dialettica interna dopo un po’ finisce, cambiamo stato mentale (anche magari perché qualcuno dall’esterno ci stimola su altri pensieri e comportamenti) e riprendiamo una vita “normale”. Alcune persone, invece, si trovano quasi permanentemente in una situazione di depressione, e senza por tempo in mezzo dovrebbero rivolgersi rapidamente ad uno psicologo, uno psicoterapeuta o uno psichiatra per farsi aiutare, o almeno parlarne al medico di famiglia. Ma l’idea stessa di farsi aiutare, per chi è depresso, è tremenda e catastrofica. Questo è uno dei paradossi della depressione: il bisogno di ricevere aiuto tende ad esser considerato esso stesso come segno di debolezza e di negatività (piuttosto che come un normale e legittimo desiderio di un essere umano in alcune fasi della propria vita). Se la depressione di cui soffriamo, invece, è solo una fase e non uno stato ricorrente o permanente, possiamo provare a diventare consapevoli del nostro dialogo interno e soprattutto del nostro modo di fare auto-critica. L’auto-critica è una importante funzione della nostra mente: quanti personaggi intorno a noi avrebbero bisogno di farne una buona dose! Tuttavia, in alcune persone invece l’auto-critica è eccessiva, e finisce con il portarli a stati d’animo depressi e schiaccianti. Possiamo quindi provare a suggerire alcune istruzioni per l’uso in risposta alle fasi depressive che ciascuno di noi può attraversare:

1)      Non cerchiamo soluzioni quando siamo in uno stato mentale depressivo: in generale non stiamo male davvero per i problemi che abbiamo, quanto per il nostro stato d’animo che ci impedisce di vedere le cose in modo produttivo. Quindi, aspettiamo di cambiare stato mentale e poi cerchiamo le soluzioni.

2)      Stiamo attenti al nostro dialogo interno, che a volte diventa troppo severo e auto-offensivo. Possiamo anche aver commesso un errore, ma c’è quasi sempre modo di riparare, e quando non c’è possiamo affidarci alla “rassegnazione vitale” e riprovarci in altre occasioni.

3)      Non abbocchiamo al desiderio depressivo di chiuderci in noi stessi: proprio quando ci sentiamo sfiduciati è il momento di cercare di parlare con qualcuno di quel che proviamo e di spostare l’attenzione su altri aspetti del mondo interno ed esterno.

4)      Facciamo un’attività creativa: dal comporre una poesia al cucinare un piatto anche semplice, la creatività può aiutarci ad uscire dallo stato mentale problematico.

5)      Cerchiamo di essere il migliore amico di noi stessi: cosa diremmo al nostro migliore amico se si trovasse in fase di tristezza depressiva? Potremmo usare la stessa benevolenza e affettuosità che utilizzeremmo con il nostro amico anche con noi stessi, invece di essere troppo severi e poco auto-ironici.

Due libri per saperne di più: 1) Parlare per capirsi. Strumenti di psicoterapia cognitiva per una comunicazione funzionale, a cura di Francesco Aquilar, Edizioni Franco Angeli; 2) Psicoterapia cognitiva della depressione. Le diverse forme di depressione e i possibili interventi terapeutici, a cura di Francesco Aquilar e Maria Pia Pugliese, Edizioni Franco Angeli.

A cura del Dott. Francesco Aquilar

Il sorriso scomparso

postato da Nicoletta Carbone il 14.03.2012
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Tornare a sorridere con una corretta alimentazione e attività sportiva

