Lo stress: come affrontarlo in città

postato da Nicoletta Carbone il 29.07.2013
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Anche vivendo in una città, ovvero in un ambiente che per lo più è molto stressante, possiamo concederci dei momenti nei quali nutrirci di quell’energia che soltanto le cose vive ci possono dare. Troppo spesso trascuriamo questo aspetto e pensiamo che la vita di città non comporti alcuna possibilità di un contatto con la natura. Cerchiamo invece di non perdere le occasioni per approfittare di un po’ di verde: parchi e giardini, ma anche un angolo di prato sotto casa.

Natura vivente vuol dire mondo vegetale e mondo animale. Anche un semplice prato con degli alberi può diventare la cornice per delle esperienze di contatto con esseri viventi, piccolissimi come un fiore o uno stelo d’erba, oppure grandi come un albero, e conoscerci di più attraverso questo contatto. Prendiamoci del tempo, almeno qualche volta al mese, per fare tutte le scoperte che un parco cittadino ci consente di fare.

Un albero è un essere vivente che si risveglia a ogni stagione, che si riempie di verde, di foglie, anche di frutti. E ha una sua personalità. È qualcosa da toccare, da sentire. Forse quand’eravamo bambini ci piaceva l’idea di salire sugli alberi, di fare acrobazie, di lasciarci andare penzoloni dai rami… Se lo abbiamo fatto da piccoli, possiamo provare a ritrovarne il gusto; se non lo abbiamo mai fatto, da adulti forse non ci sentiremo di salirvi sopra con il rischio di cadere, ma proviamo almeno a chiudere gli occhi e a sentire che cosa vuol dire toccarne la scorza, sentire che è vivo.

Un albero non serve solo per sedersi all’ombra a leggere e a godere della sua frescura. Può servirci a entrare in contatto con un essere vivente, un vegetale, in modo un po’ più profondo di quanto abbiamo fatto finora. Giriamogli intorno, osserviamo il suo tronco, i rami contorti, i loro nodi, i segni del tempo. A volte un ramo tagliato permette di vedere i cerchi del taglio, di calcolarne l’età. Proviamo ad abbracciare il tronco. Che effetto ci fa? Superiamo il leggero imbarazzo che può crearci questo gesto insolito e godiamoci il contatto.

E poi sediamoci sul prato e proviamo a guardare con occhi diversi e nuovi i piccoli esseri viventi che sono gli steli d’erba, che sono i fiori. Proviamo a sentire la terra sotto i nostri piedi: togliamoci le scarpe e sentiamo di poter stare a piedi nudi sull’erba, oppure proviamo a stenderci sull’erba, a sentirne l’odore. Possiamo entrare in contatto con i rametti, gli steli, le foglie; possiamo confrontare tutte queste piccole forme di vita e ammirarne, forse per la prima volta, le forme, le dimensioni e i colori diversi, scoprendo che anche in un prato cittadino c’è tantissima vita. Questo contatto con la terra, con le erbe, con le centinaia e centinaia di essenze diverse che ci sono intorno a noi, può diventare l’occasione per una profonda esperienza meditativa.

Possiamo scoprire anche le innumerevoli forme di vita animale: i piccoli insetti, dalle farfalle agli scarabei, dalle formiche alle mosche, dalle libellule ai grilli che popolano un prato. Ci siamo mai soffermati ad ammirarli, con gli occhi con cui da bambini scoprivamo il mondo e le sue meraviglie? Se ci permettiamo di abbandonarci con animo semplice a queste scoperte, poco per volta potremo recuperare un po’ di leggerezza. E ci renderemo conto, forse, che anche se nella nostra vita abituale temiamo di sporcarci o di bagnarci, e abbiamo paura delle sensazioni sgradevoli che potrebbero emergere dall’immersione nella natura, questo contatto diretto è molto più ricco di quanto potremmo immaginare. E vale una maglietta o un paio di jeans macchiati…

A cura di Alessandra Callegari, Counselor, esperta di bioenergetica e formatrice

E’ meglio vivere in città o in campagna? Il cervello non ha dubbi!

postato da Nicoletta Carbone il 19.07.2011
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Spesso si discute se meglio vivere in città o in campagna e per sostenere le diverse tesi si fa riferimento a diversi fattori, quali la qualità dell’aria, dei servizi, dell’offerta culturale e sociale ecc. Su questi temi difficilmente ci si mette d’accordo, poiché ciascuno ha le proprie preferenze. Se la domanda la facciamo al nostro cervello, però, avrebbe pochi dubbi sulla risposta.

