Lo sbiancamento dei denti

postato da Nicoletta Carbone il 23.10.2015
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I denti si sbiancano per cessione di ossigeno allo smalto da un gel attivato in vari modi, con la luce o chimicamente per citare i più diffusi. I vari sistemi tendono ad equivalersi, ma va prestata attenzione alla sensibilità dentale dopo l’applicazione, e anche alla protezione delle mucose in quanto questi gel sono fortemente irritanti. L’effetto, variabile da persona a persona, può durare 6/12mesi, anche di più, dipende dal tipo di smalto e dall’assunzione di sostanze pigmentanti quali fumo, caffè vino etc…    Alla poltrona lo sbiancamento richiede un’ora , se invece si applica a casa dipende dalla metodica, via via meno efficace quanto meno concentrato ( ma anche meno irritante) è il gel. Se ci sono otturazioni o capsule in posizioni visibili, queste non si schiariranno risultando poi drammaticamente visibili, eventuali carie possono veicolare il gel nel dente con aumento della sensibilità e dolore: attenzione al fai da te!

A cura del Prof. Alessandro Nanussi

L’estetica dentale

postato da Nicoletta Carbone il 17.06.2015
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I denti non hanno di norma un colore bianco come quello che si può osservare in TV, ottenuto attraverso procedure di sbiancamento o faccette in ceramica, però le persone tendono  prendere come esempio ciò che vedono sui media : i parametri di giudizio, così falsati, possono portarci ad essere troppo critici con il colore del nostro smalto.
Tuttavia vi sono situazioni in cui, per ragioni congenite o per pigmentazione legata a fumo e alimenti o bevande ( vino, caffè…) , pur in presenza di un’igiene orale adeguata, il sorriso può avere un aspetto poco luminoso. Anche l’assunzione di alcuni farmaci può danneggiare l’aspetto dei nostri denti, e vi sono diversi sistemi per ritrovare un colore esteticamente adeguato.
Le procedure di sbiancamento domiciliare (da fare a casa) sono in genere meno efficaci, anche se più economiche, di quelle professionali applicate nello studio del dentista attraverso l’uso di gel che cedono ossigeno allo smalto e lo schiariscono.
Nei casi più impegnativi, o se vi sono sui denti otturazioni che ovviamente non si possono sbiancare, è possibile ricorrere a faccette in ceramica, applicate sui denti, o raramente (perché invasive) a corone protesiche senza metallo (metal – free) , consentendo così anche di cambiare, se gradito e indicato, la forma dei denti.
Essenziale, ma spesso trascurato, è l’aspetto delle gengive, che oltre che sane devono anche avere una anatomia corretta ed esteticamente valida.
A cura di Alessandro Nanussi, odontostomatologo

Igiene: quando e come iniziare a pulire i denti

postato da Nicoletta Carbone il 13.01.2015
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Cosa fare per evitare l’insorgere di carie e per evitare che i denti crescano storti
Al più presto iniziare a coinvolgere il bambino nell’igiene orale, come gioco prima e come manovra responsabile dai 3 anni. La salute dei decidui consente una permuta corretta, dal momento che il dente da latte è l’unico organo del corpo che si riassorbe (la radice) quando sta bene, non quando è in sofferenza (al contrario per es dei muscoli…). Per le carie attenzione ai cibi e alle bevande cariogene, ai dolci assunti fuori dal controllo dei genitori, alle bevande dolci sorseggiate a lungo o di frequente, alla famigerata camomilla dolce della notte…
Il fluoro: funziona, ma serve? La fluoroapatite che si forma al posto dell’idrossiapatite dello smalto è più resistente all’aggressione degli acidi prodotti dai batteri cariogeni e introdotti con le bevande (bibite) , ma in un contesto familiare di buona salute orale e buona igiene alimentare e domiciliare, la prevalenza della carie è molto bassa anche senza fluoro, presente comunque in acque e dentifrici, gomme da masticare ecc….
Per evitare che crescano storti, fatte salve le anomalie congenite, via il ciuccio al più presto per non deformare il palato e spostare i denti davanti, niente buco largo alla tettarella del biberon (ciucciare è un utile esercizio, meglio se un po’ faticoso), non si succhia il dito ( evidenti deformazioni allo scheletro facciale) nè oggetti…

A cura di Alessandro Nanussi, Odontostomatologo

STRESS E TENSIONI DELLA BOCCA

postato da Nicoletta Carbone il 25.10.2012
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Come imparare  a  rilassarla?