Ci sono persone che non riescono più a sorridere, perché la loro ipersensibilità non è compresa e non riescono a capire come ritrovare salute e benessere. In quei casi i trattamenti proposti sono spesso a base di farmaci per la depressione o di gastroprotettori forniti dal gastroenterologo mentre magari un allergologo, dopo avere escluso la celiachia, allarga le braccia e non prescrive più nulla. 
È il dramma di chi spesso viene frammentato in tanti pezzettini specialistici che hanno invece una unica causa. I legami tra alimentazione, infiammazione e alterazione degli stati dell’umore si stanno chiarendo sempre di più. In casi come questi, oltre alle eventuali prescrizioni sintomatiche, sono consigliabili dei cambi di comportamento, che facciano iniziare a muoversi e camminare (e se fosse possibile, correre) almeno 25-30 minuti al giorno. È importante cambiare l’alimentazione in modo da rispettare eventuali reazioni dovute al cibo, senza però escludere mai gli alimenti responsabili e concedendo il loro utilizzo almeno in 3 giorni della settimana. Senza infiammazione, senza mal di stomaco e sfruttando l’azione degli antidepressivi naturali creati con la corsa, si inizia spesso a dare valore alla propria autonomia recuperando efficienza e benessere. 

A cura del Dott. Attilio Speciani, Specialista in Allergologia e Immunologia Clinica

Progettare e monitorare la felicità

postato da Nicoletta Carbone il 02.02.2012
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Che cosa ci fa sentire felici? Sembra troppo semplice, ma sono soprattutto le interazioni sociali positive a fornire felicità. Spesso non siamo tanto bravi a prevedere quello che ci farà felici: anche una promozione, un aumento di stipendio, il partner dei nostri sogni o la macchina nuova, che credevamo ci avrebbero reso felici e per i quali ci siamo tanto impegnati, dopo un po’ possono non rappresentare più nulla di particolare, sembrano una banale normalità (e a volte magari si rivelano un inferno). Gli studiosi di felicità (che sono soprattutto psicologi sociali, sociologi e psicoterapeuti) distinguono alcuni settori nei quali possiamo cercare e progettare la felicità. Fra questi:
1)  Amore romantico. Come va la nostra relazione d’amore? Funziona bene o ci dà disturbo e preoccupazione? Vogliamo cambiare partner? Se non vogliamo, cosa possiamo fare per nutrire ogni giorno la nostra relazione d’amore?2)  Interazioni sociali. Come va con i nostri amici e i nostri colleghi? Possiamo organizzare un piccolo evento con le persone che ci piacciono davvero, e tentare di godercelo? Vale la pena di fare uno sforzetto, magari ne saremo contenti dopo.
3) Creatività. Stiamo dedicando un po’ di tempo alla creatività che ci piace? Fare un quadro, scrivere una poesia, suonare la chitarra, costruire un mobiletto o abbellire la casa: ci stiamo consentendo un po’ di tempo per la nostra creatività?
4) Salute e cure personali. Ci stiamo trattando bene o male? Saremmo contenti se un nostro amico trattasse se stesso come noi stiamo trattando noi stessi in questo periodo? Facciamoci una carezza e dedichiamo un po’ di tempo anche a noi e alla nostra salute.
5) Relazioni familiari. C’è qualcuno in famiglia che ci piace? Se abbiamo figli, abbiamo dedicato loro quell’attenzione necessaria per le persone importanti, o li teniamo parcheggiati da qualche parte? Divertiamoci un po’ con loro.
6) Auto-efficacia e lavoro. Ci sentiamo sufficientemente competenti in quel che facciamo, o abbiamo bisogno di un aggiornamento personale e/o professionale? Confermiamo tipo e modo del nostro lavoro, o abbiamo bisogno di un cambiamento possibile e ragionevole?
7) Significato. Come va con le scelte generali dell’esistenza? Confermiamo la strada che abbiamo percorso finora, o c’è bisogno di cambiamenti radicali? Oppure basta rimettere in gerarchia gli obiettivi e dedicare più spazio a quel che ci interessa davvero?
Possiamo cominciare un percorso di consapevolezza sulla nostra felicità, e occuparci dieci minuti al giorno di progettarne un pezzetto e di monitorare come siamo riusciti a realizzarla giorno per giorno. La felicità è più semplice di quanto si creda, ma richiede autoriflessività, comprensione della mente altrui e padronanza di sé. Cominciamo ad allenarci, non abboccando al senso di inutilità suggerito dalla depressione.