Vivere in città comporta un elevato stato di attivazione di molte funzioni cerebrali: attenzione (attraversare la strada, guidare nel traffico), concentrazione (disturbata dai rumori cittadini), memoria (disturbata dalla fretta delle faccende da fare), movimento (ci si muove con i mezzi e poco a piedi), i centri cerebrali deputati alla gestione degli stati emotivi (amigdala e giro cingolato) che sono costantemente attivati dai mille pericoli cittadini e a lungo andare creano uno stato di attivazione anche quando non ce n’è bisogno.

E’ vero che quando il cervello è impegnato si allena. Tuttavia, elevati e continui livelli di stimolazione stressano le risorse cognitive e provocano l’effetto contrario. L’allenamento deve seguire ritmi naturali, in modo da consentire al cervello di fare l’allenamento secondo i suoi ritmi. Diversamente, ecco aumentare ansia, depressione, precoce deterioramento delle funzioni cognitive ecc.  E se proprio non si può andare a vivere fuori città?

Ben venga una bella passeggiata nel parco o una giornata al mare, campagna o montagna una volta a settimana. Rigenera e distende.

A cura del Dott. Giuseppe Alfredo Iannoccari, Presidente Assomensana

  • Un esperto per amico




    Attilio Speciani


    Specialista in Allergologia e immunologia clinica

     

    www.eurosalus.com





    Prof. Alberto Luini


    Direttore della divisione di senologia dello IEO






    Tetsugen Serra


    Maestro Zen - Fondatore della Mindfulzen: la Via di Consapevolezza

     

    www.mindfulzen.it

     

    www.monasterozen.it





    Prof. Antonino Di Pietro


    Direttore del Servizio di Dermatologia dell'Ospedale di Inzago (MI)

     

    www.antoninodipietro.it





    Dott. Francesco Aquilar


    Psicologo e Psicoterapeuta Cognitivista e Comportamentale

     

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    Claudio Belotti


    Coach

     

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    Luigi Sutera


    Consulente d'immagine






    Giuseppe Alfredo Iannoccari, Ph.D.


    Presidente Assomensana

     

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    Alessandra Rigoni


    Medico Chirurgo specialista in odontoiatria e ortodonzia a Milano






    Dott. Luca Avoledo


    Naturopata ed esperto di ecologia del corpo, nutrizione e salute naturale.

     

    www.lucaavoledo.it

     

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    Dott. Fabio Rinaldi


    Specialista in dermatologia e venerologia, Presidente della Fondazione IHRF in Milano.

     

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    Prof. Alessandro Nanussi


    Responsabile del Centro di Gnato-posturologia e dolore cranio-faciale, Osp. S. Gerardo, Clinica Universitaria della Milano-Bicocca. Past president della Società Italiana di Odontostomatologia dello Sport.

     

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    Prof. Marco Temporin


    Medico Chirurgo. Specialista in Igiene e Medicina Preventiva.

     

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    Daniele Belloni


    Insegnante di yoga, scrittore e giornalista

     

    www.spazioshanti.org





    Mauro Castiglioni


    Farmacista Cosmetologo esperto in preparazioni Galeniche. Consigliere all'Ordine dei Farmacisti di Milano. Consigliere Nazionale SI.F.A.P. (Società Italiana Farmacista Preparatori






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    Direttore ricerche cliniche Istituto Derming

     

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    Raffaella Cicogna


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    Carlo Cazzaniga


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    Presidente Ass. Adas Fidas Parma - Consigliera Ass. Fidas Nazionale con delega alla comunicazione e alle nuove tecnologie - Consigliera Ass. Futura Parma

     

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