La bocca spesso diventa il bersaglio di stress e tensioni. Questo è dovuto anche alle valenze psicologiche che il cavo orale presenta: la bocca è, durante la fase orale del bambino, il mezzo attraverso il  quale conosce il mondo, per tutta la vita è la porta di ingresso degli alimenti che ci nutrono e garantiscono la nostra sopravvivenza. Il sorriso è il nostro biglietto di presentazione nel mondo sociale. E’ anche attraverso labbra e lingua che possiamo parlare ed esprimere le nostre idee. Infine la bocca rappresenta ovviamente anche un modo per entrare in intimità con l’altro sesso attraverso il bacio.

E’ comprensibile quindi sempre più spesso la bocca e le sue strutture siano coinvolte nel processo di dissipazione dello stress. Questo avviene attraverso dei comportamenti  particolari detti Parafunzioni, o anche attraverso  quelle che si chiamano abitudini viziate. Ambedue i comportamenti vengono messi in atto in modo inconsapevole dalla persona e hanno come bersaglio la bocca e le strutture che ne fanno parte.

Bisogna ricordare inoltre che questi atteggiamenti viziati  sono  ritenuti responsabili di alterazioni muscolari che a loro volta possono influenzare l’assetto posturale del rachide cervicale,ma anche dell’intera colonna.
Tra le abitudini viziate le più frequenti  ci  sono  la Deglutizione atipica, la Respirazione orale, l’Onicofagia, la morsicatura di labbra guance, oggetti, il succhiamento protratto di ciuccio, dito, lingua.
Tra le parafunzioni prenderemo in  considerazione il bruxismo attivo e il serramento notturno e/o diurno.

Cominciamo ad occuparci delle “parafunzioni” più comuni, e cioè il bruxismo e il serramento. Quest’ ultimo può essere solo notturno o anche presente durante il giorno, peggiorando ovviamente la sintomatologia .
Anche se Il bruxismo o digrignamento attivo è presente fisiologicamente in dentizione mista fino a 4-5 anni, l’eziologia di ambedue le parafunzioni è ormai riconosciuta essere  principalmente di tipo centrale, legata cioè allo stato psico-emotivo del soggetto. Può essere il tentativo di dissipare lo stress accumulato durante il giorno, emozioni “parassite” non elaborate (paura, rabbia, aggressività repressa).

Gli effetti di queste parafunzioni,soprattutto se protratte nel tempo, si manifestano localmente con abrasioni dello smalto e perdita del supporto osseo dando un quadro parodontale tipico del trauma occlusivo, retrazioni gengivali e conseguente ipersensibilità dentinale.
Ma anche effetti muscolari quali dolenzia ai muscoli masticatori, cefalee muscolo tensive, cervicalgie e ripercussioni su tutta la postura possono essere causate da queste parafunzioni.
Sofferenza  all’ATM con dolore all’atto masticatorio e incoordinazione condilo meniscale (click articolare durante la masticazione) può comparire  nei soggetti predisposti e comunque venire favorito da queste abitudini.
Ma allora, cosa possiamo fare per cercare di contrastare gli effetti di queste abitudini?

L’uso di un bite notturno,  ben bilanciato e costruito su misura da un dentista esperto, può essere un aiuto meccanico  ed evitare l’usura dei denti e aiutare il rilassamento muscolare.
Certo è che  ,soprattutto nel caso del serramento anche diurno, la muscolatura  periorale può trarre vantaggi da esercizi di rilassamento e di stretching come qualsiasi altro distretto corporeo.
E allora vi forniamo qui di seguito degli esercizi semplici da utilizzare  come una ginnastica quotidiana per aiutarvi a rilassare labbra e muscoli. Vi raccomando di svolgerli in un momento di tranquillità, prendendovi un po’ di tempo per voi stessi!

A cura della Dott.ssa Veronica Vismara, odontoiatra

Chewing gum:un piccolo piacere dai grandi benefici

postato da Nicoletta Carbone il 25.11.2011
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Ebbene sì ormai le gomme da masticare sono caldamente consigliate anche dai dentisti e i recenti test clinici confermano tutti i benefici di questo piacevole prodotto dolciario.

Le buone azioni svolte dal chewing gum sono molteplici e contribuiscono sia alla salute della bocca che al benessere generale. In molte persone  ha una vera azione anti stress, soprattutto laddove sia necessaria una concentrazione particolare. Non bisogna dimenticare, infatti che l’idea del chewing gum nacque al Generale  messicano Santana  che prese spunto dalle striscette di cuoio che venivano distribuite ai soldati  prima della battaglia, proprio per sfogare la tensione. Gli aromi che vengono aggiunti alla gomma da masticare risolvono in molti casi il problema dell’alitosi, handicap non da poco, soprattutto per chi ha una intensa vita di relazione ed è a contatto con il pubblico. L’aspetto però più sorprendente viene dall’azione anticarie del chewing gum, ampiamente confermato dai numerosi studi clinici condotti in molte università di tutto il mondo. Per dolcificare la gomma da masticare viene utilizzato uno zucchero vegetale estratto prevalentemente dalla betulla,lo xilitolo.