A cura del Dott. Francesco Aquilar, psicologo e psicoterapeuta cognitivista e comportamentale, presidente dell’Associazione Italiana di Psicoterapia Cognitiva e Sociale (AIPCOS), Napoli.

Psicologia per la felicità contro la depressione

postato da Nicoletta Carbone il 20.01.2012
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Può sembrare fuori luogo parlare di felicità in un periodo di così grande crisi economica, politica e per certi aspetti anche morale, eppure è proprio in questi periodi “bui” che si pongono le premesse per occuparsi contemporaneamente sia di sé stessi che delle variabili sociali. Da molti anni alcuni psicologi e psicoterapeuti, specie cognitivisti, si occupano di studiare questi aspetti. Intanto, secondo le ricerche passate tempo fa in rassegna dallo psicologo inglese Michael Argyle, la felicità sembra composta da tre aree principali:

1) Appagamento (che può svilupparsi in differenti settori dell’esistenza);
2) Gioia (che si può considerare come episodica, oppure come costantemente sottostante ai cambiamenti quotidiani di umore;
3) Assenza di angoscia (considerata come composta da ansia e depressione).

A questi tre elementi, ovviamente, si associa la buona salute o comunque l’assenza di malattie realmente invalidanti. I rapporti sociali forniscono numerosi elementi di felicità, se sono positivi, perché tendono a ridurre lo stress, ad aumentare l’autostima, a ridurre l’intensità e la frequenza delle emozioni negative e a consentire alle persone di ricevere aiuto nella risoluzione dei problemi. Ciò vale non solo nel tempo libero, ma anche nei rapporti di lavoro. Per quanto sembra che circa il 50% della felicità percepita sia dovuta a cause genetiche e il 10% alle circostanze di vita, resta un 40% che in qualche modo dipende da noi. Monitorare il proprio livello di felicità e agire per aumentarlo, fra l’altro, aiuta a prevenire e a gestire le fasi di depressione. Per far questo, possiamo prendere in considerazione i settori nei quali la felicità può essere aumentata:

1) Relazioni sociali e relazioni intime;
2) Lavoro o studio (inteso come aumento di competenze personali);
3) Svago (che sia realmente gradevole rispetto alle preferenze di ciascuno e non “obbligatorio”);
4) Significato (ovvero selezionare e portare avanti attività che soddisfino gli scopi morali di ciascuno).

Possiamo quindi decidere di occuparci ogni giorno, oltre che delle incombenze necessarie, anche di nutrire la nostra legittima felicità, anche smettendo di compararci continuamente agli altri, rendendo il nostro lavoro significativo (oppure dedicandoci in aggiunta al lavoro ad una attività di studio che aumenti le nostre competenze), sviluppando le relazioni personali e intime, e soprattutto ricordandoci frequentemente della gratitudine che proviamo verso le persone che ci danno una mano (che sono spesso molte di più di quel che crediamo).
Per saperne di più: Francesco Aquilar & Maria Pia Pugliese, “Psicoterapia cognitiva della depressione“, Edizioni Franco Angeli, 2011. 

A cura del Dott. Francesco Aquilar, psicologo e psicoterapeuta cognitivista e comportamentale, presidente dell’Associazione Italiana di Psicoterapia Cognitiva e Sociale (AIPCOS),  Napoli.

Integrare le opzioni per migliorare il tono dell’umore

postato da Nicoletta Carbone il 10.11.2011
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Il trattamento farmacologico non è l’unica strada per combattere la depressione ed attivare le sostanze che migliorano l’umore. Scoperte degli ultimi 4-5 anni hanno confermato che l’uso di certi cibi e il cambiamento di alcune abitudini alimentari hanno potenti effetti sullo stato dell’umore, e si tratta di forme di terapia che possono integrarsi perfettamente alle terapie farmacologiche. Tutti dicono ad esempio che quando si è tristi si cercano i dolci, ma pochi sanno che proprio la ripetuta assunzione di dolci può favorire e provocare tristezza e stati depressivi. Sulla mente si può sempre intervenire in modo integrato, agendo in modo sinergico con farmaci, attività fisica, alimentazione. Talvolta è sufficiente ridistribuire i pasti, trasformare in un pasto vero la prima colazione, ridurre i carboidrati mangiati in giornata e fare quotidianamente attività fisica per modificare in pochi giorni anche stati emotivi altrimenti considerati gravi.

A cura del Dott. Attilio Speciani, specialista in Allergologia e Immunologia clinica.

L’importanza della prevenzione

postato da Nicoletta Carbone il 11.10.2011
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Si stima che ci siano circa 33-39 milioni di persone al mondo affette da Alzheimer e ci si aspetta che la prevalenza di questa grave malattie triplichi nei prossimi 40 anni. Si sente spesso dire che l’Alzheimer è una patologia che non si può prevenire. Ma sarà vero?
Un recente studio pubblicato su Lancet Neurology sembra indicare l’esatto contrario. I ricercatori indicano infatti 7 fattori di rischio modificabili attraverso interventi preventivi:

1) diabete
2) ipertensione
3) obesità
4) fumo
5) depressione
6) inattività mentale
7) sedentarietà.

I ricercatori sostengono che oltre metà dei casi di Alzheimer dipende da qualcuno di questi fattori. Sempre più ricerche ci indicano come malattie apparentemente lontane tra di loro condividono in realtà le stesse basi. Siamo di fronte ad un cambio epocale, ad un nuova medicina che non ha come obiettivo solo l’organo malato ma la cellula e che propone interventi preventivi che agiscono a molteplici livelli proteggendoci allo stesso tempo dalle malattie croniche della terza età.

A cura del Dott. Filippo Ongaro, Vice-Presidente Associazione Medici Italiani Anti-Aging (AMIA)

Pensieri e sentimenti nella depressione

postato da Nicoletta Carbone il 27.06.2011
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La depressione rappresenta un serio problema personale e sociale che, specie in questo periodo storico e nelle sue varie e diverse forme, sembra riguardare moltissime persone, direttamente e indirettamente. Inoltre, alcune informazioni sulla depressione potrebbero essere utili sia a chi, pur non soffrendo di depressione vera e propria, si trovi a condividerne anche solo alcune strutture mentali, sia a chi abbia una persona cara presumibilmente affetta da una forma di disturbo dell’umore. Innanzi tutto, uno dei nuclei centrali della depressione è costituito da una sensazione quasi permanente di impegno troppo gravoso e di sforzo sostanzialmente inutile. La depressione è tra l’altro caratterizzata dalla presenza di numerosi schemi mentali specifici, fra i quali: un’eccessiva necessità di approvazione; un’attenzione eccessiva ai temi di valore personale; un senso di ridotta auto-efficacia con emozioni frequenti di sentirsi in trappola; una specifica necessità di ricevere affetto, ma solo se espresso in un modo obbligato (che sta nella mente del soggetto depresso), respingendo l’affetto altrui se manifestato in altre forme. Si associa a questi elementi un atteggiamento verso sé stessi ostile e ipercritico, con giudizi negativi ricorrenti su di sé (sono fiacco, sono cattivo, sono incompetente, sono stupido, ecc..): ma questo atteggiamento tende a rimanere nascosto nelle relazioni sociali. Il dialogo interno, nella mente dei depressi, tende ad essere costituito da un accusatore interno incalzante che critica continuamente un’altra parte di sé sottomessa e impaurita. Da questo dialogo tacito, il soggetto resta sfiancato e abbattuto. In più, si riscontra sovente una caratteristica tendenza all’auto-sufficienza obbligata, per cui le persone sono riluttanti a chiedere aiuto per questi problemi, nella convinzione erronea di dover fare da soli. Stiamo attenti a queste caratteristiche, e tolleriamo la vergogna di parlare di questi eventuali stati d’animo, non solo con amici e familiari che potrebbero aiutarci emotivamente, ma anche e soprattutto con un esperto del campo: facendolo, potremmo cambiare nettamente in meglio la nostra vita.