Questo gradevole componente è uno di zucchero virtuoso che fa parte della famiglia dei polialcoli e non permette la formazione dei batteri cariogeni. Addirittura lo xilitolo ha un’azione inibente nei confronti dei batteri e non impedisce la loro adesione alla superficie dello smalto.

Nel cavo orale, infatti dopo  circa 10 minuti dall’assunzione di cibo, il ph della saliva si abbassa drasticamente rendendo acido l’ambiente. Questo, assommato  alla presenza di residui di cibo, induce  la formazione di batteri estremamente aggressivi, come gli streptococchi, che  sono la causa della formazione della carie.

L’utilizzo della gomma da masticare blocca la formazione batterica e aiuta a mantenere il ph orale a livelli fisiologici.

Le ricerche cliniche condotte su ragazzi ai quali erano state date da masticare  per almeno 6 mesi,con regolarità gomme da masticare contenenti xilitolo,  hanno dato  esiti molto positivi.

In questi soggetti, infatti, si è constatata una riduzione della carie  del 70% rispetto ai coetanei che non erano consumatori i gomme da masticare.

Tale risultato è dovuto sia alla masticazione  continua indotta che aumenta la produzione di saliva e rimuove i resti del cibo sia  all’azione benefica dello xilitolo.

Ma le doti di questo piccolo piacere non finiscono qui. Con l’aggiunta di eccipienti come   il bicarbonato di sodio, il chewing gum riesce a ridurre le macchie prodotte dal caffè e dalle bevande e cibi colorati presenti sui denti. Infine  si può ottenere un piccolo  aiuto nelle diete  dimagranti: chewing gum in sostituzione degli spuntini si rispetta  con minor fatica la regolarità dei pasti.

A cura di Alessandra Rigoni, Medico Chirurgo Specialista in Odontoiatria e Ordotonzia a Milano.

  • Un esperto per amico




    Attilio Speciani


    Specialista in Allergologia e immunologia clinica

     

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    Prof. Alberto Luini


    Direttore della divisione di senologia dello IEO






    Tetsugen Serra


    Maestro Zen - Fondatore della Mindfulzen: la Via di Consapevolezza

     

    www.mindfulzen.it

     

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    Prof. Antonino Di Pietro


    Direttore del Servizio di Dermatologia dell'Ospedale di Inzago (MI)

     

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    Giuseppe Alfredo Iannoccari, Ph.D.


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    Medico Chirurgo specialista in odontoiatria e ortodonzia a Milano






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    Specialista in dermatologia e venerologia, Presidente della Fondazione IHRF in Milano.

     

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    Prof. Alessandro Nanussi


    Responsabile del Centro di Gnato-posturologia e dolore cranio-faciale, Osp. S. Gerardo, Clinica Universitaria della Milano-Bicocca. Past president della Società Italiana di Odontostomatologia dello Sport.

     

    www.studiodentisticonanussicoraini.it





    Prof. Marco Temporin


    Medico Chirurgo. Specialista in Igiene e Medicina Preventiva.

     

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    Daniele Belloni


    Insegnante di yoga, scrittore e giornalista

     

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    Mauro Castiglioni


    Farmacista Cosmetologo esperto in preparazioni Galeniche. Consigliere all'Ordine dei Farmacisti di Milano. Consigliere Nazionale SI.F.A.P. (Società Italiana Farmacista Preparatori






    Andrea Fratter


    Ricercatore, Cosmetologo ed esperto di Nutraceutica
    Docente presso la Scuola Internazionale di Medicina Estetica, SIME di Roma e presso il Corso di Perfezionamento in Farmacia e Farmacologia Cliniche dell’Università di Padova






    Dott.ssa Adele Sparavigna


    Dermatologa a Milano e Monza
    Direttore ricerche cliniche Istituto Derming

     

    www.adelesparavigna.it





    Raffaella Cicogna


    Body&Mind Coach

     

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    Carlo Cazzaniga


    Artigiano - Artista

     

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    Ines Seletti


    Presidente Ass. Adas Fidas Parma - Consigliera Ass. Fidas Nazionale con delega alla comunicazione e alle nuove tecnologie - Consigliera Ass. Futura Parma

     

    www.fidas.it

     

    www.adasfidasparma.it


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