Nota sulla depressione: trattandosi di un disturbo che può assumere caratteristiche anche gravi, chiunque ritenga di esserne affetto deve parlarne con uno psicoterapeuta, con uno psichiatra o con uno psicologo, o almeno con il medico di famiglia, poiché attualmente è possibile curare efficacemente la depressione attraverso terapie psicologiche e/o farmacologiche.

A cura del Dott. Francesco Aquilar, Psicologo e Psicoterapeuta Cognitivista e Comportamentale.

  • Un esperto per amico




    Attilio Speciani


    Specialista in Allergologia e immunologia clinica

     

    www.eurosalus.com





    Prof. Alberto Luini


    Direttore della divisione di senologia dello IEO






    Tetsugen Serra


    Maestro Zen - Fondatore della Mindfulzen: la Via di Consapevolezza

     

    www.mindfulzen.it

     

    www.monasterozen.it





    Prof. Antonino Di Pietro


    Direttore del Servizio di Dermatologia dell'Ospedale di Inzago (MI)

     

    www.antoninodipietro.it





    Dott. Francesco Aquilar


    Psicologo e Psicoterapeuta Cognitivista e Comportamentale

     

    www.aipcos.org





    Claudio Belotti


    Coach

     

    www.claudiobelotti.it





    Luigi Sutera


    Consulente d'immagine






    Giuseppe Alfredo Iannoccari, Ph.D.


    Presidente Assomensana

     

    www.assomensana.it





    Alessandra Rigoni


    Medico Chirurgo specialista in odontoiatria e ortodonzia a Milano






    Dott. Luca Avoledo


    Naturopata ed esperto di ecologia del corpo, nutrizione e salute naturale.

     

    www.lucaavoledo.it

     

    www.studiodinaturopatia.it





    Dott. Fabio Rinaldi


    Specialista in dermatologia e venerologia, Presidente della Fondazione IHRF in Milano.

     

    www.studiorinaldi.com





    Prof. Alessandro Nanussi


    Responsabile del Centro di Gnato-posturologia e dolore cranio-faciale, Osp. S. Gerardo, Clinica Universitaria della Milano-Bicocca. Past president della Società Italiana di Odontostomatologia dello Sport.

     

    www.studiodentisticonanussicoraini.it





    Prof. Marco Temporin


    Medico Chirurgo. Specialista in Igiene e Medicina Preventiva.

     

    www.marcotemporin.it





    Daniele Belloni


    Insegnante di yoga, scrittore e giornalista

     

    www.spazioshanti.org





    Mauro Castiglioni


    Farmacista Cosmetologo esperto in preparazioni Galeniche. Consigliere all'Ordine dei Farmacisti di Milano. Consigliere Nazionale SI.F.A.P. (Società Italiana Farmacista Preparatori






    Andrea Fratter


    Ricercatore, Cosmetologo ed esperto di Nutraceutica
    Docente presso la Scuola Internazionale di Medicina Estetica, SIME di Roma e presso il Corso di Perfezionamento in Farmacia e Farmacologia Cliniche dell’Università di Padova






    Dott.ssa Adele Sparavigna


    Dermatologa a Milano e Monza
    Direttore ricerche cliniche Istituto Derming

     

    www.adelesparavigna.it





    Raffaella Cicogna


    Body&Mind Coach

     

    www.raffaellacicogna.com





    Carlo Cazzaniga


    Artigiano - Artista

     

    https://cutcarlocazzaniga.net/
    artigianeide.wordpress.com





    Ines Seletti


    Presidente Ass. Adas Fidas Parma - Consigliera Ass. Fidas Nazionale con delega alla comunicazione e alle nuove tecnologie - Consigliera Ass. Futura Parma

     

    www.fidas.it

     

    www.adasfidasparma.it


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